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La Openjobmetis ritocca il fondo: a Brindisi è disfatta


simon89

Quaranta minuti di vigorosi colpi di spugna, a cancellare i passi avanti fatti nell’ultimo periodo, con Caja sulla tolda di comando. Lascia senza parole – almeno, senza parole riferibili su un articolo – la pessima prestazione della Openjobmetis a Brindisi, dove i padroni di casa vincono senza alcun problema sfruttando facilmente l’incredibile mare di errori inventati per l’occasione da Maynor e compagni.

Salento, terra di sagre, avranno pensato gli svogliati biancorossi che hanno messo in scena quella più sgradevole, il festival della palla persa. Ben 26 i palloni regalati agli increduli avversari, sorpresi da tanta grazia di Dio, tanto da fare cilecca a loro volta in più occasioni. Ma una serie di oscenità così lunga era impossibile da sprecare: Brindisi ha fatto il compitino, pur senza tirare bene, ha lavorato con pazienza a rimbalzo e inchiodato Varese (80-58) alle proprie responsabilità. A 3′ dalla fine il tabellino biancorosso narrava di 24 rimbalzi difensivi e 24 palle perse: pensateci bene, la Openjobmetis ha messo – praticamente – nelle mani avversarie ogni pallone ghermito sotto i tabelloni. Un dato impressionante.

Certo, a Caja mancava il totem sotto canestro perché OD Anosike, annunciato con la schiena in fiamme, è andato a referto ma non ha giocato (e già mancavano Campani e Bulleri). Assenza grave, non vi è dubbio, ma non è stato certo il fantasma del pivot a costringere Maynor e Cavaliero a palleggiarsi sui piedi, Eyenga a scaricare palloni nelle mani degli avversari, Avramovic a cadere per terra lasciando la sfera ai rivali. Difficile quasi da spiegare, l’attacco di un’Openjobmetis che per un po’ ha anche retto in fase difensiva, con Caja a predicare zona per non pagare troppo gli scontri diretti. La coperta però, che già si sapeva corta, è risultata anche sforacchiata, leggera e sporca. Con un’unica eccezione, Giancarlo Ferrero, ancora una volta chiamato a predicare nel vuoto. E con Cremona che ha sdrenato Torino, Varese torna a essere la più seria candidata alla caduta libera verso la A2.

COLPO D’OCCHIO

Solita cornice di pubblico calda, al PalaPentassuglia, impianto intitolato a un ex allenatore che fu anche alla guida della Pallacanestro Varese. Qualche preoccupazione tra il pubblico di casa per il ventilato disimpegno dello sponsor Enel, contributo fondamentale per l’unico club pugliese di LBA. Assenti i tifosi ospiti per decisione delle autorità, contestata dagli ultras locali che hanno esposto uno striscione contrario alla scelta del prefetto locale.

PALLA A DUE

La presenza di OD Anosike durante il riscaldamento delle due squadre è solo un’illusione. Il pivot, con la schiena malconcia, resterà in panchina per tutto l’incontro e la sua assenza si aggiunge a quelle di Campani e Bulleri. Caja inzia così con Ferrero e Pelle lunghi; l’ex Goss parte da riserva nel quintetto di Sacchetti, che schiera Cardillo titolare.

LA PARTITA

Un canestro di Eyenga è l’unico centro biancorosso prima di 6′ costellati di errori di ogni tipo. Brindisi fa poco meglio e si trova avanti 9-2 nonostante un timeout immediato di Caja, poi Ferrero smuove i suoi e Varese decolla improvvisamente con tre triple segnate da Johnson. E’ pareggio, con Cavaliero che regalerà il vantaggio segnando sulla sirena da quasi 20 metri dopo due liberi di Goss (17-18).
Varese mantiene la testa per un paio di azioni nel secondo quarto, poi pian piano riprende a sbagliare e lascia strada ai padroni di casa, non particolarmente precisi ma alla lunga più efficaci. Se M’Baye non è il solito cecchino, tocca ai lunghi muovere il punteggio e a Moore rifinire il vantaggio. Anche in questo periodo però Varese trova il colpo di coda (rifinito da una tripla di Ferrero allo scadere) che tiene aperte le danze: 34-38 alla pausa lunga.

Illusioni, nulla di più: al rientro in campo Brindisi (dopo il -2 del solito Ferrero) torna ad allungare e stavolta senza fare l’elastico. La Openjobmetis perde 13 palloni in 10′, nei modi più buffi, goffi e dilettanteschi possibili: l’Enel incredula ne approfitta senza neppure esagerare, trova i cesti di Moore e Scott e chiude su un morbido e caloroso +16 a trequarti di gara.

IL FINALE

A questo punto, una squadra con un minimo di amor proprio, proverebbe a dare il tutto per tutto nel tentativo di rientrare in partita, soprattutto con 10′ da giocare e una rivale che non è esattamente il Real Madrid di Doncic. Lo sforzo di Varese arriva, per la bellezza di un minuto e mezzo: tornata a -9, quasi incredibilmente (unica fiammata di Maynor, due canestri a cavallo dell’intervallino) la Openjobmetis si spegne di nuovo, ingloriosamente: Eyenga ammacca il ferro da ogni posizione, Avramovic con le palle perse colleziona pure le figuracce, lo stesso Maynor incappa in tre liberi sbagliati prima di mettere il quarto. Insomma, neppure se Brindisi ritirasse i giocatori e schierasse i magazzinieri, cambierebbe qualcosa. E il finale, 80-58, è “alterato” dalla più inutile delle triple di Eyenga a pochi istanti dalla sirena.

Damiano Franzetti


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