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Capolavoro Varese. Tripudio a Masnago


simon89
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Varese conferma la sua vocazione da ammazzagrandi. Dopo il raid di Venezia, concede il bis imponendo il suo mix di aggressività difensiva e lucidità offensiva alla corazzata EA7. Dopo 50 giorni di digiuno, un PalA2A rovente (record stagionale: 4.393 paganti) vive una serata da ricordare a lungo per le emozioni forti che Ferrero e compagni riescono a trasmettere in 40 minuti adrenalinici.

I biancorossi dominano tatticamente il derby contro una Milano inespressiva e conquistano un'altra vittoria tanto insperata quanto meritatissima che permette loro di veleggiare verso acque più tranquille in classifica. Un grigiore acuito dalla rinuncia per turnover a Kuzminskas (preservato per la sfida contro Barcellona) che fa a pugni con la verve riversata in campo da una Varese capace di riprodurre in salsa cestistica l'esito finale del biblico duello tra Davide e Golia. Partita condotta in maniera perfetta da Attilio Caja che spegne le punte ospiti fermando le incursioni di Theodore e Goudelock e imposta una gara in modalità control-game concedendo 72 punti a un'EA7 reduce dai 102 fatturati venerdì scorso contro il Maccabi Tel Aviv. Gara ben impostata sulla carta ma anche giocata con grande energia e lucidità sul campo: le quattro guardie di Varese vincono nettamente il duello di "centrocampo" con i più conclamati avversari e le geometrie oliatissime costruite dagli esterni di casa garantiscono equilibrio ed efficacia alla manovra rispetto alla reiterata staticità di un'EA7 costretta ripetutamente a girare al largo dal pitturato con un modestissimo 10/36 da 3.

L'eroe della serata è Cameron Wells che dopo 16 partite da bruco si libera dal bozzolo mentale di dover giocare per i compagni grazie all'arrivo di Tyler Larson e si libra in volo come una splendida farfalla illuminando il PalA2A con una prestazione di rara solidità (8/13 al tiro, 6/6 ai liberi, 7 rimbalzi, 5 assist e 34 di valutazione). I giochi a due tra l'esterno texano e un sostanziosissimo Cain sono la principale risorsa per Varese che trova però spunti decisivi anche da Aleksa Avramovic: tornato nel suo molo ideale di sesto uomo, il serbo incendia Masnago con 11 punti in 4' nel primo affondo del secondo quarto, sfruttando la trazione posteriore con tre guardie per liberare la sua ritrovata capacità di colpire dal perimetro. Attacco solido limitando gli errori a dispetto di un paio di passaggi a vuoto nel finale del terzo quarto e negli ultimi 5', ma soprattutto difesa di granito per negare incursioni al ferro ad una Milano incapace di sfruttare appieno il suo maggior potenziale fisico.

Così Varese incassa l'applauso a scena aperta del PalA2A - con tanto di "cata su" finale - per una vittoria in grado di svoltare definitivamente la sua stagione dopo l'acuto del Taliercio. Dopo tante settimane frustranti nel coniugare tanto impegno ma zero punti in classifica, la squadra di Caja ha fatto en plein nelle due partite sulla carta più proibitive. A conferma del fatto che per questa squadra non esistono partite perse in partenza: se Ferrero e compagni riescono a dare il 100 per cento e gli avversari non pareggiano la loro energia, nessuna impresa è preclusa. Soprattutto dopo i correttivi Vene e Larson, più funzionali al sistema rispetto ai predecessori Hollis e Waller. Ora Varese ha imparato a coniugare cuore e testa, e può regalare altre serate esaltanti ai suoi tifosi.

Giuseppe Sciascia

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