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Alphonso Ford


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Biografia

Gli inizi

Ford si avvicina alla pallacanestro sin da giovane, giocando prima al liceo e poi alla "Mississippi Valley State University", della quale diventa uno dei giocatori più importanti di sempre. Nei quattro anni al college mette a segno più di 3000 punti, diventando il miglior realizzatore della storia della squadra, e diventando il primo giocatore nella storia della NCAA ad avere una media di 25 punti a partita per quattro stagioni consecutive (i quattro anni di college.

La NBA e la CBA

Dopo il liceo, Ford viene scelto nel 1993 dai Philadelphia 76ers al secondo giro del draft. Purtroppo, il college di provenienza non gode di grande visibilità, e Ford ha un fisico troppo minuto per emergere nella National Basketball Association, la lega professionistica americana piena di giganti, e disputa solamente 11 gare con i Philadelphia 76ers ed i Seattle SuperSonics.

Ford finisce quindi in un'altra lega americana, meno importante della NBA, la Continental Basketball Association (CBA).

In Europa

Alphonso arriva in Europa, approdando prima in Spagna, poi in Turchia e in Grecia. Durante la stagione 1999-00, Ford, che milita nella squadra del Peristeri Atene, ha la prima opportunità di giocare e farsi notare nell'Eurolega. Diventa il miglior marcatore della manifestazione con 26 punti di media circa.

Nel 2001-02, all'Olympiakos Atene, uno dei più prestigiosi club europei, Ford impressiona il pubblico europeo. Si conferma top scorer della massima manifestazione cestistica per club europea, con 21 punti di media circa, portando la squadra alla conquista della coppa di Grecia (nella finale Ford segna 24 punti, miglior marcatore ancora una volta).

In Italia

Nel 2002 arriva alla Monte Paschi Siena, trascinandola alla sua prima semifinale scudetto. In Eurolega è ancora una volta protagonista assoluto: la squadra approda alle final four, disputate a Barcellona, cedendo solo alla Benetton Treviso per due punti in semifinale. È il terzo titolo consecutivo di top scorer per Ford, che viene consacrato idolo della tifoseria senese.

Nel 2003, Ford viene acquistato dalla Scavolini Pesaro, con la quale raggiunge la finale di Coppa Italia e conquista la qualificazione per l'Eurolega dell'anno seguente. In campionato, Pesaro cede in semifinale all'ex formazione di Ford, Siena.

L'ultima gara ufficiale disputata da Ford è quella del 29 maggio 2004, proprio contro la formazione che lo aveva accolto in Italia la prima volta.

L'annuncio shock

Durante l'estate a Ford viene proposto un rinnovo del contratto con Pesaro al quale il giocatore non risponde immediatamente lasciando sospettare contatti con altre squadre.

Il 26 agosto 2004, invece, Ford, che aveva appena siglato il contratto, sciocca la pallacanestro italiana con una commovente lettera alla società ed ai tifosi:

"Cari amici, sono nella sfortunata posizione di dover annunciare che non sarò in grado di disputare la stagione 2004-2005 con la Scavolini. Purtroppo le mie condizioni di salute non mi consentono più, a questo punto, di competere come un atleta professionista. In questo momento sono veramente grato a tutti voi e a tutti gli allenatori, compagni di squadra, tifosi, arbitri e dirigenti che, nel corso di tutti questi anni, mi hanno dato l'opportunità di competere nello sport che ho amato di più. Per quanto riguarda il mio club, la Scavolini Pesaro voglio di cuore ringraziare ogni persona dell'organizzazione, i miei compagni di squadra, i miei allenatori e i nostri grandi tifosi. Voglio che ognuno di voi continui ad avere fede. Siate forti e combattete duro. Il mio cuore sarà sempre con tutti voi."

Alphonso Ford

Nel 1997 gli era stata diagnosticata la leucemia, che non gli ha impedito di giocare per ben sette anni ai massimi livelli europei, diventando un idolo per molte tifoserie diverse. Alphonso Ford muore solo 9 giorni dopo quella lettera,

Nella notte del 4 settembre 2004, neanche due settimane dopo l'annuncio ufficiale del suo ritiro, Ford si spegne in un ospedale di Memphis, negli Stati Uniti, dove si era recato per curarsi a tempo pieno per l'aggravarsi della sua malattia.

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Dovrebbe essere di esempio per tutti: NON SI MOLLA FINO ALLA FINE!

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Quando ci ammaliamo, soprattutto così gravemente, qualcosa dentro di noi chiede di essere visto, accolto e trasformato. Forse volgere il proprio sguardo " Altrove" avrebbo potuto aiutare. E'necessario mettersi in ascolto e anche Mollare quello che credavamo fondamentale per il nostro esistere.

Luna Argentata :rolleyes:

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oppure avrebbe tolto a Fonzie la soddisfazione di aver fatto, fino alla fine, ciò che più amava.

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Sono d'accordo: credo che per un atleta come lui è stato meglio vevere quel poco che gli rimaneva da campione giocando al suo sport, che cercare di allungare di poco una vita che senza il basket nn avrebbe avuto senso...io lo ammiro per questo!

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ricordo uno striscione dei tifosi pesaresi:

FORD: MAN OR MACHINE?

ha saputo giocare, nonostante i problemi legati alla malattia, con una classe e una grinta eccezionali, che mai avrebbero fatto pensare che Alphonsino potesse avere problemi di salute.

Sono felice di avere avuto la possibilità di vederlo giocare (anche se ci faceva un mazzo tanto.... :wacko: )

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Quando ci ammaliamo, soprattutto così gravemente, qualcosa dentro di noi chiede di essere visto, accolto e trasformato. Forse volgere il proprio sguardo " Altrove" avrebbo potuto aiutare. E'necessario mettersi in ascolto e anche Mollare quello che credavamo fondamentale per il nostro esistere.

Luna Argentata :P

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Forse avrebbe dovuto o forse no....ma fino a quando le forze ci accompagnano noi si cerca tutti di vivere e mai sopravvivere, si cerca la quotidianità quando mal si sopportava, si ha un atteggiamento quasi estatico, e perciò incomprensibile per i cosiddetti sani, verso ogni aspetto della vita...Forse è per questo che il dopo è più duro: è piena comprensione di quanto accaduto, è conoscenza e rassegnazione ai propri limiti...e un pò come coloro che inseguono un amore ed una volta raggiunto si chiedono se ne è valsa la pena.

Leggiamo le vicende umane di Alphonso Ford, così d'altronde come quelle di Ambrogio Fogar, da una prospettiva diversa. Chiediamoci come hanno vissuto e nn della loro fine: hanno amato la vita anche quando la stessa sembrava volerli rifiutare!

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Forse avrebbe dovuto o forse no....ma fino a quando le forze ci accompagnano noi si cerca tutti di vivere e mai sopravvivere, si cerca la quotidianità quando mal si sopportava, si ha un atteggiamento quasi estatico, e perciò incomprensibile per i cosiddetti sani, verso ogni aspetto della vita...Forse è per questo che il dopo è più duro: è piena comprensione di quanto accaduto, è conoscenza e rassegnazione ai propri limiti...e un pò come coloro che inseguono un amore ed una volta raggiunto si chiedono se ne è valsa la pena.

Leggiamo le vicende umane di Alphonso Ford, così d'altronde come quelle di Ambrogio Fogar, da una prospettiva diversa. Chiediamoci come hanno vissuto e nn della loro fine: hanno amato la vita anche quando la stessa sembrava volerli rifiutare!

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non serve aggiungere altro alle tue bellissime, e vere, parole

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Forse avrebbe dovuto o forse no....ma fino a quando le forze ci accompagnano noi si cerca tutti di vivere e mai sopravvivere, si cerca la quotidianità quando mal si sopportava, si ha un atteggiamento quasi estatico, e perciò incomprensibile per i cosiddetti sani, verso ogni aspetto della vita...Forse è per questo che il dopo è più duro: è piena comprensione di quanto accaduto, è conoscenza e rassegnazione ai propri limiti...e un pò come coloro che inseguono un amore ed una volta raggiunto si chiedono se ne è valsa la pena.

Leggiamo le vicende umane di Alphonso Ford, così d'altronde come quelle di Ambrogio Fogar, da una prospettiva diversa. Chiediamoci come hanno vissuto e nn della loro fine: hanno amato la vita anche quando la stessa sembrava volerli rifiutare!

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Sertar, le tue parole sono profonde e condivisibili; capisco però che le mie non sono state comprese da Te come da altri.D'altro canto esprimere concetti piuttosto complessi in poche righe mi risulta complicato ....così la sintesi risulta leggibile da diverse sfaccettature. Non è il caso di tediare oltre, però mi piacerà discuterne privatamente con Te, rimandando il tutto purtroppo alla prossima settimana.

Ciao Luna :P

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Forse avrebbe dovuto o forse no....ma fino a quando le forze ci accompagnano noi si cerca tutti di vivere e mai sopravvivere, si cerca la quotidianità quando mal si sopportava, si ha un atteggiamento quasi estatico, e perciò incomprensibile per i cosiddetti sani, verso ogni aspetto della vita...Forse è per questo che il dopo è più duro: è piena comprensione di quanto accaduto, è conoscenza e rassegnazione ai propri limiti...e un pò come coloro che inseguono un amore ed una volta raggiunto si chiedono se ne è valsa la pena.

Leggiamo le vicende umane di Alphonso Ford, così d'altronde come quelle di Ambrogio Fogar, da una prospettiva diversa. Chiediamoci come hanno vissuto e nn della loro fine: hanno amato la vita anche quando la stessa sembrava volerli rifiutare!

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quoto al 100%

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E' il dilemma del Pelide Achille... in 3000 anni non abbiamo trovato la risposta. Magari non aver giocato a basket da professionista avrebbe potuto dargli qualche possibilità in più di cura e quindi di vita... magari no... io avrei fatto come alphonso.

Certo che quando arrivò la notizia fece più male di un pugno nello stomaco a freddo. Chi se l'aspettava?

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Un piccolo momento anche per ricordare un amico di Varese, che come tenacia e strapotenza (entrambi brutalizzavano regolarmente l'avversario) mi ricordava tanto Fonzie !!

Ciao Kevin ..... la squadra tra le nuvole ha di certo voi due nel quintetto base.

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Un piccolo momento anche per ricordare un amico di Varese, che come tenacia e strapotenza (entrambi brutalizzavano regolarmente l'avversario) mi ricordava tanto Fonzie !!

Ciao Kevin ..... la squadra tra le nuvole ha di certo voi due nel quintetto base.

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Infatti, stando ai "si dice", sembra che Varese fosse pronta alla scadenza del futuro contratto con la Scavolini ad offrire un bel annuale a Fonzie. La Pantera aveva colpito nel profondo anche "Colui che può"...ed a Cuor difficilmente si comanda... ^_^:angry::lol:

Edited by Silver Surfer
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Forse avrebbe dovuto o forse no....ma fino a quando le forze ci accompagnano noi si cerca tutti di vivere e mai sopravvivere, si cerca la quotidianità quando mal si sopportava, si ha un atteggiamento quasi estatico, e perciò incomprensibile per i cosiddetti sani, verso ogni aspetto della vita...Forse è per questo che il dopo è più duro: è piena comprensione di quanto accaduto, è conoscenza e rassegnazione ai propri limiti...e un pò come coloro che inseguono un amore ed una volta raggiunto si chiedono se ne è valsa la pena.

Leggiamo le vicende umane di Alphonso Ford, così d'altronde come quelle di Ambrogio Fogar, da una prospettiva diversa. Chiediamoci come hanno vissuto e nn della loro fine: hanno amato la vita anche quando la stessa sembrava volerli rifiutare!

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Concordo in pieno! La posizione di Luna Argentata è comprensibile e diffusa, però posso dire per esperienza anche diretta che, di fronte alla malattia e alle difficoltà, la cosa peggiore che si possa fare è mollare: ci si annulla ancora prima che lo faccia il male, dandogliela vinta. Credo che Ford, Fogar e tutti gli sconosciuti che, giorno dopo giorno, lottano per avere una vita che si possa chiamare tale nonostante tutto meritino il massimo rispetto e siano, loro sì, degli eroi.

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Concordo in pieno! La posizione di Luna Argentata è comprensibile e diffusa, però posso dire per esperienza anche diretta che, di fronte alla malattia e alle difficoltà, la cosa peggiore che si possa fare è mollare: ci si annulla ancora prima che lo faccia il male, dandogliela vinta. Credo che Ford, Fogar e tutti gli sconosciuti che, giorno dopo giorno, lottano per avere una vita che si possa chiamare tale nonostante tutto meritino il massimo rispetto e siano, loro sì, degli eroi.

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Ho usato parole nel mio post probabilmente troppo sintetiche e forse ermetiche per quanto era mio desiderio trasmettere. Chiaramente, se non mi esprimo con chiarezza e trasparenza il rischio è quello di non venire compresa. L'argomentazione richiede tempo e la ricerca di giuste parole per narrare il mio sentire. Lo farò, purtroppo in questa settimana non avrò il temo in quanto presto sarò assente per alcuni giorni.

Alla prossima settimana allora!

Luna :rolleyes:

Edited by Luna Argentata
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E no dimentichiamoci di altri due grandi esempi: Fabrizio Macchi e Alex Zanardi.

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Una decina di anni addietro ho corso una maratona a fianco di Fabrizio, è stata una lezione di coraggio e di come solamente attraverso l'accettazione del proprio limite si possa riuscire a by passarlo. Non un mostro da sconfiggere ma da accogliere e trasformare

Ciao Luna :rolleyes:

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Una decina di anni addietro ho corso una maratona a fianco di Fabrizio, è stata una lezione di coraggio e di come solamente attraverso  l'accettazione del proprio limite si possa riuscire a by passarlo. Non un mostro da sconfiggere  ma da accogliere e trasformare

Ciao Luna :rolleyes:

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Sì Luna....Ma le situazioni e le condizioni di altre persone che hanno lo stesso problema sono molto, ma molto diverse...

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Ho usato parole nel mio post probabilmente troppo sintetiche e forse ermetiche per quanto era mio desiderio trasmettere. Chiaramente, se non mi esprimo con chiarezza e trasparenza il rischio è quello di non venire compresa. L'argomentazione richiede tempo e la ricerca di giuste parole per narrare il mio sentire. Lo farò, purtroppo in questa settimana non avrò il temo in quanto presto sarò assente per alcuni giorni.

Alla prossima settimana allora!

Luna ^_^

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Non intendevo attaccarti né criticarti, tranquilla! ^_^

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Non intendevo attaccarti né criticarti, tranquilla!  ^_^

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Grazie Elisa, apprezzo la tua preoccupazione ma non temere non mi sono sentita attaccata.

Desideravo solo specificare meglio il mio pensiero, amando poco essere non compresa. Ma forse ha poca importanza ora, potrei cadere nella pignoleria e ciò non ha proprio nessun senso. Credo proprio che non scriverò più nulla a proposito di cancro e di come rapportarsi ad esso. Grazie, invece a questo post ho potuto conoscere una vera voce d'anima. E questo è un regalo della vita o no?

Ciao Luna ^_^

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