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http://www.corriere.it/cronache/07_novembr...o_12_anni.shtml

Indagine choc della Società di Pediatria sulle teenager italiane, tra amore, alcol e fumo

Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti

Alla domanda «Cosa vuoi fare da grande?» al primo posto la velina, al secondo «Non so»

ROMA — L’allarme è stato come un fascio di luce che acceca: ci sono baby squillo sulle strade. Ce l’hanno messe i loro coetanei, per pagare debiti del gioco d’azzardo. Giuliano Amato, ministro dell’Interno, ha lanciato un sasso, l’altro giorno. E adesso rischia di venire giù una montagna. Perché quella del titolare del Viminale è la punta dell’iceberg. Ma basta fermarsi un attimo e scoprire che l’infanzia più tradizionale, ormai, non riesce a superare le classi elementari. Perché: c’erano una volta i bambini. E le bambine che giocavano con le bambole. Avevano dodici-tredici anni. E la Società italiana di pediatria (la Sip) li interrogava con domande tipo: che giornali girano in casa tua? Usi il computer? Qual è l’avvenimento che ti ha colpito di più quest’anno? L’ultima ricerca fatta così è datata 2003: non serviva più a niente. Non di certo a fotografare la realtà. E adesso a leggere l’ultima ricerca della Società dei pediatri presieduta da Pasquale Di Pietro, quella del 2006, vengono i brividi. Proprio oggi che anche in Italia celebriamo la Giornata dell’Infanzia. Il campione: 1.251 bambini tra i 12 e i 14 anni. Una domanda. Una delle tante del questionario: «Hai mai visto un tuo amico ubriaco?». Sì, dice il 37,4% del campione. Non solo, l’8,4% aggiunge: spesso. Un’altra domanda: conosci qualcuno tra i tuoi amici che ha fumato una canna? E questa volta è quasi uno su due (44,3%) a rispondere un tondo: sì. Un altro esempio? Tre ragazzini su quattro non esitano a confessare di fare cose che loro stessi definiscono rischiose, come ubriacarsi, appunto, bere liquori, prendere farmaci, uscire da soli la sera tardi, avere rapporti sessuali non protetti. Già: hanno rapporti sessuali frequenti, i nostri ex bambini.

Modelli educativi

Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra dell'età evolutiva, non ha dubbi: «L'anticipazione delle tappe dello sviluppo è dovuta ai modelli educativi. Come dire? Sono stati mamma e papà che hanno voluto che succedesse, si sono dati da fare per diversificare il modello culturale che loro avevano ricevuto. Hanno accelerato le capacità di socializzazione dei loro figli. Hanno tolto loro il senso di colpa, il senso della paura. Basta provare, per credere. Basta entrare in una qualsiasi seconda media d'Italia e capire che è impossibile far sentire in colpa questi ragazzi o mettere loro in qualche modo paura». Succede così anche nella seconda media statale di Gela, Sicilia? «I ragazzi sono molto decisi, è vero», garantisce Ela Aliosta, preside della scuola media alle soglie della pensione. Sono quarant'anni che la signora Aliosta ha a che fare con i ragazzi delle medie. Dice adesso: «Sono cambiati. E molto. Fisicamente, prima di tutto: un tempo le femmine arrivavano ragazzine in terza media. Oggi assomigliano a donne già quando entrano in prima. Soprattutto per come si vestono, si truccano, si pettinano i capelli. Con la complicità dei genitori, è ovvio».

«Faccio la velina»

Oppure la cubista, la show girl, la ballerina. Alla più tradizionale delle domande: «Cosa vuoi fare da grande?», le bambine intervistate dalla Società dei pediatri hanno infatti messo al primo posto: voglio fare il «personaggio famoso». E fino a qui non sarebbe una scoperta sensazionale. È che però, tolta questa prospettiva, rimane il vuoto: al secondo posto delle preferenze delle bambine c'è, infatti, un disarmante: «Non lo so». «Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa», è il titolo del libro di Marida Lombardo Pijola, una giornalista-mamma che non a caso ha gettato scompiglio tra mamme e papà. Ha scoperchiato il mondo delle discoteche pomeridiane, lasciando disorientati nugoli di genitori davanti a frasi di bambine come: «Se fai la cubista sei una donna. Non più una ragazzina. Con i clienti della disco treschi soltanto se ti va. E puoi farti pagare...». Non è fantasia. È qualcosa che da noi è arrivato da pochissimi anni, probabilmente importato ancora una volta dagli Stati Uniti. Era del 2003 «Thirteen, 13 anni», il film-choc ambientato a Los Angeles con protagoniste due ragazzine (tredicenni, appunto) che vivono vite sempre più pericolose tra sesso promiscuo, droga, fumo, alcol, piccoli furti, accenni di lesbismo. «Sono vent'anni che insegno nella scuola media di Centocelle, a Roma», dice Margherita D'Onofri, insegnante di scienze. E spiega: «Soltanto negli ultimi anni, però, ho visto cambiare gli atteggiamenti durante i campi scuola, ovvero quelle gite che consentono ai ragazzi di dormire fuori dalla propria città. Adesso anche nelle prime classi stanno svegli tutta la notte e si mescolano dentro le stanze. Fino a poco tempo fa non succedeva».

Alessandra Arachi

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Davvero inquietante.

La "complicità" delle famiglie gioca un ruolo determinante, imho.

I modelli educativi partono da lì.

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ma io dieci anni fa non ero così! io volevo fare il dottore!! :unsure:

Io a dieci anni ero una bambina, giocavo a suonare i campanelli mentre andavo a scuola e guardavo poca tv, il massimo era Bim Bum Bam (altro che veline e letterine e letteronze)

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ma io dieci anni fa non ero così! io volevo fare il dottore!! :unsure:

Quoto!!Purtroppo però oggi ti vedi dodicenni che sembrano 20enni,super truccate,super vestite...10 anni fa si andava a scuola in tuta,adesso ci vanno come se dovessero andare a ballare.

10 anni fa a 12/14 anni non uscivi di casa la sera(almeno,io no)oggi te li trovi da qualsiasi parte a qualsiasi ora della notte.

Li vedi che fumano e bevono...ma ancora devono imparare a camminare da soli quasi quasi...

Speriamo che la generazione dei nostri figli torni indietro coi tempi....altrimenti :D

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Quoto!!Purtroppo però oggi ti vedi dodicenni che sembrano 20enni,super truccate,super vestite...10 anni fa si andava a scuola in tuta,adesso ci vanno come se dovessero andare a ballare.

10 anni fa a 12/14 anni non uscivi di casa la sera(almeno,io no)oggi te li trovi da qualsiasi parte a qualsiasi ora della notte.

Li vedi che fumano e bevono...ma ancora devono imparare a camminare da soli quasi quasi...

Speriamo che la generazione dei nostri figli torni indietro coi tempi....altrimenti :unsure:

ma il problema è sempre uno: c'è chi gli permette di farlo.

se mai un giorno dovessi avere un figlio mi auguro di essere in grado di fargli capire che a 12 anni devi pensare ad altro, il tempo delle sigarette e del tacco 12 verrà più avanti...

ma anche lì non è facile visto quello che propina questa società...

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ma il problema è sempre uno: c'è chi gli permette di farlo.

se mai un giorno dovessi avere un figlio mi auguro di essere in grado di fargli capire che a 12 anni devi pensare ad altro, il tempo delle sigarette e del tacco 12 verrà più avanti...

ma anche lì non è facile visto quello che propina questa società...

Il fatto è che quando ero piccola il massimo poteva essere il paio di All Star o i jeans Levi's, adesso gli status symbol sono cambiati, in peggio :unsure:

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Il fatto è che quando ero piccola il massimo poteva essere il paio di All Star o i jeans Levi's, adesso gli status symbol sono cambiati, in peggio :unsure:

avevo giusto le all star :D

si in effetti la cintura di dolce e gabbana la vedi addosso a dei bambini, e io non ce l'ho tutt'ora!!!

...per quel che mi frega di averla poi...

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Quoto!!Purtroppo però oggi ti vedi dodicenni che sembrano 20enni,super truccate,super vestite...10 anni fa si andava a scuola in tuta,adesso ci vanno come se dovessero andare a ballare.

10 anni fa a 12/14 anni non uscivi di casa la sera(almeno,io no)oggi te li trovi da qualsiasi parte a qualsiasi ora della notte.

Li vedi che fumano e bevono...ma ancora devono imparare a camminare da soli quasi quasi...

Speriamo che la generazione dei nostri figli torni indietro coi tempi....altrimenti :unsure:

Ecco, appunto.

O abbiamo sbagliato i natali (non gino o babbi) di un 7-8 anni o questi sono veramente fuori come balconi.

"Ai miei tempi" gli individui così alla moda erano l'eccezione; in ascesa, certo ma pur sempre un numero esiguo. Adesso, trovare il bravo ragazzo o la brava ragazza sembra impossibile; anche perchè talvolta anche l'apparenza inganna. L'ultimo anno di liceo, avevo quasi paura a girare in presenza di nanerottoli di prima. Quelli manco ingannavano con l'apparenza. Rivolgo un particolare pensiero ai secchioni d'oggi. Se prima erano gli ultimi della pista proprio per avere un modello di tuta non proprio all'ultima moda non voglio pensare adesso come possano combattere. Il cappello di pelo con il copriorecchie contro il tanga spinto o il maglione dell'emporio armani parte battuto già in natura.

Che dire, confidiamo darwinianamente nella selezione naturale.

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Io da piccolo ero convintissimo di finire in Nba!! :D

Poi però a 12 anni hai iniziato a sognare di diventare una velina :unsure: e ancora non ti sei svegliato....

Comunque non ci sono più i valori di una volta.

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Poi però a 12 anni hai iniziato a sognare di diventare una velina :cheer: e ancora non ti sei svegliato....

Comunque non ci sono più i valori di una volta.

E nemmeno gli utenti di una volta!! :angry::brr:

Comunque sul fatto di non essere "sveglio" concordo! :lol:

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ma scusate... studioaperto cos'è???

è quel programma contenitore quotidiano pieno zeppo di figa!?

Figurati che in teoria dovrebbe essere un tg :brr: , ma il tasso di gnocca è davvero troppo alto :angry:

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ringraziamo innanzitutto il '68, che ha sfornato una generazione di fancazzisti idealisti sognatori che hanno a loro volta tirato su figli senza regole e restrizioni.

Libertà sessuale, droghe, lauree regalate...bell'esempio che han saputo dare ai loro figli.

Tutto è partito da lì.

Il mio professore di Psicologia dell'età evolutiva a Padova era l'esimio Prof. Guido Petter, autentico luminare in materia, nonchè sessantottino incallito...ascoltarlo da una parte era entusiasmante (quando parlava dei processi di sviluppo mentale nei bambini/adolescenti) ma era agghiacciante quando si addentrava nelle metodiche educative... ovviamente vietato tirar ceffoni (io non ne ho presi molti, ma quelli che mi han dato me li ricordo ancora e non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori x avermeli dati), lasciare liberi i bambini di esprimersi, non bisogna sgridarli, ecc.... ah, lui er aun 68ttino moderato, pensate che l'han pure gambizzato xchè non era ababstanza estremista... :doh[1]:

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ringraziamo innanzitutto il '68, che ha sfornato una generazione di fancazzisti idealisti sognatori che hanno a loro volta tirato su figli senza regole e restrizioni.

Libertà sessuale, droghe, lauree regalate...bell'esempio che han saputo dare ai loro figli.

Tutto è partito da lì.

Il mio professore di Psicologia dell'età evolutiva a Padova era l'esimio Prof. Guido Petter, autentico luminare in materia, nonchè sessantottino incallito...ascoltarlo da una parte era entusiasmante (quando parlava dei processi di sviluppo mentale nei bambini/adolescenti) ma era agghiacciante quando si addentrava nelle metodiche educative... ovviamente vietato tirar ceffoni (io non ne ho presi molti, ma quelli che mi han dato me li ricordo ancora e non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori x avermeli dati), lasciare liberi i bambini di esprimersi, non bisogna sgridarli, ecc.... ah, lui er aun 68ttino moderato, pensate che l'han pure gambizzato xchè non era ababstanza estremista... :doh[1]:

Visione un pò parziale. Dimentichi conquiste che sono frutto di quelle stagioni e che hanno portato sacrosanti diritti di cui tutti godiamo (es. sul lavoro). E poi mi pare che la totale assenza di ideali che caratterizza quella parte di adolescenza descritta sia in netto contrasto con lo spirito del 68.

Non sto dicendo che quel periodo è stato favoloso e tutto rose e fiori, ci mancherebbe, ma dire che se adesso le ragazzine vogliono fare le veline è colpa del 68 mi sembra un pò riduttivo.

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ringraziamo innanzitutto il '68, che ha sfornato una generazione di fancazzisti idealisti sognatori che hanno a loro volta tirato su figli senza regole e restrizioni.

Libertà sessuale, droghe, lauree regalate...bell'esempio che han saputo dare ai loro figli.

Tutto è partito da lì.

Il mio professore di Psicologia dell'età evolutiva a Padova era l'esimio Prof. Guido Petter, autentico luminare in materia, nonchè sessantottino incallito...ascoltarlo da una parte era entusiasmante (quando parlava dei processi di sviluppo mentale nei bambini/adolescenti) ma era agghiacciante quando si addentrava nelle metodiche educative... ovviamente vietato tirar ceffoni (io non ne ho presi molti, ma quelli che mi han dato me li ricordo ancora e non ringrazierò mai abbastanza i miei genitori x avermeli dati), lasciare liberi i bambini di esprimersi, non bisogna sgridarli, ecc.... ah, lui er aun 68ttino moderato, pensate che l'han pure gambizzato xchè non era ababstanza estremista... :doh[1]:

Io di ceffone ne ho preso solo uno (e mia madre conferma) che ricordo benissimo, però anche se i miei non erano per le maniere forti mi hanno sempre dato regole da rispettare.

I modelli educativi nascono in famiglia, proseguono a scuola, vengono nutriti dalla tv.

ora, se le famiglie non hanno un modello educativo forte, vengono rimpiazzate dai media e da qualsiasi tipo di modello a cui il bambino/adolescente si trova davanti e da cui si lascia influenzare

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Visione un pò parziale. Dimentichi conquiste che sono frutto di quelle stagioni e che hanno portato sacrosanti diritti di cui tutti godiamo (es. sul lavoro). E poi mi pare che la totale assenza di ideali che caratterizza quella parte di adolescenza descritta sia in netto contrasto con lo spirito del 68.

Non sto dicendo che quel periodo è stato favoloso e tutto rose e fiori, ci mancherebbe, ma dire che se adesso le ragazzine vogliono fare le veline è colpa del 68 mi sembra un pò riduttivo.

ho dovuto riassumere velocemente, provo a spiegarmi meglio:

quelli del 68 avevano anche fin troppi ideali. I loro figli hanno ereditato da loro tutto tranne gli ideali. Ho purtroppo troppi parenti con quel "taglio" e vedo l'effetto che stanno sortendo sui loro figli....disastrosi!!!

Bambini senza regole, "xchè devono essere lasciati liberi di esprimersi", tutte balle! I bambini hanno bisogno di regole e esempi da seguire, non possono fare tutto da sè (o magari davanti alla tv).

Le battaglie x far lavorare le donne hanno distrutto i nuclei familiari, togliendo alle donne il tempo x essere presenti nelle vite dei loro figli, x seguirli nei compiti e verificare le compagnie da essi frequentate.

Le femministe (che personalmente detesto) hanno fatto nascere un genere femminile che scimmiotta il maschio, messe nelle posizioni di potere sono acide e stronze come poche.

Sembrerò all'antica, ma il ruolo della donna è vicino ai figli, quotidianamente. Il part time sarebbe la soluzione a molti mali. Amo il mio lavoro ma mi chiedo come farò a seguire in futuro mio figlio, stando fuori di casa 12 ore al giorno...

Io di ceffone ne ho preso solo uno (e mia madre conferma) che ricordo benissimo, però anche se i miei non erano per le maniere forti mi hanno sempre dato regole da rispettare.

I modelli educativi nascono in famiglia, proseguono a scuola, vengono nutriti dalla tv.

ora, se le famiglie non hanno un modello educativo forte, vengono rimpiazzate dai media e da qualsiasi tipo di modello a cui il bambino/adolescente si trova davanti e da cui si lascia influenzare

certo, il ceffone di cui parlo può essere sia reale che virtuale, il concetto è che le regole e la severità sono necessarie x "tenere i figli tra i binari". Poi chiaro che non si può avere tutto sotto controllo, ma è già un bell'inizio.

Posted (edited)

Ecco, appunto.

O abbiamo sbagliato i natali (non gino o babbi) di un 7-8 anni o questi sono veramente fuori come balconi.

"Ai miei tempi" gli individui così alla moda erano l'eccezione; in ascesa, certo ma pur sempre un numero esiguo. Adesso, trovare il bravo ragazzo o la brava ragazza sembra impossibile; anche perchè talvolta anche l'apparenza inganna. L'ultimo anno di liceo, avevo quasi paura a girare in presenza di nanerottoli di prima. Quelli manco ingannavano con l'apparenza. Rivolgo un particolare pensiero ai secchioni d'oggi. Se prima erano gli ultimi della pista proprio per avere un modello di tuta non proprio all'ultima moda non voglio pensare adesso come possano combattere. Il cappello di pelo con il copriorecchie contro il tanga spinto o il maglione dell'emporio armani parte battuto già in natura.

Che dire, confidiamo darwinianamente nella selezione naturale.

E' il progresso, o presunto tale: una crescita accelerata che rischia di mandare fuorigiri chi è privo di basi decenti o di un po' di testa. Sino a non molti anni fa il mondo imparavi a conoscerlo per gradi: casa, cortile, quartiere, tua città e via di questo passo; altrettanto graduale era la conquista delle libertà individuali. Adesso no, cavolo: a 10 anni si vive già aggrappati al telefonino (tempo fa lessi non so dove che ora va di moda il sesso virtuale via sms, bah) e ancora da prima sugli schermi dei computer si impara a conoscere navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione (cit.) senza avere le chiavi di lettura per identificarle, per capire che sono o che significano. Senza averle perchè, fra genitori in abdicazione anche per colpe non loro e sdoppiamenti di personalità di scaltri ragazzini angeli o demoni a seconda che siano in presenza di mammà o in libertà di branco, ormai è anche difficile capire da dove partire per educare una persona. Nel mondo di second life, anche la first life è contaminata, perché 'sta gente, ormai, non la sorprendi più con nulla: tutto è vecchio, già visto, già fatto, superato, inutile per tanti di loro, perché loro sono avanti, hanno già fatto tutto senza capire niente. Meraviglioso. La selezione naturale? Mah, il rischio è che la standardizzazione vada a premiare questo modello e che, quindi, diventi dominante e, come tale, accettato.

S.

Edited by sam
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Tanto per restare in tema:

Non potranno essere processati, ma rischiano 5 anni di riformatorio

USA, STUPRATORI A 9 ANNI. VITTIMA UN'11 ENNE

Tre ragazzini finiti in carcere per aver violentato una bambina. Loro si difendono: ma lei era consenziente

ACWORTH (Georgia, Usa) Tre ragazzini statunitensi, tra gli 8 e i 9 anni, sono stati accusati di aver violentato una bimba di 11 anni la scorsa settimana in Georgia. «In più di vent'anni di vita professionale, non ho mai visto nulla di simile», ha dichiarato Michael Wilkie, commissario di Acworth, la cittadina teatro del nuovo episodio di cronaca nera.

IN CARCERE Con indosso tute blu i ragazzini -due di 9 anni e uno di 8- sono apparsi dinanzi al giudice a Cobb County, a nord di Atlanta, lunedì pomeriggio, che ha deciso di lasciarli in carcere. All'udienza a porte chiuse, non sono stati ammessi i giornalisti.

LA VIOLENZA Secondo l'accusa, la ragazzina ha subito la violenza giovedì pomeriggio, ma i genitori hanno presentato la denuncia solo sabato e domenica la piccola è stata a lungo interrogata dagli inquirenti. La difesa dei ragazzini è che il rapporto sessuale ci sia stato, ma consensuale; ma secondo la polizia, non può esserci consenso quando si è così giovani.

«PUNIZIONE ESEMPLARE» Adesso la madre della bimba chiede giustizia: «Devono ricevere una lezione perchè se l'hanno fatto a lei, potrebbero farlo a qualcun'altra. E chissà cosa faranno quando saranno adolescenti». I ragazzini sono troppo giovani per essere processati perchè secondo il sistema giudiziario della Georgia (Usa) bisogna avere almeno 13 anni per essere processati; e invece rischiano cinque anni di riformatorio

20 novembre 2007

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Tanto per proseguire:

I MONDI VIRTUALI EDUCANO I BAMBINI

Secondo alcuni esperti determinati giochi potrebbeso aiutare i bambini nell'apprendimento dei valori

LOS ANGELES Come sulla televisione, anche sui giochi virtuali circolano luoghi comuni che ne sottolineano i pericoli di alienazione o di negazione dell’infanzia. Ma gli esperti incontratisi alla University of Southern California non sono d’accordo: come qualsiasi forma di intrattenimento anche i cosiddetti mmorpg (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) vanno dosati, capiti e soprattutto il bambino non va lasciato solo di fronte a tanti stimoli, ma il valore dei giochi virtuali è alto e attraverso queste forme ludiche i più piccoli possono imparare a socializzare e a dare un valore al denaro, alla vita, al tempo. Insomma, a crescere.

IMPARARE DAI METAVERSI I genitori dovrebbero temere meno i pericoli e capire che i bimbi grazie ai metaversi (ovviamente quelli più adatti alla loro età) imparano importanti valori: essere dei buoni cittadini, utilizzare il pc, dare valore dei soldi, prendere decisioni sulla propria vita. A organizzare il convegno è stata la MacArthur Foundation, che da tempo dedica energie e capitali per cercare di capire e quantificare l’impatto dei mondi virtuali sull’infanzia. Doug Thomas, professore associato alla USC's Annenberg School of Communication, elogia i metaversi e porta come esempio la loro natura propriamente commerciale, che insegna, giocando, concetti difficili da incontrare per i giovanissimi, con il pregio di una simulazione, ovvero senza un’esposizione reale.

ESEMPI Sono tanti i giochi che incarnano i valori citati. Uno degli esempi più calzanti è Club Penguin , ribattezzato il MySpace dei bimbi: questi ultimi controllano i loro pinguini-avatar, lanciano palle di neve e stringono amicizie. Gli animali hanno differenti caratteristiche e differenti occupazioni. C’è il pinguino bagnante, il pinguino cameriere e il pinguino che fa sci nautico. Inoltre, con l’argent de poche in dotazione, i ragazzini possono dare loro un igloo e vestirli, oltre che provvedere ai loro bisogni. Altro esempio è Webkinz, che offre la possibilità di animare i propri peluche preferiti, scegliendo per loro il sesso e un nome. I bimbi devono poi provvedere a una casa e alle spese di salute e per i divertimenti e hanno la possibilità di accrescere il budget a loro disposizione superando dei quiz educativi. In tutti questi giochi esiste inoltre la possibilità per i grandi di filtrare le conversazioni dei figli, scegliendo frasi preselezionate dal menu.

BULLISMO E’ l’altra accusa ricorrente rivolta ai mondi virtuali, ovvero quella di insegnare atteggiamenti di prevaricazione e violenza attraverso il gioco. La risposta degli esperti è corale e dettata dal buon senso: «Sì, esiste il bullismo nei mondi virtuali, ma non è poi così diverso dal mondo reale». Il consiglio ai genitori per difendersi dai rischi dei giochi virtuali è sempre il solito: «Accompagnate i vostri figli in quei mondi, andateci con loro, non lasciateli soli».

Emanuela Di Pasqua

16 novembre 2007

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