valdas Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 RIETI, 20 ottobre 2005 - Willy Sojourner, l'ex-campione di basket statunitense di 57 anni, tornato recentemente a Rieti dopo quasi venti anni di assenza e molto amato dai sostenitori reatini, è morto la notte scorsa poco dopo mezzanotte in un incidente stradale. In base a quanto confermato dagli operatori del 118 di Rieti, intervenuti dopo una segnalazione da parte del 113, Sojourner avrebbe sbandato a bordo della sua auto sulla strada Terminillese all'altezza della frazione di Vazia finendo contro un albero. L'ex cestista è morto sul colpo. Il suo corpo è stato portato all'obitorio di Rieti. Onore al grande Willy, è sempre stato uno dei più grandi anche per la sua simpatia. RIP ...
Silver Surfer Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 Un Grande giocatore ed un mitico personaggio. Impazzò negli anni in cui Varese impazzava.
sertar Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 MILANO, 20 ottobre 2005 – Lo Zio Willie se ne è andato. Questa volta per sempre, non come quel giorno di primavera del 1982 quando, dopo sette stagioni in Italia, decise di dire addio al basket per tornare a casa negli Stati Uniti. Willie Soujourner, indimenticato centro della Sebastiani Rieti, è morto all’età di 57 anni in un incidente stradale avvenuto poco dopo la mezzanotte. La tragica fine è avvenuta proprio nella città che lo aveva adottato e che nello scorso settembre lo aveva riportato in Italia, 22 anni dopo, offrendogli un incarico biennale nel settore giovanile e di guida tecnica per i lunghi della formazione di Legadue. L’autovettura guidata da Sojourner, per cause ancora da accertare, avrebbe sbandato sulla strada Terminillese, all'altezza della frazione di Vazia, finendo contro un albero. L'ex cestista è morto all'istante. Nato a Germantown, Pennsylvania, il 10 settembre 1948, Sojourner frequentò la Weber State University e nel 1971 fu seconda scelta dei Chicago Bulls. Anziché giocare nella Nba accettò le offerte dell’allora concorrente Aba e giocò, con discreti risultati, per due anni nei Virginia Squires e per due anni nei New York Nets. Dopo una stagione nei Lancaster Red Roses della lega minore Eastern Basketball Association, dove fu MVp dei playoff seppur persi, nel 1976 l’approdo in Italia, all’Althea Rieti in A-2. La sua classe purissima e la sua tecnica da centro puro erano perfetti per una squadra che aveva talento da vendere con il giovane playmaker Roberto Brunamonti, l’altro regista Gianfranco Sanesi (che sposò la sorella di Sojourner da cui ebbe il figlio David, ora a Cecina in B-1), il citato Zampolini, il tiratore Pino Danzi e due altri califfi che si alternarono nel ruolo di ala, prima Cliff Meely e poi Lee Johnson. Nel 1978 e nel 1979 Rieti arrivò addirittura in semifinale scudetto, perdendo contro Varese e Virtus Bologna; nel 1979 perse anche la finale di coppa Korac contro il Partizan Belgrado e l’anno dopo si prese la rivincita a Liegi ai danni del Cibona Zagabria. Dopo sei stagioni a Rieti e, in calando fisico, Sojourner si spostò a Perugia, neopromossa in A-2, per la sua ultima stagione da giocatore. Il ritorno negli Stati Uniti non fu una passeggiata di salute. Lontano dalle luci della ribalta Sojourner visse anche momenti difficili, si era adattato a fare lavoretti di ogni tipo, anche decisamente umili, e addirittura per un periodo aveva fatto perdere le sue tracce. Il mese scorso il ritorno in Italia. Al suo arrivo, a Fiumicino, ad accoglierlo c’era Domenico Zampolini, altro nome storico della Sebastiani Rieti e oggi team manager della società. Scarpe da basket, jeans e una maglietta azzurra a righe bianche che lasciava intendere come rispetto ai giorni da atleta fossero parecchi i chili accumulati, Sojourner non aveva però perso la sua verve. L’accoglienza del suo pubblico – 5000 spettatori al Palaloniano per un’amichevole contro Roma, ma anche applausi a scena aperta pochi giorni dopo a Veroli – lo aveva indotto ad accettare le offerte della società e a restare a Rieti. I tifosi lo avevano adottato e anche la squadra lo aveva accolto alla grande come aveva detto solo pochi giorni fa Marcus Melvin: “E’ un grande personaggio. Ci dà allegria, tranquillità ma anche consigli utili, sia dal punto di vista tecnico che nella vita. E’ come un compagno”. Una nuova favola durata soltanto un mese
spiff Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 Io ne ho un ricordo vaghissimo ma molto positivo. Rip
SteveNashaVarese Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 Quanto meno si può dire che ha chiuso dopo avere ritrovato affetto e serenità, che non è poco. RIP
ZkZk Posted October 20, 2005 Posted October 20, 2005 Quanto meno si può dire che ha chiuso dopo avere ritrovato affetto e serenità, che non è poco.RIP 38558[/snapback] Un grande: con Cliff Meely una delle più grandi coppie che abbia mai giocato in Italia.... Have a nice journey Willy... Bye, Mau
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