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C'è Johnson. Basterà? Tesoretto investito ma i dubbi restano tanti


simon89
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L'Openjobmetis mantiene la rotta già tracciata prima del tonfo casalingo nel derby contro Cantù. Completata l'operazione Dominique Johnson, già in itinere dallo scorso weekend, nel momento in cui l'Alba Berlino ha trovato il sostituto della guardia statunitense scelta da Varese per sostituire il suo omonimo Melvin Johnson. Ma al momento non sono previste altre operazioni, e nessuna valutazione è in corso sulla posizione di Paolo Moretti: nonostante il ruolino di marcia a dir poco "zoppicante" degli ultimi 40 giorni (10 sconfitte in 12 partite, 5 su 6 in casa) il coach toscano non è in discussione. Ed anzi è stata proprio la sua decisione di dare fiducia ad Eric Maynor (che nelle ultime tre gare è parso tonificato dalle maggiori certezze garantite sulla sua posizione) e cercare un rinforzo sul perimetro a dettare l'agenda alla società sulla strategia di mercato da seguire. Dunque il tesoretto deliberato dal CdA per potenziare il roster è stato investito interamente su Johnson; ma basterà l'aggiunta di una punta di sicuro valore per far ripartire la peggiore Openjobmetis del post-LegAdue (3-7 ad un terzo di regular season è il secondo peggior record degli ultimi 15 anni dopo il 2-8 della Cimberio di Mrsic poi retrocessa nel 2007-08)?

Il 29enne fuciliere statunitense potrà certamente sopperire ai problemi offensivi -Varese è dodicesima nei punti segnati a 77,3 e tredicesima nelle percentuali dall'arco al 32,3% - soprattutto per quanto riguarda il gioco a metà campo, essendo un finalizzatore provetto in grado di costruirsi un tiro da sé. Ossia quel che mancava per non dipendere troppo dalle invenzioni di Maynor (troppo spesso in riserva di energie nel quarto periodo) o dalle accelerazioni di Eyenga (troppo spesso in affanno quando non può sfruttare la sua potenza atletica). Ma i problemi in difesa, fatali ben più dell'asfissia del quarto periodo nel derby contro Cantù? Ancora una volta, contro un esterno pericoloso in penetrazione e un lungo agile, la retroguardia biancorossa ha fatto acqua, dimostrando che la coppia Maynor-Anosike è strutturalmente incompatibile nella protezione del "pitturato". E i cambi sui giochi a due, che danno cattiva copertura sul perimetro e su eventuali secondi tiri, rendono ancora più evidenti gli affanni di Kangur, quintessenza del giocatore di squadra il cui rendimento decisamente negativo è la cartina di tornasole di una squadra che non vince per cattive alchimie tecniche di chi l'ha assemblata e non per cattiva volontà di chi va in campo.

Gli errori estivi sono evidenti da due mesi, ma solo ora - dopo una catena di sconfitte preoccupante che ha ingenerato una spirale di negatività assai complicata da invertire -si è riusciti a intervenire con un innesto di innegabile qualità, che non risolve però l'equivoco più evidente sull'asse portante play-pivot. La sconfitta con Cantù ha azzerato il credito dell'ambiente nei confronti della squadra: nelle prossime gare casalinghe con Reggio Emilia e Klaipeda servirà una netta inversione di tendenza, altrimenti rischia davvero di crollare tutto addosso a chi ha costruito questa impalcatura di squadra pericolante...

Giuseppe Sciascia

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