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Biru Biru

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Everything posted by Biru Biru

  1. Gesù Cristo torna sulla terra e incontra un milanese, un veneto ed un romano: - Sono Gesù di Nazareth, figlio di Dio e vostro redentore. Io, nel nome di mio Padre l'altissimo e dello Spirito Santo posso guarirvi da ogni malattia con il solo tocco di una mano! Il lombardo tutto curvo si lamenta: - La spalla destra la me fa mal da tri ann, per l'artrosi, de quei dulur!!! Gesù gli tocca la spalla e l'artrosi sparisce. Il milanese rotea la spalla e se ne va saltando dalla gioia. Il veneto si lamenta zoppicando: - Mi g'ho ciapà 'na storta e g'ho male a 'sta cavegia! Gesù gli tocca la caviglia ed il male passa, miracolosamente. Il veneto gli bacia le mani sante e se ne va via inchinandosi ripetutamente. Alla fine Gesù si avvicina al romano ed alza una mano verso di lui. Il romano fa un salto all'indi etro: - Bbono co' quele mano... nun me tocca' che c'ho ancora tre settimane de malattia!!!
  2. quella di Gesù era un capolavoro
  3. L'ABC sale in B1 e chissà che fra qualche annetto nn ci siano derby fantastici...
  4. Siamo noi siamo noi i campioni dell'italia siamo noi!!!
  5. Basso ora è secondo in classifica generale a 50" da Savoldelli che nn ha una squadra fortissima(x fortuna)... purtroppo una congestione ha debilitato Ivan che secondo il mio punto di vista ha già fatto miracoli per perdere così poco. spero che si riprenda in fretta per riportare la maglia Rosa a Varese dopo Garzelli nel 2000
  6. bene. becirovic io spero rimanga!!! nn capisco una cosa cmq, Castiglioni si lamenta che nessuno l'aiuta e poi continua ad andare avanti da solo!!! voi lo capite?? ha i soldi?gli mancano? io nn ci capisco proprio un tubo chiedo lumi
  7. poi sul giorno c'era scritto di un probabile ritorno di Borghi al fianco dei Castiglioni che nn vogliono vendere la società. e sul GM O quello di Cantù Arrigoni se nn erro oppure può arrivare Chiapparo
  8. La scelta che non t’aspetti dopo un incontro «strombazzato» ai quattro venti, fra l’altro dopo un primo rinvio per impegni personali di uno degli interlocutori: silenzio assoluto e bocche rigorosamente cucite. Da una parte il vicesindaco Roberto Puricelli con gli assessori della Giunta comunale di Varese, dall’altra il patròn della Pallacanestro Varese, Gianfranco Castiglioni, accompagnato dal direttore generale Mario Ghiacci, in una della sue ultime apparizioni ufficiali come dirigente della Casti Group. Ieri mattina a Palazzo Estense si è effettivamente parlato di questioni importanti ma sul tappeto, si è scoperto a incontro concluso, non c’era il futuro della società sportiva; più semplicemente si sono affrontati una serie di problemi economici che riguardano la gestione del PalaIgnis. Soldi che la società dovrebbe dare al Comune, mentre la Pallacanestro Varese avrebbe chiesto conto di alcune promesse fatte nei mesi scorsi. Di più non è possibile sapere. Il Comune, che ha optato per un singolare silenzio stampa, si sarebbe preso 48 ore di tempo per decidere cosa fare, magari in attesa del rientro del sindaco, Aldo Fumagalli. Non parla nemmeno l’assessore allo sport, Marco Caccianiga, che in questi ultimi mesi si era speso molto per migliorare i rapporti fra l’amministrazione comunale e la famiglia Castiglioni. L’impressione è che non sia così semplice ricucire quello che si è strappato, ma tutto questo ai tifosi di basket interessa relativamente. I 4 mila spettatori di media del PalaIgnis sono il dato da cui ripartire, cercando di costruire una squadra più competitiva e mettendo da parte i dissapori. Le conferme di giocatori come Alain Digbeu e Sandro De Pol, indicati dal coach argentino Ruben Magnano per ripartire, il rientro a tempo pieno di Andrea Meneghin dopo l’infortunio e la fiducia accordata ai giovani Bolzonella e Allegretti sarebbero una base importante, ma certo servono idee chiare e uomini giusti. Al posto giusto. Roberto Pacchetti
  9. se è questo il vero problema allora spero che i Castiglioni alzino subito i tacchi e se ne vadino.... va bene via ghiacci se e solo se arriva cappellari, ma già per sani io sto iniziando a piangere... sul pezzo finale della prealpa c'era poi scritto, de pol, bolzo rinconfermati, da vedere il menego e poi su nolan-digbeu diceva che sarebbero da tenere, con i volponi che abbiam in società di certo nessuno dei due rimane
  10. rogers saranno riusciti a farlo vedere nella maglietta??
  11. ad assist al minuto Sani è secondo solo dopo il poz!!!!!
  12. hai detto tante di quelle stronzate che la metà bastano...... 1)poz passato l'anno dopo lo scudo voleva già andarsene l'abbiam tenuto dopodichè si è rescisso consensualmente il contratto tra le lacrime 2-3)Con Conti e Cecco è ora di finirla, nn si può andare avanti fino a 60anni a farli giocare solo perchè il tifoso ci è affezzionato..... idee giuste o sbagliate che siano questa è la realtà cecco e conti li abbiam tagliati 4)Rusconi sarà pure una testa calda ma ci ha riportato in a1 5e il +importante)forse nn hai capito che lui è il presidente, quindi sgancia soldi percui nn è lui che sceglie i giocatori ma il GM
  13. i punti da sistemare sono: 1)Casti continuerà?lascia?raddoppia e si affiancano altri a lui?? 2)fidiamoci del Ruben per il primo punto speriamo che si affrettino a decidere perchè è quello fondamentale per poter fare una squadra decente e poter fare in tempo a tenere i giocatori che ruben vuole. per il punto2, Magnano credo abbia già le idee molto chiare, la sua idea fissa prima di tutto è la difesa quindi:De pol, bolzo, digbeu(e qui bisogna sperare che per il punto1 ci si affretti)meneghin..... poi avrà già le sue idee su chi comprare. su Nolan-FFriend e Sani penso che sia +favorito Sani, giocatore che se è in ottima forma fisica è devastante e a Varese servono i suoi assist
  14. penso lo vinca siena anche se nn è forte come l'anno scorso.... treviso è forte ma nn imbattibile come gli anni passati
  15. per quel poco che so di Magnano posso considerarlo dalle interviste ascoltate, una persona seria che ci tiene molto a fare bene....
  16. partita di Allegretti che secondo me è stata fatta +con il cuore per poter restare a Varese e quindi cercare di poter rimanere anche l'anno prox, idem Bowdler.....
  17. pensa te pure il derby c'è..... quanto mi sarebbe piaciuto vedere Varese al posto di una delle due
  18. L’altro ieri è diventato italiano: «Come Velasco. E vorrei rimanere a Varese per riportarla in alto» Ha giurato davanti al sindaco di Varese e da due giorni Ruben Magnano è anche cittadino italiano: «È stata un’emozione, mi sono sentito di nuovo a fianco i nonni, coloro ai quali devo il doppio passaporto, coloro che partirono per il Sud America in cerca della fortuna. Spero di essere degno del riconoscimento. In realtà mi manca ancora un dettaglio al quale tengo: devo imparare la lingua». Italiano come Julio Velasco, che in questi mesi ha sentito solo al telefono e che spera di conoscere di persona «perché lui è stato un ambasciatore dell’Argentina nel mondo». Intanto il destino ha unito il vate del volley e l’allenatore di basket che ha conquistato l’oro olimpico ad Atene e che per primo ha sconfitto il Dream Team Usa (al Mondiale 2002, dove fu secondo alle spalle della Jugoslavia): Velasco ha fatto flop con Modena, Magnano, chiamato a novembre al posto di Giulio Cadeo, non ha portato Varese ai playoff e si è salvato per il rotto della cuffia. «Ma è stata un’esperienza pure questa, non meno importante dell’aver vinto i Giochi», dice sgranando gli occhi vispi e lisciandosi i baffetti. Sì, Magnano è un tipo che, al di là del simpatico esperanto, uno spagnolo con volonterosi accenni di italiano, parla con il volto: tempra inquieta e da duro, la sua. Del resto è noto che non risparmia allenamenti perfino alla mattina delle partite, che divora videotape di notte per studiare gli avversari, che il suo cervello è in perenne elaborazione. Forse in cuor suo, anzi ne siamo certi, medita già la grande rivincita. Ovviamente a Varese, anche se il Valencia fa carte false per sedurlo e non manca - sembra - l’offerta di una nazionale di prima fascia. Non l’Argentina, comunque, che lo rivoleva e che lui considera invece un capitolo chiuso. «A me piacerebbe riprovare qui. Quando non ero ancora nessuno, a Buenos Aires mi capitò di seguire Varese in una Coppa Intercontinentale: certi ricordi segnano e portano a delle scelte di campo. L’altra sera è stato emozionante vedere la gente incitarci e applaudirci come se avessimo vinto: invece era l’epilogo di una stagione non degna del club». Il contratto ce l’avrebbe e siamo pronti a scommettere che rimarrà. Perché è giusto che uno come lui venga giudicato nell’arco di una stagione intera, con una squadra voluta e assemblata di pugno suo. Ma entro metà maggio la società potrebbe passare di mano (dai Castiglioni a una «public company») «e allora io devo doverosamente presentare una relazione, dire la mia e mettermi a disposizione». Nell’attesa andrà alla ricerca delle radici piemontesi, «a Cavour, sì, la località della quale era conte il famoso statista; nell’elenco ci sono tanti Magnano, magari scopro dei parenti». Farà così a ritroso il viaggio dei familiari, per agganciare le esperienze degli avi al percorso compiuto da lui. Una vita di sacrifici, all’inizio: ha guidato anche i taxi per mantenersi agli studi e per tentare di diventare qualcuno nello sport. Alla fine c’è riuscito, alla grande, e la domanda è: se avesse saputo le difficoltà che avrebbe incontrato a Varese, sarebbe salito su quell’aereo? «Ci sarei salito ugualmente. Perché un allenatore che non accetta una sfida non è un allenatore. Perché tutto comincia con un sogno: prima ho sognato di prendere una medaglia olimpica, poi ho sognato di riportare in alto Varese». In mesi di su e giù, dapprima bene, poi male, infine aggrappato al minimo necessario per la salvezza, è stato più psicologo e fratello maggiore che allenatore. Timore di retrocedere - giura - non ne ha avuto, «perché un tecnico non può permettersi la paura: la trasmetterebbe alla squadra». Però quando l’aritmetica «gli ha sbattuto sotto il naso l’ipotesi peggiore, ecco, a quel punto ho dovuto vivere ogni incontro come se fosse una finale». Ha arginato momenti nemmeno immaginabili («La sconfitta interna contro Avellino ha lasciato difficoltà pesanti, anche di ordine umano»), la mannaia degli infortuni («Non li ho mai invocati a mo’ di alibi e non lo faccio ora; ma se parti contando su Meneghin e Becirovic e ti ritrovi senza l’uno e con l’altro a metà, non è la stessa cosa»), le stroncature che non l’hanno risparmiato: «Qui ho conosciuto tanti "professori" di basket, ma lo dico con simpatia e rispetto perché a Varese non si scherza. Dico solo che la necessità di un risultato urgente è un pericolo; Varese deve avere pazienza e trovare continuità». Morale? «Come diceva Nietzsche, ciò che non ti uccide ti rafforza: Ruben Magnano oggi è un allenatore più completo». E si considera anche un oriundo integrato, «perché non è vero che non ho capito l’Italia: è così simile all’Argentina nello stile di vita...». Col passaporto in tasca, ad ogni modo, sarà stimolato a comprenderla a fondo: «Leggerò i giornali, mi soffermerò sugli aspetti sociali ed educativi, che per me sono i pilastri della vita civile. E qui, signori, per tanti aspetti siamo in paradiso». Anche se nel paradiso - dice qualcuno - c’è il governo Berlusconi? «La situazione è più degna che in Argentina... Voi non avete idea che cosa abbiamo passato laggiù...». Flavio Vanetti
  19. sparo una cazzata!!!!! cosa ne pensi se mettiamo Sani guardia e ci prendiamo Pozzecco play x 20-25min e il resto il Bolzo?? sarebbe fantastico!! difesa 0 ma i canestri crollano con alain-nolan e ffriend
  20. ma quando è successo dopo reggio emilia??
  21. dopo il taglio cadeo è veramente rinato..... complimenti se nn lo vogliono tagliare rimarrà tranquillamente a Varese
  22. i primi due quarti li abbiamo giocati bene anche difensivamente..è vero nn basta perlomeno l'hanno provato a fare, poi vabbè solite amnesia difensive che ormai si ripetono... Ffriend sale al raddoppio nell'ultimo quarto e poi cosa fà?? rimane lì con l'uomo che taglia al centro!!!!!! perfortuna ha preso lo sfondamento qualche secondo dopo, grazie ai reggiani che han sbagliato ad attaccare
  23. se deve essere una battuta a me personalmente nn fa ridere cmq se vuoi te lo ripeto, io ho detto quello che penso e spero si avveri e molti altri la pensano +o - come me...... tu invece continui a rompere con battutine ridicole ma nn hai ancora espresso la tua idea.......
  24. 1° mi sembra di nn essere l'unico che voglia ripartire da queste persone 2°guarda solo la classifica, è vero potevamo retrocedere, ma se solo le ultime 3partite perse(roseto-roma e milano)le avremmo vinte e nn perse negli ultimi minuti o neanche, ci ritrovavamo al posto di Roma=6° 3°anche se poteva essere un messaggio ironico, magnano qualche mese fa cosa aveva detto?? forse le ultime partite le riusciremo a fare in una condizione atletica perfetta..... mi pare di vedere una Varese che nelle ultime 5partite lotti e ha possibilità di vincere fino all'ultimo...... poi pensala pure come vuoi,sta il fatto che ci sono altri che la pensano come me nel forum, quindi......
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