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MYERS TIRA IN BALLO VARESE
BlackJack replied to Long Leg's topic in Varese e il campionato di Basket
Corretto, LL ha sbagliato il titolo del post, ma evidentemente la condivisibile antipatia (ad esser buoni) verso il succitato l'ha trascinata sull' "emotional" -
MYERS TIRA IN BALLO VARESE
BlackJack replied to Long Leg's topic in Varese e il campionato di Basket
Cazzate (cit.) -
con i Genovese ed Antonelli appena passabili x l'a2?
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Per chi spera nel ripescaggio...
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veramente ad ora darei per scontata una nuova retrocessione
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Beh sotto questo aspetto la lista è assai lunga a cominciare dalle recenti questioni su Alitalia, prezzo di benzina e gasolio, fancazzisti di stato... Potrebbe essere un nuovo gioco fare la lunga lista delle prese dei fondelli nazional-perpetue
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Vabbè adesso mi studio come dare la colpa a qualche losco figuro clericale e siamo a posto...
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Sta bene anche qui visto che comunque la si veda la gestione della questione Alitalia è passata di mano fra più governi, e come al solito ed indipendentemente dal colore del governo, è che la soluzione sta rimbalzando nel di dietro dei soliti sudditi.
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Dando per scontato che con gli attuali giocatori l'A1 sarebbe un nuovo calvario verso la retrocessione faccio notare che in teoria siamo al numero 3 nella classifica dei ripescaggi dopo Scafati e Jesi
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Siamo un paese in ottima forma
BlackJack replied to Ponchiaz's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
Se costava un capitale mettere a norma l'edificio perchè non pensare di trasferirsi prima? Sicuramente il comune di Gavirate ha dormito... Gli conveniva? diciamo che ci ha provato, poi una volta perso la causa ha sperato che grazie ai suoi dipendenti non succedesse nulla ed ha tirato avanti come niente fosse. Risultato? facilmente il lungimirante imprenditore cadrà in piedi mentre per i suoi dipendenti non sarà facile. -
Siamo un paese in ottima forma
BlackJack replied to Ponchiaz's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
La prendo come battuta... se no ti tiro dietro la radio Balilla con tanto di Fascio Littorio del nonno!!! -
Siamo un paese in ottima forma
BlackJack replied to Ponchiaz's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
Le cose sono molto semplici: 1) La ditta è stata condannata a pagare i danni e le spese legali (totale sui 100.000€) e non l'ha fatto, solo quando la cosa gli stava scoppiando in mano, ovvero con la richiesta di fallimento del creditore, il titolare ha cercato un accordo. 2) Sono stati chiesti imposti dal tribunale interventi per la messa a norma dell'edificio che NON sono stati effettuati o in subordine il trasferimento. Per cui secondo me, più che con il vicino, i 28 dipendenti devono prendersela con quel genio del loro titolare che non ha fatto nulla per risolvere la cosa ma ha pensato solo di non tirare fuori un centesimo fino all'ultimo. Tra l'altro mi viene da pensare che se questa azienda di minuterie metalliche è così rumorosa come dimostrato difficilmente sarà stata a norma sui rumori anche verso i 28 (ex) dipendenti. Poi possiamo discutere sul fatto che una marea di case siano state costruite vicino a zone industriali e sulle conseguenze ma è innegabile che qui il problema sia nato dal fatto che il titolare di questa ditta ha voluto spendere soldi solo in avvocati e non per altro. -
vediamo tra un mese... ad oggi se penso a Varese ed a che cos'è l'A2 non posso che quotarti
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Speriamo per Hafnar con Soresina, non vedo l'ora di accoglierlo come si merita...
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QCQ
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La dura vita cattocomunista....
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Ma cosa fa la Lega per lo Sport a Varese ?
BlackJack replied to Hannibal's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
avrà fatto 2 conti tolta l'ICI? -
Notte Bianca
BlackJack replied to Il Briatore Delle Prealpi's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
Stendiamo un velo sull' "Esproprio proletario" dei vasetti di girasoli davanti al comune destinati alla vendita per beneficenza, qualcuno si è persino fregato qualche zolla d'erba... -
Ma cosa fa la Lega per lo Sport a Varese ?
BlackJack replied to Hannibal's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
Il comune di Varese ha 8 milioni di € che avanzano per fare un nuovo palazzetto? non credo... qualun'altro? allora si faccia avanti e faccia il business. Sinceramente pretendere che il comune di Varese faccia un mutuo per un nuovo palazzetto (e per gli altri vetusti impianti sportivi no?) mi sembra francamente eccessivo. Ad un certo livello di professionismo gli impianti dovrebbero essere di proprietà delle società che li usano e devono essere funzionali alle loro necessità. -
Internet al mare
BlackJack replied to Il Briatore Delle Prealpi's topic in Divertiti col gruppo di Vfb.it
Ne basta anche solo una delle 3 da "coprire" -
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Eluana Englaro Accanimento di Stato di Alessandro Litta Modignani Si apre stamane a Milano un nuovo capitolo della dolorosa vicenda giudiziaria e umana di Eluana Englaro, la giovane donna di Lecco che giace in “stato vegetativo permanente” da più di 16 anni, a seguito di un incidente stradale. Oggi Beppino Englaro, il mite e determinato padre di Eluana, chiederà per l’ennesima volta a un tribunale della Repubblica di interrompere le inutili e disumane “cure” che da 6.000 giorni tengono artificialmente in vita il corpo inanimato di sua figlia. Eluana trascina, contro la sua volontà, un’esistenza priva di qualsiasi dignità. Una cannula, attraverso il naso, le introduce ogni giorno nello stomaco una pappetta maleodorante e disgustosa; le viene evacuato regolarmente l’intestino. Il suo corpo viene sistematicamente lavato, asciugato, voltato, rivoltato e rilavato. Tutto ciò senza la benché minima speranza di guarigione, anzi con la piena consapevolezza di una patetica e tragica inutilità. Le labbra sono scosse da un costante tremore, gli arti tesi allo spasimo, i piedi contorti in posizione equina. Consola appena il fatto che Eluana non si accorga di nulla: la corteccia ha subìto lesioni irreversibili e le funzioni cerebrali sono definitivamente compromesse. E’ lecito questo accanimento ? L’udienza di oggi, la prima in Corte d’Appello, è una nuova tappa – la nona per l’esattezza – di un calvario giudiziario che però ora sembra giunto a un punto di svolta. Lo scorso 16 ottobre, con una sentenza di 60 pagine, la Corte di Cassazione ha dichiarato nulla una precedente sentenza di appello, che respingeva nel merito le richieste di Englaro. Tutto da rifare dunque, ma stavolta con le perentorie indicazioni della Corte, alle quali i giudici milanesi dovranno attenersi. Secondo la Costituzione italiana (art. 32) nessun cittadino può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la sua volontà, se non in casi eccezionali previsti dalla legge. Eluana Englaro, vittima di un incidente stradale, quel “consenso informato” non ha mai potuto esprimerlo. Al contrario, in circostanze precedenti aveva pronunciato, riguardo al mantenimento in vita di persone in coma irreversibile, parole chiare e inequivocabili, come testimoniano entrambi i genitori e i suoi amici più cari. Inoltre, la giurisprudenza nega la possibilità di sottoporre un malato a cure, quando non esista alcuna speranza né di guarigione né di sia pur minimo miglioramento, come in questo caso. E’ questo l’aspetto di maggior rilievo, dal punto di vista etico, medico e giuridico: il divieto assoluto di accanimento terapeutico, che deve essere garantito e che invece viene violato ai danni di una cittadina inerme, non più in grado di difendersi da pratiche inutili e invasive. Naturalmente, all’interruzione del trattamento tecnico si oppongono i fanatici difensori della vita “dal concepimento alla morte naturale”, la cui ipocrisia non conosce limiti. Cosa ci sia di “naturale” nella vita di Eluana Englaro, non è dato di sapere: suona davvero come una bestemmia chiamare “vita” una condizione così disumana. Eppure, da 6.000 giorni, Eluana è costretta alla sopravvivenza da uno Stato sempre più etico e sempre meno laico, severamente ossequioso della “autorità morale” che ha sede all’interno dei suoi confini. Stamane, fuori dal Palazzo di giustizia di Milano, a sostegno di Beppino Englaro (che non si è mai rassegnato a una soluzione privata e “all’italiana” della vicenda) ci sarà soltanto la solita sparuta pattuglia di militanti radicali e dell’associazione Luca Coscioni. Troveranno i giudici di Milano il coraggio di accogliere – come sarebbe loro dovere – le indicazioni della Suprema Corte, e di resistere alle pressioni degli integralisti ? “Fatemi tornare dal Padre mio” disse Giovanni Paolo II, quando capì che la sua vita era giunta al termine. A Eluana Englaro la sorte non ha concesso questa opportunità. Negarle un gesto di coraggio laico e di pietà cristiana sarebbe davvero crudele, incivile e intollerabile. www.opinione.it E' difficile esprimere il fastidio che si prova nel seguire vicende del genere e rendersi conto che la propria vita può finire in mano a persone che per un falso moralismo o un etica di facciata permettono che una persona (o meglio ormai un povero corpo che di "persona" ha solo una forma) di subire tutto questo.
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Auto blu: storia di uno status symbol incrollabile di Roberto Rocchi Quanti di noi, nella quotidianità, hanno avuto modo di vedere sfrecciare lungo le strade di tutta Italia ed anche della propria città le cosiddette “auto blu”, cioè le automobili di servizio in carico ad alti dirigenti statali o di enti locali o che per funzioni e carica godono di quello che rimane uno degli status symbol più ricercati e intramontabili da sempre. Difficile non averne mai vista una, ma ancor più difficile sapere quante realmente ce ne sono in circolazione. Spettano a una miriade di persone e di categorie: dalle più alte cariche istituzionali della Repubblica ai funzionari ministeriali, a rappresentanti di Regioni, Province e Comuni, ai dirigenti degli istituti autonomi, a giudici e funzionari della magistratura, ai comandanti generali delle forze dell’ordine fino a prefetti, questori e comandanti provinciali. Pare ve ne siano alcune ancora in carico ad “ex”, per i quali è stata ritenuta necessaria la prosecuzione del servizio in virtù di “meriti” o “rischi” acquisiti… Un parco veicolare, dunque, ben più vasto dell’immaginabile e che sconfina in un’altrettanta ampia vasta modalità di esecuzione che parte dalla proprietà effettiva dell’auto in carico all’ente, alla locazione, al noleggio a termine, fino all’utilizzo del mezzo anche per sole poche ore. Il dibattito sulle auto blu, tuttavia, non ha mai cessato di esistere anche a livello politico. Sono state tante le leggi finanziarie che se ne sono occupate (sia da parte dei governi di centrodestra che di centrosinistra), ma la questione non è mai stata definitivamente risolta. Soltanto nel marzo del 2005 è intervenuta una norma che ha stabilito il censimento delle “auto blu”, obbligando le varie amministrazioni, sia centrali che periferiche a comunicare i risultati al ministero dell’Economia, per una successiva e dettagliata relazione da inviare al Parlamento. I risultati dell’indagine non si sono fatti attendere, ma forse non hanno saputo mettere a fuoco la reale situazione: secondo il dicastero economico, infatti, le auto istituzionali in circolazione sarebbero 43.481. Il dato è stato contestato da diversi osservatori, secondo i quali il numero raccolto contiene i dati delle sole “auto blu” in carico ai ministeri. Sempre secondo alcuni commentatori, infatti, sarebbero oltre 150 mila le vetture di servizio utilizzate anche da Regioni e Province, mentre potrebbe raggiungere le 300 mila unità se fossero inserite anche quelle degli enti pubblici non territoriali. Insomma, idee tanto chiare in tal senso non ve ne sono, mentre il discorso assume un contorno diverso se si esamina la tipologia delle vetture utilizzate. Pochi sono coloro che si affidano alla produzione automobilistica italiana e mostrano invece interesse per quella straniera ed in particolare tedesca, che ha il pregio di dare maggiore spessore allo status symbol acquisito. Al primo posto delle preferenze, infatti, ecco spuntare la teutonica Audi A8 che segna il top nella gerarchia dei “privilegiati”: questa vettura fu la stessa utilizzata da Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio, in occasione di incontri con leader politici stranieri, ma anche dai capi dei servizi segreti e delle forze armate. Per i vip meno “appariscenti”, invece, le più scaltre ma non meno lussuose A6. Al secondo posto di questa classifica vi è un altro marchio tedesco, la Bmw. Il modello attualmente più diffuso agli alti livelli è la 740, che pare venga ora distribuita anche a prefetti e questori e persino alla Digos nei modelli meno evoluti. Finalmente si respira aria di casa nostra ed appare la Lancia Thesis, l’ultima delle ammiraglie italiane che rimane anche la più diffusa in ambito prettamente ministeriale. Purtroppo questa vettura non detiene un valido erede e si assiste ad un “declassamento” a favore della più economica Lybra, molto in voga tra magistrati e ufficiali delle forze armate. In carico allo Stato anche due Maserati 4 porte, di cui una soltanto utilizzata, mentre l’altra è sempre rimasta ferma in garage: troppi elevati i costi di manutenzione e la scarsa praticità, così questi due gioielli (donati al Governo da Luca Cordero di Montezemolo), sono ancora in attesa di essere pienamente sfruttati. Ha perso invece diverse posizioni nella scala gerarchica la Mercedes, che tuttavia detiene il record del modello di auto più noleggiato. Troppo appariscente e sfrontato per non richiamare in causa l’opportunità di dare seguito all’industria automobilistica italiana, così è uscita dai garage di proprietà ministeriale ma non dai cuori di chi la utilizza quando può, anche se per un periodo di tempo limitato. Fra le new entry nella legione straniera delle “auto blu” ecco spuntare anche le Volvo, convenientissime nei contratti di affitto che prevedono la copertura totale di ogni spesa accessoria e straordinaria di manutenzione. Segnano le grintose Alfa 166, che nonostante tutto rimangono poco richieste per via degli spazi interni limitati e dell’eccessiva diffusione fra i “civili”, così da poter apparire uno status symbol di secondo grado. In coda poi una schiera di vetture meno prestigiose che appartengono comunque alla fascia delle automobili di servizio: Hyundai Lantra, Fiat Brava, l’intramontabile Alfa 155, Fiat Marea e persino Citroen Saxo. Secondo il ministero dell’Economia, le spese per le “auto blu” non potranno superare il 70/90 per cento di quanto impiegato l’anno precedente, a seconda dell’utilizzo che sarà ogni volta concordato tra l’amministrazione che lo detiene in carico e l’ufficio di economato generale. Tuttavia la legge ha previsto una deroga a questo vincolo, soprattutto per quanto riguarda i veicoli in uso ad esponenti delle forze dell’ordine anche in via non esclusiva. Basti pensare che delle 8.929 auto in carico al ministero dell’Economia, ben 8.489 sono assegnate alla Guardia di Finanza che le utilizza anche per compiti istituzionali e non solo di rappresentanza. Analoga cosa avviene per il ministero dell’Interno, dove le vetture di servizio risulterebbero essere 22.967 di cui 20.444 assegnate alla Polizia di Stato e 523 ai Vigili del Fuoco. E cosa dire del ministero di Giustizia cui fanno capo 1.186 auto blindate e 2.370 vetture per la traduzione dei detenuti? Per tutta questa mega-flotta aziendale è stata chiesta la non applicazione del dispositivo di risparmio di spesa, vanificando così il contenuto di una legge che si proponeva l’esatto contrario. Fortunatamente, non tutti gli enti hanno potuto usufruire di questa possibilità, così nella relazione al Parlamento si evincono anche importanti tagli di spesa: è il caso dell’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente o ad alcuni apparati periferici del ministero dell’Ambiente quali le amministrazioni dei parchi nazionali. All’Istruzione il risparmio complessivo dello scorso anno è stato di oltre 302 milioni di euro e di 248 milioni quello alle Infrastrutture, con una decurtazione totale, fra tutti i ministeri coinvolti, di oltre 1,3 miliardi di euro. Poco più di un granello di sabbia - secondo gli esperti - che hanno valutato in quasi 11 miliardi di euro la spesa complessiva per lo Stato, con esclusione degli enti locali. Ma come si arriva a cifre come quelle indicate? Basta valutare la spesa media per ogni “auto blu” che è di circa 70 mila euro l’anno, inclusi autista e benzina, moltiplicata per almeno 150 mila autovetture e il gioco è fatto. Qualche tempo fa, un’economista di grido quale Luigi Chiappugi (già consulente di Governo) affermò che in luogo delle auto di servizio si potrebbe arrivare a garantire buoni taxi, il che consentirebbe alle casse erariali un risparmio di almeno 5 miliardi di euro. Proposta miserabilmente fallita. Pare sia molto meglio l’ultima idea, oramai non più originale poiché già adottata da tempo, che vuole il noleggio a lungo termine come soluzione ideale. A provvedere è stata la Consip (una società che si occupa di gestire i beni ed i servizi per conto dello Stato), la quale ha provveduto a realizzare alcune gare d’appalto vinte perlopiù da aziende asiatiche, fatta eccezione per la Volkswagen. La situazione rimane tuttavia delicata, se si considera che in assenza di una normativa ben precisa ciascuna amministrazione si sente libera di scegliere la soluzione più congeniale. Com’è avvenuto qualche anno fa in un piccolo comune del bolognese, dove l’ex sindaco ha dichiarato oltre 23 mila euro per avere effettuato 461 viaggi a mezzo di noleggio con conducente; l’anno successivo il badget è arrivato a 23.441 mila euro e le trasferte sono scese a 431. Un mistero rimasto tuttora insoluto…! In effetti il problema delle piccole amministrazioni non è semplice da sanare: secondo la Corte Costituzionale infatti, il Governo può agire sulle auto di Stato, ma non sull’autonomia degli enti locali fissando loro criteri di economicità. A ciascuno, dunque, è data libertà di agire come meglio crede, così si registrano comportamenti ben differenti fra loro: a partire da chi non lesina in numero di vetture e soprattutto sui modelli più recenti e accessoriati, a quanti effettuano tagli radicali persino sulle auto in dotazione ai servizi sociali o alla polizia municipale. Si va dalla Regione Friuli Venezia Giulia che qualche anno fa si è rifatta lo “smalto” delle auto di servizio e ne ha sostituite 12 che avevano un’età media di 2 anni, a quanto avvenuto nella Regione Lazio che ha acquistato 76 nuove “auto blu” destinate a presidente e assessori, contro un assemblea regionale che conta 70 consiglieri! Per non parlare del Comune di Napoli che garantisce un parco veicolare di 120 mezzi a disposizione di sindaco, assessori e dirigenti. In Toscana, invece, il presidente della Regione Claudio Martini ha ordinato di privilegiare i mezzi pubblici e dimezzare la spesa per le auto di rappresentanza: 16 per la giunta e 36 per i dipendenti in missione, comprensive di auto quali Punto e Panda. In Liguria il governatore Claudio Burlando ha diminuito di 230 mila euro le spese per le vetture di servizio, mentre in Puglia il suo collega Niki Vendola ha cancellato la vergognosa legge che consentiva anche agli ex presidenti dell’assemblea regionale di utilizzare le auto di servizio per altri 5 anni! Per fare cassa a Castiglion Fiorentino e in altri comuni della Val di Chiana (confermando così la vocazione al risparmio toscana) le auto blu sono state messe all’asta, mentre i sindaci di Bolzano (nel 2001) e di Cesena (nel 2003) facevano registrare ben 2 berline di lusso al proprio servizio. Così, senza fare tante storie, ogni Governo che si succede la racconta alla sua maniera, lancia proclami più o meno incisivi e promette tagli a destra e a sinistra senza molte remore. Peccato che oramai la storia sia diventata simile a quella di chi grida “al lupo, al lupo”, ma intanto sulle nostre strade continuano a scorazzare “auto blu” in abbondanza. E se non ve ne siete accorti, sarà perché - forse per dare meno nell’occhio - anche il colore è cambiato: ora sono diventate quasi tutte grigio-metalizzato, ma se il lupo ha cambiato il pelo, certamente non lo farà tanto facilmente con il…vizio! Da Il Centauro n. 122 - www.asaps.it GRAZIE CHI?
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E' indubbio che le risorse non arrivate dall'ICI dovranno arrivare dal Tesoro (nel senso di ministero...) in qualche altro modo ma questa tua associazione causa-effetto mi pare un pochino azzardata
