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benetton a rischio??


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Caso Lorbek, Treviso rischia di perdere la A

29/07/2007 11:21

Il coinvolgimento di Buzzavo inguaia la Benetton

- Il Resto del Carlino -

DALL’AUTOREVOLE sito della Lega basket, sempre attento a riportare solo le notizie che non fanno male, il caso Benetton è già sparito. Non sorprende: quando la vicenda venne a galla, il presidente della Confindustria dei canestri, Enrico Prandi, da allora dimissionario, si affrettò a dire che «questa faccenda poteva essere gestita meglio se non fosse diventata un caso pubblico». Nell’ordine, invece, l’hanno gestita: la giustizia sportiva, che ha inflitto una penalizzazione di 12 punti a Treviso negandole così playoff ed Eurolega, e la magistratura ordinaria, che due giorni fa ha inviato quattro avvisi di fine indagine, provvedimenti che anticipano il rinvio a giudizio. Ipotizzando il pm bolognese Lorenzo Gestri i reati di frode sportiva e falso, va definitivamente a farsi benedire anche la teoria della buona fede con la quale il basket, attraverso le sue molteplici versioni, ha cercato di salvare la faccia alla Benetton.

Alla Lega questo nuovo capitolo del caso Treviso, finita nei guai per aver tesserato un giocatore in più rispetto al consentito, dovrebbe invece interessare: per quanto sembri fuori tempo massimo, l’esito dell’indagine della Procura di Bologna rischia di cambiare faccia al campionato. Estremizzando: l’ipotesi di arrivare ad una retrocessione della Benetton non è così campata in aria.

Chiudendo i suoi lavori, il pm Gestri non ha solo comunicato il coinvolgimento del presidente della Benetton Giorgio Buzzavo, finora estraneo ad ogni inchiesta, ma ne ha pure spiegato il perchè: contrariamente a quanto dichiarato ai giudici sportivi, il dirigente di Treviso, secondo la Procura, sapeva del tesseramento irregolare di Lorbek. Risulterebbe dalle intercettazioni telefoniche che nei guai hanno messo anche l’ex gm Fadini, oltre all’ex team manager Cirelli e all’ex segretario della Lega Zanetti, questi ultimi due autori materiali del misfatto e rei confessi.

LE INTERCETTAZIONI su Buzzavo verranno ora trasmesse al Coni, come prevede un accordo fra magistratura ordinaria e sportiva quando si indaga sulle stesse vicende. Di questa nuova documentazione dovrà occuparsi presumibilmente chi sosterrà l’arbitrato sul ricorso di Reggio Emilia, società che rivendica i due punti persi con una Benetton non in regola: con quelli, si sarebbe salvata. Al club reggiano il compito di richiedere tempi stretti di giudizio, anche perchè la situazione è cambiata: con la responsabilità diretta che la posizione di Buzzavo fa presumere, la Benetton sarebbe sull’orlo del baratro.

Palla al Coni, insomma. E chi si aggrappa alla rigidità dei regolamenti, dimenticando che i processi si riaprono anche quando sono già usciti dalla Cassazione, tenga conto del momento: il capo dello sport Petrucci che parla di inflessibilità con il ciclismo ed era stato inflessibile ai tempi di Calciopoli, non può certo derogare dai principi dell’etica e della trasparenza in questo caso. Intanto in Lega sta per arrivare il nuovo presidente: Antonio Martone, ex presidente della Giudicante. Un magistrato: poi dicono le coincidenze...

ANGELO COSTA

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Continuo a sostenere che a treviso era andata di straculo!!

Altro che conti sbagliati e sfortunate interpretazioni di regole machiavelliche!!

Chi troppo vuole.......... va in A2!!

Speriamo!!

Treviso l'anno scorso l'ha fatta fuori dal vasino.......

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x me va a finire, come sempre, a tarallucci e vino!

beh visti gli ultimi casi in altri sport: vedi mclaren-ferrari nella formula uno, contador-operacion puerto e tour nel ciclismo, fidejussioni false - partite truccate e falso in bilancio nel calcio ecc ecc...

è più che plausibile

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Caso Lorbek, pressioni su Ronzani (Coni)

03/08/2007 09:18

Spuntano le intercettazioni del Nas. Fortitudo e Siena segnalarono l'irregolarità

- Corriere del Veneto -

Treviso lo spingeva in un verso, Roma lo tirava dall'altro. Il veneto Pierluigi Ronzani, presidente della camera di conciliazione del Coni chiamata a pronunciare l'ultima parola sul caso Benetton, ricevette pressioni da tutte le parti nel corso dell'istruttoria che portò alla condanna del club biancoverde e dell'ex team manager Andrea Cirelli. È quanto emerge dagli atti dell'inchiesta, aperta dalla Procura di Bologna con le ipotesi di falso e frode sportive, che vede ora indagati anche il presidente Giorgio Buzzavo, l'ex general manager Andrea Fadini e l'ex segretario generale della Lega basket Massimo Zanetti.

Mercoledì prossimo Roberto Alabisio, procuratore federale della Fip, sarà nel capoluogo emiliano per acquisire i cinque faldoni raccolti dal pm Lorenzo Gestri sulla vicenda del tesseramento di Erazem Lorbek e Gino Cuccarolo. In attesa di eventuali sviluppi sul piano della giustizia sportiva, è però il filone penale a svelare interessanti retroscena della faccenda. Innanzi tutto, scorrendo solo alcune delle 1.500 pagine che costituiscono l'ossatura dell'accusa, si scopre che a sollevare lo scandalo sarebbero state due società concorrenti della Benetton: Mens Sana Siena e Fortitudo Bologna.

Sono invece le intercettazioni telefoniche a ricostruire il presunto pressing esercitato su Ronzani, il cui cellulare è stato messo sotto controllo dai carabinieri del Nas nell'ambito dell'indagine «Canestro ». Il 9 maggio scorso, stando alle rilevazioni dell'Arma, l'avvocato ed ex senatore trevigiano sarebbe stato per la «linea più morbida» nei confronti dei biancoverdi. Ma, annotano sempre i militari, erano in agguato «ulteriori interferenze riconducibili a forze opposte rispetto alle aspettative trevigiane». Dopo un incontro con Franco Chimenti, citato nei verbali come presidente della Federazione italiana golf, l'indomani Ronzani «abbandonava la linea della clemenza nei confronti della Benetton» e all'avvocato Guido Cecinelli (uno dei componenti del collegio arbitrale) «rappresentava l'impossibilità di infliggere dodici punti di penalizzazione in quanto a suo dire tale penalità era stata comminata in primo grado allorquando era stato valutato il "tentativo" mentre in realtà non di tentativo si tratta ma di "frode" e che inoltre con la sentenza di secondo grado era stata ravvisata l'ipotesi di "frode gravissima" ». Per Ronzani, inoltre, la punizione più lieve avrebbe permesso al club di accedere ai playoff: «Cosa non accettabile - sintetizzano i Nas - poiché la squadra veneta meritava di essere severamente punita in quanto il presidente Giorgio Buzzavo, informato del superamento dei diciotto (giocatori a referto, ndr) aveva lasciato correre e non aveva fatto niente per rimediare ».

Alla fine la camera di conciliazione decise invece per il taglio di dodici punti alla Benetton e la squalifica a tre anni e quattro mesi per Cirelli. Dunque veti e controveti, dunque, fino all'ultimo. «Pensavo che sarebbe stato un giudizio alla pari - commenta amaro l'avvocato Alessandro Gracis, difensore dell'ex team manager, che ha presentato ricorso al Tar del Lazio - invece mi rendo conto che è stato tutto una pressione».

Angela Pederiva

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Il timore è che tutto finisca come sempre con un nulla di fatta, magari un colpo simbolico, ma certamente niente che possa realmente colpire determinati comportamenti delle società!

Lo sport purtroppo sta perdendo di vista quello che era il suo UNICO fine: IL DIVERTIMENTO!

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leggete qui:

Il caso Lorbek fa vacillare il Coni

04/08/2007 10:15

Pressioni sul presidente della Camera di conciliazione da membri della giunta

- Corriere della Sera -

Il caso Lorbek non è finito, anzi. La vicenda del tesseramento irregolare potrebbe avere strascichi per la Benetton nella giustizia sportiva. E apre una «questione morale», un'altra è il caso di dire, nello sport italiano. Perché dalle intercettazioni dei Nas di Bologna emergono pressioni sul presidente della Camera di conciliazione del Coni, chiamata a emettere l'ultimo verdetto sul caso, e guerre di potere all'interno dei palazzi delle Federazioni.

Gli avvisi di fine indagine ­ atto che solitamente precede il rinvio a giudizio ­ per i reati di falso e frode sportiva sono stati inviati, la scorsa settimana, dal pm di Bologna, Lorenzo Gestri, al presidente della Benetton, Giorgio Buzzavo, all'ex segretario della Lega Basket, Massimo Zanetti, all'ex t.m. Benetton, Andrea Cirelli, all'ex g.m. del club veneto, Andrea Fadini. A tali conclusioni si è giunti grazie alle intercettazioni telefoniche dei Nas. Dalle quali emerge, tra l'altro, che Giorgio Buzzavo era a conoscenza di tutta la vicenda e i provvedimenti di allontanamento di Andrea Cirelli, carta dalla difesa della Benetton, «erano validi solo sulla carta». Ora i quattro destinatari potranno presentare memorie difensive. Mercoledì, poi, la procura della Federbasket riceverà le carte dai pm bolognesi.

Ma c'è un'altra pagina, morale e non penale, che si apre e rischia di creare problemi allo sport italiano. Nelle conclusioni dell'informativa dei Nas è scritto che «numerose sono state inoltre le interferenze e le pressioni avanzate da più parti sul Collegio arbitrale, in particolar modo sul presidente Pier Luigi Ronzani e sul componente Guido Cecinelli. L'esito delle intercettazioni ha infatti fatto emergere con chiarezza che Ronzani (che ha lo studio a Conegliano Veneto, 30 km da Treviso, ndr), per conto della società Pallacanestro Treviso era stato avvicinato dall'avvocato Alessandro Gracis, difensore di Cirelli, e da Maffei (giornalista de

Il Gazzetino, ndr), ai quali aveva lasciato intendere di essere orientato a ridurre la sanzione comminata dalla Corte federale qualora avesse trovato il consenso degli altri componenti del Collegio». In favore della Benetton i Nas ritengono che abbiano interferito, «seppur con risultati diversi da quelli sperati, il presidente della Federazione italiana pallavolo, Carlo Magri, i vertici del Coni nelle persone del presidente Gianni Petrucci e del funzionario Stefano Bovis». Quest'ultimo secondo l'informativa era in contatto sia con Cecinelli sia con Petrucci. In realtà Petrucci non compare direttamente in nessuna delle intercettazioni e il suo coinvolgimento è solo supposto.

Sempre dalle intercettazioni di Buzzavo è emerso che «probabilmente l'attività svolta in favore della società veneta era stata ostacolata dal prof. Franco Chimenti, presidente della Federazione italiana golf, membro della Giunta del Coni e asseritamente grande sostenitore della squadra Virtus Roma». Tesi che emerge anche da una telefonata del presidente Fipav, Magri (anch'egli membro della giunta Coni) che di Chimenti il «il piccolino» dice che è «culo e camicia con il presidente Ronzani » ed è «un fanatico della Roma Pallacanestro (rivale della Benetton, ndr) ».

Colpisce, in particolar modo, l'intercettazione tra Ronzani e Chimenti, in cui il presidente della Federgolf ed ex presidente della Lazio calcio, dice di dovergli parlare di cose che «lo faranno trovare in una condizione di vantaggio pazzesca». Quale vantaggio? Lo stesso Chimenti, sentito il 31 maggio dai carabinieri, dopo aver spiegato che «conosceva Ronzani in quanto consulente legale e difensore della Federgolf», affermava che «si riferiva alla possibilità concreta che, alla scadenza del quadriennio olimpico, potesse essere un candidato credibile alla presidenza del Coni. In tal caso Ronzani non avrebbe dovuto temere le conseguenze di un ostracismo ad personam, così come invece era in atto nei suoi confronti dell'attuale gestione». Petrucci e Ronzani non si parlano dall'autunno scorso e il presidente del Coni ha anticipato una prossima riforma della Camera di conciliazione.

Roberto Stracca

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Giustizia sportiva nel caos Il presidente Ronzani rischia

05/08/2007 09:45

Possibili ricadute anche sulla Giunta

- Corriere della Sera -

La giustizia sportiva è nella bufera. La Camera di conciliazione del Coni, quella per intendersi che non fu esente da critiche per le sentenze di ultimo grado di Calciopoli, è sull'orlo di una crisi di nervi e prossima ad un cambiamento radicale.

Il casus belli è il verdetto sul cestista Lorbek, oggetto di pressioni e con un lodo cambiato più volte. Al di là delle interferenze pro e contro la Benetton, dall'informativa dei Nas di Bologna emergono anche pesanti giudizi tra i membri della Camera stessa e apprezzamenti poco lusinghieri tra i presidenti di alcune Federazioni sportive (Maifredi, Federbasket, viene bollato come «quell'idiota»).

Comportamenti che aprono anche un grave e urgente problema «etico» all'interno del Coni.

La posizione del presidente della Camera di conciliazione, Pier Luigi Ronzani, è ora a forte rischio. Potrebbe essere sollevato dall'incarico in occasione della prossima giunta del Coni, in programma a settembre. Sarà, infatti, cambiato il regolamento con norme che prevederanno alcune incompatibilità con l'essere consulente di federazioni, fattispecie in cui ricade l'attuale presidente. La rottura tra Ronzani e il presidente del Coni, Gianni Petrucci, risale ai tempi di Calciopoli. Da allora tra i due è calato il grande freddo. In una delle intercettazioni Ronzani racconta di un preciso monito lanciato secondo i Nas a Petrucci per interposta persona: «È sempre caduto in piedi... l'unico che può farlo cadere distrutto per terra sono io... digli soltanto che non mi faccia arrabbiare... gliel'ho mandato l'avvertimento ». Ronzani ha dichiarato, ieri, di non voler entrare nel merito della vicenda, ma ha sottolineato che «nessuno ha interferito nelle mie decisioni». Secondo i Nas di Bologna il lodo è cambiato più volte e vi sarebbero state pressioni, anche «da parte del Coni ». «L'uomo — si legge — definito da Ronzani come ‘‘referente del Coni'' sarebbe stato Cecinelli (uno dei membri del collegio, ndr) il quale ogni volta che veniva deciso qualcosa usciva dal consiglio e telefonava a Petrucci». In realtà Petrucci, tirato in ballo da altri in varie conversazioni, non figura direttamente in nessuna delle intercettazioni. Cecinelli chiamava Stefano Bovis (Ufficio servizi legali del Coni), che ha spiegato ai Nas la natura istituzionale delle informazioni «a Petrucci, il quale è persona notoriamente ansiosa anche per il ruolo rivestito». Dall'altra parte, sempre secondo i Nas, c'era invece chi «avrebbe agito per favorire la squadra romana (la Virtus, ndr) e i poteri ad essa collegati». Quadro così delineato dal presidente della Federvolley, Carlo Magri, a Giorgio Buzzavo in una telefonata successiva al verdetto: «Nella sentenza sfavorevole ha inciso Roma e non Siena». Roma, interessata secondo Buzzavo, «a prendere il loro posto in Eurolega ».

Le pressioni in tale direzioni vengono attribuite a Franco Chimenti, presidente della Federgolf. «Non ho chiamato Ronzani per la Lazio di cui sono tifoso, figurarsi per la Virtus: che interesse avevo?». Chimenti si è sentito, però, spesso con Ronzani. «Perché lui era legale della Federgolf, ma mai ho parlato di basket». In realtà c'è la telefonata con Ronzani (in cui il presidente della Cca dice «io e Foschini -altro membro della Camera, ndr abbiamo lottato fino allo spasmo però purtroppo...»). «Non so perché ha detto questa frase, ma ero solo curioso come simpatizzante della Virtus Roma. Non ho nulla contro la famiglia Benetton, che ha fatto tanto per lo sport italiano. Ma la sentenza era già nota: era sul televideo». La conversazione avviene, però, alle 19.09, prima della comunicazione della notizia agli organi di stampa. Chimenti ventila, inoltre, a Ronzani anche una possibile «condizione di vantaggio pazzesca». «Con l'attuale gestione— spiega il presidente della Federgolf — Ronzani non aveva un buon rapporto. Parlavo solo del fatto che la nuova giunta, eletta alla fine del quadriennio, avrebbe deciso sulla nuova Camera di conciliazione ». Elezioni in cui si candiderà a presidente del Coni? «Lo farò solo se non si ripresenta Petrucci, del resto sono il membro di giunta con più voti ». Ma questa guerra di potere avrà conseguenze? «No, ho deciso di passare oltre le parole di Magri (‘‘piccoletto, culo e camicia con Ronzani'', ndr)

anche se ci sono rimasto male». Ma nei palazzi del Coni difficilmente resterà tutto com'era. Petrucci ha accettato le spiegazioni di Chimenti a livello personale, ma resta il problema etico. La prima giunta di settembre si annuncia dunque infuocata e con possibili novità anche per i suoi componenti.

La giustizia sportiva si rimetterà in moto mercoledì quando la procura della Federbasket riceverà tutte le carte da Bologna. La Benetton non dovrebbe avere ulteriori sanzioni, oltre a quelle già scontate nella stagione 2006-07. Rischiano, invece, molto il presidente Giorgio Buzzavo e il g.m. Andrea Fadini: potrebbero essere radiati. Terza interessata è Reggio Emilia, società retrocessa in A2. Ieri, attraverso l'avvocato Alfredo Bassi, ha scritto al ministro dello Sport, Giovanna Melandri, e al garante del codice di comportamento sportivo del Coni sollevando «legittimi dubbi sulle decisioni prese» e muovendo altri appunti alla Camera di conciliazione parlando di «sensazioni molto negative in ordine al corretto funzionamento dell'apparato giustiziale».

Impressioni confermate dall'avvocato Alessandro Gracis, difensore di Andrea Cirelli, che integrerà ora con i nuovi elementi il ricorso già presentato al Tar del Lazio contro la condanna a 3 anni e quattro mesi. «Non ho mai fatto pressioni su Ronzani, che conosco da 25 anni. Lo stimavo come una persona al di sopra delle parti e per questo ero fiducioso sul ricorso ». Perché usa il passato? «Perché in questo giudizio pensavo di poter far valere ragioni giuridiche e invece il presidente Ronzani ha fatto una riunione a tre con Guido Valori, legale della Federbasket, prima dell'inizio. Nell'informativa dei Nas si legge poi che Ronzani parla di ‘‘bastonare Cirelli'' e che la sentenza è stata scritta da un avvocato dello studio di Ronzani. Assurdo».

Roberto Stracca

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La Benetton fa quadrato su Buzzavo

06/08/2007 09:13

Bufera sul caso Lorbek bis: «Il capo del Coni voleva i 12 punti di penalità»

- La Tribuna -

Compleanno amaro per Giorgio Buzzavo, presidente della Benetton Basket: ieri ha spento 60 candeline sulla torta, ma i suoi pensieri erano tutti relativi alla nuova bufera relativa al «Lorbek bis». Le intercettazioni dei Nas gettano nuove ombre sull’intero mondo sportivo italiano. La società fa quadrato attorno al proprio presidente, ma mercoledì la Procura di Bologna trasmetterà alla Federbasket le carte dell’inchiesta: potrebbero preludere a nuovi processi o a una clamorosa revisione della sentenza.

La società biancoverde finisce ancora nell’occhio del ciclone, anche se la deposizione di Stefano Bovio, consigliere di Petrucci, tenderebbe a scagionarla: «L’interesse del Coni è che non risultassero smentite le due decisioni della giustizia sportiva. Ritengo, e così con me lo stesso Petrucci, che la sanzione dei 12 punti presentasse una soluzione equa». Documento importante, anche se la posizione di Buzzavo, che sarebbe stato a conoscenza dei giochi di potere del Coni, è ancora in bilico. Tanto che qualcuno, esterno alla società, vocifera come imminenti le sue dimissioni. La Benetton per il momento tace, ma voci filtrate dall’interno della società fanno capire che la posizione di Buzzavo in seno a Verdesport è ancora solida.

Ronzani. Delicatissima, a questo punto, la posizione del presidente della Camera di Conciliazione del Coni, l’avvocato di Conegliano Pierluigi Ronzani, di fatto già messo alla porta dai vertici federali. Gianni Petrucci, boss del Coni, ha già deciso di riformare la «cassazione» dello sport. Temendo di essere “ricusato”, Ronzani aveva lasciato la sua abitazione per rimanere, nei giorni precedenti al lodo, a Roma, in modo da non lasciarsi influenzare in nessun modo dall’ambiente trevigiano. Nonostante tutto sono state numerose le richieste di imparzialità a Ronzani. In merito alle ipotizzate pressioni, Ronzani ha detto che «non ho mai avuto contatti con persone esterne che mi facessero pressione».

Gli scenari. Mercoldì la Procura di Bologna trasmetterà alla Federbasket le carte dell’inchiesta: preludio a nuovi processi sportivi. Difficile stabilire i rischi della Benetton se davvero verrà riaperto il procedimento. Petrucci avrebbe già sentenziato: l’ultimo campionato di serie A/1 è “morto e sepolto”. Sotto l’aspetto penale i quattro indagati (Buzzavo, Fadini, Cirelli e Massimo Zanetti, ex segretario generale della Lega Basket) rischiano fino a sei anni. E l’imbarazzante spaccatura del Coni rischia di travolgere, oltre alla Camera di Conciliazione (che di fatto verrà azzerrata a inizio settembre) lo stesso presidente Petrucci, ora sulla graticola.

MASSIMO GUERRETTA

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L’avvocato Gracis rilancia «Procedimento da rifare»

06/08/2007 09:16

- La Tribuna -

Avvocato Alessandro Gracis, legale di Andrea Cirelli, colui che ha pagato di più in questa vicenda: è convinto anche lei che Buzzavo sapesse tutto?

«Mi sono letto tutte le 1500 pagine delle intercettazioni: in una di queste Buzzavo dice ad un amico che se avesse saputo dell’esistenza di quei documenti sarebbe andato a Bologna a distruggerli, nel senso di stroncare la condotta dei suoi dipendenti. Credo che con questo si capisca che lui abbia saputo solo dopo che gli avevano combinato quel pasticcio».

Lei cosa ne pensa di queste intercettazioni che stanno emergendo?

«Iniziativa eccessiva. Si giustificano solo perché hanno ipotizzato il reato di falso in atto pubblico: le intercettazioni sono lecite, su autorizzazione del Gip, se il PM ipotizza un reato grave. Io invece ho sempre sostenuto che qui nessuno sia pubblico ufficiale né incaricato di pubblico servizio».

La vicenda assume però nuovi significati, la situazione potrebbe cambiare.

«Da un lato però sono contento di aver letto questi resoconti: in questa vicenda sono stato il legale che si era sempre dimostrato più ottimista verso una soluzione positiva, perché valutavo, sulla base dei precedenti, la slealtà e non la frode sportiva di Cirelli. Invece, e qui uso un termine emerso dalle intercettazioni di Ronzani, siamo stati “bastonati” senza spiegazione. E vi do una chicca: risulta dalle intercettazioni che il lodo non è stato redatto da Ronzani né da alcuno dei giudici della Camera come vuole il regolamento ma è stato appaltato all’avvocato ed ex mio socio Carlo Broli di Conegliano, uno che con il processo non c’entrava e con cui fra l’altro sono in causa. E con lui ha collaborato la moglie, l’avvocato Anna Tonon, mia ex socia».

Una situazione destabilizzante.

«Certo. Capite che a questo punto nutro seri dubbi sulla validità del lodo: io e il collega De Arcangelis di Roma chiederemo la nullità del procedimento della Camera al Tar del Lazio, per il quale abbiamo rinunciato alla sospensiva del 6 agosto. In sede di autotutela chiediamo al Coni stesso di intervenire per rifare l’intero procedimento».

(Silvano Focarelli)

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«E’ un complotto contro la Benetton»

07/08/2007 08:38

Caso Lorbek, Cirelli chiede l’annullamento della Camera di Concilazione

- La Tribuna -

L’avvocato Alessandro Gracis, dopo aver visionato le 1500 pagine delle intercettazioni telefoniche sul caso-Lorbek, è diventato ancora più combattivo, ormai assolutamente convinto che se ci sono state delle pressioni sul lodo della Camera di Conciliazione sono venute solo da chi aveva interesse che la Benetton beccasse una stangata memorabile. E non certo per giustizialismo, ma per assecondare personali giochi di potere. La Benetton non avrebbe potuto in alcun modo salvarsi da una pesante penalizzazione.

L’unico dubbio era se toglierle 12 (tesi Petrucci) o 15 (tesi Ronzani) punti: prevalse il -12, così da lasciare, almeno in teoria, una possibilità di accesso ai playoff, che però alla prova dei fatti si rivelò inutile.

Gracis è proprio scandalizzato. «Una porcata, mai avrei immaginato una cosa del genere. Dalle indagini del pm di Bologna Lorenzo Gestri emerge un quadro della giustizia sportiva che è una vergogna per un paese civile». Gracis annuncia che farà istanza al Coni per chiedere l’annullamento della Camera di Conciliazione che ha chiuso il caso Lorberk e presenterà la stessa istanza al Tar del Lazio dove è ancora pendente il ricorso presentato dal legale di Andrea Cirelli contro la inibizione a tre anni e quattro mesi inflittagli nel maggio scorso. Non solo: alla luce della lettura degli atti dell’inchiesta penale bolognese sul tesseramento «Lorbek-Cuccarolo», Gracis ha deciso che la medesima istanza che spedirà al Coni sarà inoltrata anche alla procura di Bologna, ma anche a quella di Roma, perchè, ha spiegato, «nei condizionamenti che ci sono stati verso quella Camera per me si configurano dei reati: erano tutti pubblici ufficiali, penso si possa parlare di abuso di ufficio, forse anche di corruzione».

Per Gracis l’inchiesta bolognese evidenzia uno «squallore diffuso di pressioni di cui Cirelli ha pagato un conto salatissimo». Emerge, per Gracis, «che il presidente del Coni Petrucci ha manovrato perchè il nostro ricorso non potesse essere accolto». Gracis infatti non concorda con l’interpretazione che vede nelle pressioni sulla Camera un modo per ottenere uno sconto di 3 punti sulla sanzione per la Benetton. Secondo Gracis infatti le pressioni del Coni miravano a far sì che il lodo non stravolgesse le decisioni della Fip e che la sanzione non scendesse sotto i 12 punti. «Avevamo chiesto che il comportamento di Cirelli fosse qualificato come slealtà e non frode sportiva, e ciò avrebbe implicato il non sanzionamento della Benetton». Invece per Gracis ci sono state pressioni del Coni sulla Camera, attraverso Bovis, per «congelare» la sanzione. Tutto con indebite pressioni e manovre, come «la riunione carbonara dell’8 maggio cui partecipano Ronzani, Bovis e l’avvocato Valori della federazione» o il fatto «che il lodo sia stato fatto scrivere dal presidente della Camera Ronzani ad un altro avvocato, che non ha partecipato alla Camera, e che per giunta ha gravi motivi di inimicizia nei miei confronti».

C’è un altro verbale, quello firmato il 24 febbraio dal comandante dei carabinieri di Casalecchio (e diretto alla procura di Bologna), il quale il 20 febbraio, in occasione di un incontro di basket al PalaMalaguti, «apprendeva da sicura fonte confidenziale, che nel recente campionato di Coppa Italia la Benetton Treviso aveva 19 atleti anziché 18» e dunque di svolgere delle indagini in merito. «Perché non si specifica chi era la fonte? - si chiede Gracis - E’ qualcuno che sapeva troppo bene le cose. E guarda caso il giorno dopo Zanetti si autodenuncia in Lega. E questa fonte dice anche che il disegno della dirigenza Benetton è quello di tenere il documento nella scrivania di Zanetti, mentre era quello, eventualmente, di trasmettere tutto alla Fip. Zanetti l’ha tenuto lì per qualche disegno suo, ma non certo per aiutare la Benetton. Perché Ronzani prima dice che applicherà il “lodo calcio Modena”, ossia il -1, e poi spinge per il -15? Chiaro: per favorire Franco Chimenti (presidente della Federgolf, ndr), il quale puntava a destabilizzare i rapporti tra Coni e gruppo Benetton».

SILVANO FOCARELLI

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Buzzavo: «Troppe anomalie, si faccia luce»

07/08/2007 08:42

Il presidente smentisce che Cirelli abbia continuato a lavorare per la società e annuncia azioni legali

- La Tribuna -

Anche Giorgio Buzzavo scende in campo e lo fa, tramite il suo legale Filippo Sgubbi, con una serie di precisazioni. «A fronte della pubblicazione su vari organi di stampa di stralci parziali di intercettazioni, e a fronte di valutazioni indimostrate e spesso smentite da altre telefonate e da altri atti, voglio specificare ancora una volta che ho appreso solo successivamente dell’incontro Cirelli-Zanetti, avvenuto a mia completa insaputa. In nessuna delle telefonate intercettate emerge il contrario: anzi, tale circostanza è confermata da talune di esse, in cui risulta, invece, che se avessi saputo sarei andato a Bologna a chiedere di strappare le carte».

Buzzavo poi non accetta che qualcuno adombri il sospetto che Andrea Cirelli, dopo il suo licenziamento, abbia continuato a lavorare per la Benetton. «Cirelli - specifica il numero uno della Verde Sport - non ha più svolto alcun ruolo in ambito societario: è stato sostituito da Massimo Iacopini. E anche le dimissioni del digì Andrea Fadini sono state realmente accettate, tant’è che sono subito iniziati i sondaggi che hanno portato alla sua sostituzione. Inoltre non ho mai dato mandato a chicchessia al fine di interferire sul regolare corso della giustizia sportiva, e meno che mai a giornalisti o legali. Al contrario, ho appreso, sia dalle intercettazioni telefoniche sia dalle ammissioni degli stessi interessati innanzi al pm Gestri, che altri si sono fattivamente attivati affinché le speranze della mia società in una riforma della decisione della Corte Federale, ritenuta ingiusta e comunque eccessiva, fossero frustrate; come poi in realtà è esattamente avvenuto. Devo constatare, peraltro, come si siano verificate, ad opera di terzi comunque interessati a vanificare la nostra legittima aspettativa circa il regolare andamento del procedimento arbitrale, comprovate “anomalie comportamentali”, sulle quali dovrà fare piena luce la magistratura».

«Per questo - conclude la nota di Buzzavo - ho dato mandato ai legali De Silvestri e Sgubbi perché tutelino l’immagine mia e della società avviando le opportune azioni legali».

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Caso Lorbek: sulla sfondo c'è la lotta per il Coni

07/08/2007 08:58

- Corriere della Sera -

Calunniate, calunniate, qualcosa resterà. Il vecchio adagio ben s'adatta a fotografare il caso Lorbek alla Camera di conciliazione del Coni. Quel che resta della vicenda, che porterà a un rimpasto nella Giunta dell'ente che governa lo sport italiano, è un quadro fosco di alleanze («i nemici dei miei nemici sono i miei amici»), congiure e complotti degni di una corte francese del XVII secolo.

Motivo? La corsa alla poltrona di numero uno del Coni. Gianni Petrucci, dirigente esperto e navigato, abile uomo di centro, non ha ancora detto se alla fine del quadriennio olimpico si ricandiderà. E allora c'è chi prova a scaldare i motori per il giugno 2009. Franco Chimenti, presidente di una Federazione, in crescita ma non olimpica, come quella del golf, non ne ha fatto mistero ai magistrati bolognesi. E a precisa domanda giornalistica risponde: «In fondo sono il più votato dei consiglieri della Giunta». Ma, poi, puntualizza: «Solo se Gianni non si ricandida». Fabio Pigozzi, altro membro di Giunta, è andato oltre e ha già tenuto qualche cena elettorale. Nell'estate 2005 annunciò i suoi propositi alla

Gazzetta dello sport Giovanni Malagò, imprenditore romano, presidente dell'Aniene, bravo nelle pubbliche relazioni.

Candidato attendibile, notarono gli esperti delle questioni di palazzo, forse partito troppo presto. Da allora Malagò non è più entrato nel merito e si è dedicato all'organizzazione prima degli Europei 2005 di pallavolo e ora dei Mondiali di nuoto del 2009. E così anche la politica gioca le sue carte. Se una candidatura Malagò non dispiacerebbe al centrosinistra, anche il centrodestra vuole schierare il suo candidato. Paolo Barelli? Per ora il senatore di Forza Italia e presidente della Federnuoto condivide la «poltrona per due» della visibilità dei Mondiali 2009 con Malagò.

Pronto a sfruttare l'ottimo traino dell'evento. Ma anche Barelli, da politico navigato, vuole muoversi con circospezione. Potrebbe presto rompere gli indugi Luca Pancalli, vicepresidente Coni ed ex commissario Federcalcio.

Tanti partenti per una poltrona sola. Così c'è chi ha letto nel caso Lorbek e negli strascichi giudiziari, sportivi e non, un complotto anti-Petrucci ordito dal «partito romano». Petrucci assediato nella cittadella del Foro Italico? Forse, ma pronto a rispondere alle bordate. Sono solo i primi squilli di tromba.

Roberto Stracca

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Caso Lorbek, la Benetton passa all'attacco

07/08/2007 15:33

Buzzavo: «Ci sono state comprovate anomalie comportamentali». Pronto un esposto di Cirelli

- Corriere del Veneto -

Ora la Benetton ha voglia di schiacciare a «Canestro». Dopo le indiscrezioni sull'omonima inchiesta coordinata dalla procura emiliana, che domani trasmetterà tutti gli atti alla giustizia sportiva, il club biancoverde passa al contrattacco. Il presidente Giorgio Buzzavo afferma nero su bianco la propria estraneità al caso Lorbek e l'ex team manager Andrea Cirelli annuncia un esposto sia a Bologna che a Roma, ipotizzando il reato di abuso d'ufficio, se non addirittura di corruzione, all'origine di una presunta

combine ai danni della squadra trevigiana.

Buzzavo ribadisce di aver «appreso solo successivamente dell'incontro Cirelli-Zanetti », che il licenziamento del tm è stato «reale e non sulla carta» (così come le dimissioni del general manager Andrea Fadini «sono state realmente accettate») e di non aver «mai dato mandato a chicchessia al fine di interferire sul regolare corso della giustizia sportiva». Ma il passaggio che dà il senso della controffensiva dei casuals riguarda la constatazione che si sono «verificate, ad opera di terzi comunque interessati a vanificare la legittima aspettativa della Pallacanestro Treviso circa il regolare andamento del procedimento arbitrale, comprovate "anomalie comportamentali" sulle quali dovrà fare piena luce la magistratura ». Al riguardo il pm bolognese Lorenzo Gestri sembra orientato a chiedere l'archiviazione per lo stralcio relativo alle presunte pressioni sulla camera di conciliazione, nonostante la fitta serie di contatti (in un giorno anche sei telefonate) avvenuti a margine della stesura del lodo fra il componente del collegio Guido Cecinelli e Stefano Bovis, direttore dell'ufficio affari legali del Coni. Tuttavia l'avvocato Alessandro Gracis, difensore di Cirelli, annuncia l'invio pure alle procure di Bologna e di Roma dell'istanza di autotutela rivolta al Coni per chiedere l'annullamento di quella sentenza e la ripetizione dell'atto. «Se venisse provato che la decisione è stata viziata da indebiti condizionamenti - spiega il legale - così come la Benetton, anche il mio assistito potrebbe chiedere il risarcimento del danno subìto. Era un uomo di spogliatoio e ora si ritrova a lavorare in un'azienda di abbigliamento sportivo di Bologna».

Una città destinata a comparire spesso in questa vicenda. Fra le 1.500 pagine dell'indagine spunta un'informativa dei carabinieri che svela come il pentolone sarebbe stato scoperchiato da una fonte confidenziale avvicinata al PalaMalaguti durante la partita di Fiba Cup fra la Virtus e l'Akasvayu Girona del 20 febbraio scorso. Il sospetto dei trevigiani è che quella «soffiata » sia stata voluta per colpire la Benetton.

Angela Pederiva

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Alberto, continui a mettere rassegne stampa sul caso Benetton.

Non è che mi fai un riassunto di 4 righe. :blink::wacko:

Grazie

:blink:

la solita pastetta itagliona dove sembra chiaro che si è utilizzato il caso benetton, o lo si sta utilizzando, su questo dettaglio non mi sono soffermato, per una squallida storia di cadreghe in seno al coni.

con tutto questo, continua a sfuggirmi se la pena sia stata commisurata al danno. credo che, però, nemmeno chi ci ha messo mano abbia dato la priorità alla giustizia sportiva...

cuntent? :(

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la solita pastetta itagliona dove sembra chiaro che si è utilizzato il caso benetton, o lo si sta utilizzando, su questo dettaglio non mi sono soffermato, per una squallida storia di cadreghe in seno al coni.

con tutto questo, continua a sfuggirmi se la pena sia stata commisurata al danno. credo che, però, nemmeno chi ci ha messo mano abbia dato la priorità alla giustizia sportiva...

cuntent? :blink:

Grazie.

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La giustizia sportiva riapre il caso Benetton

08/08/2007 09:21

Il procuratore Alabiso riceverà gli atti dal pm Gestri

- Il Resto del Carlino -

STAMATTINA il procuratore federale Roberto Alabiso incontrerà in Procura a Bologna il pm Lorenzo Gestri, titolare dell’inchiesta sulla vicenda Lorbek. Sarà l’occasione per acquisire tutti gli atti contenuti nel fascicolo penale, attraverso i quali la giustizia sportiva riaprirà il caso. E la Benetton ora può cominciare a tremare. Come hanno spiegato gli esperti di diritto sportivo, infatti, se dovessero essere riscontrati a carico dei dirigenti della società trevigiana comportamenti illeciti ulteriori rispetto a quelli già giudicati (va ricordato che la Benetton è stata penalizzata di 12 punti e l’ex team manager Andrea Cirelli inibito per 3 anni e 4 mesi), Alabiso avrebbe l’obbligo di avviare un nuovo procedimento e la Benetton dovrebbe essere chiamata a rispondere per responsabilità oggettiva.

«Reggio non deve preoccuparsi — ha già chiarito Alabiso —, nessuno mi ha mai fatto pressioni, io non sono un tipo malleabile. Una volta acquisiti gli atti, che in parte conosco già, conto di arrivare a una decisione in tempi rapidi, entro il 20 agosto».

IL FATTORE tempo, sempre secondo gli esperti, è fondamentale per Reggio Emilia. Se la decisione dovesse arrivare dopo l’inizio dei campionati, infatti, tutto sarebbe estremamente più difficile. Invece, se i tempi saranno rapidi, come sembra intenzione di Alabiso, la Pallacanestro Reggiana può sperare. A patto, ovviamente, che dalle carte del pm Gestri emergano nuovi elementi di colpevolezza a carico della dirigenza Benetton. Su questo punto, un aiuto significativo al procuratore federale arriverà certamente dalle intercettazioni telefoniche, che hanno messo in luce una fitta rete di rapporti e (secondo il pm) pressioni messe in atto nei giorni in cui si decideva il lodo arbitrale che ha fissato a 12 (quando sembrava dovessero essere 15) i punti di penalizzazione. Proprio dalle telefonate sono stati tirati in ballo sia il presidente della Benetton, Giorgio Buzzavo (formalmente indagato), sia il presidente del Coni, Gianni Petrucci (al quale il pm Gestri invece non contesta reati).

IN UNA intercettazione del 12 maggio (il giorno dopo il lodo), peraltro, Buzzavo dice di essersi «fidato troppo di Petrucci». Il riferimento è alle presunte pressioni esercitate dal presidente del Coni, tramite il dirigente Stefano Bovis (che ammesso davanti a Gestri di aver agito per conto di Petrucci) sul collegio arbitrale presieduto da Pier Luigi Ronzani.

MA PROPRIO Ronzani, ieri, è intervenuto pubblicamente, dicendo che «il lodo fu frutto di una decisione meditata, sofferta, ma serena, e non certo di pressioni esterne o di condizionamenti». Ronzani ha poi chiarito di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

GILBERTO DONDI

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E' il clima o il mese di Agosto che ti "rallenta" a 'sto modo ?? :blink:

In questo caso è proprio l'argomento che trovo molto :aww: per cui ho poca voglia di :(

Oramai niente di questo mi :o e leggere le cose che posta Alberto mi fa :wacko: se non addirittura :blink:

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In questo caso è proprio l'argomento che trovo molto :o per cui ho poca voglia di :aww:

Oramai niente di questo mi :o e leggere le cose che posta Alberto mi fa :( se non addirittura :blink:

sto facendo un lavoro di raccolta documentale che possa consentire a chiunque lo desideri di seguire tutta la vicenda fino alla fine senza comprare quotidiani di mezza italia. in questo modo, chi volesse scrivere l'ennesimo inutile libro sul malcostume italico e inserirvi un capitolo basket, si troverebbe la pappa pronta. :wacko:

qualcuno potrebbe scrivere anche un libro che parli solo di questo, ma dubito che qualcuno lo vorrà pubblicare, a meno che la benetton ne esca indenne... :blink:

vi dico questo per la precisione; sono tassonomico, non nozionista. (cit.)

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