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Quelli che attaccano: Wells e Avra battono Pistoia


simon89

Chi? Wells? È arrivato, tranquilli. Il play ex Giessen decide di presentarsi finalmente al pubblico di Masnago e Varese conquista due punti d’oro. Al culmine di un match maschio, brutto, fisico, tutt’altro che imprevisto nelle difficoltà incontrate lungo il cammino, la Openjobmetis si disfa della The Flexx e mantiene la “media inglese” tra le mura amiche: vittoria contro Cantù e vittoria contro i toscani. La classifica sorride: 4 punti in saccoccia, ottavo posto. Anzi primo posto, almeno del campionato in cui gioca - come usa sempre dire un maestro di comunicazione come Attilio Caja da Pavia - la truppa varesina. Una squadra che, per ora, sta mantenendo tutte le promesse.

La verità dopo le bugie

Chi invece finora aveva detto qualche bugia ieri è tornato sincero. E lo ha fatto nel momento più importante della prima parte di stagione, proprio mentre si stava palesando una sconfitta casalinga che avrebbe necessariamente cambiato giudizio e bilancio complessivi. La sveglia di Cameron Wells (23 punti, ovvero 3 in più di quelli che aveva complessivamente segnato nelle 4 contese precedenti) prende in mano Varese e la porta nel cuore dell’area avversaria, colpendo dove più fa male. Prende in mano Varese e le dona canestri estemporanei, di classe pura, quelli che sanno valere mille volte di più di ciò che produce il sistema perché hanno i crismi dell’imprevedibilità.

Contro i prodi di Vincenzino serviva l’uomo solo al comando: Varese ne trova ben due. Insieme al redivivo leader designato, la platea è tutta di un Aleksa Avramovic maturo, imprendibile ma anche controllato, come due facce di una moneta finora mai coniata: tutta sua l’iniziativa nel recupero finale, tutta sua la faccia tosta nello sbloccare un collettivo offensivo che gioca troppo con l’on/off e si sente spesso orfano di talento. Talento che invece hanno sia il primo che il secondo giocatore citati in questa introduzione.

Vince Varese, vince Attilio Caja, che come spesso gli accade prevede e provvede. Prevede le difficoltà a rimbalzo contro i padroni della specialità (42,5 di media in 4 gare, ieri 36) e provvede intasando l’area, alternando con sapienza Pelle e Cain e portando Pistoia, la squadra che fino a ieri tirava meno da 3 del campionato, ad allontanarsi da canestro e a giostrare su un terreno a lei meno congeniale. Prevede la resurrezione di Wells e Avra e i due diventano gli eroi di giornata. Prevede l’esigenza di un gioco più equilibrato tra conclusioni sotto canestro e tiri da fuori e provvede con la totale applicazione in tal senso dei suoi.

Sono due punti con tanti padri questi: in campo (titolari e rincalzi), in panchina, sugli spalti (dove il pubblico non perde mai la fiducia). E sono due punti che fanno sorridere. Molto.

La cronaca

Un tiro segnato su sette tentati e 3 rimbalzi offensivi concessi: le difficoltà varesine nei primi 5 minuti di gioco sono tutte qui. Bond e Kennedy banchettano sulla testa di Cain e Ferrero, vanificando con le carambole rubate alcune difese biancorosse di qualità; dall’altra parte della luna ferri a ripetizione accolgono le iniziative dei pretoriani dell’Artiglio. Che, sul 2-8, corre ai ripari inserendo Pelle: mossa azzeccata, perché con la sua intimidazione strisciante sul parquet i rimbalzi iniziano a prenderli i padroni di casa. Morale: al 7’ un Wells già piuttosto volitivo segna il 9-10, mentre un minuto dopo è Hollis a firmare il primo vantaggio Varese (tripla, 14-12). La bella entrata di Mian e un Avramovic che lucra tre tiri liberi proprio sulla sirena scrivono infine il 18-16 del 10’.

Al rientro sul rettangolo di gioco è la Openjobmetis che prova a fare la lepre. Pressione sulla palla, Hollis setoso, Waller centrato dopo i tiri sbilenchi del primo quarto, Okoye in scorribanda a tutto campo: la somma fa il 25-18 del 13’, risultato effimero, perché i toscani riprendono a far male sotto le plance e trovano per la prima volta nel match la vena del loro leader Moore, ben coadiuvato dalla fisicità di Sanadze. Ciò che sembrava una prima fuga, allora, diventa un riaggancio ( 27-27 al 14’) e una seconda metà di quarto con le due squadre a passarsi e “contro-passarsi” senza soluzione di continuità: nel cast della The Flexx ci sono tanti protagonisti diversi (ancora Moore, ancora Sanadze, poi Gaspardo) in quello biancorosso invece la scena è tutta prima di Avramovic (7 punti in fila e tanto ritmo), poi di un Wells che imbarazza Laquintana e stacca da solo gli ospiti in chiusura di frazione (44-39 al 20’).

Nel “ciapa no” post intervallo (4-4 il parziale dei primi 5 minuti del terzo quarto: conclusioni su conclusioni sbagliate da una parte e dall’altra, difese che alzano i giri e livello tecnico che si abbassa come la temperatura nel deserto di notte), Varese pare galleggiare con con qualche spunto di Waller, ritrovandosi +6 e palla in mano al 24’ (50-44). Fuga? E’ la volta buona? Domanda retorica: ovvio che no, se la tua produzione offensiva si concretizza solo nell’una tantum. Pianino, pianino, la squadra di Esposito si riprende le plance con Kennedy e addirittura con Magro, pareggia e stacca una Openjobemetis quasi catatonica nel frangente, come dimostrano le crude cifre del parziale (5-16 per i rossi di Esposito).

La terza sirena suona quindi sul 53-59: bisogna rincorrere e non era previsto. Il +8 segnato da Moore ha però l’effetto di un cazzotto che sveglia i pugili vestiti a strisce bianche e rosse. I boxeur della riscossa sono gli stessi del secondo quarto: Avramovic e Wells. Il serbo in giornata di grazia riaccende il turbo e prende la pistola: fate otto punti quasi in fila. Il playmaker ex Giessen decide che è il momento di attaccare la prima linea pistoiese e di far applaudire per la prima volta Masnago: fate 10 punti, i liberi decisivi nell’ultimo minuto e tanto, tanto, peperoncino. La The Flexx ci prova a restare in scia, con Mian e Gaspardo soprattutto, ma questa Varese ha deciso di vincere. Fate che è vero: finisce 81-73.

Fabio Gandini

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