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«Tutti insieme per i playoff»


Giancarlo Ferrero non vede l'ora di giocarsi un posto ai playoff in un altro "tempio" del basket italiano come il PalaDozza di Bologna. Il capitano dell'Openjobmetis racconta così il momento magico vissuto dalla sua squadra e lo stato d'animo del gruppo in vista dello spareggio di domenica sul campo della Segafredo: «Dopo aver raggiunto aritmeticamente la salvezza ci siamo ulteriormente galvanizzati, sapendo di poter raggiungere un obiettivo che darebbe ulteriore valore a quello che abbiamo costruito tutti insieme, dai giocatori allo staff alla società ed ai tifosi. Sappiamo che le ultime 4 partite saranno tutte decisive a partire da quella di Bologna. Affronteremo una grande squadra che è reduce da una bella impresa a Torino, non sarà facile ma giocare al PalaDozza con in palio un piazzamento playoff è una di quelle partite che qualsiasi giocatore vorrebbe avere la fortuna di disputare».

Dal sedicesimo posto di fine andata al settimo a 4 turni al termine: comunque finisca la volata playoff, un'impresa notevole...

«La nostra forza, anche nei momenti più difficili del girone d'andata, è stata quella di mantenere la fiducia nel sistema e nel lavoro in palestra che portavamo avanti quotidianamente. Anche quando abbiamo perso 5 partite consecutive, molte delle quali in volata o per episodi avversi, eravamo comunque consapevoli che c'era una identità forte alla quale fare riferimento, e alla fine avrebbe pagato. Sta pagando adesso, e vogliamo continuare su questa strada perché vincere dà una grande spinta per provare ad andare fino in fondo in questa rimonta playoff».

Dunque è la compattezza del gruppo a fare la differenza?

«La cosa bella è che chiunque entra riesce a dare il suo contributo, proprio perché c'è un sistema ben chiaro in campo e c'è un modo di lavorare altrettanto costante in settimana. Sono le stesse certezze che ci hanno permesso di proseguire senza sbalzi di tensione in occasione dei tanti cambi del roster: la storia di quest'anno è stata travagliata dagli infortuni, però l'importante è il collettivo che portiamo avanti sempre e comunque a prescindere da chi è protagonista a rotazione e chi gioca di più in una singola partita. L'identità della squadra vale più dei singoli, è questo il nostro segreto».

Domenica contro Reggio Emila è stata una vittoria più di cuore che di tecnica, quanto conta l'empatia con il PalA2A che vi segue con un calore sempre più vibrante?

«Ci ha dato una grossa mano il pubblico: ad un certo punto non si sentiva più nulla in campo, per noi la spinta dei tifosi è importantissima e ci ha stimolato a mettere in campo l'energia necessaria per quelle piccole cose che hanno fatto la differenza. Poi sulla tripla della sicurezza di Larson è esploso letteralmente il PalA2A...».

Ora anche il tabù dei finali in volata fatale spesso all'andata sembra superato...

«Il meglio di noi riusciamo a darlo quando riusciamo ad imprimere il marchio della nostra difesa, pressando e mettendo in campo la nostra aggressività. Poi capita di avere qualche calo se gli avversari provano a mischiare le carte, ma l'importante è continuare sempre a giocare con le nostre regole: vincere nel finale dopo essere partiti a più 20 ed essere stati sorpassati era già capitato contro Avellino, ci siamo ripetuti contro Reggio Emilia e questo ci dà grande fiducia per questo rush finale».

Giuseppe Sciascia


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