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L'OJM non molla la presa. Vuole Dominique Johnson


simon89
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Società sul mercato, squadra in palestra. Tutte le componenti dell' Openjobmetis sono al lavoro per uscire dalla crisi di risultati che ha progressivamente fatto scivolare la formazione biancorossa al penultimo posto in Italia ed all'ultimo del suo girone di Champions League. Per risolvere i problemi tecnici riscontrati dall'attacco di Varese nelle ultime settimane c'è un solo e unico modo: «Serve uno che la butti dentro con continuità», per usare le parole dirette del presidente di "Varese nel Cuore", Alberto Castelli. Identikit perfettamente calzante a quello di Dominique Johnson, ma la trattativa a tre con l'Alba Berlino non è facile né immediata. Ed anche se i tedeschi sarebbero già in cerca di un'ala piccola al suo posto, l'atleta del 1987 è tornato tra i sei stranieri a referto dopo il taglio di Paul Carter (però solo 5' nel match di domenica a Giessen). In soldoni: il tiratore statunitense è ai margini ma non ancora fuori dai giochi in Germania, e - a meno di colpi di scena dell' ultima ora - andrà domani a Mosca con i compagni per il match di Eurocup sul campo del Khimki. Anche qualora si dovesse trovare la quadra in extremis, la burocrazia (leggi procedura per il visto) rende assai improbabile che egli possa arrivare in tempo per giocare il derby di sabato contro Cantù.

Nel frattempo la squadra di Paolo Moretti lavora in palestra per preparare i prossimi due delicati impegni casalinghi contro Oldenburg e Cantù. Nei quali sarà indispensabile tramutare concretamente i piccoli passi avanti sul piano del gioco visti a sprazzi a Capo d'Orlando (miglior intesa per l'asse Maynor-Anosike ed Eyenga incisivo in campo aperto) per invertire il trend fortemente negativo dei risultati (9 sconfitte nelle ultime 10 giornate) che rischia di far deflagrare la crisi di ulteriori stop casalinghi: l'ultimo hurrà al PalA2A è datato 23 ottobre. In particolare, il derby di sabato potrebbe diventare cruciale anche per la posizione del coach. Oggi la "vulgata" dei tifosi critica il tecnico aretino per i cambi a raffica e la mancanza di continuità nei minutaggi e negli assetti, ma si tratta di tentativi di risolvere l'impasse tecnico cercando di miscelare diversamente le forze disponibili: scelte alternative rispetto alle gerarchie iniziali che però soltanto a Pesaro hanno pagato i dividendi auspicati. Resta il fatto che cambiando solo l'ordine di introduzione degli ingredienti, la pietanza si è rivelata comunque indigesta, rendendo palese la necessità di modificare la ricetta attraverso un correttivo. Altrettanto evidente che se la squadra colleziona sconfitte seriali per ragioni figlie di errori evidenti in sede di costruzione del roster, gli squilibri attuali resterebbero tali anche con una conduzione tecnica diversa da quella di Moretti. Ma è chiaro che una eventuale e non certo auspicabile sconfitta contro Cantù - vista la delicata posizione in classifica di entrambe e il valore assoluto del derby nell'immaginario collettivo dei tifosi - costringerebbe la società a mettere tutto e tutti in discussione. Allenatore compreso.

Giuseppe Sciascia

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