Silver Surfer Posted April 1, 2008 Posted April 1, 2008 Quindi Ponch., incominciando dalle bimbe, - bimbe-Germania? Oppure, visto l'origine del Dirigente, - bimbe-Polonia/Lituania... ...?
Virgus Posted April 1, 2008 Posted April 1, 2008 Quindi Ponch., incominciando dalle bimbe, - bimbe-Germania? Oppure, visto l'origine del Dirigente, - bimbe-Polonia/Lituania... ...? A Ponchiaz non piacciono se non sono made in shenzen ...
Ponchiaz Posted April 1, 2008 Posted April 1, 2008 A Ponchiaz non piacciono se non sono made in shenzen ... Per favore, pietà.
Virgus Posted April 1, 2008 Posted April 1, 2008 (edited) Per favore, pietà. Edited April 1, 2008 by Virgus
Miki24 Posted April 1, 2008 Posted April 1, 2008 Canottiera- Italia Maglietta- USA Jeans- Italia Mutande- italia felpa- China Scarpe- Taiwan
Ponchiaz Posted April 8, 2008 Posted April 8, 2008 Ferrero vince causa in Cina, sospesa la vendita del Rocher copiato La Corte Suprema di Pechino ha confermato la sentenza di secondo grado, nella quale la Montresor veniva condannata a pagare un risarcimento simbolico alla Ferrero e le veniva imposto di sospendere le vendite e cambiare la confezione dei suoi cioccolatini «Tresor Dor», uguale a quella dei Ferrero Rocher dell'azienda italiana. La Montresor è stata anche condannata a pagare un risarcimento simbolico di 50mila euro. L' amministratore delegato dell' azienda Giovanni Ferrero ha voluto chiamare personalmente l'ambasciatore d'Italia in Cina Riccardo Sessa per ringraziarlo del forte sostegno fornito dall' Ambasciata nelle fasi processuali e non processuali della vicenda ed assicurargli che la Ferrero si accinge ad espandere la propria presenza in Cina. «Una vittoria importante per tutta l'industria italiana, dal momento che le copie di prodotti del Made in Italy sono, purtroppo, un fenomeno diffuso». Così la Ferrero definisce, in una nota, la sentenza della Corte Suprema di Pechino. «Il merito - afferma l'azienda - va dato all'Ambasciata d'Italia a Pechino e a tutto il Sistema Italia che, in questo caso, ha funzionato con grande sinergia, egregiamente coordinato dalla nostra diplomazia. È già duro per le aziende italiane, come anche per tutte quelle straniere in genere, entrare in Cina, superare le resistenze verso i prodotti occidentali, costruire una rete commerciale, investire sul posto, per poi trovarsi ad avere a che fare con un nemico forte e invisibile come l'industria del falso». La Ferrero spiega che la sentenza «apre scenari di sviluppo nuovi, capaci sempre più di attrarre capitali d'investimento straniero in terra cinese» e ricorda che «nel paese orientale è con Rocher leader assoluto delle praline e protagonista del crescente mercato del cioccolato». «La sentenza favorevole di oggi - conclude la nota - rafforza la volontà della proprietà e in particolare del ceo, Giovanni Ferrero, responsabile dell'area business del gruppo, di guardare alla Cina come un mercato di grande interesse per il futuro». ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ottimo così.
ROOSTERS99 Posted April 8, 2008 Posted April 8, 2008 Ferrero vince causa in Cina, sospesa la vendita del Rocher copiato La Corte Suprema di Pechino ha confermato la sentenza di secondo grado, nella quale la Montresor veniva condannata a pagare un risarcimento simbolico alla Ferrero e le veniva imposto di sospendere le vendite e cambiare la confezione dei suoi cioccolatini «Tresor Dor», uguale a quella dei Ferrero Rocher dell'azienda italiana. La Montresor è stata anche condannata a pagare un risarcimento simbolico di 50mila euro. L' amministratore delegato dell' azienda Giovanni Ferrero ha voluto chiamare personalmente l'ambasciatore d'Italia in Cina Riccardo Sessa per ringraziarlo del forte sostegno fornito dall' Ambasciata nelle fasi processuali e non processuali della vicenda ed assicurargli che la Ferrero si accinge ad espandere la propria presenza in Cina. «Una vittoria importante per tutta l'industria italiana, dal momento che le copie di prodotti del Made in Italy sono, purtroppo, un fenomeno diffuso». Così la Ferrero definisce, in una nota, la sentenza della Corte Suprema di Pechino. «Il merito - afferma l'azienda - va dato all'Ambasciata d'Italia a Pechino e a tutto il Sistema Italia che, in questo caso, ha funzionato con grande sinergia, egregiamente coordinato dalla nostra diplomazia. È già duro per le aziende italiane, come anche per tutte quelle straniere in genere, entrare in Cina, superare le resistenze verso i prodotti occidentali, costruire una rete commerciale, investire sul posto, per poi trovarsi ad avere a che fare con un nemico forte e invisibile come l'industria del falso». La Ferrero spiega che la sentenza «apre scenari di sviluppo nuovi, capaci sempre più di attrarre capitali d'investimento straniero in terra cinese» e ricorda che «nel paese orientale è con Rocher leader assoluto delle praline e protagonista del crescente mercato del cioccolato». «La sentenza favorevole di oggi - conclude la nota - rafforza la volontà della proprietà e in particolare del ceo, Giovanni Ferrero, responsabile dell'area business del gruppo, di guardare alla Cina come un mercato di grande interesse per il futuro». ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ottimo così. ....a me puzza di cioccolatino (appunto...) per addolcirci il pillolone........ Comunque, almeno pare sancito un diritto sacrosanto; vedremo !
ROOSTERS99 Posted April 8, 2008 Posted April 8, 2008 Meglio di un calcio nei coglioni, ne converrai. Assolutamente sì !
Luna Argentata Posted April 8, 2008 Posted April 8, 2008 " La Cina sblocca Wikipedia Per la sola durata dei giochi olimpici, e purché non si cerchino termini politicamente vietati. La Cina sembra aver allargato un pochino le maglie della censura, permettendo a Wikipedia in lingua inglese di essere nuovamente raggiungibile. Il rapporto tra Wikipedia e Cina è sempre stato piuttosto travagliato: se all'inizio anche la versione in lingua cinese dell'enciclopedia online era bloccata, nel novembre del 2006 essa aveva potuto tornare accessibile. I contenuti in lingua inglese, invece, erano ancora oggetto di censura. Ora, invece, Wikipedia in inglese può essere consultata anche dal Paese asiatico, sebbene i blocchi della censura non siano stati completamente eliminati: la ricerca di alcuni termini sensibili, infatti, non porta ad alcun risultato. Questi termini sono ovviamente quelli che possono avere qualche valenza politica, come la parola Tibet: non molto tempo fa anche YouTube era stato oscurato perché conteneva materiale non gradito. La mossa del governo cinese è dovuta al parere degli ispettori del Comitato Olimpico Internazionale, che hanno preteso l'apertura di Internet per tutta la durata dei giochi. Terminati i quali, si teme, tutto tornerà come prima. " [ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-04-2008]
EmaZ Posted April 22, 2008 Posted April 22, 2008 Solo perofil o grigioperla La bancarella cinese la lascio a spiff
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