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«lo non ho paura». II budget non condiziona Caja: «La forza è il lavoro»


simon89

Attilio Caja non si spaventa di fronte ad una Pallacanestro Varese che partirà sulla carta nelle retrovie della serie A, almeno stando alla classifica dei budget. Il tecnico pavese ribadisce la piena fiducia negli operatori di mercato che stanno costruendo il roster e confida che lavoro e coralità possano spingere il club biancorosso a massimizzare i suoi talenti: «Partire da dietro non mi spaventa, né mi fa paura giocare contro avversarie che sulla carta hanno più qualità, se dalla mia parte ho gente motivata e elementi di buone qualità atletiche che hanno voglia di crescere. Ho massima stima nelle capacità di Bulgheroni e Coldebella nelle scelte di mercato: tra noi c'è un ottimo rapporto basato su un dialogo costante, mi fido del loro fiuto e io farò del mio meglio per assemblare il materiale umano in palestra».

Dunque più che sui soldi si farà leva su collettivo e disponibilità al lavoro? «Facendo leva su mentalità, attitudine e spirito di squadra qualcosa di buono tireremo fuori - spiega. Sono consapevole delle difficoltà nel puntare su giocatori non affermati e non di prima fascia, la mia presunzione è che con la forza lavoro alla fine dell'anno varranno come e più dei più blasonati, come è capitato nel finale del 2016-17 tant'è che ora facciamo fatica a tenere i giocatori che hanno migliorato il loro status».

Quali sono le carte vincenti da giocare sul mercato? «Offriamo una piazza dove i tifosi spingono i giocatori a dare più del loro valore e una so- cietà che mette ognuno nelle miglior condizioni per lavorare. Chi sceglie Varese deve farlo con l'orgoglio di giocare al PalA2A, non perché è un ripiego: non vogliamo essere la caita di riserva per scontenti, ma accogliamo gente affamata per cui ogni partita sarà una battaglia e ogni allenamento un investimento per il futuro».

Quindi Eyenga e Anosike resteranno solo se convinti di farlo? «Le parole fanno piacere, ma devono dimostrarci con i fatti la loro voglia di rimanere: sarò eternamente riconoscente per quello che hanno fatto nella stagione passata, ma se gli obiettivi non collimano ognuno andrà per la sua strada senza rancore. Non possiamo permetterci di andare tutte le sere a cena in un ristorante stellato, ma ci sono osterie o trattorie dove si mangia altrettanto bene senza dove rimpiangere quel che non si può fare».

Quindi fiducia nella possibilità di disputare una stagione positiva anche con risorse limitate: «Nello sport conta il concetto di massimo relativo e non di assoluto: per vivere serenamente la stagione alle porte dobbiamo puntare a fare il meglio possibile rispetto al potenziale a disposizione. A Varese i tifosi valgono punti in più in classifica e la società onora regolarmente gli impegni: premesse ottime per lavorare, senza pensare che a ogni giocatore ingaggiato ce n'è uno migliore che non abbiamo preso, e dando tempo di crescere a un gruppo che darà sempre il massimo ogni giorno».

Giuseppe Sciascia

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