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E' comunque un giocatore finito, leasir gli ha scagliato addosso la sua Fatwa.

ma perchè poi? mica ho detto che è una pippa, ma solo che (necessariamente) le sue cifre si ridimesioneranno.

se poi riuscirà a convivere con Melo (o meglio Melo imparerà a giocare in maniera efficiente con il taiwanese) allorra D'Antoni potrebbe aver trovato la quadratura del cerchio.

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Se tu fossi la sua fidanzata la penseresti diversamente

io non sono certamente un esperto di basket... ma è una mia impressione o Lin tende a fare sempre le stesse due cose?

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io non sono certamente un esperto di basket... ma è una mia impressione o Lin tende a fare sempre le stesse due cose?

Come la maggior parte dei giocatori nba, d'altronde...il punto è stare in un sistema che ti permetta di farle, quelle due cose.

Se poi hai le stelle dalla tua parte, allora è...Linsanity!!!

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16 febbraio 2012 - ore 12:30

Storia di Lin, l'improvviso fenomeno sino-americano che ha salvato l'Nba

jeremy-lin.jpg

C'era una volta una Lega dello sport Usa che, dopo essere diventato lo spettacolo più popolare del pianeta, era entrata in una seria crisi d'identità ed economiche. Morale: una serrata fino a Natale e tanti interrogativi su un'annata in cerca di motivazioni. E nel cuore di questo malessere c'è New York City e la sua squadra dei Knicks, eterna incompiuta. Un mercato sontuoso aveva generato l'abituale armata Brancaleone, mal gestita dal pur valoroso coach Mike D'Antoni e tra i mugugni s'andava verso un'altra stagione perdente. Poi è arrivato Jeremy Lin, la grande speranza gialla. Lin-arrivabile, Lin-credibile, il giocatore che in una settimana ha cambiato non solo il campionato di una squadra, ma la popolarità del basket su base planetaria. Quella di questo occhialuto ragazzo che non supera il metro e 85 centimetri è la più sensazionale storia di sport e successo dell'America 2012.

Comincia quando i Knicks per coprirsi nel ruolo di guardia, coi titolari acciaccati, pescano, a costo di realizzo, questo tranquillo ragazzo nato negli States da genitori taiwanesi, diventato giocatore grazie a un papà pazzo per il basket. Non che Jeremy abbia fatto dello sport il suo unico sbocco professionale. Con la qualità di tanti cino-americani, Jeremy viene ammesso a Harvard, completa gli studi e si toglie lo sfizio d'essere uno dei migliori giocatori del college, dove certamente però lo sport non è una priorità. Alla fine il nome Lin non entra in quelle scelte che i team dell'Nba fanno tra i giocatori universitari, per rinforzare i propri organici. E la carriera di Jeremy finirebbe là. Ma non è così.

Durante un'esibizione estiva Lin fa un figurone contro John Wall, star emergente dell'Nba. E, sia pure dalla porta di servizio, entra nel giro. Due contratti, a Houston e San Francisco, tanta panchina e due licenziamenti. Poi la chiamata di New York, dove sanno della sua disciplina, della sua intelligenza non comune, della sua positiva attitudine da spogliatoio. Ancora tanta panchina, in vista della nuova liquidazione. Ma i Knicks sono un disastro, perdono sempre e male. La poltrona di Mike D'antoni scricchiola, coi tifosi desolati per lo show. A quel punto il coach gioca la carta Lin. Lo manda in campo nel secondo tempo di una partita a Houston, Jeremy gioca bene, ma la squadra perde lo stesso. La partita dopo D'Antoni insiste, ma questa volta schiera Lin dall'inizio: vittoria, leadership, 20 punti personali. E' nata la Lin-mania. New York ribalta la classifica vincendo 6 partite di fila, due delle quali battezzate da un tiro all'ultimo secondo della nuova guardia. E' l'atteggiamento di Lin in campo a storidire la platea tv: veloce, acuto, abile nel cogliere le opportunità, coraggioso, un improvviso, solare capo da amare. Espn e il NYT diventano i suoi sponsor, ma la storia corre più veloce del vento. In una settimana il giocatore sconosciuto è un divo assoluto, Letterman lo vuole, la sua maglietta è la più venduta dei negozi Nba, e soprattutto le tv orientali triplicano l'interesse per la Lega. Lui sorride, ringrazia e posta su YouTube un video divertente in cui spiega i trucchi per farsi ammettere a Harvard.

Che succederà ora? Che i padrini dei Knicks torneranno e normalizzeranno il prestigio di Lin. Che gli avversari lo studieranno (Kobe Bryant, prima che Lin l'umiliasse al Madison pronunciò il fatidico "Lin, chi?") e che i suoi difetti verranno evidenziati. Tornerà a essere ciò che è sempre stato: un buon giocatore, con un'eccellente attitudine. Niente di più. Ma per una settimana è stato l'americano più chiacchierato e il salvatore di una stagione. Perché la regola che non conosce vacanza è che farsi trovare al posto giusto al momento giusto è l'anticamera di qualcosa che oscilla dall'estasi alla santificazione.

di Stefano Pistolini

Edited by ROOSTERS99
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JR Smith ai Knicks ufficiale... genio e sregolatezza oserei dire... fossi stato in NY sarei andato a cercare un lungo tiratore, che mi sembra una mancanza nel loro roster. JR Smith toglierà spazio all'interessante Iman Shumpert. Cmq NY adesso deve tagliare un giocatore con l'arrivo

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tra bill walker, renaldo balkman, jerome jordan e il mike bibby di quest'anno direi che hanno solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda il taglio...

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io non sono certamente un esperto di basket... ma è una mia impressione o Lin tende a fare sempre le stesse due cose?

Beh comunque le due cose le fa alla grande, piazzaci un play guardia qualsiasi e ho i miei dubbi che le due cose riesca a farle così. Io mi chiedo solo una cosa, ma possibile che questo arrivi così dal nulla? nessuno l'aveva visto giocare prima? non credo che abbia trovato tutto il talento dalla sera alla mattina come sono convinto che non lo perda solo perchè ora gli prenderanno le misure, se non sei buono non metti quei canestri e non prendi in mano la squadra a 10 secondi dalla fine, a me sembra che questo abbia davvero gli attributi.

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tra bill walker, renaldo balkman, jerome jordan e il mike bibby di quest'anno direi che hanno solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda il taglio...

La mannaia è caduta sul povero Renaldo...

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mia impressione o da quando è tornato kaman, belinelli sembra essere tornato un giocatore di basket?

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Lin, pur segnando ancora molto (25 punti) perde 9 palloni e NY viene sconfitta dagli Hornets.

1a sconfitta da quando è entrato in gioco il Taiwanese/USA.

Secondo il mio punto di vista nelle 9 perse c'è molto della difesa degli hornets... (tra l'altro 9 TO di cui 5 nel solo primo quarto)

Hanno difeso sul pick'n roll scegliendo di coprire l'area per evitare di prendere penetrazioni facili e soprattutto hanno chiuso molto bene gli scarichi di Lin ai tiratori sul lato debole.

Da quando c'è Kaman mi sembra che la squadra sia più compatta... Oltretutto Trevor Ariza ieri ha fatto una partita clamorosa. Belinelli molto responsabilizzato da Monty Williams, ha giocato anche diversi minuti da play

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mia impressione o da quando è tornato kaman, belinelli sembra essere tornato un giocatore di basket?

beli è tornato a produrre da quando si è infortunato jarrett jack che è confusionario e produce solo per se stesso...

dopo i 22 dell'ultima partita, stanotte ne ha fatti 17 con 3 recuperi...grande beli, adesso è in striscia di 6 partite consecutive in doppia cifra...

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JRSmith: biglietto di presentazione...

entra e segna due triple!

  • 3 weeks later...
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Jeremy Lin e l'economia politica delle superstar

di Kenneth Rogoff

6 marzo 2012

CAMBRIDGE – La notizia che impazza a Cambridge nelle ultime settimane riguarda Jeremy Lin, un laureato in economia ad Harvard che ha scioccato la Nba, la National Basketball Association, una stella venuta dal nulla che ha trascinato la perdente squadra dei New York Knicks in un'improbabile serie di vittorie.

La storia di Lin è una favola, in parte perché smentisce i tanti pregiudizi culturali legati agli atleti asiatico-americani. Gli sbalorditi esperti che hanno ignorato Lin fanno affermazioni del tipo non sembrava adatto a quella parte. L'ovvia integrità e grazia di Lin gli hanno fatto guadagnare uno stuolo di fan nello sport e non solo. Tutto il mondo si è accorto di lui, Lin, apparso sulla copertina di Sports Illustrated per due settimane di fila. L' Nba, che tenta di crearsi un'immagine e di suscitare interesse in Cina, è entusiasta.

Confesso di essere un grande fan di Lin. È diventato l'idolo di mio figlio, per le sue abilità e la sua etica del lavoro, sin da quando ha mosso i primi passi nella squadra di Harvard. Ma, in veste di economista che osserva l'ardente rabbia del pubblico rispetto a quell'un per cento di singoli individui con redditi straordinariamente elevati, vedo anche l'altra faccia, diversa e ignorata, della storia.

Ciò che mi sbalordisce è l'incondizionata accettazione degli stipendi delle star sportive da parte del pubblico, che invece ha una bassa considerazione delle superstar nel mondo degli affari e della finanza. Metà degli stipendi annui dei giocatori dell'Nba superano i 2 milioni di dollari, cinque volte oltre la soglia dei redditi di quell'1% di famiglie ricche americane. Poiché le superstar di lunga data come Kobe Bryant guadagnano oltre 25 milioni di dollari l'anno, lo stipendio medio annuo in Nba supera i 5 milioni di dollari. In effetti, lo stipendio di Lin, 800.000 dollari, corrisponde allo stipendio minimo che l'Nba paga a un giocatore di seconda fascia. Presto Lin potrebbe guadagnare molto di più, e i fan applaudiranno lo stesso.

Molti di questi stessi fan affermerebbero sicuramente che i Ceo di 500 società fortunate, i cui compensi medi si aggirano intorno ai 10 milioni di dollari, sono strapagati. Se una stella del basket reagisce una frazione di secondo più rapidamente rispetto ai suoi avversari, nessuno fa storie su quanto guadagna in più per ogni partita rispetto a quanto guadagnano in un anno cinque operai di una fabbrica. Ma se un trader finanziario o un dirigente societario viene pagato una fortuna per aver raggiunto maggiori risultati rispetto ai competitor, i cittadini sospettano che sia immeritevole o, peggio ancora, che sia un ladro.

Gli economisti hanno studiato a lungo l'economia delle superstar in settori dove un'azienda può incidere fortemente sulle decisioni di un esiguo numero di individui, dando loro un valore che mai avrebbe chi sa abbattere gli alberi come il leggendario boscaiolo Paul Bunyan. Tuttavia, l'economia politica relativa alle differenze nei livelli di reddito, che i Paesi potranno tollerare in futuro, resta un terreno inesplorabile.

C'è ovviamente una certa logica nello sdegno del pubblico per i compensi da superstar che non rientrano sport professionali e nello spettacolo. Ciò si evince particolarmente in alcune aree della finanza che corrispondono essenzialmente a un gioco a somma zero, in cui al guadagno di un partecipante corrisponde la perdita di qualcun altro. Esistono settori, come la tecnologia, in cui qualcuno come il fondatore di Apple, Steve Jobs, fornisce reale innovazione e qualità, invece di reclutare solo avvocati e lobbysti per mantenere una posizione di monopolio.

In quanto fan di basket, non descrivererei lo sport come un gioco a somma zero, anche se una squadra vince e una perde. I migliori giocatori mostrano una forte attitudine creativa. E così anche alcuni giocatori di basket da strada che eccellono nelle schiacciate a canestro o slam dunk; forse perché non sono abbastanza alti per competere, non fanno nulla.

I fan tollerano gli eccessivi redditi nello sport perché i giocatori sono modelli di ruolo? Molti lo sono certamente, ma non tutte le celebrità sportive pagate profumatamente sono cittadini esemplari. Michael Vick, un famoso quarterback della National Football League americana, è finito in carcere con l'accusa di aver organizzato combattimenti clandestini tra cani, e non sono mancati gli arresti di giocatori con capi d'accusa che vanno dal possesso illegale di droga e armi alle aggressioni domestiche.

E, sia in campo che in tribunale, le violazioni gravi sono all'ordine del giorno. Pensiamo alla infelice testata di Zinedine Zidane nei Mondiali di calcio del 2006. Nella stessa Nba, un giocatore di punta, Ron Artest, è stato sospeso per il resto della stagione 2004 dopo essere salito sugli spalti per fare a botte con i fan durante la partita. (Artest ha cambiato nome, ora si chiama Metta World Peace, forse per reazione).

Inoltre, le squadre sportive esercitano sicuramente forti pressioni sui governi con la stessa aggressività di qualsiasi grande azienda. Lo sport professionale è un monopolio regolamentato in numerosi Paesi, dove le squadre più importanti riescono a strappare gratis gli stadi e altri privilegi dalle città ospiti. In realtà, la storia di Lin, bisogna ricordare, è emersa da un'enorme controversia di lavoro, tra i miliardari proprietari dell'Nba e i suoi giocatori milionari, sulla divisione del volume d'affari annuo della lega che ammonta a quasi 4 miliardi di dollari – più del reddito nazionale di numerosi Paesi.

Come affermò l'economista dell'Università di Chicago, Sherwin Rosen, la globalizzazione e le nuove tecnologie di comunicazione hanno reso sempre più importante l'aspetto economico delle superstar in una serie di settori. Ciò vale sicuramente per gli sport e lo spettacolo, ma anche per gli affari e la finanza.

Auguro a Lin una lunga e brillante carriera da superstar; avrà avuto, in ogni caso, un forte impatto culturale anche se il suo successo dovesse risultare una meteora. La speranza è che, se gli asiatico-americani continueranno a spezzare le barriere in altri territori – visto che ad esempio, sono ancora sottorappresentati tra i Ceo societari – queste superstar in ascesa saranno parimenti acclamate.

Se il pubblico non è contento degli elevati redditi delle superstar, il rimedio ovvio è quello di migliorare il sistema fiscale, incluso quello per i potenti proprietari di squadre sportive, molti dei quali beneficiano di sostanziosi sgravi fiscali. Chi può dirlo? Forse, con un terreno di gioco più livellato, le superstar fuori dal mondo dello sport e dello spettacolo saranno apprezzate un po' di più.

Kenneth Rogoff è professore di economia e politiche pubbliche all'Università di Harvard; è stato capo economista del Fmi.

Copyright: Project Syndicate, 2012.www.project-syndicate.orgTraduzione di Simona Polverino

  • 2 weeks later...
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"Nostro" STA CEPPA DI MINKIA

Scusa il francesismo :lol:

Cmq è riuscito a tuffarsi anche qui ;)

Joe.......cerca di esser più cordiale con le Signore.... :lol:

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