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Rugby Time


Maurizio
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Sì, ma dietro alle Fiji e Samoa ....le Fiji, Emaz..... :doh[1]::doh[1]::lol:

son belli grossi e tosti quelli

Dal sito online della gazzetta:

Rugby

IN PRIMO PIANO

Italia, che guaio: Parisse k.o.

Rottura del crociato32

Si prevedono sei mesi di stop per il capitano cui è stata riscontrata la rottura del legamento del ginocchio.

Brutta tegola...non ci voleva

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Mallett: "Contava vincere"

Dedica azzurra per L'Aquila

Il c.t. azzurro soddisfatto: "Ho visto una squadra che voleva vincere e ha giocato per il suo capitano infortunato Parisse. A novembre abbiamo svolto il miglior lavoro degli ultimi due anni". Perugini: "Spero d'aver fatto divertire chi ha perso il sorriso a causa del terremoto"

ASCOLI PICENO, 28 novembre 2009 - "Oggi era importante il risultato, non il gioco". Parla così Nick Mallett dopo il successo per 24-6 dell'Italia su Samoa. "Non abbiamo concesso niente, per 50 minuti siamo stati nel loro campo. Ho visto una squadra che voleva vincere e questo è importante. Come è importante che abbia giocato per il suo capitano infortunato Parisse, assenza pesante. Non dimentichiamoci che stiamo parlando del miglior numero 8 in Europa - ricorda Mallett -. A novembre abbiamo svolto il miglior lavoro degli ultimi due anni".

MEGLIO MIRCO — Mallett spiega perché a calciare i piazzati sia stato Mirco Bergamasco: "Perché ha calciato molto bene in settimana. Oggi, anche se ne ha sbagliati un paio, ha in testa questo tipo di lavoro. Lui come Tebaldi e altri deve migliorare, dobbiamo arrivare a calciare al 75%-80%". e Mirco ringrazia: "È stata una prima assoluta, non è andata molto bene perché ne ho mancati due ma abbiamo vinto e questo conta più di tutto. C'è un bel gruppo di 40-50 giocatori, abbiamo i cambi necessari che possono fare la differenza. Abbiamo perso Sergio Parisse e non è stato facile, ma ci siamo ripresi".

PARISSE DA FUORI — Sergio Parisse ha svolto un po' il compito di allenatore a bordo campo: "Importava la vittoria, non il modo. Era quello che ci eravamo detti prima di giocare - dice il capitano, che domani verrà operato per la ricostruzione del legamento crociato anteriore destro - sono contento perché ce lo meritiamo come gruppo e anche la gente se lo merita. Ci sono tante individualità importanti, i ragazzi non hanno bisogno di me per giocare a rugby. Io adesso cercherò di rimettermi prima possibile, sono contento, tutto il pubblico è soddisfatto".

TEBALDI SOGNA — Man of the match, non solo per un drop bellissimo in avvio di ripresa, ma anche per aver guidato la mischia azzurra contro quella di Samoa. Tito Tebaldi non nasconde la sua soddisfazione per il successo storico degli azzurri contro i 'pacifici'. "In questo tour abbiamo ottenuto i risultati migliori - spiega il numero 9 azzurro - ed è arrivata una vittoria meritata. Non ci possiamo accontentare: questo è il principio, partiamo da qui per un lavoro che darà i frutti migliori al Sei Nazioni". Per Totò Perugini, invece, una dedica a L'Aquila: "«Lì ho molti amici che hanno perso il sorriso a causa del terremoto e speriamo di aver dato loro una piccola soddisfazione battendo Samoa".

GHIRALDINI BIS — L'Italia non vinceva da Cordoba 2008, contro l'Argentina, grazie ad una meta di Leonardo Ghiraldini, che oggi aveva la fascia di capitano per l'infortunio di Parisse."C'è da dire che stiamo facendo un gran lavoro - ha detto l'azzurro - nella direzione giusta. Delle onorevoli sconfitte non si fa nulla, ci serviva una vittoria ed è arrivata con merito". Dedicato il successo a Parisse, Ghiraldini sottolinea che "dalla tournée di giugno è cambiato qualcosa nel gruppo, siamo più consapevoli e c'è più fiducia nei nostri mezzi".

fonte

Edited by EmaZ
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Sabato si terrà l'attesa gara tra il club più prestigioso al mondo (i Barbarians) e i tutti neri

Per chi non conoscesse i barbarians ecco una breve storia

Il Barbarian Football Club è una particolare squadra di Rugby a XV. I suoi giocatori sono detti "Barbarians" o affettuosamente "Baa-Baas"

Essa non partecipa ad alcun campionato, non ha un campo di gioco, non ha una sede, non ha giocatori tesserati. È una squadra a cui si accede per "invito". Il presidente e il segretario gestiscono tutto per telefono o per posta (all'epoca della creazione della squadra probabilmente più con la seconda o con il telegrafo, oggi magari con l'e-mail). Non si pagano quote d'iscrizione, non si fa domanda d'ammissione. Occorre solo essere buoni giocatori di rugby ed essere invitati.

Nasce il 9 aprile 1890 in un hotel di Bradford, nel nord dell'Inghilterra, dall'idea di William Percy Carpmael.

All'epoca il rugby anglosassone non aveva veri e propri campionati; i club e le università si sfidavano regolarmente e talvolta nascevano squadre improvvisate che duravano anche solo lo spazio di una settimana, quanto bastava per una breve tournée nel periodo di Pasqua, di Natale o a fine stagione.

Quell'anno Carpmael, giocatore del club del Blackheath, aveva raccolto una squadra di giocatori londinesi per un tour nell'Inghilterra del Nord, durante il periodo pasquale. Fatto curioso fu che che quella squadra non aveva un vero e proprio nome; giocò infatti quattro partite come Carpmael's London team, Blackheat's team, Carpmael's County e Southern Nomads.

La notte tra l'8 e il 9 aprile, dopo l'ultima partita, davanti ad una zuppa ed una birra (anche se la leggenda parla di un piatto d'ostriche) al "Leutcher's Restaurant" di Bradford viene messa nero su bianco la nascita di questo strano club. La divisa della squadra sarebbe stata a strisce bianconere e i calzoncini neri, mentre ogni giocatore avrebbe mantenuto i calzettoni del proprio club.

BARBARIANS, PERUGINI E DEL FAVA DAL PRIMO MINUTO CONTRO GLI ALL BLACKS PDF Stampa E-mail

Nazionali Azzurre

Mercoledì 02 Dicembre 2009 13:39

Londra – Due azzurri in campo dal primo minuto e uno pronto a fare il proprio ingresso nel secondo tempo nella formazione dei Barbarians che il CT dell’Italia Nick Mallett ha ufficializzato oggi in vista della sfida agli All Blacks neozelandesi di sabato 5 dicembre a Twickenham (diretta La7, ore 15.05).

Il pilone del Bayonne Salvatore Perugini e il seconda linea dell’MPS Viadana Carlo Del Fava, entrambi protagonisti dei Cariparma Test Match di novembre, sono stati inseriti dal tecnico azzurro – alla guida del prestigioso invitational club – nel XV titolare e saranno in campo dal calcio d’inizio, mentre Quintin Geldenhuys, seconda linea viadanese, partirà dalla panchina.

"Abbiamo avuto la possibilità di passare assieme un'intera settimana - ha detto Mallett - e considerato il grande talento dei ventidue uomini a mia disposizione non ho dubbi che sapremo essere molto competitivi e offrire al pubblico di Twickenham un rugby in tipico stile Barbarian".

Questa la formazione dei Barbarians per la partita di sabato contro la Nuova Zelanda

BARBARIANS

15 Drew Mitchell (Australia)

14 Joe Rokocoko (Nuova Zelanda)

13 Jacque Fourie (Sudafrica)

12 Jamie Roberts (Galles)

11 Bryan Habana (Sudafrica)

10 Matt Giteau (Australia)

9 Fourie du Preez (Sudafrica)

8 George Smith (Australia)

7 Schalk Burger (Sudafrica)

6 Rocky Elsom (Australia)

5 Victor Matfield (Sudafrica) - capitano

4 Carlo Antonio Del Fava (Italia)

3 WP Nel (Free State Cheetahs)

2 Bismarck du Plessis (Sudafrica)

1 Salvatore Perugini (Italia)

a disposizione

16 Stephen Moore (Australia)

17 Tendai Mtawarira (Sudafrica)

18 Quintin Geldenhuys (Italia)

19 Andy Powell (Galles)

20 Will Genia (Australia)

21 Morne Steyn (Sudafrica)

22 Leigh Halfpenny (Galles)

link

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IL TORNEO NEL FEBBRAIO 2010

«Rugby, via il Sei Nazioni dal Flaminio

se non si amplia lo stadio»

L'avvertimento del Comitato dei saggi all'Italia: troppo pochi 30mila posti. Federugby: c'è un progetto pronto

ROMA - La rugbymania che ha travolto l’Italia, quasi 130 mila spettatori nelle tre sfide autunnali alle potenze del mondo sottosopra, con l’incredibile violazione della sacralità della Scala del calcio in occasione del pienone registrato a San Siro per la sfida (14 novembre) agli All Blacks di Nuova Zelanda, apre nuovi orizzonti a uno sport che fino a qualche tempo fa era riservato a una nicchia di fedeli appassionati.

FLAMINIO TROPPO PICCOLO - Il Sei Nazioni è alle porte, (esordio il 6 febbraio a Dublino contro l’Irlanda) e il Comitato dei saggi che gestisce gli affari del Torneo per giochi di squadra più antico che ci sia (prima edizione 1883) ha fatto sapere che considerata la potenzialità in fatto di appeal, numeri, presenze, che ha raggiunto il rugby nella Penisola, non sarà più possibile in futuro continuare a giocare in uno stadio Flaminio che più di 30 mila spettatori non riesce ad accogliere nella sua nobile pancia. Un avvertimento che suona come ultimatum, vada per il 2011 ancora a Roma, ma solo se ci saranno solide garanzie che almeno dall’edizione successiva la capienza dello stadio possa essere ampliata di almeno altre 10 mila unità.

LO STADIO - Operazione complessa, perché il Flaminio è monumento nazionale, disegnato dall’architetto Nervi in occasione dei Giochi Olimpici del 1960, è entrato a far parte del patrimonio più artistico che sportivo italiano. E come se non bastasse durante gli ultimi lavori di adeguamento delle strutture ricettive dello stadio, proprio di fronte all’ingresso autorità, è saltato fuori un mausoleo monumentale del I secolo d.C. che se ha dato un’aurea di magia a tutta la struttura, ha notevolmente complicato ogni idea di ampliamento.

IL PROGETTO - Comunque alla Federugby non si sono fatti cogliere di sorpresa dai voleri del Board e siccome tutti, ospiti stranieri in prima linea, vogliono che la Nazionale giochi a Roma, hanno redatto in proprio un progetto che, se realizzato, porterebbe la capienza dello stadio a 42 mila posti. Una bella impresa che prevede il mantenimento totale del catino esistente, con la realizzazione di strutture rialzate sopra alle attuali curve e di pilastri in linea con il disegno di Nervi, sui quali dovrebbe appoggiare una sopraelevazione e la copertura di quella che oggi è la tribuna scoperta. Il progetto sarà presentato il 9 dicembre a una conferenza di servizi in Campidoglio, con il sindaco Alemanno che ha già assicurato il proprio sostegno all’iniziativa se saranno superati i vincoli di natura urbanistica, artistica e ambientale. L’intera opera sarebbe realizzata in proprio dalla Federazione Italiana Rugby. «Entro febbraio dobbiamo dare una risposta certa al Comitato del Sei Nazioni – ha sottolineato Luigi Bernabò, il consigliere federale che ha la delega a seguire il progetto – e spero proprio che si possa iniziare presto a far diventare realtà quella che per il momento è solo un’idea progettuale. Certo non possiamo fare miracoli, ma se non presenteremo un preciso calendario di lavori saremo costretti ad andarcene da Roma».

L'IRLANDA - Fino a oggi l’Italia poteva far coppia con l’Irlanda che giocava le sue partite al vecchio Lansdowne Road di Dublino. Ma da 2 anni lo stadio irlandese è chiuso per una ristrutturazione avveniristica e le partite dei verdi sono state spostate al Croke Park, il più grande stadio d’Europa con i suoi 83 mila posti a sedere regolarmente esauriti in occasione delle partite della nazionale. Non ci sono più scuse, o si potrà ampliare il Flaminio o dal 2011 il Sei Nazioni emigrerà in un’arena più confortevole. È il prezzo che il rugby italiano deve pagare alla sua improvvisa notorietà.

Valerio Vecchiarelli

02 dicembre 2009

fonte: Corriere Roma

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  • 7 years later...
3 hours ago, Ponchiaz said:

Cosa ha combinato la nazionale italiana contro l'Inghilterra? Da quel che ho letto una genialata mica male.

Ovviamente poi ha perso, perchè il Rugby è pur sempre il Rugby.

funziona che dopo un placcaggio la gente si ammassa e si forma la cosi detta ruck. i giocatori non possono andare oltre la linea della ruck, pena la sanzione di una punzione per fuorigioco. l'italia dopo il placcaggio non andava a formare la ruck, non si creava quindi una situazione in cui era possibile andare in fuorigioco e tutti facevano un po` il cazzo che volevano. gli inglesi non capivano cosa succedeva e si sono presi ammario. diciamo che e` una magata che puoi fare giusto una volta come colpo a sorpresa, perche dal momento in cui tale effetto non c'e` piu`, probabilmente non e` diffiicle apporre le contromisure adeguate.

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22 minuti fa, Spaten dice:

funziona che dopo un placcaggio la gente si ammassa e si forma la cosi detta ruck. i giocatori non possono andare oltre la linea della ruck, pena la sanzione di una punzione per fuorigioco. l'italia dopo il placcaggio non andava a formare la ruck, non si creava quindi una situazione in cui era possibile andare in fuorigioco e tutti facevano un po` il cazzo che volevano. gli inglesi non capivano cosa succedeva e si sono presi ammario. diciamo che e` una magata che puoi fare giusto una volta come colpo a sorpresa, perche dal momento in cui tale effetto non c'e` piu`, probabilmente non e` diffiicle apporre le contromisure adeguate.

E invece no, tanto è vero che l'IRB modificherà molto presto il regolamento proprio per evitare che diventi una tattica abituale.

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20 minutes ago, Bluto said:

E invece no, tanto è vero che l'IRB modificherà molto presto il regolamento proprio per evitare che diventi una tattica abituale.

se ne discutera`, non e` dato per certo. ad ogni modo credo sia una modifica voluta piu` che altro per rimanere in uno stile "tradizionale", senza snaturare il gioco tramite dei cavilli del regolamento.

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11 ore fa, Spaten dice:

se ne discutera`, non e` dato per certo. ad ogni modo credo sia una modifica voluta piu` che altro per rimanere in uno stile "tradizionale", senza snaturare il gioco tramite dei cavilli del regolamento.

Secondo un noto rugbista milanese per uscire dall'impasse della no-ruck basta passare la palla indietro e calciare in profondità. Ma se gli avversari si dispongono bene si rischiano dei contropiedi mortiferi.

 

42 minuti fa, Ponchiaz dice:

Quindi siccome hanno rischiato di perdere cambiano le regole.

Da Juventino non posso che inchinarmi.

Nel calcio credo sia tutto molto al di là delle regole e del gioco. Da Interista ti posso dire tutto, il contrario di tutto e altro ancora. 

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