Jump to content

Mago vs Jazzisti (risultato inside)


Leasir
 Share

Recommended Posts

vista stanotte Utah - Toronto, finita 101 a 96 con i decerebrati canadesi che si fanno recuperare 14 punti nell'ultimo quarto.

Dopo tanta immeritata panca, Bargnani ha l'occasione di giocare tanti minuti grazie ad un Nesterovic che non si regge in piedi, e sfrutta alla grande l'occasione marcando 15 punti con 4/7 dal campo (1/2 da 3) , 6/6 ai liberi, 4 rimbalzi (2 in attacco con fallo subito), tre "sturoni" da antologia e una palla recuperata in 27 pregevoli minuti.

In difesa abbastanza bene, ha marcato con buoni risultati Boozer, Okur e Millsap ed ha aiutato spesso il colabrodo del reparto guardie.

I Raptors sono una squadra spaccata tra l'intelligenza cestistica degli "europei" (Andrea, Garbajosa e quell'artista della pallacanestro che è Anthony Parker) che cercano di giocare a basket e la totale scemenza di gente come Ford, Bosh, Fred-Incapace-Jones e Peterson che giocano una versone brutta del Rucker Park playground.

Non esiste un gioco offensivo diverso dal "palla al play e vediamo cosa succede" oppure dal "isolamento per Bosh e vediamo cosa succede". Caro Mitchell [vattene], così son capace anche io di allenare una franchigia NBA...

Link to comment
Share on other sites

vista stanotte Utah - Toronto, finita 101 a 96 con i decerebrati canadesi che si fanno recuperare 14 punti nell'ultimo quarto.

Dopo tanta immeritata panca, Bargnani ha l'occasione di giocare tanti minuti grazie ad un Nesterovic che non si regge in piedi, e sfrutta alla grande l'occasione marcando 15 punti con 4/7 dal campo (1/2 da 3) , 6/6 ai liberi, 4 rimbalzi (2 in attacco con fallo subito), tre "sturoni" da antologia e una palla recuperata in 27 pregevoli minuti.

In difesa abbastanza bene, ha marcato con buoni risultati Boozer, Okur e Millsap ed ha aiutato spesso il colabrodo del reparto guardie.

I Raptors sono una squadra spaccata tra l'intelligenza cestistica degli "europei" (Andrea, Garbajosa e quell'artista della pallacanestro che è Anthony Parker) che cercano di giocare a basket e la totale scemenza di gente come Ford, Bosh, Fred-Incapace-Jones e Peterson che giocano una versone brutta del Rucker Park playground.

Non esiste un gioco offensivo diverso dal "palla al play e vediamo cosa succede" oppure dal "isolamento per Bosh e vediamo cosa succede". Caro Mitchell [vattene], così son capace anche io di allenare una franchigia NBA...

Messina a Toronto ci starebbe proprio bene..

il vero dramma per il mago è che Bosh la panca la vede pochissimo...

Link to comment
Share on other sites

Messina a Toronto ci starebbe proprio bene..

Messina a Toronto dura due settimane.

Quando Bosh capisce l'antifona (cioè: non posso più fare il cazzo che voglio in attacco e difendere con lo sguardo) chiede di essere ceduto al volo, il che equivale a dire "o me o il coach". Purtroppo per meri motivi di costi salariali la superstar l'ha sempre vinta.

Per Crying Ettore l'approdo in NBA non è così scontato: è un allenatore che impone un'etica del lavoro e una suddivisione delle responsabilità nella squadra che ben poche superstar sono in grado di comprendere.

Link to comment
Share on other sites

Messina a Toronto dura due settimane.

Quando Bosh capisce l'antifona (cioè: non posso più fare il cazzo che voglio in attacco e difendere con lo sguardo) chiede di essere ceduto al volo, il che equivale a dire "o me o il coach". Purtroppo per meri motivi di costi salariali la superstar l'ha sempre vinta.

Per Crying Ettore l'approdo in NBA non è così scontato: è un allenatore che impone un'etica del lavoro e una suddivisione delle responsabilità nella squadra che ben poche superstar sono in grado di comprendere.

Toronto ha utilizzato la prima scelta assoluta per un giocatore nel ruolo dell'unica presunta superstar in squadra : my 2 cents , appena il Mago dimostra di essere quel giocatore da Nba di alto livello che oggi è solo come potenziale , la coppia Colangelo/Gherardini impacchetta bosh e lo spedisce altrove per un esterno di primo livello + scelte future . E sistema lo spogliatoio . E prepara l'arrivo di Messina .

Link to comment
Share on other sites

Toronto ha utilizzato la prima scelta assoluta per un giocatore nel ruolo dell'unica presunta superstar in squadra : my 2 cents , appena il Mago dimostra di essere quel giocatore da Nba di alto livello che oggi è solo come potenziale , la coppia Colangelo/Gherardini impacchetta bosh e lo spedisce altrove per un esterno di primo livello + scelte future . E sistema lo spogliatoio . E prepara l'arrivo di Messina .

e fare di toronto quella franchigia-fiba per la quale stern già sta salivando da tempo... :drool:

Link to comment
Share on other sites

Quando Bosh capisce l'antifona (cioè: non posso più fare il cazzo che voglio in attacco e difendere con lo sguardo) chiede di essere ceduto al volo, il che equivale a dire "o me o il coach". Purtroppo per meri motivi di costi salariali la superstar l'ha sempre vinta.

Bosh ha ancora parecchia strada da percorrere prima di beccarsi della superstar...vuole andar via? Benone, scambio con Chicago x Wallace+Hinrich e tutti contenti.

Link to comment
Share on other sites

Bosh ha ancora parecchia strada da percorrere prima di beccarsi della superstar...vuole andar via? Benone, scambio con Chicago x Wallace+Hinrich e tutti contenti.

in NBA, una superstar non è tale per quello che fa sul campo, ma per il contratto che ha.

Bosh ha avuto il massimo salariale, il che fa di lui la superstar della squadra.

Link to comment
Share on other sites

Bosh ha ancora parecchia strada da percorrere prima di beccarsi della superstar...vuole andar via? Benone, scambio con Chicago x Wallace+Hinrich e tutti contenti.

...anche perchè Paxson non è certo uno sprovveduto... :whistle::drool:

Cmq ad oggi Bulls squadra delusione !

Link to comment
Share on other sites

bene...se il mago riesce a limitare i falli puo diventare veramente una stella,l altro giorno ho visto aldridge al quale vengono concessi molti piu minuti rispetto al mago

Posto che esiste davvero un problema falli per il Mago, il minutaggio medio attuale a lui riservato (ad eccezione di lunedì notte) non ha spiegazioni logiche in quanto:

1) i falli spendibili sono 6, e lui non ci è mai arrivato nemmeno vicino

2) fa come previsto fatica in difesa, ma gioca nella squadra con peggior applicazione difensiva dell'nba (a partire dalla stella dichiarata Bosh), quindi non paga dazio più degli altri.

3) In attacco è in grado di mettere punti a referto, anche in un "sistema" come quello dei Raptor dove nessuno crea gioco per i compagni (tranne gli europei che almeno un po' ci provano)

Link to comment
Share on other sites

intanto nella notte, in un paese lontano lontano....

Bargnani ferma LeBron

Toronto torna alla vittoria dopo sei partite battendo Cleveland 95-87. L'italiano contribuisce con 8 punti e alcune buone giocate nel momento decisivo del match. Primi assist per il Mago

TORONTO (Canada), 23 novembre 2006 - I Raptors interrompono una striscia perdente di sei partite con una meritata vittoria (95-87) contro Cleveland priva dell’infortunato Larry Hughes. Per Toronto assente invece Morris Peterson alle prese con una tendinite al gomito sinistro, che lo ha costretto a saltare una gara per la prima volta dopo averne disputate 371 consecutive (record tra i giocatori in attività).

I padroni di casa soprendono gli avversari con un ottimo avvio in attacco, in cui il pallone gira velocemente e i punti sono ben distribuiti, e si portano avanti di 14 lunghezze (18-6). Il primo cambio per Mitchell è Andrea Bargnani (entra con 4’53 da giocare al posto di Garbajosa), che con il primo fallo manda in lunetta LeBron James. Il Mago sbaglia il primo tiro in penetrazione, ma Chris Bosh è pronto a correggere a canestro. Toronto mantiene un buon vantaggio fino alla sirena (35–20).

All’inizio del secondo quarto un gioco da tre punti di Bargnani con rimbalzo offensivo, canestro e fallo di Ilgauskas dà il più 16 ai Raptors. La difesa di Cleveland non è infallibile e i Raptors hanno il merito di provare a bucarla con frequenti penetrazioni invece di affidarsi al tiro da tre che ancora non funziona. Arriva il secondo fallo (per lo meno dubbio, con il pubblico che fischia sonoramente dopo il replay) per Bargnani, ma Mitchell lo lascia in campo per un altro paio di minuti per poi rimettere in campo Bosh. Per gli amanti delle statistiche, prima di tornare in panchina, l’ex Benetton ottiene il primo assist della sua carriera Nba servendo Joey Graham che infila dalla media distanza.

Si svegliano i Cavs che piazzano un parziale di 13-2 e agganciano Toronto sul 47-47. Si va all’intervallo con 4 punti da recuperare per King James e compagni. Nel secondo tempo la partita diventa intensa e bella da vedere con James che sale in cattedra tra gli ospiti, ma Toronto non molla e si continua con grande equilibrio. A 6’06 dalla fine del terzo periodo torna in campo Bargnani e dopo il terzo fallo su contropiede di David Wensley arriva il suo momento: con 5 punti consecutivi riporta la sua squadra in vantaggio (70-68), prima con un canestro in uscita da un blocco e poi con una tripla centrale su grande assist di TJ Ford.

In seguito ci sono un paio di errori al tiro per Bargnani che comunque gioca a lungo nell’ultimo quarto al fianco di Chris Bosh. I due lunghi di Toronto ingaggiano una vera e propria battaglia fisica sotto i tabelloni contro la coppia Varejao-Ilgauskas e Andrea non si tira indietro. Al suo attivo anche una stoppata sul lituano e cinque rimbalzi. Mitchell, che ha lasciato fuori dalla rotazione dei lunghi Rasho Nesterovic, si riaffida a Garbajosa nel finale di partita quando sostituisce Bargnani a 3’28 dal fischio finale.

I Raptors riescono a spuntarla grazie al solito Chris Bosh, molto bravo ad alternare le soluzioni di tiro e ad attaccare il canestro, a un aggressivo Joey Graham, che ha approfittato nel migliore dei modi dell’assenza di Peterson, e soprattutto alla grande determinazione in difesa e a rimbalzo di tutta la squadra nell’ultimo quarto. Decisivo TJ Ford con due canestri di fila per il 93-85 a un minuto dal termine che dà il colpo di grazia a Cleveland.

Le cifre di Andrea Bargnani: 8 punti (2/6 da due, 1/2 da tre, 1/1 ai liberi) , 5 rimbalzi, 2 assist, 4 falli, 1 stoppata in 25 minuti.

TORONTO: Bosh 25 p. e 14 r., Graham 16, Jones 14.

CLEVELAND: James 30 p., 10 r. e 8 a., Ilgauskas 12, Jones 12.

Link to comment
Share on other sites

Tratto da basketnet.it:

23/11/2006 - 09:11

NBA: lo sfogo di Colangelo "Bargnani? Deve giocare"

Brian Colangelo negli ultimi tre anni ha ricostruito partendo quasi da zero i Phoenix Suns, portandoli a qualche tiro dalla Finale NBA. Si ripropone di fare lo stesso con i Toronto Raptors e un progetto all'europea che è prima di tutto una scommessa e ha in Andrea Bargnani la fotografia di quanto Colangelo vuole fare.

Ma l'inizio del Mago, come minuti e fiducia di Sam Mitchell è stato un approccio che si prospetta ad un rookie qualsiasi, non certo a quello che secondo la dirigenza andrà a formare la coppia del futuro con Bosh e può già stare in campo più di qualche minuto. "Valuteremo tutto, che si tratti di cambiare giocatori o allenatore" aveva detto il massimo dirigente dei Raptors sulle colonne del Toronto Globe & Mail e Mitchell ha colto al volo il diktat, concedendo 27 e 24 minuti alla sua prima scelta nelle ultime due gare, in cui Andrea viaggia in doppia cifra anche per punti (11.5).

Le bacchettate di Colangelo non finiscono quì: "E' importante per Andrea migliorare il suo gioco e trovare l'approccio giusto per sfondare, ma può succedere solo giocando tanti minuti - precisa il gm dei Raptors -, se invece resta seduto anche quando c'è da pensare a costruire e non solo a vincere partite per noi difficili, perdiamo due volte. Dobbiamo mettere Bargnani nella condizione di avere successo, non sono sicuro che sia già stato fatto, ma dovrà succedere prima o poi".

Cambiare allenatore e buttarsi sul mercato? Può essere una soluzione, ma il candidato numero uno alla panchina della franchigia canadese è Marc Iavaroni, che fino a giugno non si muoverà da Phoenix, e dare minuti a Bargnani e ad un sempre più emergente Garbajosa potrebbe calmare le acque attorno a Mitchell. Viceversa, l'attenzione di Toronto sul mercato è sempre alta: piacciono James Jones, "lungo" tiratore dei Suns firmato proprio da Colangelo nell'estate 2004, e Anderson Varejao. Per il resto ci vuole pazienza spiega Colangelo, "ma non possiamo imparare molto dalla stagione scorsa se l'obiettivo è entrare nel lotto delle più forti ad Est", un avviso che suona chiaro per Mike Mitchell, scaricato anche dai tifosi dell'Air Canada Centre.

A.M.

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
×
  • Create New...