Mentre sul campo del PalaBigi scorrono gli ultimi minuti di partita, c’è un misto di incredulità e sbalordimento negli occhi dei tifosi varesini, situati in uno spigolo dell’impianto reggiano. Incredulità perché ancora una volta la Openjobmetis sta partendo ad handicap a livello di gioco, di risultati ma anche di punti subiti; sbalordimento perché – al di là dei meriti della Unahotels o di Milano la scorsa settimana – è davvero difficile credere a certe cose viste sul campo.
Stefan Moody, prima di tutto: il playmaker chiude di nuovo con 5 falli e un solo punto ma anche con la faccia e l’atteggiamento di chi non sa che pesci pigliare. Ma pur evidenziando la voragine che Varese ha in regia, sarebbe sbagliato pensare che tolto quel dente si tolga tutto il dolore.
A Reggio, per larghi tratti della partita, non ha funzionato nulla nella squadra di Kastritis. Non ha funzionato la difesa, né individuale né di squadra: lo dicono i punti subiti ma anche i rimbalzi d’attacco concessi (“solo” 10 ma spesso fondamentali) e i tiri liberi reggiani (27 contro 12, non causati da aggressività ma piuttosto da interventi in ritardo). Non ha funzionato l’attacco, con Alviti troppo a lungo senza palloni utili e poi molto impreciso, con Nkamhoua che tira tanto, anche quando non toccherebbe a lui. Non ha funzionato la coesione, perché in troppi a un certo punto hanno tirato i remi in barca guardando il cronometro e sperando che finisse presto.
Ma forse, quel che fa più rabbia (parlando della singola partita) è che nei primi tre periodi Varese ha avuto le occasioni per stare a galla e dar fastidio alla Unahotels. E ogni volta, dopo aver cavalcato un buon parziale e qualche giocata interessante (andando addirittura in vantaggio), la Openjobmetis si è fermata, sbagliando anche cose semplici e concedendo i controparziali che hanno rilanciato l’azione emiliana. Kastritis, commentando questa situazione, ha parlato di problema al 100% mentale e probabilmente ha in buona parte ragione, anche se c’è pure una componente tecnico-tattica-fisica da non sottovalutare. Intanto però, la terza partita è scivolata via con oltre 100 punti sul groppone, lasciando i ragazzi con le sciarpe biancorosse al collo increduli e sbalorditi di fronte a una squadra molle, slegata, ingenua. E scarsa.
PALLA A DUE
Nate Renfro è finalmente disponibile e a referto per coach Kastritis che però conferma il quintetto iniziale con Nkamhoua da pivot già visto nelle altre occasioni. L’altro tecnico greco, Dimitris Priftis, deve invece rinunciare a Luca Severini, neppure a referto per l’influenza. Moody va a prendersi Barford lasciando Caupain a Moore. Il PalaBigi si riempie all’ultimo ma il contorno è buono, una cinquantina i tifosi varesini sparsi tra i vari settori.
LA PARTITA
Q1 – Un assist di Alviti a Nkamhoua apre la contesa ma resta l’unica cosa buona della Openjobmetis nei primi minuti mentre Reggio colpisce subito dall’arco. Dopo meno di 3′ (12-3) Kastritis deve fermare il gioco. La pausa fa bene alla OJM che risale con Moore già caldo e con il finlandese, ma una volta arrivati pari (14-14) proprio Olivier spreca un contropiede: da lì di nuovo Reggio allunga nettamente con Moody di nuovo in crisi totale. Se la sirena arriva sul -6 (28-22) è per uno 0-5 nell’ultimo minuto (schiacciatona Moore, tripla Freeman) che tiene viva Varese, la quale ha già speso anche il secondo timeout.
Q2 – Il secondo quarto ha andamenti simili, per certi versi. La OJM prima rimane sotto nel punteggio, poi trova la raffica giusta e arriva al sorpasso con Librizzi che imbuca da 3 e poco dopo ne fa altrettanti dalla lunetta. Ad equilibrio ritrovato però, ecco il nuovo blackout: Reggio ne approfitta (c’è anche qualche fischio dubbio, ma tant’è) e si riporta sul 47-40 nonostante un Renfro vivacissimo per Kastritis. Non così Nkamhoua, che sbaglia tanto, e Alviti che al contrario non ha palloni giocabili. E così nel finale arriva un’altra spallata (Echenique, Smith) mentre Assui ne combina una grossa sbagliando in acrobazia (non richiesta) a 5” dalla fine e concedendo così il contropiede del 56-44 a metà gara.
Q3 – Indovinate un po’? Copione replicato per la terza volta, giusto con qualche variazione sul tema. Il rientro dagli spogliatoi (dove Kastritis tiene i suoi per 14′) dà l’impressione di essere un po’ migliore, con Assui – per esempio – tornato a tratti reattivo. Varese risale, Librizzi firma il -5 al 24′ e tutti pensano a una partita riaperta, invece come al solito arriva la mazzata: due rimbalzi offensivi concessi a Reggio valgono 5 punti (tripla Cheatam dall’angolo) e da lì in poi l’elastico non si accorcerà più. Il 76-62 è solo un passaggio.
IL FINALE
L’ultimo quarto, a differenza degli altri, serve solo a tirare il 40′: Varese non c’è più, non dà l’impressione di voler stare in campo e i canestri che arrivano (Nkamhoua, Librizzi toccano quota 19) sono soprattutto frutto di qualche iniziativa “privata” e non di costruzione pubblica. Priftis dà spazio ai giovani e giovanissimi: Debe segna 5 punti, Abreu 2 mentre Moody esce con il quinto fallo per l’ennesima volta. E mentre tutto il PalaBigi festeggia, ci si chiede come possa fare Varese a uscire da questa situazione assai preoccupante.
Damiano Franzetti

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