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Pesaro stoppa la rincorsa della Openjobmetis, orfana di Keene e Ferrero


simon89
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La Openjobmetis dei miracoli non riesce a scatenare la sua bacchetta magica contro il colpo di sfortuna che la ha colpita in settimana. I biancorossi di Roijakkers, privi dell’infortunato Keene e del febbricitante Ferrero, possono opporre una resistenza prolungata ma non definitiva a una Pesaro in cerca di punti salvezza e – per di più – molto precisa al tiro. Uno scenario che dipinge la prima netta sconfitta dell’era olandese di Varese (76-87), anche se a De Nicolao e compagni vanno anche questa volta battute le mani per la tenacia con cui sono rimasti in campo e hanno provato in diversi modi di ribaltare un esito sfavorevole.

A spezzare le speranze è stata soprattutto la coppia di esterni americani della Carpegna: Sanford e Lamb (26 e 19 punti) hanno tirato in maniera eccelsa, respingendo tutti i tentativi di rimonta dei padroni di casa, sospinti da un palazzetto ancora una volta caldo e attivo. Varese è tornata in più occasioni in scia ai marchigiani, arrivando sino al -2 intorno al 28′, ma proprio lì è arrivata la mazzata decisiva. Uno 0-11 di parziale esterno che ha definitivamente indirizzato il match verso l’Adriatico (con Roijakkers che ha scelto di non chiamare timeout, sbagliando con il senno di poi).

Poco male: la Openjobmetis è arrivata in condizioni davvero precarie, non solo per la doppia assenza (in una squadra che, lo ricordiamo, sta già rinunciando a uno straniero rispetto ai sei possibili in organico) ma anche per i tanti acciacchi. Sorokas ha recuperato all’ultimo dalla febbre, Caruso e Vene erano acciaccati a inizio settimana e tra l’altro – avendo giocato lunedì sera – lo staff ha avuto un giorno in meno per preparare la partita.

Scuse non richieste di cui bisogna tenere presente al momento di valutare una sconfitta che purtroppo interrompe un cammino trionfale proprio alla vigilia di due trasferte complicate. Sabato i biancorossi saranno a Milano contro un’Olimpia sorpresa dall’eccellente Brescia di questo periodo mentre a inizio aprile voleranno a Brindisi contro una banda-Vitucci che ha appena riabbracciato il bomber Harrison. Impegni durissimi ai quali bisognerà arrivare senza pressione, sfruttando quell’energia che sta caratterizzando il quintetto di Roijakkers e che questa sera è in realtà venuta un po’ meno.

Difficile, comunque, gettare la croce addosso a qualcuno: singolarmente i giocatori biancorossi hanno spremuto quanto possibile, basti pensare a un De Nicolao da 15 punti e 11 assist a un complesso capace di strappare 33 rimbalzi di cui 15 d’attacco. Forse Vene è mancato al tiro, con diverse conclusioni aperte “lasciate” sul ferro. E senza la prova monstre di Lamb-Sanford anche Pesaro avrebbe avuto problemi a centrare il successo in trasferta. Ma i due USA marchigiani non hanno mai sbagliato, consegnando un risultato importante in ottica salvezza.

PALLA A DUE

Non c’è solo Marcus Keene nella “lista assenti” della Openjobmetis: anche Giancarlo Ferrero resta ai box (direttamente a casa) per la febbre. Con la rosa risicatissima, Roijakkers può comunque usare il quintetto solito perché Sorokas è recuperato dopo il malanno dei giorni scorsi. Pesaro è invece completa: Banchi manda subito in campo l’ultimo arrivato Mejeris accanto al totem Jones, Moretti è il play designato. Tanta gente a Masnago che risponde al massimo possibile alla “chiamata” della formazione biancorossa.

LA PARTITA

Q1 – L’avvio è subito in salita per Varese: Delfino da post basso non è marcabile da Librizzi, Moretti centra la tripla e dopo una manciata di azioni il punteggio dice 0-9 marchigiano. Varese si scuote con Beane e con l’ingresso di Reyes, energico a rimbalzo: con l’ex Mexico City arriva il -3 ma Pesaro riapre subito il parziale. Si procede a elastico e la prima sirena – dopo tripla super di Woldetensae – suona sul 17-21.

Q2 – La sensazione è che Varese sia ripartita, Vene buca la zona ma una raffica di Tambone propizia il nuovo +9 marchigiano. L’estone trova una rara tripla della sua serata così-così, Beane aggiunge dinamite e una schiacciata poderosa: Masnago si infiamma e deve anche protestare per una direzione arbitrale che fa innervosire. Intanto però la coppia Sanford-Lamb inizia a martellare il canestro tenendo Pesaro avanti alla pausa lunga, 36-40.

Q3 – La Carpegna cerca subito lo strappo decisivo al rientro sul parquet: il divario però prima si allarga ma poi si riduce grazie ai punti di Reyes e Wolde. Quest’ultimo in contropiede trova anche il minimo svantaggio, 52-54 ma qui la partita varesina si guasta. Timeout Banchi, doppio canestro da 3 di Sanford, Roijakkers rinuncia a fermare il gioco, Varese ha fretta e viene colpita duramente anche da Lamb a fil di sirena. Il parziale dice 0-11 e la sirena è una mezza condanna, 52-65.

IL FINALE

Servirebbe rimontare più di un punto al minuto ma una tripla di Moretti risponde a un bel canestro di De Nicolao. Il momento è durissimo, la Carpegna tocca addirittura il +16 però Varese non si arrende mai: Denik e Sorokas confezionano un minibreak importante, Wolde è magistrale a rubare palla e mandare a segno Librizzi con un passaggio da terra e per qualche istante a Pesaro tremano le mani. Con soli 7 di margine però, Banchi si affida a Jones e Sanford e fa la scelta migliore, poi quando Delfino trova un canestro pesante iniziano a scorrere i titoli di coda sino al 76-87.

Damiano Franzetti

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