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Mezza Sassari distrugge una Openjobmetis da incubo


È uno schianto di proporzioni bibliche, quello della Openjobmetis in terra di Sardegna. Uno sfascio che lascia sgomenti e preoccupati i tifosi, increduli davanti a una squadra che viene completamente travolta nei primi 20′ di gioco da una avversaria sì forte – ci mancherebbe – ma pure mutilata, il Banco di Sardegna, presentatosi in campo senza tre giocatori (due infortunati e uno positivo al Covid), senza allenatore (Pozzecco) e che ha pure perso un titolare – Burnell – espulso nel terzo periodo.

Certo, che a basket si possa giocare e vincere anche in sette/otto ce lo aveva già dimostrato Cremona due settimane fa, ma ciò non toglie che Varese non abbia saputo approfittare della situazione e anzi, sia stata travolta senza neppure organizzare un tentativo di riscossa. Inutile commentare una difesa che in 20′ ha concesso 67 punti agli avversari, andati a segno con l’81,2% nel tiro da 3, ogni volta con un giocatore libero o comunque in grado di avere spazio per la conclusione. Inutile commentare un attacco con troppo tiro pesante in relazione ai risultati, senza altre soluzioni, con molti giocatori per nulla incisivi quando c’è da colpire.

La partita, di fatto, si è chiusa alla prima accelerazione del Banco, a metà primo tempo, dopo un timido vantaggio binancorosso: 20-1 di parziale sardo, Varese moribonda e avversari inferociti e implacabili. Poi il secondo periodo, ancora peggiore mentre dopo l’intervallo si è proseguiti alla pari senza mai dare neppure l’idea di un rientro parziale della squadra di Bulleri. E proprio l’allenatore, che a caldo si è preso tutta la responsabilità della disfatta, è il primo a finire sulla graticola per le mancanze tattiche e tecniche palesate nelle ultime uscite, ma non rischia il posto.

Certo, però, non può essere l’unico capro espiatorio della situazione visto che anche i giocatori in campo hanno tonnellate di colpe. Che dire di Ruzzier? E di Douglas? E di Jakovics? Su Andersson inutile sparare, visto che arriverà Jones a rimpiazzarlo, ma ancora una volta non si salva quasi nessuno. Togliamo dal mazzo un generoso Strautins, prendiamo per buoni i 33 (!) punti di uno Scola per altro inerme nella prima metà di gara e poco altro. Con questa situazione, stasera, la Openjobmetis è la candidata numero uno al titolo di peggior squadra della Serie A. Urge una inversione di tendenza immediata, altrimenti sono guai seri.

PALLA A DUE
Se Varese, al netto dell’assenza di De Vico, scende in campo al completo e con lo stesso quintetto delle volte precedenti, il Banco Sardegna deve fare i conti con ben quattro defezioni a partire da quella inattesa di Gianmarco Pozzecco: per la Mosca Atomica tampone negativo ma uno stato di malessere che ha consigliato di non essere presente al match. Tra i giocatori, Kruslin è quello con problemi legati al Covid mentre Gentile e Treier sono out per infortunio: il quintetto di Edoardo Casalone è quindi varato con due italiani in guardia, Spissu e Devecchi.

LA PARTITA
Q1 – Strautins appare fin da subito il biancorosso più in palla, quello che reagisce al primo sprint sassarese (7-2) e che confeziona – insieme a Scola – un paio di vantaggi nelle battute iniziali. Sul 13-14 varesino però, arriva il primo ciclone: parziale di 20-1 (un libero di De Nicolao) che diventa di 23-4 prima della sirena. Di fatto, Sassari segna sempre (6/8 da 2, 7/8 da 3) con Spissu a quota 13: il gong suona sul 36-18 per una Openjobmetis già suonata.
Q2 – Se si può fare peggio, Varese ci riesce nel secondo parziale: nessuna scossa, nessun ruggito, neppure un cambio di intensità. La Dinamo continua a bombardare implacabile con tanti uomini diversi e con un Bendzius immarcabile: il punteggio vola, con il Banco che passa in carrozza i 40 e i 50 punti realizzati, poi pure i 60 per assestarsi a 67 mentre dall’altra parte c’è una miseria (appena 32), nonostante uno Strautins commovente.
Q3 – Luis Scola esce dallo spogliatoio con la volontà di non crollare ulteriormente a picco e inizia uno show offensivo che lo porterà a segnare in tutto 33 punti, nonostante trappole o raddoppi. Ma a parte Strautins, non avrà molte imitazioni: il lettone riesce a eliminare Burnell a cui saltano i nervi, ma Sassari cede solo qualche piccolo scampolo di un vantaggio infinito: alla sirena è 84-58.

IL FINALE
Quell’84 è significativo: Varese non raggiungerà quella quota nemmeno al termine della partita. L’ultimo periodo è una passeggiata per i padroni di casa, punzecchiati qua e là da Scola che trova tanti modi per fare canestro senza tuttavia poter incidere sull’inerzia del match. Qua e là la OJM trova una giocata decente ma in difesa riesce a concedere canestri semplici con impressionante continuità: da Pusica che arriva palleggiando al ferro a Tillman servito in profondità per diversi cesti semplici. La squadra di Casalone, qua e là, sbaglia qualcosa ma può ugualmente far giocare il 20enne Re e il 17enne Sanna senza perdere terreno. Finisce 104-82, punteggio quasi “tenero” per chi era meritatamente finito ben oltre i 30 di distacco e che non cambia di una virgola il giudizio sulla partita.

Damiano Franzetti


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