EmaZ Posted September 27, 2006 Posted September 27, 2006 manco a farlo apposta, ieri sera ho visto Million Dollar Baby.... si ma anche te..... te le cerchi però....
Long Leg Posted September 27, 2006 Posted September 27, 2006 si ma anche te..... te le cerchi però.... pensa che era da mesi che ce l'avevo in casa ma non trovavo mai l'occasione x vederlo. Non sapevo la trama!!!! quando si dice il caso....
EmaZ Posted September 27, 2006 Posted September 27, 2006 pensa che era da mesi che ce l'avevo in casa ma non trovavo mai l'occasione x vederlo. Non sapevo la trama!!!! quando si dice il caso.... Verissimo...quando si dice il caso
tuig Posted September 27, 2006 Author Posted September 27, 2006 Ha detto quello che avevo detto io. Solo che lui è prolisso. che ci puoi fare è egocentrico!
Les Claypool Posted September 27, 2006 Posted September 27, 2006 che ci puoi fare è egocentrico! Io o Massimo Fini? Devi essere più chiaro quando quoti, altrimenti fai come l'altra volta che hai dato dell'emerito coglione al buon Saviano quando in realtà il coglione ero io...
davide Posted September 27, 2006 Posted September 27, 2006 lancio una provocazione: i laicissimi e modernissimi obiettivi dell'allungamento della vita comprenderebbero anche tutte le vaccinazioni che si fanno ai neonati per prevenire malattie che potrebbero portarli alla morte. Personalmente sono ben felice che vengano adottati dei provvedimenti di quel genere per potermi godere mio figlio, ma vengo sempre additato da qualcuno come egoista... lanci una provocazione ale, ma è un tantinello troppo forzata: un conto è tenere in "vita" un organismo con macchinari che forzano la respirazione, il battito cardiaco, l'alimentazione, un conto è un vaccino...
tuig Posted September 29, 2006 Author Posted September 29, 2006 lanci una provocazione ale, ma è un tantinello troppo forzata: un conto è tenere in "vita" un organismo con macchinari che forzano la respirazione, il battito cardiaco, l'alimentazione, un conto è un vaccino... sono d'accordo con davide...ragazzi mi sto malando chiamate un'ambulaza!!!! Nessuno vuole uccidere...o almeno credo! Io personalmente mi riferisco all'ostinazione terapeutica...anche se capisco che sia importante chiarire che non vorrei mai che questo "non accanimento" si traduca in abbandono sanitario...questo sarebbe certamente peggiore!
BlackJack Posted June 26, 2008 Posted June 26, 2008 Eluana Englaro Accanimento di Stato di Alessandro Litta Modignani Si apre stamane a Milano un nuovo capitolo della dolorosa vicenda giudiziaria e umana di Eluana Englaro, la giovane donna di Lecco che giace in “stato vegetativo permanente” da più di 16 anni, a seguito di un incidente stradale. Oggi Beppino Englaro, il mite e determinato padre di Eluana, chiederà per l’ennesima volta a un tribunale della Repubblica di interrompere le inutili e disumane “cure” che da 6.000 giorni tengono artificialmente in vita il corpo inanimato di sua figlia. Eluana trascina, contro la sua volontà, un’esistenza priva di qualsiasi dignità. Una cannula, attraverso il naso, le introduce ogni giorno nello stomaco una pappetta maleodorante e disgustosa; le viene evacuato regolarmente l’intestino. Il suo corpo viene sistematicamente lavato, asciugato, voltato, rivoltato e rilavato. Tutto ciò senza la benché minima speranza di guarigione, anzi con la piena consapevolezza di una patetica e tragica inutilità. Le labbra sono scosse da un costante tremore, gli arti tesi allo spasimo, i piedi contorti in posizione equina. Consola appena il fatto che Eluana non si accorga di nulla: la corteccia ha subìto lesioni irreversibili e le funzioni cerebrali sono definitivamente compromesse. E’ lecito questo accanimento ? L’udienza di oggi, la prima in Corte d’Appello, è una nuova tappa – la nona per l’esattezza – di un calvario giudiziario che però ora sembra giunto a un punto di svolta. Lo scorso 16 ottobre, con una sentenza di 60 pagine, la Corte di Cassazione ha dichiarato nulla una precedente sentenza di appello, che respingeva nel merito le richieste di Englaro. Tutto da rifare dunque, ma stavolta con le perentorie indicazioni della Corte, alle quali i giudici milanesi dovranno attenersi. Secondo la Costituzione italiana (art. 32) nessun cittadino può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la sua volontà, se non in casi eccezionali previsti dalla legge. Eluana Englaro, vittima di un incidente stradale, quel “consenso informato” non ha mai potuto esprimerlo. Al contrario, in circostanze precedenti aveva pronunciato, riguardo al mantenimento in vita di persone in coma irreversibile, parole chiare e inequivocabili, come testimoniano entrambi i genitori e i suoi amici più cari. Inoltre, la giurisprudenza nega la possibilità di sottoporre un malato a cure, quando non esista alcuna speranza né di guarigione né di sia pur minimo miglioramento, come in questo caso. E’ questo l’aspetto di maggior rilievo, dal punto di vista etico, medico e giuridico: il divieto assoluto di accanimento terapeutico, che deve essere garantito e che invece viene violato ai danni di una cittadina inerme, non più in grado di difendersi da pratiche inutili e invasive. Naturalmente, all’interruzione del trattamento tecnico si oppongono i fanatici difensori della vita “dal concepimento alla morte naturale”, la cui ipocrisia non conosce limiti. Cosa ci sia di “naturale” nella vita di Eluana Englaro, non è dato di sapere: suona davvero come una bestemmia chiamare “vita” una condizione così disumana. Eppure, da 6.000 giorni, Eluana è costretta alla sopravvivenza da uno Stato sempre più etico e sempre meno laico, severamente ossequioso della “autorità morale” che ha sede all’interno dei suoi confini. Stamane, fuori dal Palazzo di giustizia di Milano, a sostegno di Beppino Englaro (che non si è mai rassegnato a una soluzione privata e “all’italiana” della vicenda) ci sarà soltanto la solita sparuta pattuglia di militanti radicali e dell’associazione Luca Coscioni. Troveranno i giudici di Milano il coraggio di accogliere – come sarebbe loro dovere – le indicazioni della Suprema Corte, e di resistere alle pressioni degli integralisti ? “Fatemi tornare dal Padre mio” disse Giovanni Paolo II, quando capì che la sua vita era giunta al termine. A Eluana Englaro la sorte non ha concesso questa opportunità. Negarle un gesto di coraggio laico e di pietà cristiana sarebbe davvero crudele, incivile e intollerabile. www.opinione.it E' difficile esprimere il fastidio che si prova nel seguire vicende del genere e rendersi conto che la propria vita può finire in mano a persone che per un falso moralismo o un etica di facciata permettono che una persona (o meglio ormai un povero corpo che di "persona" ha solo una forma) di subire tutto questo.
Virgus Posted June 26, 2008 Posted June 26, 2008 Credo che in un caso come questo la volontà dei genitori dovrebbe essere LEGGE !
Ponchiaz Posted July 10, 2008 Posted July 10, 2008 Corriere.it il padre: «Non ci credo. Mia figlia? È morta 16 anni fa» Eluana, autorizzato lo stop all'alimentazione forzata La decisione dei giudici sul caso della giovane in coma dal 1992 dopo un incidente stradale Eluana in una foto d'archivio MILANO - Dal 1992 vive in uno stato vegetativo. E per anni il padre si è battuto per interrompere l'alimentazione forzata che la tiene in vita. Adesso, il caso di Eluana Englaro è a una svolta: dopo una lunga battaglia legale, infatti, la Corte d'appello civile di Milano ha autorizzato il padre, in qualità di tutore, ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzato. Fino alla sua morte. Il provvedimento è immediatamente efficace, secondo quanto appreso da fonti giudiziarie, e può essere già attuato. L'INCIDENTE - Eluana, a causa di un incidente stradale, è in stato vegetativo permanente dal 18 gennaio 1992. Il padre della ragazza, Beppino Englaro, dal '99 chiede la sospensione del trattamento. Al telefono, avvertito della notizia, è incredulo: «Non ci credo ancora, voglio leggere la sentenza. Dolore? Mia figlia è morta 16 anni fa» (ascolta l'audio). LE MOTIVAZIONI - Per i giudici della prima sezione civile della Corte d'Appello milanese è stato «inevitabile» giungere alla decisione di autorizzare lo stop del trattamento di alimentazione a Eluana Englaro, «accertata la straordinaria durata del suo stato vegetativo permanente, l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita». Una concezione della vita - spiega il giudice estensore del provvedimento, consigliere Filippo Lamanna - «inconciliabile» con la perdita totale e irreversibile delle proprie facoltà psichiche e la sopravvivenza «solo biologica del suo corpo, in uno stato di assoluta soggezione passiva all'altrui volere». Una conclusione cui i magistrati sono giunti, facendosi forti anche della valutazione del curatore speciale di Eluana Englaro, l'avvocato Franca Alessio, nominata proprio per «controllare la mancanza di interessi egoistici del tutore in potenziale conflitto con quelli di Eluana». La curatrice ha infatti «pienamente condiviso la scelta del tutore orientata al rifiuto del trattamento di alimentazione forzata». Visto quindi il «definitivo accertamento nelle precedenti fasi processuali» dello stato vegetativo permanente, e le altre prove acquisite, tra cui le testimonianze di alcune amiche di Eluana, i giudici hanno deciso di autorizzare il tutore in accordo col personale sanitario a procedere all'interruzione del trattamento di sostegno vitale con tutte le cautele del caso. LE ISTRUZIONI - Nell'ultima pagina del provvedimento, i giudici scrivono anche una sorta di 'prontuario' al quale attenersi. Nel paragrafo intitolato «disposizioni accessorie cui attenersi in fase attuativa», i giudici scrivono: «Accogliendosi un esplicito richiamo della Suprema Corte a impartire qualche ulteriore disposizione pratica e cautelativa, in accordo con il personale medico e paramedico che attualmente assiste o verrà chiamato ad assistere Eluana, occorrerà fare in modo che l'interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale con sondino naso-gastrico, la sospensione dell'erogazione di presidi medici collaterali (antibiotici o antinfiammatori ecc.) o di altre procedure di assistenza strumentale avvengano in hospice o altro luogo di ricovero confacente, ed eventualmente - se ciò sia opportuno e indicato in fatto dalla miglior pratica della scienza medica - con perdurante somministrazione di quei soli presidi già attualmente utilizzati atti a prevenire o eliminare reazioni neuromuscolari (come sedativi o antiepilettici) e nel solo dosaggio funzionale a tale scopo, comunque con modalità tali a garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona (ad esempio anche con umidificazione frequente delle mucose, somministrazione di sostanze idonee a eliminare l'eventuale disagio da carenza di liquidi, cura dell'igiene e del corpo e dell'abbigliamento) durante il periodo in cui la sua vita si prolungherà dopo la sospensione del trattamento e in modo da rendere sempre possibili le visite, la presenza e l'assistenza, almeno dei suoi più stretti familiari». -------------------------------------------------------- Bene così.
Virgus Posted July 10, 2008 Posted July 10, 2008 Bene così. Speriamo nessuno si opponga al volere suo e della sua famiglia .
Il Briatore Delle Prealpi Posted July 10, 2008 Posted July 10, 2008 Speriamo nessuno si opponga al volere suo e della sua famiglia . Ci sono già i prelati a cagare il cazzo. Ma non hanno un pò di pudore? Sono vergognosi.
tatanka Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Corriere.itil padre: «Non ci credo. Mia figlia? È morta 16 anni fa» Eluana, autorizzato lo stop all'alimentazione forzata La decisione dei giudici sul caso della giovane in coma dal 1992 dopo un incidente stradale -------------------------------------------------------- Bene così. Ho qualche dubbio. Nel caso Welby ne avevo meno, se non zero. C'è dietro un problema difficile di definizione di cosa è la vita e cosa è l'accanimento terapeutico. Vi è una differenza sostanziale fra questo caso ed il caso Welby. Nel caso Welby si parlava di una macchina che teneva in vita un tizio tenendolo in stato di sofferenza. Ed il tizio ha detto "non curatemi". Qui la ragazza vive di suo. Nessuna macchina respira per lei. Gli si toglie da mangiare e bere. Morirà di sete e fame. E nessuno sa o può sapere se adesso sta soffrendo. Ma è un vegetale da 16 anni direte. E lo dico anche io. Non posso certo permettermi di andare dal padre della ragazza a dire "per me non è giusto". Penso si debba fare la sua volontà. Ma già mi immagino la prossima situazione in cui il limite sarà ancora più labile. E spero non si presenti il caso in cui si arrivino a discussioni sul fatto che certe scelte siano fatte per interesse. Tipo "Vuole interrompere le cure per intascare i soldi dell'assicurazione" Dubbi.
ROOSTERS99 Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Ho qualche dubbio. Nel caso Welby ne avevo meno, se non zero.C'è dietro un problema difficile di definizione di cosa è la vita e cosa è l'accanimento terapeutico. Vi è una differenza sostanziale fra questo caso ed il caso Welby. Nel caso Welby si parlava di una macchina che teneva in vita un tizio tenendolo in stato di sofferenza. Ed il tizio ha detto "non curatemi". Qui la ragazza vive di suo. Nessuna macchina respira per lei. Gli si toglie da mangiare e bere. Morirà di sete e fame. E nessuno sa o può sapere se adesso sta soffrendo. Ma è un vegetale da 16 anni direte. E lo dico anche io. Non posso certo permettermi di andare dal padre della ragazza a dire "per me non è giusto". Penso si debba fare la sua volontà. Ma già mi immagino la prossima situazione in cui il limite sarà ancora più labile. E spero non si presenti il caso in cui si arrivino a discussioni sul fatto che certe scelte siano fatte per interesse. Tipo "Vuole interrompere le cure per intascare i soldi dell'assicurazione" Dubbi. Tantissimi dubbi...... Intanto non invidio affatto quel padre e la tragedia che vive da così tanto tempo. La stessa battaglia che combatte è certamente una ulteriore tragedia. In questo caso, la mancanza di chiara volontà del soggetto, insieme alla sostanziale non conoscenza del suo stato (soffrirà o no ??) rende qualsiasi scelta discutibile. Alla fine, preservare la vita umana mi pare essere una via da seguire.....
Ponchiaz Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Io non ho invece alcuno dubbio sul fatto che se mi trovassi nelle condizioni di Eluana anche solo per un anno vorrei FORTISSIMAMENTE che qualcuno mi lasciasse andare.
ROOSTERS99 Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Io non ho invece alcuno dubbio sul fatto che se mi trovassi nelle condizioni di Eluana anche solo per un anno vorrei FORTISSIMAMENTE che qualcuno mi lasciasse andare. Anche io, per me stesso, senza dubbi, tuttavia.....
tatanka Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Io non ho invece alcuno dubbio sul fatto che se mi trovassi nelle condizioni di Eluana anche solo per un anno vorrei FORTISSIMAMENTE che qualcuno mi lasciasse andare. E probabilmente vorresti essere aiutato anche. "Fatemi un'iniezione e facciamola finita". Ma questo non è legale, quindi bisogna farla morire di fame. I miei dubbi sono sulla possibilità/capacità di legiferare su questa materia.
Ponchiaz Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Ma...lasciare scritte le proprie volontà in caso di dichiarata morte cerebrale risolverebbe il problema (a parte la difficoltà di dimostrarlo per i canturini)?
tatanka Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Ma...lasciare scritte le proprie volontà in caso di dichiarata morte cerebrale risolverebbe il problema (a parte la difficoltà di dimostrarlo per i canturini)? Ma in questo caso c'è dichiarata morte cerebrale?
alberto Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 (edited) Ma in questo caso c'è dichiarata morte cerebrale? quando il tuo corpo non ti permette di relazionarti in un qualunque modo e per qualunque cosa con il mondo, a che cosa ti serve non essere cerebralmente morto? Edited July 18, 2008 by alberto
tatanka Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 quando il tuo corpo non ti permette di relazionarti in un qualunque modo e per qualunque cosa con il mondo, a che cosa ti serve non essere cerebralmente morto? Mi ponevo il problema a fronte della domanda di Ponchiaz. La morte cerebrale è definita scientificamente. In questo caso non mi pare si sia nello stato di morte cerebrale. Il problema infatti è che lei non è morta. Ma tutti noi, ovviamente convinti di farle del bene, preferiremmo lo fosse.
davide Posted July 18, 2008 Posted July 18, 2008 Io non ho invece alcuno dubbio sul fatto che se mi trovassi nelle condizioni di Eluana anche solo per un anno vorrei FORTISSIMAMENTE che qualcuno mi lasciasse andare. QCQ
Virgus Posted August 1, 2008 Posted August 1, 2008 Credo che in un caso come questo la volontà dei genitori dovrebbe essere LEGGE ! Speriamo nessuno si opponga al volere suo e della sua famiglia . Non è così , purtroppo.
Long Leg Posted August 5, 2008 Posted August 5, 2008 Scusate, non ho letto tutti i post, magari ripeto cose già dette. La mia domanda nel caso Eluana è: se fosse rimasta in questo stato 100 anni fa, quando a lungo sarebbe sopravvissuta senza la moderna medicina? Le cure prestate l'hanno forse indotta in questo stato a cavallo tra vita e morte? La natura che corso avrebbe seguito? Da qui la mia riflessione: perchè l'uomo si ostina a voler vincere la morte su ogni campo, generando questi casi limite che uccidono le speranze e logorano animi? Perchè non possiamo imparare a rassegnarci e a lasciare che si compia il nostro destino?
tatanka Posted August 5, 2008 Posted August 5, 2008 Scusate, non ho letto tutti i post, magari ripeto cose già dette.La mia domanda nel caso Eluana è: se fosse rimasta in questo stato 100 anni fa, quando a lungo sarebbe sopravvissuta senza la moderna medicina? Le cure prestate l'hanno forse indotta in questo stato a cavallo tra vita e morte? La natura che corso avrebbe seguito? Da qui la mia riflessione: perchè l'uomo si ostina a voler vincere la morte su ogni campo, generando questi casi limite che uccidono le speranze e logorano animi? Perchè non possiamo imparare a rassegnarci e a lasciare che si compia il nostro destino? Silvia, perdonami ma non mi sembrano proprio le giuste domande. Se ragioniamo sul fatto che non dobbiamo mettere in pratica tecniche che 100 anni fa non esistevano mettiamo in dubbio le vaccinazioni, i trapianti, qualsiasi terapia in uso adesso. Dobbiamo mettere in dubbio l'accanimento terapeutico, non le terapie in genere. Il perchè si cura, non il come. Mi pare che la domande qui debbano essere "è una vita questa? se si, è una vita dignitosa? è giusto che lei, per tramite dei genitori, possa chiedere di non viverla?"
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