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Varese pronta a premiare Caja


simon89

L'Openjobmetis è pronta a premiare Attilio Caja per la missione salvezza portata a termine in largo anticipo. La società di piazza Monte Grappa dovrebbe annunciare a breve l'eliminazione della clausola d'uscita prevista entro metà maggio dal contratto stipulato con il coach pavese lo scorso 23 dicembre. Togliere l'escape a pagamento attraverso la quale Varese potrebbe rescindere l'accordo valido fino al 30 giugno 2018 significherebbe formalizzare la conferma di "Artiglio" anche per la stagione prossima. Una mossa che al momento sembra scontata dopo le sei vittorie consecutive che hanno permesso ai biancorossi di passare dall'ultimo posto del 26 febbraio all'attuale undicesima piazza, a due sole lunghezze dai playoff. Ma che messa "nero su bianco", attraverso un tratto di penna sulle righe piccole del contratto già in essere, avrebbe un valore simbolico per dimostrare gratitudine e stima nei confronti dell'uomo della svolta.

Nessun dubbio che sia stato Caja l'artefice primario della clamorosa inversione di tendenza dell'OJM, trovando a poco a poco la ricetta giusta per far rendere al meglio un gruppo che nell'era Moretti sembrava tecnicamente mal assortito. Il tecnico pavese ha utilizzato gli stessi "ingredienti" (al netto del correttivo Johnson per Johnson avuto dal coach di Arezzo solo per tre partite) che nella passata gestione non si erano mai amalgamati per confezionare una pietanza davvero succulenta dopo un lungo periodo di preparazione. E ancora una volta sbaglia chi indica nella Champions League il fattore determinante dei travagli dell'era Moretti e nella sua conclusione la chiave di sblocco per la rifioritura dell'ultima fase dell'era Caja: la coppa è stata l'effetto e non la causa dei problemi di Varese.

Alla prova dei fatti è stato un errore affrontare il doppio impegno con giocatori poco adatti a recuperale le fatiche in tempi ristretti come Maynor, Kangur e Campani. Per non logorare elementi da centellinare sul piano fisico, il coach toscano aveva puntato su una gestione conservativa dei ritmi di allenamento che, però, si riverberavano sulla condizione atletica generale (e in particolare degli elementi "amministrati"). Caja ha decisamente aumentato l'intensità del lavoro in palestra, pagando anche dazio (vedi i finali a fari spenti con Torino e Sassari) prima di arrivare all'attuale condizione ottimale di tutti gli effettivi per un'OJM capace di mettere a frutto la sua ritrovata freschezza atletica sotto forma di una difesa aggressiva in grado di alimentare il contropiede.

Per "digerire" la Champions sarebbe servita una squadra anagraficamente più fresca, come quella che nel 2015/'16 ha raggiunto la finale di FIBA Cup con i suoi 24,7 anni di media. Il regime di una partita a settimana ha funzionato da tonico per Maynor, e l'attacco costruito con circolazione di palla e movimento degli uomini negli spazi anziché con l'abuso di pick&roll in situazioni statiche è stato perfetto per far sposare ai singoli l'identità corale predicata da "Artiglio". Mai come in questo caso si può dire che il coach si è guadagnato la conferma sul campo...

Giuseppe Sciascia

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