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Comunque, il dvd della prima serie posso recuperartelo io. Per altro, da quella fanosa fanciulla...........

Perfetto, grazie Roo.

Mi sembra a qs.punto cosa buona e giusta ringraziare quella fanmosa fanciulla personalmente... ;):P;) ;)

Organizzi Tu? :yes::rolleyes:

  • 4 weeks later...
  • 9 months later...
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Inchiesta interessante sulla Banda di quasi due anni fa....

Edited by ROOSTERS99
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Uff... io di RC ho visto solo qualche minuto qua e là.

Però sono completamente drogato di La Nuova Squadra

:rolleyes:

Io invece ero tossicodipendente della Squadra ma vecchia serie. La Nuova proprio non mi ha appassionato

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Interessante.

Anche se il discorso relativo alla segretezza del viso di Antonio Mancini...ricordo che nell'interessantissimo documentario di History Channel dell'anno scorso era ben visibile...anzi, ora cerco in rete...ecco!

Ed anche qui...

http://www.youtube.com/watch?v=N_21GFI8FJI...feature=related

Sì, beh...... il documentario di History è successivo; evidentemente Mancini cambiò opinione sul non farsi riprendere il viso.

  • 3 months later...
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CRIMINALITA'

Rapina a Roma, ucciso Angelo Angelotti

boss storico della banda della Magliana

E' morto mentre tentava di mettere a segno un nuovo colpo a Spinaceto. Legato all'ex organizzazione criminale e più volte in carcere. Secondo alcune ricostruzioni nel febbraio del 1990, con una scusa, avrebbe attirato 'Renatino' De Pedis in un negozio di antiquariato in via del Pellegrino dove fu assassinato

di VALERIA FORGNONE

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Angelo Angelotti, boss della banda della Magliana, ucciso mentre tentava di rapinare due gioiellieri a Roma

Ha concluso il suo 'Romanzo criminale' così come lo aveva vissuto: con la pistola in mano. Sull'asfalto di largo Guido Buzzelli, a Spinaceto, quartiere a sud di Roma, Angelo Angelotti è stato freddato da un proiettile partito dalla pistola di un gioielliere che aveva appena tentato di rapinare insieme ad altri due complici. All'età di 62 anni aveva provato a mettere a segno l'ennesimo colpo della sua vita. Una vita trascorsa tra il carcere e la strada. In passato, infatti, era stato uno dei boss della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che, a cavallo tra gli anni '80 e '90, ha tenuto sotto scacco la capitale. Agguati, rapimenti, sparatorie, riciclaggio e droga. Proprio in quest'ultima attività sembra essere stato coinvolto anni fa, Angelotti. Sarebbe stato lui, secondo le ricostruzioni dell'epoca, a tradire 'Renatino' De Pedis in via del Pellegrino nel febbraio del 1990 indicandolo ai killer che lo avrebbero ucciso.

L'ultima rapina. Con altri due complici, oggi ha tentato di rapinare due fratelli gioiellieri, sorpresi nella loro auto con preziosi del valore di 75mila euro, pronti a partire per una fiera all'estero. I due negozianti si sono difesi e hanno impugnato l'arma: un colpo ha raggiunto e ucciso l'ex boss della Magliana. Gli altri due banditi sono rimasti feriti, uno ha provato la fuga, ma dopo i controlli della squadra mobile, è stato trovato all'ospedale Cto con una ferita al torace. Angelotti invece è morto sul colpo.

L'omicidio di Renatino. Dodici anni fa, secondo alcune indagini, sarebbe stato incaricato di attirare il capo della banda, Enrico De Pedis, nell'agguato mortale dietro a Campo dè Fiori, ora seppellito nella basilica di Sant'Apollinare. Con la scusa di un acquisto di preziosi lo avrebbe infatti invitato nella sua bottega da antiquario in via del Pellegrino davanti alla quale il boss venne freddato da due sicari in moto intorno alle 13. Una responsabilità che però Angelotti aveva sempre negato: ''Non sono un infame. Io quella mattina in via del Pellegrino non c'ero''. Per quell'episodio, comunque, fu condannato a 15 anni per concorso in omicidio.

http://video.repubblica.it/le-inchieste/ma...rta/42102/42069

La carriera criminale di Angelotti. Cresciuto a Tor Marancia, Angelotti aveva alle spalle una lunga carriera criminale proseguita anche dopo il declino della banda della Magliana con l'operazione ''Colosseo'', l'inchiesta del 1993 che portò a decine di arresti e allo smantellamento dell'organizzazione. In dieci anni è stato un continuo entrare e uscire dal carcere. Tra gli anni '90 e il 2000 venne infatti arrestato due volte: il 14 dicembre del 1998, dopo che era stato già condannato in primo e secondo grado a 30 anni di reclusione per omicidio, associazione mafiosa e traffico internazionale di droga, fu catturato dai carabinieri mentre era sul punto di fuggire per evitare la sentenza della Cassazione. Nel luglio del 2000 venne nuovamente arrestato, con altri nomi storici della banda, attraverso un'inchiesta su usura, droga, gioco d'azzardo. Angelotti si occupava in particolare del traffico di stupefacenti, nell'ambito di un'organizzazione, scriveva il gip nell'ordinanza ''discendente direttamente dalla vecchia banda della Magliana''.

La Banda oggi. Dopo la lunga scia di sangue che ha caratterizzato lo scorso anno tra agguati e sparatorie in strada, a Roma si potrebbe riaprire il capitolo banda della Magliana. A novembre scorso, il sindaco Gianni Alemanno aveva detto: "Dobbiamo evitare che oggi nel 2011 ci sia un nuovo fenomeno come la banda della Magliana". Il picco di criminalità aveva preoccupato anche il prefetto, Giuseppe Pecoraro, che però aveva cercato di mettere un freno dichiarando che "si tratta di piccole bande che cercano di occupare il territorio per avere l'esclusiva sul traffico di droga o comunque per fatti connessi al traffico di droga". Poi descrivendo le vittime del duplice omicidio di Ostia che avevano avuto, anche loro, vecchi legami con l'ex organizzazione criminale, aveva aggiunto: "Non è vero che appartenevano alla banda della Magliana: oggi non esiste più".

Nino l'Acattone. Ma con la morte di Angelotti, in passato boss e poi rapinatore, qualche dubbio potrebbe tornare e avvalorare le parole di Antonio Mancini, "Nino l'Accattone" che nel direttorio criminale padrone di Roma tra la metà degli anni '70 e i primi anni '90, sedeva alla destra di Franco Giuseppucci "er Negro" e Maurizio Abbatino, "Crispino". "La Banda della Magliana esiste ancora - disse in un'intervista del 2010 a Repubblica - Ha usato e continua ad usare i soldi di chi è morto e di chi è finito in galera. E non ha più bisogno di sparare. O almeno, di sparare troppo spesso".

(28 aprile 2012)

Link articolo completo

Edited by ROOSTERS99
  • 2 weeks later...
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CASO ORLANDI

Sant'Apollinare, si apre la tomba di De Pedis

Il fratello della giovane scomparsa nel 1983: «Non credo e mi auguro che non ci sia mia sorella. E' un passo importante»

L'ingresso della Pontificia Università di Santa Croce (Proto) ROMA - E' stato tra i primi ad arrivare lunedì mattina davanti alla chiesta di sant'Apollinare, in vista dell'apertura della tomba del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, il cui nome è stato collegato con quello della figlia del messo papale scomparsa nel 1983. Pietro Orlandi e i legali della famiglia di Enrico De Pedis, sono entrati intorno alle 9 nella basilica romana di Sant'Apollinare. Il fratello di Emanuela Orlandi lo considera un passo importante: «Non credo e soprattutto non mi auguro che lì dentro ci sia Emanuela. E' comunque un passo importante. E' l'inizio di una collaborazione tra Vaticano e magistratura nella massima trasparenza mi auguro: siamo favorevoli a tutto ciò che può fare chiarezza». CAPALDO - A Sant'Apollinare anche il procuratore della capitale Giancarlo Capaldo, che ha in mano l'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, Simone Maisto e il capo della squadra mobile, Vittorio Rizzi. Insieme a loro anche un camion della polizia scientifica e i marmisti. €Dopo l'ispezione il corpo sarà portato all'Istituito di medicina legale del Verano.

PETIZIONE - Pietro Orlandi è certo che a smuovere le acque sia stata la petizione al papa che finora ha raccolto 82 mila adesioni e la mobilitazione dell'opinione pubblica. «La prossima settimana incontrerò il sindaco Alemanno - aggiunge - per la manifestazione che organizzeremo il 27 maggio: in Comune mi hanno confermato che esporranno la gigantografia di Emanuela. Alle 9.30 ci si ritroverà in Campidoglio e ci saranno anche il presidente della Provincia Zingaretti e l'ex sindaco Veltroni. Alle 10.30 ci metteremo in marcia verso San Pietro per l'Angelus: spero che il Papa dica una preghiera e inviti chi sa a parlare».

Redazione Roma online CORRIERE.IT

14 maggio 2012 | 10:19

Edited by ROOSTERS99
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Ma la Chiesa...... dare due spiegazioni verosimili sul perchè il malavitoso più famoso d'Italia è stato tumulato in una chiesa del Vaticano?

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Ma la Chiesa...... dare due spiegazioni verosimili sul perchè il malavitoso più famoso d'Italia è stato tumulato in una chiesa del Vaticano?

La spiegazione e' banale; si e'comprato il posto. Punto.

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La spiegazione e' banale; si e'comprato il posto. Punto.

In realtà non si possono comprare loculi all'interno delle chiese perche sono riservati esclusivamente a quelle persone che si sono contraddistinte in vita per il loro esempio cattolico-morale.

Ancora oggi c'è chi non vorrebbe che la tomba di Rossini sia in Santa Croce perche in vita è stato un gran libertino... figurati tu il Dandy.

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Da quando donare vagonate di soldi non garantisce la qualifica di "persone che si sono contraddistinte in vita per il loro esempio cattolico-morale" ?

  • 1 month later...
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Segnalo su SKYuno la prima serie in onda adesso i primi episodi.....

Sempre MITICI !!

Edited by ROOSTERS99
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Si chiude il caso De Pedis, le spoglie

traslate dalla basilica di S.Apollinare

Il corpo dell'ex boss della Banda della Magliana trasferito all'alba di lunedì 18 giugno. Il suo nome era comparso nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi

Traslata la salma del boss

ROMA - Si chiude con un trasloco senza clamore, l'intricata vicenda della sepoltura del boss della banda della Magliana in una importante chiesa della Capitale. Il corpo di Enrico De Pedis - il cui nome era entrato di prepotenza nella vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi, dopo le rivelazioni di una sua ex compagna che lo avevano messo il relazione con il sequestro di 29 anni fa - è stato traslato all'alba di lunedì 18 giugno dalla basilica di Sant'Apollinare a Roma.

La moglie di De Pedis con il suo legale , sullo sfondo la bara dell'ex boss viene caricata su un furgone (Proto) PRESENTI MOGLIE E FRATELLI - La moglie e i fratelli di De Pedis, con l'avvocato Maurilio Prioreschi, sono entrati in chiesa intorno alle 7 da una porta laterale. La bara di zinco è stata trasportata fuori dalla chiesa intorno alle 8 e portata via da un furgoncino delle pompe funebri. Il corpo di De Pedis era stato tumulato nella cripta della basilica per volere della famiglia e dopo aver ricevuto il nulla osta dell'allora vicario di Roma cardinale Poletti.

La Scientifica al lavoro a Sant'Apollinare (Proto) TRADITO E UCCISO - De Pedis morì in una sparatoria a Campo de Fiori - un agguato seguito alla soffiata di un componente della Banda che lo aveva tradito - il 2 febbraio 1990. Il suo nome entrò nella vicenda Orlandi a seguito di una telefonata giunta nel 2005 alla trasmissione «Chi l'ha visto?» che suggeriva di andare a vedere chi fosse sepolto nella cripta di Sant'Apollinare per capire la verità sulla scomparsa della ragazza. L'ingresso della Basilica di Sant' Apollinare (Proto) LA SCIENTIFICA IN CHIESA - In seguito a presunte rivelazioni, per fugare il sospetto che nella tomba di De Pedis fossero sepolti anche i resti della ragazza rapita in Vaticano il 22 giugno 1983, i magistrati romani titolari dell'inchiesta sul caso Orlandi avevano disposto poche settimane fa la ricognizione sui resti di De Pedis, poi avvenuta il 14 maggio scorso. Visto il buono stato di conservazione è stato possibile identificare immediatamente che si trattava del boss della banda della Magliana, come hanno confermato gli esami del Dna.

Redazione Roma Online 18 giugno 2012 | 10:03

Edited by ROOSTERS99

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