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Il ghiaccio è rotto, e siamo tutti contenti, ma la prima vittoria della Openjobmetis regala un sorriso a metà, un urlo quasi strozzato nella gola dei tifosi. “Conta solo vincere”, dicevamo in sede di presentazione e quindi l’obiettivo numero uno è raggiunto con 7 punti di margine, né tanti né pochi in proiezione futura (102-95). Il modo in cui, però, Varese ha incamerato i due punti non consente voli pindarici.

La squadra di Mandole è scappata in avanti due, tre, quattro volte con break importanti e momenti brillanti in attacco, ma come era accaduto nelle partite precedenti, i blackout sono stati altrettanto potenti. L’ultimo poi, fa riflettere: Varese è passata da +15 a +2 (da 95-80 a 97-95) in 2′ di gioco facendo saltare le ultime coronarie rimaste sane tra il pubblico. E lo ha fatto commettendo una serie di errori e di scelte da mani nei capelli: dalla rimessa in attacco dopo timeout (regalando 10” al cronometro) alla decisione di tenere in panchina Librizzi togliendo così il miglior trattatore di palla della squadra.

Roba da matti, che Mandole ha spiegato in sala stampa senza – onestamente – convincerci con la sua versione. Roba che poteva costare carissima in una partita dove di esperimenti, per forza di cose, se n’erano già fatti molti. Fuori Mannion, nemmeno a referto (valigia pronta, a questo punto?) e per questo Harris convocato così come Gray mentre la vittima del turnover è stato Brown. Azzardo, senza dubbio, anche se alla lunga ha pagato perché il riccioluto americano ha lavorato bene a rimbalzo e azzannato in difesa, segnando 14 punti. Piuttosto, è da dimenticare l’esordio di Jaron Johnson anche se la sua prova è perdonabile dopo appena due allenamenti.

Bisogna anche dire che Varese per la prima volta ha vinto la lotta a rimbalzo, 34-31, senza lasciare alcuna carambola in attacco a Pistoia nel secondo tempo dopo le 8 della prima metà. Se sarà un’inversione di tendenza lo vedremo in altri momenti: incassiamo la notizia positiva affiancandola alla prova di Fall che (pur con un solo punto) è stata molto migliore di quella di Akobundu. Disastroso, impalpabile e forse in questo momento sulla lista “nera”, specie se arriverà davvero Spencer.

Chiusura dedicata al migliore in campo, Davide Alviti: 29 punti, mano bollente dall’arco (6/10) e tanto lavoro in generale. Con Librizzi è stata l’ancora di salvezza di Varese in una partita-salvezza, e settimana prossima proverà a ripetersi contro la sua ex squadra, Trieste. Che di ex varesini ne ha a bizzeffe, dentro e fuori dal campo. Bene arrivarci con due punti in tasca.

PALLA A DUE – Il prepartita racconta, da solo, il momento tremendo di Varese. Mannion non è a neppure a referto – cosa fatta Milano? – e si siede solo all’ultimo accanto alla panchina. Il turnover punisce a sorpresa Gabe Brown: dentro Harris e Gray che va in quintetto accanto all’acclamato Jaron Johnson. Dopo una vita, il conto del pubblico si ferma sotto quota 4mila, compreso un drappello dalla Toscana. Coach Calabria è al suo posto in panchina ma – dopo le recenti polemiche – a dirigere la squadra è il vice, Della Rosa.

LA PARTITA

Q1 – L’avvio è terribile: Varese non segna e lascia praterie a Pistoia che in una manciata di minuti si ritrova avanti 2-11 tra il gelo di Masnago. Mandole chiama presto timeout e la scossa arriva: Librizzi arma la mano, segna 6 punti (tripla e liberi) e dà il là a una rimonta che poi prosegue perché la difesa lavora e Alviti si scatena da fuori. La OJM ribalta il punteggio fino al 26-18 del 10′.

Q2 – Ancora Alviti, scatenato, trascina la Openjobmetis al massimo vantaggio (34-20) davanti a un pubblico che finalmente si spella le mani e sostiene la squadra per l’impegno. Ma è troppo presto: la seconda metà del periodo è di nuovo da tregenda tanto che Pistoia prende la rincorsa con Saccaggi e Della Rosa a ispirare una rimonta che sfocia in un sorpasso prima della sirena, 47-50. E in tribuna tornano i brividi e i dubbi.

Q3 – Giocato nel secondo periodo il “jolly alla rovescia”, stavolta il terzo quarto sorride a Varese che inizia con un 7-0 di parziale con prima tripla di Hands. L’Estra risponde qua e là, resta attaccata fino a metà tempo poi subisce di nuovo l’uragano Alviti, 14 punti in 6‘ di impego. Sul tabellone si apre una voragine, 76-59, anche se le ultime due azioni di Pistoia (0-5 in mezzo a due dabbenaggini di casa) non lasciano presagire una chiusura facile.

IL FINALE – E invece la OJM stavolta sembra davvero poter navigare con un po’ di tranquillità sino al termine del viaggio. Pur senza Kao (stracciato da Brajkovic e seduto con 4 falli) e pur con il quinto fallo di Johnson, la squadra di Mandole viaggia sicura fino al minuto 38′ con Gray ed Harris bravi a volare a canestro e con Fall attento a rimbalzo. A 2’10” dalla fine i liberi di Alviti scrivono 95-80. Finita? Macché: Varese sbaglia tutto, Mandole va in bambola con scelte autolesioniste, Harris deraglia in palleggio e Pistoia non sbaglia più. Christon punta il canestro in velocità, Silins colpisce dall’arco mentre Hands balbetta in lunetta (2-4). Della Rosa segna addirittura il -2 in entrata (97-95), poi un antisportivo su Fall lanciato a schiacciare (1-2 ai liberi) e due personali di Hands scacciano le paure. Che si dissolvono solo sulla schiacciata di Jaylen per il 102-95.

Damiano Franzetti


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