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Arrivederci Varese. Che gioia, che rimpianti...


simon89
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Coi Resuscitabili non ci si annoia mai. Con i Resuscitabili ci si diverte. Con i Resuscitabili ci si incazza, ma sapendo che il perdono arriverà presto. Con i Resuscitabili ci si commuove, davanti al calore di un addio e ai campioni veri che salutano il basket. Con i Resuscitabili ci si mangia anche le mani, infine, pensando a quello che avrebbe potuto essere e invece non sarà.

Nell’analisi di Varese-Cremona, l’ultima di Masnago, partiamo proprio da qui: stai a vedere che alla fine dei giochi la Openjobmetis resterà fuori dai playoff per la classifica avulsa...

Con il successo contro i cugini della Bassa la squadra di Caja sorpassa anche Torino, issandosi al 10° posto a quota 26: dovesse essere vittoria anche domenica, e dovesse essere accompagnata dalle sconfitte contemporanee di Brindisi, Pistoia e Capo d’Orlando (o due sole di esse), i biancorossi sarebbero condannati a finire la stagione a inizio maggio solo da un quoziente canestri tragico negli scontri diretti (-33 nella parità a quattro squadre, -30 in quella a tre).

Quante le occasioni sprecate, quante le debacle della prima parte della stagione, quante le partite buttate via costano ora dei rimpianti veri?

Chiodi sulla bara

Fermiamoci qui e torniamo alla gioia del PalA2A. Alle ovazioni da brividi prima della palla a due per Bulleri e Ferrero, un vecchio marpione che scrive l’ultima pagina della sua storia e un capitano adrenalinico cui affidare il futuro. Ai cori per Attilio Caja, agli ennesimi due punti conquistati di un ritorno fantastico. Alla morte sportiva di Cremona (una squadra che nella partita dell’anno difende come hanno difeso i pretoriani di Lepore per 35’ non merita la Serie A…) cui Varese mette i chiodi sulla bara.

Non in modo scontato: Maynor e compagni a tratti dominano dando spettacolo, a tratti si addormentano, a tratti scompaiono, regalando un finale thrilling quando non se ne sentiva il bisogno. Alla fine, però, sono applausi veri: per il top scorer Johnson (18 punti anche se con un 2/9 da 3), per un Maynor da 16 e 7 assist, per un Avramovic che passa sul parquet 16 minuti di impegno, giudizio, ottimi spunti e qualche errore, per la difesa di Eyenga Per tutti. Arrivederci ragazzacci: ci avete fatto penare, ma sarà un dolore non vedervi più.

La cronaca

Cinque punti in fila del nuovo capitano Ferrero inaugurano la contesa e vengono conditi dallo strapotere difensivo e a rimbalzo di Oderah Anosike, con Varese che scappa sul 7-2 del 3’. I biancorossi giocano sul velluto, Cremona è ovviamente nervosa: Johnson Odom, marcato da Eyenga, dice qualche parolina di troppo al congolese, che reagisce beccandosi prima un tecnico e poi segnando la tripla del 10-5. Qualche disattenzione difensiva permette alla Vanoli di rientrare fino al 15-13 (liberi di Harris), ma la sinfonia della tranquillità biancorossa rende bene in attacco: le scariche di Johnson, Eyenga e Maynor valgono il +10 del 9’ (25-15), solo temperato dalla tripla di Wojciechowki per il 28-20 del 10’.

Il rientro lascia spazio a Bulleri e Avramovic, con il serbo bravo a rompere subito il ghiaccio con una tripla e poi a distinguersi per attenzione difensiva e per le sue brillanti folate in campo aperto. I primi 5 minuti della seconda frazione sono tutti suoi e di una Varese che ricomincia a stringere le maglie anche dietro: conseguenza ne è che al 15’ il vantaggio ritorna ampiamente in doppia cifra (38-25). Dopo aver toccato anche il +15, tuttavia, la squadra di casa si specchia un po’ in se stessa e subisce il rientro dei “cugini”, che si piazzano a zona e scrivono un 8-2 di parziale che riduce il gap fino al +10 (45-35) dell’intervallo.

Palle perse ed errori dopo il tè caldo, intervallati da tre lampi, uno varesino e due cremonesi: Johnson punisce dall’arco, la replica sono due canestri impossibili di Johnson-Odom (47-40 al 22’). Qui inizia un quarto a due volti. Il primo è una Varese che corre, difende, piace e diverte, divertendosi: fino al 62-45 del 28’ Masnago è una boutique del basket nella quale si segnalano le pregevolezze di Eyenga, Maynor, Johnson, Pelle e Avramovic. Il secondo è una reazione degli ospiti, punti nell’orgoglio dai cori di disapprovazione dei loro tifosi, che scrive un break di 10 a 0 a fissare il 62-55 del 30’ e a riaprire la partita.

Ma per davvero. Perché se la Openjobmetis nei primi minuti del tempo conclusivo sembra tornare in controllo (Cremona dal -5, sul 64-59, viene rispedita da due canestri consecutivi di Johnson a -12, sul 76-64 del 35’), il pensiero di non dover brigare più di tanto per aver ragione alla fine frega gli uomini dell‘Artiglio. Johnson-Odom e Turner iniziano a fare i diavoli e la Vanoli ci crede: il parziale dei viaggianti è di 11-0 e i tre liberi (uno solo segnato) del play-guardia ex Sassari provocano addirittura il -1 (76-75) quando il match è già abbondantemente dentro l’ultimo minuto. Il Dominique ex Alba Berlino prende l’iniziativa e sbaglia, ma il rimbalzo offensivo con canestro di Anosike si rivela provvidenziale: 78-75 con 3” sul cronometro. La replica di Mian e compagni, dopo il timeout, non arriva: finisce così.

Fabio Gandini

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