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Derby insipido per una Varese senza due stranieri. Tutto facile per Milano


simon89
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Il vecchio adagio secondo il quale il buongiorno si vede dal mattino (e viceversa) trova conferme al Forum di Assago dove Varese perde il derby con Milano e lo fa fin dal riscaldamento, quando cioé la Openjobmetis scopre di dover rinunciare al suo pivot titolare, Tariq Owens. Problema muscolare per il lungo, problemino a giudicare le facce e la poca voglia di parlare dello staff prima della palla a due, fatto sta che la squadra di Brase ha dovuto affrontare l’EA7 senza due giocatori chiave. E probabilmente, a livello mentale, la partita è finita lì.

Troppo forte l’Olimpia, già di suo, praticamente non affrontabile senza Owens e ovviamente Reyes, ovvero i due terzi delle rotazioni tra i lunghi con il superstite – Caruso – bravissimo a fare il possibile in area lungo tutto l’incontro con Virginio e Ferrero come (im)possibili sostituti. Alla fine il 96-84 del 40′ è addirittura un buon risultato visto come si erano messe le cose. Ovvero con i padroni di casa avanti ben oltre i 20 punti e sempre in controllo del match, anche perché Varese ha avuto percentuali basse dell’arco (31 alla fine), forse l’unica speranza di poter infastidire la squadra di Messina. Apparsa in spolvero dopo la rimonta vincente di venerdì scorso in Eurolega.

Il derby del Forum va quindi preso con le pinze a livello generale, anche se ha lasciato alcuni spunti. Il primo: Ross ha provato a trascinare la squadra e ha giocato una ripresa gagliarda confermando questa sua attitudine. Il secondo: Willy Caruso esce a testa altissima dal tritacarne di Hines-Davies sotto canestro. Il terzo: Jaron Johnson appare in flessione e non è una bella cosa vista l’assenza di Reyes: Nino è troppo importante e se Brown non ha la sua spalla non può esprimere tutto il suo potenziale. C’è tempo anche per sottolineare il maggiore minutaggio dato a Librizzi rispetto a De Nicolao per la seconda volta consecutiva, ma va detto che Brase ha potuto almeno dare minuti d’esperienza a Matteo – peraltro negativo – e a Virginio. Una “semina” che tornerà buona.

Perdere a Milano, comunque, non inficia il cammino di Varese verso le Final Eight: la OJM mantiene margine sulla “linea” dell’ottavo posto con tre partite da giocare anche se tutto andrà rivisto a seconda delle condizioni di Owens. Dovesse essere fuori causa anche con Tortona, il 2 gennaio, sarebbero guai anche perché i piemontesi sono clamorosamente scivolati in casa con Treviso. Attendiamo responso in settimana e congediamo il Forum con negli occhi l’immagine dei tifosi varesini in tribuna. Difficile dire quanti fossero: di certo all’inizio, quando quelli di casa hanno intonanto “Oh mia béla Madunina”, il “Varese-Varese” proveniente dai settori ospiti è stato più forte.

PALLA A DUE

Prima dell’ingresso ufficiale delle squadre sul parquet arriva la voce, confermata, del KO di Owens che lascia Varese ulteriormente sguarnita sotto i tabelloni vista l’assenza prevista di Reyes. In quintetto va ovviamente Caruso opposto subito all’ex di turno Davies; Messina torna in sella dopo l’influenza e vara la coppia Baron-Hall tra gli esterni. Diecimila in tribuna per un bel colpo d’occhio, un migliaio – a spanne, almeno – da Varese pronti a farsi sentire finché la partita ha una storia.

LA PARTITA

Q1 – Lo 0-2 di Caruso, subito cercato in attacco, sarà l’unico vantaggio varesino della serata perché Milano ci mette poco a scaldare la mano. Baron è ancora bollente dal match di Eurolega, Cabarrot – non certo Curry – non sbaglia e il divario si apre subito nonostante qualche lampo ospite. Dopo uno 0-6 varesino (due triple) Messina chiama minuto e la EA7 torna a martellare sino al 36-21 dal 10′.

Q2 – Il secondo periodo è forse quello più complicato, perché Milano non solo tira bene e sfrutta fisico e talento a difesa schierata ma è brava anche nelle soluzioni di transizione. Il doppiaggio arriva subito e il divario si stabilisce oltre quota 20. La OJM offre qualche lampo con Caruso e Brown ma tira male e lascia anche qualche libero sul ferro, così al giro di boa è 57-32.

Q3 – Al rientro arriva il massimo svantaggio, -28, ma almeno Varese dà segni di vita e quando viene espulso Cabarrot (antisportivo dopo un tecnico precedente) comincia una risalita grazie a un paio di recuperi e ad un parziale OJM che vale anche il 62-49. Le percentuali da 3 però non crescono, Milano si riorganizza e torna a scappare quando Varese perde qualche pallone di troppo. Ross, salito di tono, continua ad assaltare con buoni risultati l’area ma il divario rimane (82-60).

IL FINALE

Brase entra nell’ultimo quarto con diversi problemi di falli ma pesca un Ferrero tonico: i punti del capitano mostrano la possibilità di una sconfitta onorevole, Ross continua a produrre – alla fine segnerà 21 punti – mentre Caruso prosegue il botta-e-risposta con Davies, in bella serata. Varese rosicchia (tripla Denik, gioco da 4 punti di Johnson), Milano controlla prendendosi gli applausi dei suoi tifosi. E al tramonto del match Woldetensae con la tripla fissa il -12, 96-84.

Damiano Franzetti

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