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Non avendo competenze musicali non posso valutare tecnicamente l'opera di Allevi. Posso solo affermare che amo le sue composizioni in quanto riescono ad emozionarmi e a mettermi in contatto con i miei sentimenti. La sua musica trovo si avvicini a quella di Ludovico Einaudi con la differenza di essere meno cerebrale.

Nel 1909 Kandinsky, in - Lo spirituale nell'arte -, scriveva che " ogni opera d'arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti. Analogamente, ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più. Lo sforzo di ridar vita a principi estetici del passato può creare al massimo delle opere d'arte che sembrano bambini nati morti".

Allevi percorre una strada nuova e, come già accaduto nei secoli, paga il prezzo per essersi staccato da quanto riconosciuto dal collettivo. E' un - perturbate - e come tale impaurisce. Chiaramente l'attacco poteva venirgli solo da chi,come U. Ughi, detiene il potere nello stesso campo artistico.

Interessante la sua risposta . Anch'essa scritta con sentimento esattamente come la sua musica.

Luna

Posted
L' arte non può prescindere da valutazioni di tipo tecnico...

E' necessario intenderci sul significato di Arte, ROOSTERS :thumbsup: Se comprendo la tua frase, solo le opere tecnicamente perfette hanno valore e possono considerarsi forme d'Arte.

Penso che un'opera sia Arte, quando nasce da un bisogno interiore ed esprime quel mondo.

Luna

Posted (edited)
Cazzate (cit.) !

L' arte non può prescindere da valutazioni di tipo tecnico...

Confondere il successo di pubblico, di mercato, con la vera espressione artistica mi pare un errore fatale....

Anche Depol è stato "eletto" miglior giocatore della Pall. Varese durante la passata stagione, ma ciò non significa che fosse un giocatore di basket.....

Problematica molto dibattuta, Roo.

Sai benissimo che certe Opere d'Arte sono considerate tali principalmente per la Filosofia, per il cerebralismo e il messaggio Nuovo che portano, e non per la tecnica.

Vogliamo parlare degli squarci sulla tela delle opere di Fontana, tanto apprezzate proprio dalla critica, e che valgono milioni di €...? :thumbsup:

Edited by Silver Surfer
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Problematica molto dibattuta, Roo.

Sai benissimo che certe Opere d'Arte sono considerate tali principalmente per la Filosofia e il messaggio Nuovo che portano, e non per la tecnica.

Vogliamo parlare degli squarci sulla tela delle opere di Fontana, tanto apprezzate proprio dalla critica, e che valgono milioni di €...? :thumbsup:

Sarà forse per questo che tutta la così detta "arte" moderna "mi fa proprio cagare" (cit.) ?

Lucio Fontana ed Andy Warhol inclusi.

Torniamo al discorso di prima: se al mondo c'è un bischero (per essere gentile....) che spende milioni per una tela squarciata è libero di farlo, ma nessuno mi spaccerà mai quella roba per opere d' arte.

IMHO !

Posted (edited)
Problematica molto dibattuta, Roo.

Sai benissimo che certe Opere d'Arte sono considerate tali principalmente per la Filosofia, per il cerebralismo e il messaggio Nuovo che portano, e non per la tecnica.

Vogliamo parlare degli squarci sulla tela delle opere di Fontana, tanto apprezzate proprio dalla critica, e che valgono milioni di €...? :thumbsup:

Sarà forse per questo che tutta la così detta "arte" moderna "mi fa proprio cagare" (cit.) ?

Lucio Fontana ed Andy Warhol inclusi.

Torniamo al discorso di prima: se al mondo c'è un bischero (per essere gentile....) che spende milioni per una tela squarciata è libero di farlo, ma nessuno mi spaccerà mai quella roba per opere d' arte.

IMHO !

Aaaaaaaahhhh .... orrrrrorrree ...

Cari amici permettetemi di rabbrividire...

Quanto leggo che la tal opera d'arte vale X milioni o il tal musicista ha vinto svariati premi, ho sempre un conato, irresistibile, di disgusto.

Un'opera d'arte, di poesia, di musica, si valuta per il Valore Estetico, Culturale, Filosofico e Storico.

Gli squarci di Fontana avevano un significato molto superiore ai milioni di euro che valgono...

Che poi facciano cacare, è questione del Gusto Personale.

(A me fanno abbastanza cacare :toast[1]: )

Edited by Ale Div.
Posted (edited)

Allevi, storia di un fenomeno studiato a tavolino

di Andrea Malan

29 dicembre 2008

E' un grande pianista e compositore? È un bluff colossale? Dopo l'intervista di Uto Ughi a «La Stampa», in cui il celebre violinista si è duramente scagliato contro Giovanni Allevi, la polemica infuria, sulla stampa e sul web, tra chi considera il pianista marchigiano come un impostore e chi lo ritiene un genio bistrattato. Su una cosa Ughi ha certamente ragione: il successo (incontestabile) del quasi 40enne pianista è uno straordinario fenomeno di marketing.

Un po' di storia.

Giovanni Allevi può essere definito un giovane solo in una gerontocrazia come l'Italia: compirà infatti 40 anni il prossimo 9 aprile. Nato ad Ascoli Piceno, si diploma nel 1990 in pianoforte al Conservatorio di Perugia (cui aggiungerà poi nel 2001 il diploma in composizione al Conservatorio Verdi di Milano). Nel 1997 conosce Jovanotti (anche lui marchigiano) e suona in alcune delle tournée del suo gruppo. Fino al 2005, però (ovvero fino a 35 anni di età), la sua carriera è quella di un pianista con formazione classica che sceglie invece una musica più facile da suonare e con un pubblico sicuramente più vasto. A fine 2004 ha già pubblicato due album, ma la sua presenza mediatica comprende soprattutto le rubriche dei programmi musicali; quella del Corriere della Sera riporta ancora nel 2004 concerti gratuiti (per esempio) per il pubblico della libreria Fnac di Milano, la città dove si è trasferito.

Il decollo.

Il colpo di genio (dei suoi addetti alle pubbliche relazioni) arriva proprio alla fine del 2004. Già il 21 dicembre di quell'anno si annuncia che «il pianista italiano Giovanni Allevi si esibirà al Blue Note di New York». All'epoca Allevi veniva presentato come «un pianista trasversale per la sua capacità di contaminare i generi, dalla musica classica al jazz, dal funky al pop e così via». I giornali riportano resoconti debitamente trionfalistici: «Successo al Blue Note di New York per il pianista Giovanni Allevi. Col doppio concerto di domenica (biglietti esauriti per entrambi) nel tempio del jazz, Allevi ha dato l'avvio a un tour internazionale che lo porterà in Europa e Cina». A una ricerca approfondita su Internet è peraltro sfuggita qualsiasi traccia del concerto sui media di lingua inglese. Come mai? Il concerto era organizzato in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura, in coincidenza della rassegna «Jazz italiano a New York». Una rassegna nell'ambito della quale un discreto numero di gruppi nostrani (sempre a leggere i resoconti in italiano) fece il tutto esaurito in altri locali altrettanto prestigiosi della Grande Mela. Quanto ad Allevi, sui blog di questi giorni sono spuntati nostri connazionali allora a New York che affermano di aver ricevuto inviti per l'evento del 2005, sostenendo che il pubblico era composto in larghissima parte da italiani.

Il secondo colpo di genio.

La presenza al Blue Note, opportunamente pubblicizzata, fa da detonatore mediatico: come? non ci siamo accorti di avere in casa un artista che trionfa al Blue Note? Ecco che dal marzo 2005 le presenze di Allevi sulla stampa si moltiplicano, anche a seguito di una campagna di marketing martellante: se un «genio incompreso», che fino a sei mesi prima meritava solo qualche trafiletto o le due righe dei programmi degli spettacoli, ottiene ora interviste a piena pagina, il merito non può essere solo della sua musica.

Nell'aprile del 2005 esce il nuovo album «No concept». Ed è in quell'occasione che arriva il secondo colpo di genio. Quello di presentare Allevi – lo stesso Allevi di prima – non più come musicista fusion, ma come musicista classico a pieno titolo. Sentiamo come lui stesso si definì in quell'occasione: «Mi accusavano di volare troppo alto, così ho diviso l'album in due parti: nella prima prendo l'ascoltatore per mano con melodie accattivanti, nella seconda lo porto nei miei territori preferiti. (..) La mia non è contaminazione; la contaminazione è debole e soggetta alle mode. La mia è una musica dallo sviluppo rigoroso. Per questo non sono un jazzista ma un compositore europeo».

La nuova strategia non comprende solo la musica di Allevi, ma (come si addice a un fenomeno mediatico) il vendere Allevi come giovane e la sua capigliatura alla Lucio Battisti prima maniera. Ma al centro c'è soprattutto un'autoesaltazione che cresce col tempo, fino alla piccata risposta di domenica alle critiche di Uto Ughi: la mia «è una musica colta che non può prescindere dalla partitura scritta» afferma Allevi nella lunga lettera a La Stampa. Una musica che autodefinisce «un progetto visionario» per «gettare le basi di una nuova musica colta contemporanea».

L'opinione che ha Allevi di sé stesso è sicuramente all'altezza dell'alterigia di Beethoven. Quella che hanno di lui gli altri è a volte diversa. Per uscire dalla polemica italiana vediamo la definizione di Allevi che dà il sito svizzero «Schwingende Klangwelt», che ne vende i CD: «Il giovane pianista e compositore – dice recensendo «Joy» – è regolarmente nelle classifiche italiane dei dischi pop, poiché i suoi pezzi orecchiabili, che si appoggiano alla tradizione classica ma la mescolano con elementi di pop e jazz, sono dei motivetti che non si dimenticano. Allevi scrive e suona con mano leggera melodie che sono ben fatte e sono perfette come rilassante passatempo serale, senza essere noiose. Molti dei suoi pezzi trasmettono una nonchalance tutta italiana e mettono di buon umore. Un CD per tutti i fan di Einaudi».

Proprio qui sta però la genialità di chi gestisce l'immagine di Allevi: per chi non frequenta né ha mai frequentato i conservatori, infatti, è molto meglio convincersi di andare a un concerto di musica classica che non a quello di un parente musicale di Ludovico Einaudi... Ludovico Einaudi, del resto, non è mai stato invitato a tenere un concerto in Senato; il che dimostra che la strategia di "vendersi" come l'inventore della nuova musica classica ha finora "pagato", almeno nel nostro Paese. Riuscirà il novello Mozart a farsi accettare anche all'estero come compositore di musica classica, o la definizione svizzera citata sopra resterà quella più diffusa fuori dai nostri confini?

andrea.malan@ilsole24ore.com

Sospendendo prudentemente il giudizio artistico-tecnico, credo di poter dire che la spinta mediatico-propagandista sia stata formidabile.......

Edited by ROOSTERS99
Posted
Lo conosco da poco, non ho sentito molto della sua musica. Mi pare che il brano più famso sia quello dello spot televisivo che il nostro Briatore ha rivisto e corretto in chiave Pall. Varese su You tube ("Back to life" credo si il titolo...)

Mi pare tanto, tantissimo un fenomenno medatico, nel senso che i media lo stiano pompando in modo esagerato ( o forse ha ytovato un bravo agente !!).

Le parole del maestro Ughi hanno grande valore e il suo giudizio forse ridimensiona un poco il "fenomeno"; aggiungo che gli "artisti", quelli veri, della musica, non assurgono all' onore delle cronache a quasi quaranta anni.........

Attendo, tuttavia, di conoscere meglio il suo "prodotto".

A me questa polemica fa girare le palle, e non poco.

Avendo studiato pianoforte x 8 anni so cosa significa spaccarsi il c*** e le dita su una maledetta tastiera per ore e ore. Sono anni di sacrifici enormi, dove sei sempre in solitudine, tu e la tua musica. Allevi ha conseguito il diploma al Conservatorio con il massimo dei voti, e ciò significa che ha speso buona parte della sua vita nello studio e nell'impegno in una cosa che amava e di cui sognava di vivere. Non è una Giusy Ferreri che faceva la cassiera all'esselunga e ha fatto fortuna con X factor. Possibile che si debba mettere in croce in questo modo uno che finalmente si afferma per i suoi MERITI e per i suoi SACRIFICI?

Perchè bisogna sempre cercare del marcio?

io sto con Allevi, e ho trovato bellissima la sua risposta a Uto Ughi, la penso esattamente come lui.

Il pianoforte, riletto in chiave moderna, è cosa diversa da ciò che conosce Uto Ughi, e allora? Che male c'è? Si stava meglio quando c'erano le carrozze xchè non c'era inquinamento? Il mondo va avanti, e il Sig.Ughi dovrebbe avere rispetto di questi personaggi che danno l'anima e anni di studio per ciò in cui credono.

Detto questo, a molti può poi far cacare la musica di Allevi, de gustibus non disputandum est, ma onore e rispetto non devono mancare mai.

Posted

Se lasciamo ai critici il potere di decidere se una cosa è artistica o pure no, siamo fritti ......

Ma sapete quanti quadri ha venduto in vita un certo Van Gogh?

Posted
Non è una Giusy Ferreri che faceva la cassiera all'esselunga e ha fatto fortuna con X factor.

pur senza aver mai sentito una singola strofa cantata dalla tizia che nomini, mi chiedo perchè il giustissimo discorso sullo studio che hai fatto per il pianista non debba valere anche per la cassiera.

avrà studiato canto lei pure, no?

anyway, ogni sforzo creativo (o anche solo esecutivo) musicale è degno di rispetto, faccia o meno cagare.

tranne l'hip hop ;)

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A me questa polemica fa girare le palle, e non poco.

Avendo studiato pianoforte x 8 anni so cosa significa spaccarsi il c*** e le dita su una maledetta tastiera per ore e ore. Sono anni di sacrifici enormi, dove sei sempre in solitudine, tu e la tua musica. Allevi ha conseguito il diploma al Conservatorio con il massimo dei voti, e ciò significa che ha speso buona parte della sua vita nello studio e nell'impegno in una cosa che amava e di cui sognava di vivere. Non è una Giusy Ferreri che faceva la cassiera all'esselunga e ha fatto fortuna con X factor. Possibile che si debba mettere in croce in questo modo uno che finalmente si afferma per i suoi MERITI e per i suoi SACRIFICI?

Perchè bisogna sempre cercare del marcio?

io sto con Allevi, e ho trovato bellissima la sua risposta a Uto Ughi, la penso esattamente come lui.

Il pianoforte, riletto in chiave moderna, è cosa diversa da ciò che conosce Uto Ughi, e allora? Che male c'è? Si stava meglio quando c'erano le carrozze xchè non c'era inquinamento? Il mondo va avanti, e il Sig.Ughi dovrebbe avere rispetto di questi personaggi che danno l'anima e anni di studio per ciò in cui credono.

Detto questo, a molti può poi far cacare la musica di Allevi, de gustibus non disputandum est, ma onore e rispetto non devono mancare mai.

Mah....riconoscendo i meriti e i grandi sacrifici necessari allo studio musicale ed in particolare del pianforte, le critiche di un induscusso maestro come Ughi mi fanno riflettere........

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Se lasciamo ai critici il potere di decidere se una cosa è artistica o pure no, siamo fritti ......

Ma sapete quanti quadri ha venduto in vita un certo Van Gogh?

Tutti. Non faceva in tempo a farne. Il problema è quanto li pagavano.....

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pur senza aver mai sentito una singola strofa cantata dalla tizia che nomini, mi chiedo perchè il giustissimo discorso sullo studio che hai fatto per il pianista non debba valere anche per la cassiera.

avrà studiato canto lei pure, no?

anyway, ogni sforzo creativo (o anche solo esecutivo) musicale è degno di rispetto, faccia o meno cagare.

tranne l'hip hop :P

;)

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pur senza aver mai sentito una singola strofa cantata dalla tizia che nomini, mi chiedo perchè il giustissimo discorso sullo studio che hai fatto per il pianista non debba valere anche per la cassiera.

avrà studiato canto lei pure, no?

anyway, ogni sforzo creativo (o anche solo esecutivo) musicale è degno di rispetto, faccia o meno cagare.

tranne l'hip hop :P

ecco, rimani con questa mancanza..io con coliche ed emorroidi canto meglio ;)

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pur senza aver mai sentito una singola strofa cantata dalla tizia che nomini, mi chiedo perchè il giustissimo discorso sullo studio che hai fatto per il pianista non debba valere anche per la cassiera.

avrà studiato canto lei pure, no?

no, cantava x diletto. Poi ha preso il treno giusto.

Detto questo, a io adoro la sua voce e le sue canzoni. Però non si può certo dire che abbia fatto la gavetta di Allevi.

Posted (edited)
no, cantava x diletto. Poi ha preso il treno giusto.

conosco diverse ragazze che hanno una splendida voce e pur cantando solo per diletto (cosa vuol dire? cantava sotto la doccia o faceva le serate con il gruppetto di amici?) hanno comunque studiato canto per anni.

Laura Bono(metti) di Arcisate, prima di partecipare e vincere Sanremo giovani, s'è fatta il mazzo studiando e lavorando.

credo sia impossibile anche per i cosiddetti "fenomeni mediatici creati a tavolino" registrare un disco senza aver un minimo di preparazione e studio alle spalle (a meno di essere un freak come Jimi Hendrix, che non aveva la più pallida idea di cosa stesse suonando ma che comunque sapeva mettere in pratica qualunque idea musicale gli passasse per la testa...)

Edited by Leasir
Posted
conosco diverse ragazze che hanno una splendida voce e pur cantando solo per diletto (cosa vuol dire? cantava sotto la doccia o faceva le serate con il gruppetto di amici?) hanno comunque studiato canto per anni.

Laura Bono(metti) di Arcisate, prima di partecipare e vincere Sanremo giovani, s'è fatta il mazzo studiando e lavorando.

credo sia impossibile anche per i cosiddetti "fenomeni mediatici creati a tavolino" registrare un disco senza aver un minimo di preparazione e studio alle spalle (a meno di essere un freak come Jimi Hendrix, che non aveva la più pallida idea di cosa stesse suonando ma che comunque sapeva mettere in pratica qualunque idea musicale gli passasse per la testa...)

http://it.youtube.com/watch?v=tnSmouEfEPE

dimmi tu ;)

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conosco diverse ragazze che hanno una splendida voce e pur cantando solo per diletto (cosa vuol dire? cantava sotto la doccia o faceva le serate con il gruppetto di amici?) hanno comunque studiato canto per anni.

Laura Bono(metti) di Arcisate, prima di partecipare e vincere Sanremo giovani, s'è fatta il mazzo studiando e lavorando.

ma chi dice il contrario? io ho fatto l'esempio di Giusy Ferreri in quanto tale, mica volevo gettare discredito sulla categoria.

Giusy Ferreri mi sembra l'esempio lampante di operazione MKTG ben riuscita.

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ma chi dice il contrario? io ho fatto l'esempio di Giusy Ferreri in quanto tale, mica volevo gettare discredito sulla categoria.

Giusy Ferreri mi sembra l'esempio lampante di operazione MKTG ben riuscita.

I Finley no? MondoMarcio? ;)

quelli che sono una categoria sopra tutti sono sono Elio e le storie tese......

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Tutti. Non faceva in tempo a farne. Il problema è quanto li pagavano.....

La leggenda dice, probabilmente a torto, che Vincent vendette un solo quadro al fratello Theo ......

Di sicuro la maggior parte dei suoi quadri Vincent li regalava perchè non trovava acquirenti.

Diffidate dei critici e di chi si erge a solone e depositario del verbo ........

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A me questa polemica fa girare le palle, e non poco.

Avendo studiato pianoforte x 8 anni so cosa significa spaccarsi il c*** e le dita su una maledetta tastiera per ore e ore. Sono anni di sacrifici enormi, dove sei sempre in solitudine, tu e la tua musica. Allevi ha conseguito il diploma al Conservatorio con il massimo dei voti, e ciò significa che ha speso buona parte della sua vita nello studio e nell'impegno in una cosa che amava e di cui sognava di vivere. Non è una Giusy Ferreri che faceva la cassiera all'esselunga e ha fatto fortuna con X factor. Possibile che si debba mettere in croce in questo modo uno che finalmente si afferma per i suoi MERITI e per i suoi SACRIFICI?

Perchè bisogna sempre cercare del marcio?

io sto con Allevi, e ho trovato bellissima la sua risposta a Uto Ughi, la penso esattamente come lui.

Il pianoforte, riletto in chiave moderna, è cosa diversa da ciò che conosce Uto Ughi, e allora? Che male c'è? Si stava meglio quando c'erano le carrozze xchè non c'era inquinamento? Il mondo va avanti, e il Sig.Ughi dovrebbe avere rispetto di questi personaggi che danno l'anima e anni di studio per ciò in cui credono.

Detto questo, a molti può poi far cacare la musica di Allevi, de gustibus non disputandum est, ma onore e rispetto non devono mancare mai.

QUOTO ogni parola!

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