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Intervista al patron


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Il patron Castiglioni: «Nessuno ci aiuta»

- Corriere della Sera -

Sono quasi sei anni che nella Pallacanestro Varese c'è una famiglia sola al comando. Troppo sola? I Castiglioni, con il patron Gianfranco e il figlio Claudio, vicepresidente operativo, che accetta di raccontarci l'estate del grande scontento: «Abbiamo valutato a lungo l'ipotesi di smettere con il basket. Siamo una famiglia che gestisce diverse aziende, tutte con risorse proprie. Avevamo il dovere di considerare che il basket non avesse ricadute negative su realtà che coinvolgono i nostri dipendenti e le loro famiglie».

PISTOLA ALLA TEMPIA - Delusi da questo basket? «Premesso che nel dicembre 2000 nessuno ci ha puntato una pistola alla tempia per rilevare la Pallacanestro Varese, e che la nostra è sempre stata una famiglia di sport, a cominciare dalle moto - precisa Claudio Castiglioni - abbiamo preso atto del disinteresse di chi potrebbe dare, sia in ambito privato che istituzionale. Sembra che a Varese il basket sia un peso. Ce l'hanno detto in faccia già da quattro anni, inutile perdere tempo a piangerci addosso - conclude lo sfogo il giovane Castiglioni - meglio concentrarci sul nostro scopo: permettere agli appassionati di andare la domenica al palazzetto, e ringraziare gli sponsor che in questi anni ci sono stati vicini, garantendoci una base su cui contare».

Però, si dice che a Varese si costruirà un nuovo stadio coperto, per la squadra di calcio in C2 ma Castiglioni non abbocca alla provocazione...

«Sono assai poco interessato alla vicenda - taglia corto il vicepresidente varesino - se ci riescono, tanto meglio».

BUSSATE, SARA’ APERTO - Nella «città giardino» dicono anche che i Castiglioni, unici garanti della continuità del basket cittadino, dovrebbero investire di più... «Qui le storie si ripetono, ci accusano di essere una famiglia chiusa, che non accetta aiuti, lo metta per iscritto: non è vero. Se qualcuno, oltre noi, tiene alla Pallacanestro Varese, bussi, gli sarà aperto».

Da soli cosa potete garantire? «Una squadra dignitosa, che purtroppo vuole anche dire: scordiamoci scudetto e Coppe».

Le vostre strategie? «In primo luogo abbiamo rinsaldato i ranghi societari, richiamando Gianni Chiapparo, che entrerà a far parte del consiglio di amministrazione con delega alla funzione di general manager e di collegamento con Lega basket e Fip. Abbiamo riconfermato l'allenatore Ruben Magnano con la finalità di formare un gruppo dall'identità precisa».

NON SOLO STIPENDIO - Ovvero? «Una squadra motivata, allenabile, capace di vedere il basket anche come divertimento, proprio e da dispensare al pubblico, con giocatori che considerino lo stipendio come conseguenza e non come unico fine».

Con questi attributi vanno lette le riconferme di Hafnar e Fernandez? «Esatto. Sono giocatori che credono nel lavoro e nel progetto della società: ecco perché loro due rimangono e il playmaker Collins se ne va».

Werther Pedrazzi

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Il patron Castiglioni: «Nessuno ci aiuta»

- Corriere della Sera -

Sono quasi sei anni che nella Pallacanestro Varese c'è una famiglia sola al comando. Troppo sola? I Castiglioni, con il patron Gianfranco e il figlio Claudio, vicepresidente operativo, che accetta di raccontarci l'estate del grande scontento: «Abbiamo valutato a lungo l'ipotesi di smettere con il basket. Siamo una famiglia che gestisce diverse aziende, tutte con risorse proprie. Avevamo il dovere di considerare che il basket non avesse ricadute negative su realtà che coinvolgono i nostri dipendenti e le loro famiglie».

PISTOLA ALLA TEMPIA - Delusi da questo basket? «Premesso che nel dicembre 2000 nessuno ci ha puntato una pistola alla tempia per rilevare la Pallacanestro Varese, e che la nostra è sempre stata una famiglia di sport, a cominciare dalle moto - precisa Claudio Castiglioni - abbiamo preso atto del disinteresse di chi potrebbe dare, sia in ambito privato che istituzionale. Sembra che a Varese il basket sia un peso. Ce l'hanno detto in faccia già da quattro anni, inutile perdere tempo a piangerci addosso - conclude lo sfogo il giovane Castiglioni - meglio concentrarci sul nostro scopo: permettere agli appassionati di andare la domenica al palazzetto, e ringraziare gli sponsor che in questi anni ci sono stati vicini, garantendoci una base su cui contare».

Però, si dice che a Varese si costruirà un nuovo stadio coperto, per la squadra di calcio in C2 ma Castiglioni non abbocca alla provocazione...

«Sono assai poco interessato alla vicenda - taglia corto il vicepresidente varesino - se ci riescono, tanto meglio».

BUSSATE, SARA’ APERTO - Nella «città giardino» dicono anche che i Castiglioni, unici garanti della continuità del basket cittadino, dovrebbero investire di più... «Qui le storie si ripetono, ci accusano di essere una famiglia chiusa, che non accetta aiuti, lo metta per iscritto: non è vero. Se qualcuno, oltre noi, tiene alla Pallacanestro Varese, bussi, gli sarà aperto».

Da soli cosa potete garantire? «Una squadra dignitosa, che purtroppo vuole anche dire: scordiamoci scudetto e Coppe».

Le vostre strategie? «In primo luogo abbiamo rinsaldato i ranghi societari, richiamando Gianni Chiapparo, che entrerà a far parte del consiglio di amministrazione con delega alla funzione di general manager e di collegamento con Lega basket e Fip. Abbiamo riconfermato l'allenatore Ruben Magnano con la finalità di formare un gruppo dall'identità precisa».

NON SOLO STIPENDIO - Ovvero? «Una squadra motivata, allenabile, capace di vedere il basket anche come divertimento, proprio e da dispensare al pubblico, con giocatori che considerino lo stipendio come conseguenza e non come unico fine».

Con questi attributi vanno lette le riconferme di Hafnar e Fernandez? «Esatto. Sono giocatori che credono nel lavoro e nel progetto della società: ecco perché loro due rimangono e il playmaker Collins se ne va».

Werther Pedrazzi

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Sono giocatori che credono nel lavoro e nel progetto della società: ecco perché loro due rimangono e il playmaker Collins se ne va

Non mi piace chi parla male degli assenti, precludendo loro ogni replica.

Avendo l'apprezzamento di un allenatore da palestra come Magnano, dubito che Collins non fosse più che ligio in allenamento: se poi si pretende da un americano che non guardi al dollaro, allora non ci si rivolga neppure al mercato USA.

Per il resto, io non ho avuto notizie di provvedimenti disciplinari nei confronti di Collins: non dico una sospensione per una o più partite, ma almeno una multa (se era sensibile alla pecunia) oppure un richiamo formale.

Si dica che Collins parte per motivi tecnico-tattici, ma non lo si offra in pasto alla folla facendogli anche la morale adesso che non conta più niente; io, se un mio dipendente sbraca, lo ribalto già al primo tentativo, non aspetto che arrivino le ferie.

Edited by Dragonheart
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Non mi piace chi parla male degli assenti, precludendo loro ogni replica.

Avendo l'apprezzamento di un allenatore da palestra come Magnano, dubito che Collins non fosse più che ligio in allenamento: se poi si pretende da un americano che non guardi al dollaro, allora non ci si rivolga neppure al mercato USA.

Per il resto, io non ho avuto notizie di provvedimenti disciplinari nei confronti di Collins: non dico una sospensione per una o più partite, ma almeno una multa (se era sensibile alla pecunia) oppure un richiamo formale.

Si dica che Collins parte per motivi tecnico-tattici, ma non lo si offra in pasto alla folla facendogli anche la morale adesso che non conta più niente; io, se un mio dipendente sbraca, lo ribalto già al primo tentativo, non aspetto che arrivino le ferie.

Quota anche la parte prima che secondo me è fondamentale

con giocatori che considerino lo stipendio come conseguenza e non come unico fine.

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Guest Stewe

ci sono giocatori che sanno tirare bene da fuori, altri vanno bene a rimbalzo, altri sanno passare bene la palla.

ognuno ha le sue qualità, ognuno ha le sue pecularità.

ma TUTTI (allenatori compresi) davanti al denaro si comportano allo stesso modo.

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Non mi piace chi parla male degli assenti, precludendo loro ogni replica...

Non c'è bisogno di parlar male degli assenti.

Collins aveva già in mano il biglietto d'aereo con partenza prima dell'inizio dei playoff ben prima che i giochi della regular season fossero fatti e finiti.

Pertanto, come si può evincere, ogni ulteriore commento risulta del tutto superfluo.

Edited by BAT
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ci sono giocatori che sanno tirare bene da fuori, altri vanno bene a rimbalzo, altri sanno passare bene la palla.

ognuno ha le sue qualità, ognuno ha le sue pecularità.

ma TUTTI (allenatori compresi) davanti al denaro si comportano allo stesso modo.

... anche se è altrettanto vero che qualcuno è più paziente di altri.

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Non c'è bisogno di parlar male degli assenti.

Collins aveva già in mano il biglietto d'aereo con partenza prima dell'inizio dei playoff ben prima che i giochi della regular season fossero fatti e finiti.

Pertanto, come si può evincere, ogni ulteriore commento risulta del tutto superfluo.

Non ci credo....

Quoto e concordo con le parole di Bat

(oggi è un nuovo giorno per vfb :rolleyes::lol::P )

Penso che le parole bi Bat dicano tutto

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gli ultimi tre post cosa significano?

c'è stato un ritardo nel pagamento degli stipendi che ha scontentato i venali della squadra?

Qualcuno ha forse detto qualcosa del genere?

Non vediamo per forza del male quando il male non c'è...

Edited by BAT
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Non mi piace chi parla male degli assenti, precludendo loro ogni replica.

Avendo l'apprezzamento di un allenatore da palestra come Magnano, dubito che Collins non fosse più che ligio in allenamento: se poi si pretende da un americano che non guardi al dollaro, allora non ci si rivolga neppure al mercato USA.

Per il resto, io non ho avuto notizie di provvedimenti disciplinari nei confronti di Collins: non dico una sospensione per una o più partite, ma almeno una multa (se era sensibile alla pecunia) oppure un richiamo formale.

Si dica che Collins parte per motivi tecnico-tattici, ma non lo si offra in pasto alla folla facendogli anche la morale adesso che non conta più niente; io, se un mio dipendente sbraca, lo ribalto già al primo tentativo, non aspetto che arrivino le ferie.

Assolutamente d'accordo.

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Non c'è bisogno di parlar male degli assenti.

Collins aveva già in mano il biglietto d'aereo con partenza prima dell'inizio dei playoff ben prima che i giochi della regular season fossero fatti e finiti.

Pertanto, come si può evincere, ogni ulteriore commento risulta del tutto superfluo.

Se ne è già parlato.

A me risulta fosse un biglietto aperto, la data si modifica facilmente.

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Qualcuno ha forse detto qualcosa del genere?

Non vediamo per forza del male quando il male non c'è...

no, ma la battuta sulla "pazienza" sembrava eloquente.

tra l'altro, il "male" sarebbe tale se si parlasse di pagamenti mancati, non di pagamenti ritardati.

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Quello che non capisco è "sembra che a Varese a nessuno interessi del basket, è 4 anni che ce lo fanno capire"... :lol::lol::lol: scusate la mia ignoranza MA PERCHE'!!

E' lo Sport di Varese x eccellenza, è la più alta espressione di basket professionistico esistente in Provincia perciò non capisco il perchè del disinteresse...FORSE SAREBBE ORA DI ORGANIZZARE UNA BELLA MARCIA SOTTO IL COMUNE E LA PROVINCIA ANCHE DEI SUPPORTER BIANCOROSSI!!!

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Quello che non capisco è "sembra che a Varese a nessuno interessi del basket, è 4 anni che ce lo fanno capire"... :lol::lol::lol: scusate la mia ignoranza MA PERCHE'!!

E' lo Sport di Varese x eccellenza, è la più alta espressione di basket professionistico esistente in Provincia perciò non capisco il perchè del disinteresse...FORSE SAREBBE ORA DI ORGANIZZARE UNA BELLA MARCIA SOTTO IL COMUNE E LA PROVINCIA ANCHE DEI SUPPORTER BIANCOROSSI!!!

Perchè, brutto a dirsi, se ne fregano

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Guest Stewe

leggendo la rassegna stampa che la legabasket fornisce ai club, mi sembra che i giornalisti di varese cerchino molto meno di dare consigli di mercato (udine - reggio emilia - capo d'orlando - siena sono degli insaziabili sparanomi) e privilegino l'intervista rispetto ai loro colleghi.

sono delle mosche bianche nel panorama della serie a.

prendere o lasciare.

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leggendo la rassegna stampa che la legabasket fornisce ai club, mi sembra che i giornalisti di varese cerchino molto meno di dare consigli di mercato (udine - reggio emilia - capo d'orlando - siena sono degli insaziabili sparanomi) e privilegino l'intervista rispetto ai loro colleghi.

sono delle mosche bianche nel panorama della serie a.

prendere o lasciare.

se devo leggere le solite interviste piangina ogni estate (possono fare un copia/incolla da una stagione all'altra) ne faccio volentieri a meno.

E sono di parola, infatti non intendo informarmi più sulla squadra fino a quando non verrà presentato il gruppo x la prossima stagione...tutto il resto è chiacchiere e distintivo!!!!

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leggendo la rassegna stampa che la legabasket fornisce ai club, mi sembra che i giornalisti di varese cerchino molto meno di dare consigli di mercato (udine - reggio emilia - capo d'orlando - siena sono degli insaziabili sparanomi) e privilegino l'intervista rispetto ai loro colleghi.

sono delle mosche bianche nel panorama della serie a.

prendere o lasciare.

Ah, ma se vuoi ci metto 21 secondi ad iniziare a sparare nomi...

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posso dire che mi son rotta di qs interviste ai Castiglioni?

EHI , Emaz è d'accordo con Bat ed io sono d'accordo con una donna , perdipiù moderatrice !

Cancellate subito questa discussione che mi sta mettendo paura !

:rolleyes:

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Guest Stewe

Ah, ma se vuoi ci metto 21 secondi ad iniziare a sparare nomi...

notavo questa differenza.

la stampa di varese è + orientata a far parlare di più i protagonisti rispetto alle altre città della serie a.

è questo che differenzia i nostri giornali maggiormente rispetto agli altri.

senza dire "è un bene" - "è un male".

ma forse, in questi chiari di luna, varese non è una città in cui "sparare nomi", no?

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notavo questa differenza.

la stampa di varese è + orientata a far parlare di più i protagonisti rispetto alle altre città della serie a.

è questo che differenzia i nostri giornali maggiormente rispetto agli altri.

senza dire "è un bene" - "è un male".

ma forse, in questi chiari di luna, varese non è una città in cui "sparare nomi", no?

Sono d'accordo, in linea generale comunque sparare nomi a caso senza verificare la reale rispondenza con l'interesse della società secondo me alla distanza fa perdere credibilità a chi li getta in pasto al "pubblico ludibrio".

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