Beh, aggiungerei almeno Gallinari... (certo, non è più in A)Credo comunque che il problema non sia affatto come e quanto si lavori nei settori giovanili: ci sono sempre ottimi allenatori (vogliamo dimenticarci di Schiavi? Andrea è solo un esempio, sia chiaro).
La difficoltà penso nasca piuttosto dall'impatto fisico che l'allargamento del mercato della serie A in pratica a tutto il mondo impone partita dopo partita.
Il passaggio dalll'under 19 ai senior è oggi devastante non solo sul versante mentale, ma anche su quello atletico. Diventa sempre più improbo per i nostri ragazzi essere competitivi su un livello che (almeno per quanto riguarda il fisico se non la tecnica) è decisamente più alto rispetto al passato.
Siamo o no mediamente più bassi degli slavi, dei balcanici e dei ragazzi dell'est europeo? E siamo o no meno atletici degli africani e degli antilliani da cui derivano i coloured usa e francesi?
Certo, poi ci sono gli spagnoli... E qui il mio ragionamento sembrerebbe cadere...
E' però anche questione di generazioni, talvolta straordinarie, oltre che della capacità di un movimento di generare un'attenzione che da noi è sempre e comunque cannibalizzata dal calcio.
Non che il football non sia dominante pure in terra iberica, però sembrerebbe che lì l'opinione pubblica sappia guardare con interesse anche al basket, dove tra l'altro non c'è quel fenomeno "tremendo" del tifo organizzato contro l'avversario (che tanto male e tante sciagure procura all'Italia cestistica)