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Per non dimenticare


sertar
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"In Italia nn è vero che nn esiste la libertà di stampa, nn esistono più giornalisti", è quanto ho pensato leggendo e ascoltando commenti sulla sentenza che ha assolto in secondo grado medico ed amministratore delegato della Juventus.

Cos'è che nn ci viene detto; nn ci viene spiegata la gravità di questa sentenza...con questa sentenza viene meno l'accusa di somministrazione pericolosa di farmaci, farmaci che in base ad una perizia del prof. Muller e nn solo venivano utilzzate "off label" fuori da ogni necessità terapeutica.

Viene sancito di fatto il principio che un atleta è un malato e come tale va "aiutato" costantentemente...

Perchè nn vi viene spiegato che sull’abuso di farmaci la sentenza non afferma che il fatto non sussiste, ma che «non costituisce reato», il che è profondamente diverso. E’ stato dimostrato che in una fase recente del nostro calcio (che forse continua anche oggi), c’è stato un abuso indiscriminato di farmaci. E’ assurdo che una squadra di calcio composta da atleti sani abbia bisogno di 281 tipi di farmaci diversi. E’ vergognoso che siano stati somministrati antidepressivi e cardiotonici, a gente sana. Il futuro dell’antidoping non è inserire un Neothon qualsiasi nella lista vietata ma considerare doping anche l’abuso di farmaci leciti non per fini tereapeutici. Il cui unico scopo diventa modificare, cambiare, migliorare fisico e prestazioni a scapito della salute.

La Juve in quegli anni superò ogni limite. E come la Juve lo fecero probabilmente, anche se in maniera meno scientifica e organizzata, molte altre squadre. Il calcio e la giustizia sportiva, diversa da quella ordinaria, in questi anni hanno perso la grande occasione di fare chiarezza, di indagare, di capire, di punire. Ora passerà la teoria del «Visto? non era successo niente...». Invece era successo eccome. E ai tifosi e agli sportivi verrà somministrata la più inaccettabile delle bugie, mentre il calcio non farà alcun passo avanti. La Juve oggi fa suonare le trombe e parlare e scrivere i tromboni. Quelli che dopo il primo grado tacevano. Quelli che non hanno dovuto temere una condanna penale. Ed appunto per nn dimenticare, ricordo quanto testimoniato in aula da alcuni giocatori della Juventus:

ALESSANDRO BIRINDELLI: «Facevo delle flebo con un altro prodotto di cui non ricordo il nome...». ALESSIO TACCHINARDI: «Prendevamo delle pastiglie in un sacchetto. A volte mi capitava di mandarle giù tutte insieme. Erano pastiglie di colore e dimensioni diverse...». GIANLUCA PESSOTTO: «Io mi sentivo un po’ stanco e chiedevo, parlando col dottore, che mi facesse queste flebo...». ANTONIO CONTE: «Quando giocavamo tre partite alla settimana prendevo il Samyr [un antidepressivo, ndr], facevamo una flebo...». ALESSANDRO DEL PIERO: «Avevo l’abitudine di prendere la creatina una volta al giorno. Poi è capitato che la prendevo con i cucchiaini due volte al giorno...». GIANLUCA VIALLI: «Mi capitava prima della partita di ricevere una puntura di Voltaren... Facevo iniezioni di Samyr...». MORENO TORRICELLI: «Facevo iniezioni per via intramuscolare, o per via venosa, di Samyr. Assumevo anche creatina...». ROBERTO BAGGIO: «Per via endovena posso aver fatto l’Esafosfina... Magari avevo preso il Samyr per qualche problema, non lo so... Non mi ricordo se ho fatto uso di creatina...». FABRIZIO RAVANELLI: «Qualche volta ho fatto anche uso di Samyr... Mi veniva somministrato nei momenti di stanchezza, tramite punture o nella flebo...». ANGELO PERUZZI: «Facevamo le punture di Samyr nello spogliatoio prima della partita...». NICOLA AMORUSO: «C’erano delle bustine che contenevano la creatina, e chi voleva la richiedeva e veniva preparata... Vedevo le scatole di Samyr nello spogliatoio...». ATTILIO LOMBARDO: «Sì, prendevo la creatina... Facevo le flebo un giorno prima, o la mattina prima della partita, in albergo...». CIRO FERRARA: «Ho fatto uso di Samyr, ma non so cosa sia e non ricordo come lo assumevo...». PAOLO MONTERO: «Prendevo la creatina e il Samyr ma non mi ricordo perché...». FILIPPO INZAGHI: «Ricordo di avere assunto il Samyr per via endovenosa come vitamina... Prendevo anche un po’ di creatina, una bustina...». ZINEDINE ZIDANE: «Facevo la flebo di vitamine prima della partita, in albergo... Ho assunto il Samyr ma non ricordo cos’era...».

Che vergogna!!!!

Sergio

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Purtroppo hai ragione, in Italia non c'è giustizia e la malainformazione fa il resto...

Non penso e non ho mai pensato che solo la Juve facesse uso e abusasse di sostanze per migliorare le prestazioni, non per questo non deve essere punita e quello che è dannoso per tutto lo sport in genere è che assodata la "colpevolezza", per il fatto non sussiste reato... Lo trovo vergognoso e inammissibile :lol:

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Applausi al tuo post, mi associo al senso di vergogna. E aggiungo soltanto, così tanto per dire, che quando vuole la giustizia sportiva si muove alla velocità della luce e punisce in maniera dura ed esemplare....

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cosa vuoi che ti dica...sono 6 mesi che ho chiesto ad un componente della Commissione Disciplinare perchè l'Ufficio indagini della Figc nn fosse stato attivato almeno per una indagine conoscitiva della fattispecie...tant'è, sto ancora aspettando una risposta che a questo punto nn arriverà più. Ma d'altra parte se la stampa avesse fatto il proprio dovere di "cane da guardia", nn solo nn avremmo avuto tanta disinformazione sul caso Juve, ma nn avremmo avuto nemmeno i casi Parmalat Cirio Fiorani Ricucci..etc. etc.

Edited by sertar
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20 dicembre 2005

L’INTERVISTA / Il tecnico boemo che con le sue dichiarazioni fece scattare l’inchiesta si confessa al «Corriere» e al «Romanista»

Zeman: «Farmacia Calcio, avevo ragione io»

«La sentenza d’appello al processo Juve lo conferma: si abusava di certe sostanze» «Non ce l’ho con il club bianconero, ma con gli attuali dirigenti e i loro metodi»

Dopo la sentenza di primo grado nel processo alla Juve è stato detto: «Aveva ragione Zeman». Ora, dopo l’appello, si dice: «Zeman aveva torto».

«Invece anche l’appello mi ha dato ragione. Nel 1998 dissi che il calcio doveva uscire dalle farmacie e se c’è una certezza inequivocabile, evidenziata in entrambi i gradi di questo processo, è che si abusava di farmaci. Anche se io inizialmente non avevo parlato di Juve... E, se lo avessi fatto, avrei sbagliato: la Juve non aveva bisogno di entrare o uscire dalle farmacie, perché la farmacia se l’era fatta in casa ».

Come commenta la sentenza?

«Il giudice, a differenza di Casalbore, non ha seguito la perizia di D’Onofrio, che faceva risalire all’Epo lo sbalzo innaturale di emoglobina. Pur continuando a credere che un perito, in materia, ne sappia più di un giudice, ne prendo atto. Vedremo, se l’accusa farà ricorso, come si esprimerà la Cassazione. Ma quegli sbalzi restano, non sono naturali e non si spiegano. L’abuso di farmaci, anche a scopi non terapeutici, invece non è stato negato, ma confermato. Per le leggi dell’epoca non era punibile, oggi lo sarebbe. Se hanno cambiato le leggi vuol dire che quelle che c’erano non andavano bene. E non c’è nulla di cui essere felici, fieri e orgogliosi nell’aver commesso qualcosa di sbagliato prima che venisse considerato tale. Si possono evitare le condanne penali, non quelle morali».

Si riferisce all’esultanza in aula di Giraudo, Agricola e Moggi? «Quell’esultanza è l’immagine della loro sconfitta morale. Sembrava avessero vinto una Coppa dei Campioni. Mi piace vedere dirigenti o giocatori che esultano all’interno di uno stadio, dopo una vittoria, e non in un’aula di tribunale dopo una sentenza che non nega i fatti. Le balbettanti testimonianze dei giocatori, che sembravano concordate con il medico, restano. Rossano, il farmacista che ha patteggiato la pena, resta. È stata tutta colpa sua? E trovo triste che si considerino puliti con 281 tipi di farmaci in casa».

Secondo Giraudo ce ne sono tanti anche in una normale famiglia.

«Al contrario dei farmaci che si trovano in una casa, il 75% di quelli della Juve necessitavano di ricette mediche che non sono state compilate. In una casa non si trovano medicinali per uso ospedaliero. Basta con le ipocrisie e la falsa informazione. Sento sempre parlare di Voltaren e antidolorifici. Negli armadietti della Juve c’erano anche farmaci per gravi problemi neurologici, altri che si usano in sala operatoria, altri per gravi disfunzioni cardiache, altri per malati terminali... Roba da cronicario, ma in campo quelli della Juve non sembravano malati, anzi».

Però erano farmaci leciti...

«Non erano usati per scopi terapeutici. Che fossero leciti o illeciti non ha importanza. Se l’obiettivo non era curare ma cambiare le prestazioni, erano eticamente illeciti ».

Giraudo sostiene: «Così facevano tutti». Ma sotto processo c’è finita solo la Juve.

«Non credo lo facessero tutti, di certo essere stati gli unici imputati è stata la loro fortuna. Se prima della società più prestigiosa, che rappresenta il calcio italiano nel mondo, ci fossero stati processi a club meno blasonati o avvocati meno bravi, forse gli esiti sarebbero stati diversi. E i precedenti non sarebbero convenuti alla Juve...».

Giraudo l’ha invitata a leggersi bene la sentenza.

«Aggiungerò le motivazioni della sentenza alle altre mie letture: ‘‘Scudetti dopati’’, ‘‘In campo con la Juve’’, le perizie di Muller e D’Onofrio, la relazione del professor Frati, i testi degli interrogatori ai giocatori, ‘‘Lucky Luciano’’. Seguo anche la Borsa, ogni giorno: la Juve, nonostante i trionfi, è passata da 3,7 a 1,35. Gli investitori ci hanno perso, ma qualcuno, rivendendo, forse anche tra i dirigenti, ci ha guadagnato. Infine sto cercando di capire quanto si può speculare vendendo terreni e sede sociale per poi riprenderli in affitto».

Beh, come dice Giraudo il tempo libero non le manca...

«E sembra che ci tenga molto perché io continui ad averne... In trent’anni di carriera ho sempre lavorato, ora invece non alleno... Credo più per merito suo che per demerito mio».

Pensa che Giraudo consigli di non assumerla?

«È una voce che ho sentito e che gira nel calcio... E mi sembra molto meno assurda della sua teoria secondo cui io farei parte di un’associazione che ha messo su questo processo».

Per Giraudo lei è semplicemente un allenatore modesto.

«Io invece lo considero un dirigente dannoso. Da quando sono arrivati i grandi manager come lui il calcio ha smesso di essere uno sport ed è diventato un business. E se le regole del business superano l’etica dello sport, allora, si può anche arrivare a pensare che comprare un campione che fa la differenza costi 20 milioni, mentre modificare le prestazioni di una squadra grazie ai farmaci costi molto meno... ».

Il processo è durato tanti, troppi anni.

«Questo processo non sarebbe mai dovuto arrivare in un’aula di tribunale. La giustizia sportiva, che dovrebbe avere regole di moralità ed etica che vanno al di là del codice penale, si sarebbe dovuta occupare del caso facendo chiarezza non solo sulla Juve ma su tutto il calcio italiano di quegli anni per capire, punire e dettare le regole affinché non si deragliasse più. Invece non fece nulla».

Giraudo ha parlato di teorema giudiziario, persecuzione, di Juve usata come cavia...

«Fossi in lui eviterei di parlare di cavie... ».

Il dottor Agricola, dopo il processo: «Mi hanno tolto sette anni di vita».

«Spero che un giorno non debbano fare certi calcoli tutti quei giocatori che hanno preso troppi farmaci. Il sonno tranquillo di certi medici è legato alla salute di quei giocatori».

Ma perché lei ce l’ha tanto con la Juve?

«Io non ce l’ho con la Juve, fa parte della storia del calcio mondiale. Ce l’ho con gli attuali dirigenti e con il loro modo di lavorare che, secondo me, non fa bene al calcio».

Quali conseguenze pensa possa avere questa sentenza?

«Per come è stata presentata da certi giornalisti e da certe trasmissioni che dopo il primo grado non avevano neanche trattato l’argomento, nella migliore delle ipotesi è un coperchio definitivo sugli eccessi di quegli anni e, nella peggiore, un invito per chi vuole cercare la vittoria ad ogni costo, anche a scapito della salute, restando impuniti».

Zeman, il grande accusatore, alla fine sembra quello che c’ha rimesso di più.

«Me lo dicono in tanti. Ma non mi piango addosso e rifarei tutto. Non voglio passare per martire, per eroe o per complottatore. Ho detto il mio pensiero per il bene del calcio. È sbagliato, dannoso e fraudolento dare medicinali a gente sana».

Ma dopo sette anni non è stanco di questa storia?

«Io no. Questa storia non è la mia, è la loro».

Zeman, ma lei che vuole?

«Che il calcio torni ad essere uno sport dove le regole valgono per tutti e che in futuro non ci sia più bisogno di un giudice ordinario per cercare la verità».

Luca Valdiserri

Provo a postare qesta intervista dal corriere relativa all'argomento.

E' veramente uno schifo!

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Hai fatto bene...aggiungo solo che sabato doveva passare in rai una puntata speciale di Un giorno in pretura, dedicata al processo Agricola Giraudo, con interviste a periti ematologi a Zeman stesso e chiaramente censurata pochi minuti prima che iniziasse...

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Hai fatto bene...aggiungo solo che sabato doveva passare in rai una puntata speciale di Un giorno in pretura, dedicata al processo Agricola Giraudo, con interviste a periti ematologi a Zeman stesso e chiaramente censurata pochi minuti prima che iniziasse...

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Non diciamo falsità : non è stato censurato nulla , anzi i motivi mi pare siano stati spiegati ben bene , una volta tanto .

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Non diciamo falsità : non è stato censurato nulla , anzi i motivi mi pare siano stati spiegati ben bene , una volta tanto .

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quali sono stati i motivi...io ignoravo anche la trasmissione!!! :rolleyes:

(Vivo nel mio mondo lo so...ma mi trovo bene è accogliente)

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Zeman ne esce a testa altissima.

Non ha la necessità di allenare per vivere e questo per lui è una fortuna.

E molto onestamente dice che bisognava indagare in molte società e non solo nella Juve.

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sai quando ci sono in mezzo tanti soldi come nel calcio dubito che ci possano essere società pulite...sarò scettico, ma non credo che ne esistano ASSOLUTAMENTE!

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Non diciamo falsità : non è stato censurato nulla , anzi i motivi mi pare siano stati spiegati ben bene , una volta tanto .

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Allora quali sono questi motivi considerato che l'autore della trasmissione, l'unica fonte che riconosco, intervenuto in una radio romana era incazzato di brutto; insomma fammeli sapere questi motivi (nn considero chiaramente i motivi addotti dall'azienda, nn penso che tu ti riferisca a questo saresti ingenuo)... o forse sono partite da alcuni studi legali diffide tali da spaventare i responsabili del canale, più probabile...oppure tutto è da legarsi alla partecipazione il giorno dopo, alla domenica sportiva, di Giraudo....

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su questo processo s'è scritto molto e più o meno tutti abbiamo avuto la possibilità di leggere dichiarazioni e testimonianze, ognuno è libero di prendere la sua posizione, io dico solo che questa sentenza è molto discutibile e non posso che appoggiare quanto postato da sertar.

ciao

alegg

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