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Varese, all in su Hollis


simon89
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La Pallacanestro Varese punta decisamente su Damian Hollis per completare il roster 2017-18. La 29enne ala statunitense, in possesso di passaporto ungherese acquisito per meriti sportivi nel triennio dal 2010 al 2013 in cui ha giocato all'Alba Fehervar, è la prima scelta della società di piazza Monte Grappa dopo il "check" di costi e qualità dei candidati vagliati nello spot di ala forte.

L'atleta del 1988, figlio d'arte di un ex professionista (il padre Essie giocò in Italia nei primi anni ' 80 in A2 a Chieti), è stato preferito alla concorrenza per la capacità di costruirsi un tiro dal palleggio rispetto agli altri profili. Un elemento capace di andare fuori dalle righe sul parquet - mentre le referenze umane raccolte nelle precedenti destinazioni italiane a Biella, Cantù e Brescia sono comunque positive - che dovrebbe dare alla manovra quel "quid" di imprevedibilità offensiva necessaria ad aumentare il tasso di qualità del gruppo. A livello di serie A Hollis è per certi versi una scommessa: la sua unica apparizione nel 2014-15 a Cantù - dove era arrivato dopo un eccellente 2013-14 in A2 a Biella chiuso a 18,1 punti e 5,7 rimbalzi col 47% da 3 - non è stata memorabile (5,5 punti e 3,9 rimbalzi in 20 gare, venne sostituito da Metta World Peace). Nel 2015-16 l'atleta nativo della Florida è tornato nel primo campionato dilettantistico conquistando la promozione in serie A da leader assoluto con la maglia di Brescia (17,1 punti e 7,5 rimbalzi sfiorando il 40% da 3). Poi la scorsa estate la chiamata del Benfica Lisbona, nelle cui file ha disputato la FIBA Europe Cup (17,6 punti e 5,7 rimbalzi di media) dopo aver conteso proprio a Varese l'accesso alla Champions League nel turno preliminare nel quale si mise in luce al PalA2A realizzando 21 punti nella vittoria di 2 lunghezze che non bastò comunque ai lusitani visto il meno 3 casalingo dell'andata.

Hollis è un giocatore di talento che giostra principalmente fronte a canestro ma ha anche qualità tecniche in post basso; un elemento con qualità tecniche e duttilità che non è sempre al massimo dell'intensità agonistica praticando un basket più "felpato" che aggressivo. Ma a Varese piace molto la classe che è in grado di sfoggiare in diversi aspetti del gioco; e nel suo palmares personale ci sono comunque tanti successi (campionato e coppa nel 2013 in Ungheria, campionato e coppa nel 2017 in Portogallo più l'A2 italiana vinta 12 mesi fa a Brescia). L'atleta del 1988 sembrava vicinissimo alla firma a Digione in Pro A francese, poi nel weekend il club transalpino ha cambiato idea e Varese si è mossa rapidamente. Sull'atleta del 1988 c'erano richieste da parte di alcuni club di A2 (Reggio Calabria e Virtus Roma su tutti), ma l'occasione di tornare in A per cercare il definitivo salto di qualità a 29 anni - stessa età dei possibili futuri compagni Wells, Waller e Cain - è evidentemente assai ghiotta per l'atleta laureato alla George Washington University. I costi sono sicuramente abbordabili, se non ci saranno intoppi nella trattativa Attilio Caja avrà trovato in Hollis il pezzo del puzzle mancante.

Giuseppe Sciascia 

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