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Varese, un'altra resa. La classifica fa paura


simon89
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La Pallacanestro Varese allunga la lista dei rimpianti per le occasioni perdute. La truppa di Attilio Caja gioca una gara gagliarda contro la quotata Torino, ma non interrompe la serie negativa giunta a quota 5 e scivola all'ultimo posto della classifica della serie A al giro di boa della stagione. Ai biancorossi non bastano 25 minuti di grande energia, speculando su un assoluto predominio a rimbalzo (41-31 di cui 18 offensivi in assenza del pivot titolare ospite Mbakwe) garantito dalle doti acrobatiche di Okoye e Pelle. Varese allunga due volte a più 14 (48-34all8' e 59-45 al 23'), ma consuma progressivamente le sue risorse limitate con la guardia titolare ancora da reperire e Siim Sander Vene con pochissima benzina nelle gambe.

Anche stavolta però Varese ha qualcosa da rimproverarsi e qualcosa su cui recriminare: negli ultimi 15', quando l'aggressività scende sotto il 100 per cento, i biancorossi commettono troppi errori difensivi che Torino comunque punisce con micidiale puntualità dall'arco. E come già accaduto contro la Virtus Bologna, c'è un episodio discutibile che penalizza i biancorossi: sulla decisiva infrazione di 5 secondi a meno 19" il contatto Vujacic-Avramovic è procurato d'esperienza dallo sloveno, sulla scivolata "procurata" di Aleksa Wells non ha più linee di passaggio e Varese perde un pallone esiziale con gli arbitri che ingoiano il fischietto (e a norma di regolamento sarebbe stato un fallo antisportivo perché a gioco fermo...). «Oltre ad una guardia, a questa squadra serve un rimedio contro il malocchio» osserva qualche tifoso sconsolato al termine di una gara segnata dal clamoroso 6/8 da 3 dell'implacabile Patterson (decisivo il 2+1 inventato da terra per 1'88-89 a meno 34"), arrivato a Masnago con un modesto 12/42 in 14 giornate.

Di certo però serve un giocatore al quale affidare i possessi decisivi, alla luce della sesta sconfitta su altrettanti finali in volata (Milano, Avellino, Pesaro, Virtus Bologna e Brindisi i precedenti con analogo unhappy ending). Più dell'assenza di Waller - ben surrogata stavolta dalla verve di Avramovic e Tambone - stavolta per Varese ha pesato in maniera decisiva la prova insufficiente di Cameron Wells. Eloquente il 2/11 dal campo, compresa la tripla del possibile più 5 a meno 48" e quella del pareggio a meno 10" lasciate sul ferro, per quello che doveva essere il giocatore di riferimento nei momenti caldi. Ed invece si è rivelato un giocatore nulla più che diligente, ma con personalità limitata e rendimento offensivo inaffidabile.

L'ennesima beffa in volata pur avendo disputato una partita per larghi tratti positiva può rappresentare una tegola pesante a livello psicologico per un ambiente dove a caldo prevaleva lo scoramento? L'auspicio è che la squadra non smetta di lottare nonostante le sfide impossibili alle porte contro Venezia e Milano, in attesa che radio-mercato dia finalmen te quei segnali positivi indispensabili per la missione salvezza. Se dare il massimo non basta, è necessario aiuto dall'esterno: a Varese serve come l'aria un rinforzo con punti nelle mani e personalità. E con l'uomo giusto, tuttavia ancora da reperire, la squadra può ripartire di slancio come nel ritorno del 2016-17; altrimenti tutta la garra di questo mondo non sarà sufficiente a invertire la rotta, come dimostrano le sconfitte in fotocopia del girone d'andata a dispetto dell'impegno costante profuso dalla squadra di Caja.

Giuseppe Sciascia

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