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Regole di eleggibilità dei giocatori


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Tante volte abbiamo discusso di come le norme di eleggibilità stessero creando delle distorsioni al sistema senza tuttavia arrecare un qualche beneficio al movimento nazionale. La Lega basket oggi ha pubblicato un interessante studio che dimostra, numeri alla mano, come il protezionismo attuato nei confronti dei giocatori italiani non abbia dato alcun vantaggio:

http://web.legabasket.it/news/?id=108681 :

Il Presidente della Lega Basket Valentino Renzi (nella foto) ha presentato all'ultimo Consiglio Federale della Fip uno studio sulla eleggibilità dei giocatori del campionato con la nota che di seguito pubblichiamo. Al link Sintesi la evoluzione delle regole sulla eleggibilità e i dati sull'utilizzo degli italiani formati dalla stagione 2001-02 ad oggi.

"Ho ritenuto di realizzare questo studio perche’, da troppo tempo, la problematica relativa alla eleggibilità dei giocatori nel campionato italiano di Serie A vive soltanto di impressioni di addetti ai lavori che affrontano tale problematica senza il supporto di dati oggettivi.

Il mio studio parte dalla stagione sportiva 2001/2002 e si completa con la fine del girone di andata del campionato di Serie A in corso.

Per semplicita’ di lettura ho predisposto un Allegato che evidenzia, anno per anno, le norme sull’eleggibilita’, la percentuale di utilizzo dei giocatori italiani, il numero degli atleti utilizzati con almeno 10 minuti di media per gara e con un minimo di 10 presenze a referto.

Lo studio ha tenuto conto, a partire dalla stagione sportiva 2001/2002, del concetto di formazione italiana: pertanto i giocatori Chiagic, Fucka, Calabria, Gay, Radulovic, Rocca sono stati considerati di formazione italiana soltanto a partire dalla stagione sportiva 2008/2009 come stabilito da apposita delibera federale, mentre Labella a partire dalla stagione sportiva 2007/2008.

Nella stagione 2001/2002, come noto, la sentenza Sheppard ha consentito alle societa’ di tesserare, senza alcun vincolo, i giocatori extracomunitari. I dati testimoniano che in quella stagione l’utilizzo dei giocatori italiani e’ stato il piu’ alto degli ultimi 10 anni: il 29,3%!

Negli anni successivi, fino alla stagione 2005/2006, la suddetta percentuale si attesta intorno al 27.3%.

Ricordo che nel periodo compreso tra la stagione sportiva 2002/2003 e quella 2005/2006, esisteva l’obbligo di iscrivere a referto almeno tre giocatori italiani, mentre non esisteva nessun vincolo per i giocatori di cittadinanza italiana (cosiddetti passaportati). Infine, in queste stagioni, la numerosita’ degli atleti “extra europei” si e’ modificata dai quattro consentiti dalle norme per le stagioni 2003/2004 e 2005/2006 ai tre per il 2004/2005.

Dal 2002/2003 al 2005/2006 (campionati a 18 squadre) l’utilizzo medio per i giocatori italiani con almeno 10 presenze a referto e minimo 10 minuti di utilizzo medio e’ stato di 48.

Nel 2006/2007 la Federazione Italiana Pallacanestro ha deliberato la norma per cui il 50% del roster di ogni squadra di Serie A doveva essere formato da atleti di formazione italiana. Per le stagioni 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009 rientravano in questa quota i giocatori di cittadinanza italiana (impropriamente definiti passaportati, max due). A partire dal 2009/2010 i “passaportati” si riducono di una unita’.

Nella stagione sportiva 2006/2007, a fronte delle modifiche descritte a salvaguardia dei giocatori italiani, si evidenzia come la loro percentuale di utilizzo e’ la piu’ bassa del periodo in osservazione (22,4%!) mentre nelle tre stagioni successive si attesta mediamente al 24.3%.

A partire dal 2010/2011 la Federazione, su richiesta dei rappresentanti dei giocatori in Consiglio Federale, ha approvato una norma che prevede la possibilita’ per ogni societa’ di Serie A di utilizzare una delle seguenti opzioni (che riassumo in brevissima sintesi, delibera federale n° 276):

A) utilizzo massimo di due atleti extra Fiba Europe con 4 comunitari Fiba

:D utilizzo massimo di tre atleti extra Fiba Europe con due atleti comunitari Fiba.

La principale motivazione di questa richiesta dei rappresentanti degli atleti era che il giocatore italiano puo’ competere con quello comunitario Fiba mentre la competizione con quello extracomunitario Fiba era di fatto impossibile.

Da questa analisi emerge un dato certo, il concetto di formazione a tutela dei giocatori italiani e’ un fallimento cosi’ come le norme applicate a partire dalla corrente stagione sportiva. Per averne una conferma basta confrontare i dati della stagione precedente con quelli al termine del girone di andata che potranno discostarsi alla fine del campionato solo di qualche decimale.

Al momento le ricadute di questa nuova normativa sui giocatori italiani sono modeste: si passa da una percentuale di utilizzo del 24.4% della scorsa stagione agonistica al 26.2 dell’attuale. Va considerato che il dato parziale sul 2010/2011 risente in positivo delle molteplici assenze degli atleti stranieri decisamente piu’ rilevanti di quelle degli italiani.

Dall’analisi dei dati riferiti alla corrente stagione sportiva, in relazione all’applicazione della delibera federale numero 276, emerge in realta’ che il tempo di gioco venutosi a “liberare” e’ andato a beneficio degli atleti comunitari Fiba. Infatti a parita’ di numerosita’ nelle due stagioni (48), nel 2010/2011 la loro percentuale di utilizzo si attesta al 36% contro il 27.8 dello scorso anno (+8%!). Per completezza si fa osservare che la percentuale di utilizzo degli atleti extra Fiba Europe è scesa al 31,5 rispetto al 37.5 della scorsa stagione. La motivazione e’ semplice, in questo campionato rispetto al precedente sono presenti otto atleti di questa categoria in meno!

Altro dato interessante e’ che, a partire dall’introduzione delle norme sulla formazione italiana (2006/2007), la media percentuale relativa al numero dei giocatori italiani realmente utilizzati nel campionato di Serie A (con almeno 10 presenze a referto e minimo 10 minuti di utilizzo medio) e’ di fatto rimasta invariata.

A commento finale dello studio si possono elaborare tre considerazioni:

1) La percentuale relativa al numero dei giocatori realmente utilizzati in Serie A e’ rimasta sostanzialmente la stessa in quanto la norma federale non ha portato alcun beneficio sulla numerosita’ di nuovi talenti in grado di competere nel nostro massimo campionato (la percentuale relativa al numero medio di giocatori italiani realmente utilizzati nel periodo 2001/2002 – 2005/2006 e’ stata del 2.7; il medesimo parametro nel periodo 2006/2007 – 2009/2010 si e’ attestato al 2.4);

2) Il concetto di formazione italiana in termini di reale utilizzo sui campi di gioco della Serie A si e’ dimostrato un fallimento. Un solo dato: nella piu’ totale “deregulation” (stagione 2001/2002) il minutaggio a favore degli italiani era pari al 29,3% mentre nell’anno 2006/2007 (istituzione del concetto di formazione italiana) si e’ attestato al 22,4%, il piu’ basso di sempre!

3) Il combinato disposto di uguale numerosita’ di atleti italiani realmente utilizzati e presenti in Serie A unitamente ad un minutaggio decrescente o uguale a loro concesso dimostra una volonta’ di diminuzione della concorrenza sul mercato degli atleti a vantaggio di alcuni eletti ma non dell’incremento complessivo del talento italiano come ricercato dalla federazione. Per contrappasso le societa’ di Serie A si sono trovate ad affrontare costi piu’ elevati (anche verso i loro competitori europei) scontando inefficienze di un sistema che non ha prodotto risultati.

Concludo facendo rilevare che la Lega Basket di Serie A, rispetto alle altre Leghe dei paesi della Comunita’ Europea, e’ quella che ha le maggiori restrizioni in termini di eleggibilita’. Inoltre l’Italia e’ l’unico paese della Comunita’ Europea che applica il concetto della formazione."

http://web.legabasket.it/news/?id=108683 :

Per atleta di formazione italiana si intende l’atleta senza distinzione di cittadinanza, formato nei vivai italiani, che abbia partecipato a campionati giovanili della Federazione per almeno 4 Stagioni sportive. La partecipazione al campionato giovanile si intende assolta con l’iscrizione a referto ad almeno 14 gare. La partecipazione a campionati giovanili con tesseramento minibasket non è valida per l’adempimento dei quattro anni di attività giovanile. La partecipazione al campionato Under 21 non è valida per l’adempimento dei quattro anni di attività giovanile.

Tutti gli atleti Under 19, senza distinzione di cittadinanza, acquisiscono la formazione italiana nel quarto anno di partecipazione ai campionati federali giovanili, successivamente l’iscrizione a referto della quattordicesima gara del rispettivo Campionato di categoria.

N.B.: Per gli atleti al primo anno di tesseramento giovanile (nati nel 1998), la formazione italiana deve essere acquisita in ogni caso entro il termine del primo anno under 19.

Sono considerati atleti di “formazione italiana”, tutti gli atleti che pur non in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa federale, abbiano partecipato con la Nazionale italiana Senior alle fasi finali delle seguenti manifestazioni:

a) Campionato Europeo

:( Campionato del Mondo

c) Giochi Olimpici

GLI OBBLIGHI DI UTILIZZO DEGLI UNDER PER LE SOCIETA’ DI SERIE A DILETTANTI (DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE ANNUALI 2010/2011):

DUE NATI NELL’ANNO 1988 E SEGUENTI

UN NATO NELL’ANNO 1990 E SEGUENTI

GLI OBBLIGHI DI UTILIZZO DEGLI UNDER DELLE SOCIETA’ DI SERIE B DILETTANTI (DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE ANNUALI 2010/2011):

DUE NATI NELL’ANNO 1988 E SEGUENTI

UN NATO NELL’ANNO 1990 E SEGUENTI

http://web.legabasket.it/news/?id=108682 :

Nell’ambito della sua ricerca la Lega Basket ha effettuato anche uno studio sull’ utilizzo dei giovani nati nell’anno 1988 e seguenti in Serie A, Legadue, Serie A e B Dilettanti (nella foto Andrea Renzi della Tezenis Verona militante in Legadue).

Il periodo di analisi preso in considerazione è la fine girone di andata Serie A e Legadue è il girone di andata piu’ la prima giornata di ritorno per la Serie A e B dilettanti relativamente all’utilizzo di;

a) giocatori di formazione italiana nati nell’anno 1988 e successivi;

:hyper: tempo di utilizzo: minuti effettivamente giocati.

SERIE A

Dallo studio emerge che i giocatori italiani di formazione nati nell’anno 1988 e seguenti sono stati utilizzati complessivamente per 2018 minuti che corrisponde ad una percentuale del 4,2.

Se si analizza un minutaggio qualificato (minimo 10 presenze a referto e almeno 150 minuti di utilizzo medio) i giocatori impiegati sono 7.

fonte legabasket

LEGADUE

Dallo studio emerge che i giocatori italiani di formazione nati nell’anno 1988 e seguenti sono stati utilizzati complessivamente per 4.206 minuti che corrisponde ad una percentuale del 8.7.

S si estrapolano i dati relativi ai giocatori, il cui diritto di utilizzazione sportiva e’ delle societa’ di serie a, il dato si riduce al 5.5%.

Se si analizza un utilizzo qualificato (minimo 10 presenze a referto e almeno 150 minuti di utilizzo) i giocatori impiegati sono 11 di cui 4 delle societa’ di serie a.

con un utilizzo qualificato (minimo 10 presenze a referto e almeno 300 minuti di utilizzo medio) i giocatori impiegati sono 6 di cui 3 delle societa’ di serie a.

Dati raccolti dal sito www.legaduebasket.it

SERIE A DILETTANTI (32 squadre)

Dallo studio emerge che i giocatori italiani di formazione nati nell’anno 1988 e seguenti sono stati utilizzati complessivamente nei due gironi con una percentuale del 29.8.

se da questo dato si estrapolano i dati dei giocatori dati in prestito o in doppio tesseramento dalle societa’ professionistiche il dato scende al 19.8%.

Se si analizza un minutaggio qualificato (minimo 10 presenze a referto e almeno 150 minuti di utilizzo medio) i giocatori utilizzati complessivamente sono 87 di cui 29 sono in prestito o in doppio tesseramento da parte delle societa’ professionistiche.

se si considera con gli stessi principi un utilizzo di 300 minuti complessivamente i giocatori utilizzati sono 47 di cui 20 sono giocatori in prestito o in doppio tesseramento da parte delle societa’ professionistiche.

Se si considerano 400 minuti di utilizzo il numero dei giocatori e’ di 21, di cui 8 delle societa’ di serie A.

dati raccolti dal sito www.legapallacanestro.it

SERIE B DILETTANTI (60 squadre)

Dallo studio emerge che i giocatori italiani di formazione nati nell’anno 1988 e seguenti sono utilizzati mediamente nei 4 gironi di serie B Dilettanti al 27.2%.

Se si analizza un minutaggio qualificato (minimo 10 presenze a referto e almeno 200 minuti di utilizzo medio) i giocatori utilizzati complessivamente sono 115.

Se si considerano 300 minuti di utilizzo i giocatori complessivamente sono 57; con 400 minuti di utilizzo complessivamente sono 15.

dati raccolti dal sito www.legapallacanestro.it

CONCLUSIONI

Da questo studio emerge che i giocatori italiani di formazione nati nell’anno 1988 e seguenti con almeno 10 presenze a referto e un minimo di 150 minuti di media in serie a (7) e’ sostanzialmente simile al numero dei giocatori con le stesse caratteristiche in Legadue (11 di cui 4 delle societa’ di serie A).

Nella Serie A Dilettanti, senza considerare i giocatori in prestito o in doppio tesseramento dalle societa’ professionistiche, i giocatori con un minutaggio qualificato di minimo 300 minuti sono 27 con 32 squadre.

Nella Serie B Dilettanti, con un minutaggio qualificato di almeno 300 minuti sono 57 con 60 squadre.

Edited by Jukebox
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Una prima considerazione pratica: valutando i risultati in campo internazionale delle squadre italiane, queste scelte regolamentari non hanno sicuramente aiutato un movimento in crisi anche per altri motivi.

Tra il 1999 e il 2004, per 4 volte su 6 final-4 di Eurolega l'Italia aveva ben 2 squadre presenti. Nelle successive 6 edizioni, c'è stata solo una partecipazione di Siena nel 2008.

Nel 2004 abbiamo raggiunto l'argento olimpico con una squadra completamente composta da giocatori nati negli anni '70, ad eccezione del solo Garri. Successivamente, siamo arrivati 9° ai mondiali del 2006 e abbiamo saltato quelli del 2010. Abbiamo saltato le olimpiadi del 2008. Siamo arrivati 9° agli europei del 2005 e abbiamo saltato quelli del 2007 e del 2009.

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Una prima considerazione pratica: valutando i risultati in campo internazionale delle squadre italiane, queste scelte regolamentari non hanno sicuramente aiutato un movimento in crisi anche per altri motivi.

Tra il 1999 e il 2004, per 4 volte su 6 final-4 di Eurolega l'Italia aveva ben 2 squadre presenti. Nelle successive 6 edizioni, c'è stata solo una partecipazione di Siena nel 2008.

Nel 2004 abbiamo raggiunto l'argento olimpico con una squadra completamente composta da giocatori nati negli anni '70, ad eccezione del solo Garri. Successivamente, siamo arrivati 9° ai mondiali del 2006 e abbiamo saltato quelli del 2010. Abbiamo saltato le olimpiadi del 2008. Siamo arrivati 9° agli europei del 2005 e abbiamo saltato quelli del 2007 e del 2009.

A basket facciamo pena, però saltiamo un casino.

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Quelli che se lo meritano.

Giusto!!! E non quelli imposti dal regolamento. Adesso molti giocatori italiani sanno di poter ottenere a priori un contratto in serie A senza doversi sbattere, perchè tanto lo impone il regolamento. Una liberalizzazione costringerebbe i giocatori italiani che vogliono emergere ad impegnarsi per migliorare giorno dopo giorno per battere la concorrenza di chi arriva da fuori (e magari non si presenterebbero il giorno del ritiro 10 kg in sovrappeso con ancora in mano la coscia di pollo fritto).

E se proprio si vuole aiutare il settore giovanile, si potrebbe pensare ad un sistema premiante per chi ottiene buoni risultati a livello giovanile (sgravi fiscali, agevolazioni di qualche tipo, ecc.).

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Giusto!!! E non quelli imposti dal regolamento. Adesso molti giocatori italiani sanno di poter ottenere a priori un contratto in serie A senza doversi sbattere, perchè tanto lo impone il regolamento.

Brao. E gente come Crosariol si sente arrivata a vent'anni e in dovere di vivacchiare con quel poco di fisico o di talento (la prima nel caso del pivot romano) che ha. senza provare a migliorarlo.

Secondo me la differenza tra molta di questa gente e la "generazione" degli anni '70 sta proprio in questo. Gente come Pozzecco è andata migliorando stagione dopo stagione (e non parlo di un mostro di applicazione in palestra, ma di uno che, evidentemente, aveva molta fame e voglia di arrivare). Ormai gente di 17 anni (Melli, per dirne una) ha già tre agenti e sei sponsor e un posto garantito in un team che fa l'eurolega. E forse pochi stimoli per prendersi un posto da titolare, lasciando il lavoro sporco al Pecherov di turno.

Gli americani arrivano qui a vent'anni dopo aver giocato all'università solo con pari età e prendono in mano una squadra.

Da noi fino a 25 anni sono giovani da tutelare e da "far crescere" all'ombra dello straniero di turno (Datome è ancora una "promessa"?).

Negli ultimi anni l'unico ragazzino che ha dimostrato di avere gli attributi per prendersi un posto da titolare è stato il Gallo (che infatti si era inimicato gli americani della AJ ai tempi di Garris, Watson & Co).

Aradori preferisce far lo scaldapanche a Siena che giocare da protagonista un gradino sotto e molti altri seguono lo stesso ragionamento, arrivare dove mi pagano di più, indipendentemente dallo spazio che mi danno in campo. Atteggiamento che rischia di essere miope anche dal punto di vista economico, visto che poi tutti si dimenticheranno del panchinaro e sarà poi difficile trovare altri ingaggi alle stesse condizioni. Non a caso gente come Galanda (e Fucka, Chiacig e altri al piano di sotto) sono ancora sulla cresta dell'onda a 35 e passa primavere.

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Solo io vorrei ri-vedere le squadre con 2 soli stranieri , siano essi americani , slavi , cinesi o fintobulgari ?

Pure io, ma solo perchè ci saranno tre italiani per squadra in grado di tenere il campo meglio degli scarti della NBA o di qualche mestierante dell'est.

Domenica ho visto in TV la A dilettanti. Se quella gente deve salire in A e in lega2 al posto degli stranieri c'è da piangere.

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  • 2 weeks later...
Solo io vorrei ri-vedere le squadre con 2 soli stranieri , siano essi americani , slavi , cinesi o fintobulgari ?

in principio sarei d'accordo ma a patto che la normativa riguardi tutti i campionati europei, altrimenti sarebbe impossibile applicarla solo in italia... vista la situazione io sarei piu' restrittivo in termini di stranieri con la lega2 e non metterei alcuna regola per la serieA

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