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Bellissimo post, tratto da Basketforum.

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Il commentino finale lo prendo un po’ alla larga, che tanto ‘sto thread lo leggono quattro gatti. 5 paginette per questo, 15 per quello sui Mondiali di atletica, perdio, che sarà anche la regina degli sport, ma delle due l’una: o ci hanno presi in giro per anni e anni, oppure molte delle gare di adesso non valgono niente, perché (così per esempio) i pesisti lanciano 2 metri meno di 20 anni fa, le velociste vanno mezzo secondo più lente sui 100 metri, due secondi sui 400, eccetera. Lumache, praticamente. E poi non è che il doping sia roba d’altri tempi: Montgomery fa il record sui 100 e scopri che è bombato, idem poi Gatlin. Ma va be’. In fondo il Giro d’Italia e il Tour de France sono ormai robe che dopo averle seguite per 3 settimane ti dicono che il vincitore era marcio, se non l’hanno squalificato a metà corsa, mentre l’altra metà dei favoriti l’hanno già tenuta a casa in anticipo; eppure le tappe sono stracolme di spettatori. Hanno dimostrato che il campionato di calcio era una pantomima in cui due squadre si spartivano primo e secondo posto, un’altra era terza di fisso e le altre facevano tappezzeria, ma gli stadi sono di nuovo pieni, tv e giornali parlano al 90% di ‘sta monnezza. Ma è logico. Chi va in tv in chiaro, esiste. E il basket resta per i pochi intimi del satellite.

Giornata strana, quella di ieri, con tante piccole cose che mettono di malumore. Come aperitivo, sul quotidiano rosa, la solita etichetta “Preolimpico” anziché “Torneo delle Americhe” o “Americas Championship”. Inutile rimenarla per l’ennesima volta (vedi messaggio iniziale del thread), ma ti chiedi perchè dei professionisti devono fare le cose così di malavoglia, col pilota automatico. Non pretendi passione, anzi è comprensibile che dopo 20-30 anni di lavoro ne abbiano pieni i maroni. Però, perché se leggi Basketnet o altre cose fatte da volontari, trovi roba più interessante, o perlomeno messa insieme con più voglia? Ma questa è lana caprina, buona per fare i fenomeni tra sé e sé, durante il solito viaggio in treno sovraffollato e bisunto, da impiegato pendolare pagato poco, ma non sottopagato, perchè il lavoro è talmente disutile che va già bene così.

Poi capita che compri a 4,50 euro un mensile di basket – ben fatto, eh, precisiamo; anzi, se qualcuno di loro per caso stesse leggendo, massimo rispetto: qui si scherza un po’ – e leggi di come, agli Europei, Gallinari «è destinato a fare il sesto uomo, tenendosi pronto a illuminare il campo col suo talento», e poi ti si decanta «la capacità di Galanda di giocare due ruoli» e «le doti di combattente di Mason Rocca». Eh già, perchè la rivista esce a fine mese, ma deve chiudere il numero almeno due settimane prima (forse tre, in questo caso), così se gli va di sfiga, come stavolta, la loro pietanza è già rancida quando arriva in edicola. Poi c’è il solito battage in copertina per i tre golden boys nostrani, che certo sono bravi e fanno sognà, ma qualcuno si ricorda che gente come Kirilenko e Nowitzki, al primo Europeo della carriera, non è che abbia spaccato il mondo? A parte che vedere il Gallo in copertina in maglia azzurra mette tristezza, i veterani di Stoccolma e Atene potrebbero anche offendersi, alla lunga. Che ormai nessuno li fila più.

Leggi anche, su quel mensile, alcune affermazioni ardite («Denis Marconato che possiede la fisicità e l’esperienza per domare i big men di tutta Europa», Belinelli che «come di fronte a una cometa, siamo rimasti fissi a guardare, storditi dalla bellezza e dalla fluidità del suo gioco», «chi può marcare la combinazione finta-palleggio-arresto-tiro del nostro 2,13? [bargnani]»), ma sono opinioni legittime, anche se, rispetto al pur bravo articolista, hai il vantaggio di aver seguito l’ultima fase della preparazione, e allora sai che i tre in questione faranno presumibilmente cagare, salvo resurrezioni.

Poi ci sarebbe anche il pelo nell’uovo che ti sorbisci un delirante fanta-racconto di Oriani su un titolo Knicks nel 2010, mentre nel mese degli Europei femminili (in casa), la suddetta rivista non mette una riga di basket donne. In pratica abbiamo tale Joe Pepperoni (un tifoso Knicks che compare nel delirium di Oriani) ma zero Chicca Macchi. Pazienza. Sai bene che il Mago, il Beli, il Gallo e la Nba fanno vendere copie e il femminile no, è solo un tuo inutile pallino recente. Tanto la rivista la compri sempre, idem quell’altra, l’unico settimanale su piazza, che pure è svillaneggiato regolarmente dai sapienti di questo forum.

Arriva sera. Tanto per farti del male, dai un’occhiata a quello che danno su Rai3 al posto di Italia-Slovenia. Così, per capire quale pietra miliare della tv non si potesse spostare dal palinsesto. “Turisti per caso” con Patrizio Roversi e Syusy Blady. Roversi è a Dubai, a pontificare sulle disparità sociali negli Emirati e a ironizzare sulla pista da sci al coperto che si sono fabbricati. La Blady è in Togo, a fare domande pietose sulle usanze locali e a ridere di gusto per ogni risposta, con l’aria di chi prende per il culo. Esempio: visita un ospedale. Una dottoressa locale ha in braccio un bebè rachitico. La Blady chiede: “Ma avete il necessario per curarlo?” “No”. La Blady ride. Ma che cazzo ridi? Altra scena. Parla con un italiano che racconta di essere arrivato lì come missionario, ma di essersi poi spretato perchè «è successa una storia d’amore». «Ma che bello!», scodinzola la tipa, che poco prima si era prodotta nei soliti luoghi comuni contro la Chiesa che si oppone alla contraccezione, brutti retrogradi. Ziu càn, cane ziu.

Per fortuna arriva l’ora. L’ora di andare a prendere la cassetta della partita dal suocero, perchè vuoi vederla dall’inizio, mica solo la differita del 2° tempo su Rai3. Ovviamente hai fatto di tutto per non sapere il risultato. Non fai a tempo a entrare in casa sua, che il suocero ti fa, garrulo e saputello: «Pensa, abbiamo perso di 1 punto! 69-68. Un canestro proprio all’ultimo, ma guarda un po’». Cercando di reprimere gli istinti omicidi, gli spieghi che guardare una partita sapendo già il risultato è come andare al cinema a vedere un giallo e trovare uno stronzo che ti dice il colpevole prima che inizi... così forse capisce, lui che lo sport lo considera un’inutile perdita di tempo. Allora lui borbotta imbarazzato, poi fa la pantomima: scoppia a ridere, dice che era uno scherzo. Ti sforzi di crederci, d’altronde dopo l’inizio pietoso dell’Italia ti convinci che è impossibile che finisca 69-68. Poi l’Italia rimonta e allora capisci che è morta ogni speranza di vivere “emozioni veri” (cit.). Tripla di Soragna... dai che la scippiamo, magari scherzava davvero, er suocero... segna Lakovic. Ma vai veramente affancù! Perdere in volata con la Slovenia, perdio, che s’era fatta inculare all’ultimo tiro persino dalla Cina (ai Mondiali), è davvero il colmo. Va bene di 10 o 15, ma in volata con la Slovenia no!

Per il nervoso non riesci a dormire fino alle 3, rotolandoti nel letto con visioni varie, tra cui quella di Pagnozzi, il segretario del Coni, il quale ha messo il basket tra le medaglie probabili, anzi doverose, di Pechino. Pagnozzi, ma dalla poltrona sulla quale sei assiso, hai coscienza della realtà?

Ecco, in una giornata così c’è bisogno di qualche appiglio per aggrapparsi, qualche punto fermo, un segno di speranza in tanto schifo. Sì, servono certezze, e una è che gli Stati Uniti hanno di nuovo la nazionale più forte. È stato carino vedere le europee e l’Argentina svillaneggiare il potente (vedi sotto, la firma del qui scrivente), ma ora è tempo che le cose tornino a posto. Molti godono se perdono gli Usa, ma io dopo un po’ mi sento a disagio, come se il mondo non girasse più nel verso giusto, come se sulla margherita non c’andasse più la mozzarella. E poi questo stato di cose acuisce le cazzate che si leggono in giro. Ad esempio c’è chi sostiene (addetti ai lavori e non) che il Cska è la squadra più forte del mondo, Nba compresa, poi vedi un Dalembert qualsiasi che ridicolizza Andersen, Savrasenko e compagnia. O che ormai il 90% delle partite Nba fa cagare, meglio l’Eurolega, i giocatori Nba sono solo dei viziati arroganti figlidelghetto che non sanno giocare di squadra. Ci sarà pure un fondo di verità, ma un po’ d’equilibrio mai? Fare meno le banderuole a seconda di dove tira il vento?

La plebe ne rimane disorientata. La gioventù soprattutto, dico. Da un lato è abituata a vedere la Nba come er mejo (perché la Nba fa sognare, l’Eurolega no), dall’altro non capisce perché gli Usa non vincono un oro a livello mondiale da 7 anni. Non può sapere, la plebe, che è dura vincere un Mondiale o un Olimpiade mettendo insieme una squadra nuova di zecca a due settimane dall’evento (prima della gestione Colangelo, intendo), che si gioca con le regole, le misure e gli arbitraggi Fiba, e che gli avversari sono cresciuti esponenzialmente. Su quest’ultimo punto, i nostalgici del passato, quelli che “il livello è calato”, “le squadre di allora darebbero 30 punti a quelle di oggi”, si riguardino qualche vhs di partite anni ’80-90: grande tecnica, divertimento, per carità, ma azioni al rallentatore e difese che iniziavano a 4-5 metri da canestro, non di più. Insomma, un gioco improponibile oggi, a volte imbarazzante. Le avversarie del Dream Team ’92 sembrano manovali del Csi capitati lì per caso. Poi ci sono altri dettagli, tipo che il miglior giocatore della stagione e l’Mvp delle finali sono europei. Quella di oggi è la miglior generazione di giocatori internazionali che si sia mai vista, lo vogliamo capire o no? Petrovic, Galis, Sabonis erano altrettanto grandi rispetto ai loro tempi, forse anche di più, ma in assoluto no, no, no. Il Dream Team poteva entrare in campo dopo una sbronza e una partita a golf e vinceva lo stesso di 40, ma non è solo perché quelli erano gli 11 più forti di allora (e non solo): dipende anche dagli avversari.

Ma dite voi in quale altro sport, a una squadra messa insieme in 15 giorni (intendo, sempre, prima del 2006) si chiede di sbaragliare avversarie che si preparano per mesi e anni, fare spettacolo su ogni azione perché se no delude, e anzi, pure se stravince, incanta, scrive pagine di leggenda, c’è qualcuno che storce la bocca, che sarebbe come se gli ebrei quando Dio gli mandò la manna dal cielo, si fossero lamentati che era troppo salata. Vedi per il Dream Team originale. Lasciamo perdere uno Zucconi, che deve avere un’opinione su tutto anche quando non sa un cazzo. E quindi disse fregnacce. Ma prendiamo Dario Colombo, allora direttore di Giganti del Basket. Il pur valido scrisse un querulo editoriale in cui auspicava che tornasse tutto come prima, perché la Nba aveva ucciso la competizione e così non andava bene, anzi lui s’annoiava. Colombo, a distanza di 15 anni vorrei ancora sapere: ma eri in te o fuori di te, mentre scrivevi quella roba? Cioè, lasciando pur perdere il principio per cui tutti hanno il diritto di competere al massimo delle proprie forze, ti rendevi conto che quelli, in un mese, hanno promosso il basket più loro che in 100 anni di storia tutti gli altri, e tu li vuoi ricacciare via?

Perché alla fine il punto è questo, la nazionale Usa deve servire come promozione globale del basket, e solo lei può farlo, perché (piaccia o no ai papaloukofili e ai diamantidiani) dal Canada all’Asia alla Nuova Zelanda, e persino in Inghilterra, se mai sanno cos’è il basket, la gente si esalta per LeBron e non per la difesa della Grecia, così come sono i Beatles e i Rolling Stones a conquistare il mondo e non un sofisticato Frank Zappa, non so se il paragone calza. Se la Nba va in crisi di credibilità, anche se per colpa dei soloni che prendono i risultati delle nazionali come specchio dei valori assoluti, ci perdiamo tutti.

Per fortuna, in questo Torneo delle Americhe sembra che gli americani abbiano capito cosa serve per la restaurazione. Si sono preparati di più, non hanno stravolto il gruppo dell’anno scorso (che, anziché sproloquiare che han fatto figure di merda, ricordiamoci che, a parte con l’Italia e la Grecia, hanno battuto tutti di 20-30, e l’Argentina di 15 nella finale 3° posto), si sono passati la palla non proprio come il buon vecchio Dream Team, ma nemmeno male (e non solo Kidd); hanno capito che in campo internazionale, e non da ieri, senza tiro da 3 ti inculano, ed ecco 20 bombe a bersaglio in semifinale e 20 in finale. Può lasciar perplessi che pure gli americani si siano convertiti alla sparakkiazja (cit.), ma è un concetto diverso, qui si tira da 3 per punire sistematicamente la zona, non come coperta di Linus e velleitaria speranza quando non si sa che minchia fare o non si ha voglia di sforzarsi a battere l’uomo. Infatti, appena possibile, loro ti rifilano i loro 1 contro 1 e le schiacciate in contropiede.

Ma al di là della tattica, il discorso è semplice: se gli Usa portano davvero i migliori, o almeno 4 o 5 di loro, sono ancora i più forti. Ahò, questi non hanno solo vinto, hanno polverizzato tutti con 40 punti di scarto medio. Ok, gli assenti dell’Argentina: ma era 35-14 dopo il 1° quarto, 118-81 alla fine con la pipa in bocca… ed è pur sempre una squadra che ha battuto tutte le altre. Questi Usa 2007 erano una delle squadre più forti che si siano mai viste, non abbiamo paura a dirlo. E il mondo sembra poter girare di nuovo dalla parte giusta.

Concludo dunque questa breve orazione rivolgendomi a chi segue il basket da almeno una ventina d’anni: invece di vivere sempre nella nostalgia di Jordan, Magic, Bird, godiamoceli, tipi come LeBron, Carmelo e Kobe, perché non se ne vedono tutti i giorni. E speriamo che a Pechino si presentino loro e i vari Kidd, Wade, Stoudemire: avremo solo da guadagnarci.

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Non tutti la pensano allo stesso modo...

ESPN has a piece on who is better, this Team USA or the Dream Team.  While I agree that if the 07 team was playing the 92 Olympics they could have terrorized all opponents similar to the Dream Team, I think the Dream Team is a far superior team.  Far superior!  One of the comments near the end pretty much sums it up, with Malone and Barkley coupled with Robinson and Ewing the Dream Team was so well rounded at every position.  Thats a weakness that the 07 has. Howard is great, but I would love to get a guy like Emeka Okafor on the team to back him up with hard-nosed interior play. They are thin in the paint and that can be exploited.

http://sports.espn.go.com/nba/columns/stor...&id=3002943

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