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La Openjobmetis vince senza esultare: infortunio grave per Jones


C’è poco da ridere, in casa Openjobmetis, nonostante la vittoria su Roma che permette ai biancorossi di interrompere a quota cinque la serie di sconfitte consecutive. 98-88 il risultato che è la miglior cosa di una serata faticosa, per certi aspetti surreale e soprattutto molto triste: Jalen Jones, il giocatore appena acquistato per ridare vigore alla squadra si è infatti infortunato in modo grave subito dopo aver esordito.

Poco dopo la metà del primo periodo, e dopo 31” di gioco effettivo, Jones è ricaduto in modo strano sulla gamba sinistra e ha subito segnalato un guaio: la prima occhiata si è rivelata (quasi certamente) quella giusta, ovvero la rottura del tendine d’Achille che mette già fine alla sua stagione. Una tegola pesantissima per un’Openjobmetis che anche contro Roma ha faticato tantissimo a trovare una identità e che è riuscita a vincere soprattutto per la situazione difficilissima in casa capitolina. Pur con un paio di ragazzini in campo, la squadra di Bucchi ha lottato fino all’ultimo evitando fughe in avanti di Varese e chiudendo con un divario davvero ridotto.

Il giudizio sui singoli varesini non è malvagio: sei giocatori in doppia cifra, con spunti positivi anche da quegli uomini come Ruzzier e Douglas che vengono da un periodo davvero complicato. Bene anche Morse, forse il migliore in campo, mentre Scola ha chiuso con un eccellente 19+15 senza brillare in modo particolare. Varese però chiude con il minimo sindacale, perché in difesa – quella che per anni è stata l’arma in più dei biancorossi – la OJM subisce quasi 90 punti da un’avversaria che di fatto ha avuto tre bocche da fuoco e null’altro. Insomma, la gara di Masnago non induce all’ottimismo tanto più che ora si va incontro a due partite dalle difficoltà altissime, contro Trento e contro Milano, prima della pausa per le nazionali.

A questo punto la società dovrebbe trattenere Denzel Andersson, che era in procinto di salire sul primo aereo per la Svezia, prima di prendere altre decisioni. Se già lo spazio di manovra, a livello economico, era assai ridotta prima di chiamare il povero Jones, l’operazione più logica è quella di tergiversare con l’ala nordica e poi cercare di capire dove e come intervenire. La classifica, almeno, si è mossa ma le sensazioni venute dal campo sono tutt’altro che positive e crediamo che questa squadra sia in netta difficoltà, anche se naturalmente speriamo di sbagliarci.

PALLA A DUE
Nella partita delle assenze, è assolutamente inconsueto il quintetto base proposto da Bulleri che manda in campo tre playmaker, ovvero De Nicolao, Ruzzier e Douglas, accanto a Strautins e Scola. L’esordiente Jones quindi comincia in panchina, dove siede anche De Vico, inutilizzabile. Out anche Ferrero, come previsto. Un grintoso Bucchi si ritrova senza Robinson e Hunt; l’ex Cervi va in panchina senza giocare, il pivot è quindi Biordi, nazionale sanmarinese.

LA PARTITA
Q1 – Avvio faticoso per Varese che non riesce ad accendersi e concede anche il +6 ai giallorossi sostenuti dalle scorribande di Campogrande. Bulleri resta con il quintetto basso anche quando Ruzzier esce per un leggero infortunio ma è ben peggio quel che accade a Jones, appena entrato: penetrazione da sinistra, ricaduta strana e mani nei capelli. La sua partita – e non solo – finisce qui.
Prima della sirena del 10′, almeno, Varese si scuote grazie all’iniezione di energia apportata da Morse: alla pausa è 20-17.
Q2 – Superato lo shock per Jones, la Openjobmetis sembra correre più tranquilla e il secondo periodo è di gran lunga il migliore perché Varese colpisce dall’arco con Jakovics e con un buon Ruzzier, brillante in questa frazione. Il vantaggio sale sino al +18 (45-27) che resterà il massimo vantaggio della gara; squadre negli spogliatoi sul 48-33.
Q3 – Come di consueto però, il rientro dalla pausa lunga è difficoltoso: Roma capisce che la OJM è ingolfata e prende vigore col solito Campogrande ma anche con Beane e Wilson. Per fortuna, stavolta, Douglas c’è e si fa sentire: 11 nel periodo con tre triple che tengono a distanza i testardi giallorossi, 71-61.

IL FINALE
Dopo la seconda “scavigliata” di Ruzzier, Roma si avvicina fino al -7 e crea apprensione ma anche imbarazzo per una Varese poco brillante. I biancorossi però ritrovano in tempo la mira; Douglas segna dalla media, Scola e Jakovics dall’arco, e il margine torna a lievitare. Bastano però due passaggi a vuoto in attacco per tornare a un risicato +10 perché la difesa di Bulleri concede troppo; Roma trova anche una tripla di tabella sui 24” (Hadzic) e non si arrende mai. Tocca allora a Strautins trovare gloria mentre Morse e Scola dominano l’area avversaria: non c’è il rischio di perderla, però Varese non riesce a ristabilire un distacco più netto su una Roma che dà oltre 11′ al 17enne Ticic e 4 al 18enne Iannicelli (un canestro ciascuno). Alla fine Bulleri concede 7” d’esordio a Librizzi, Van Velsen e Virginio, forse gli unici a ricordare per sempre in positivo questa serata.

Damiano Franzetti

 


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