Premetto che so di essere desueto e avere una visione della pallacanestro obsoleta e superata. Non mi dovete spiegare come và il mondo, illustrarmi il "business is business"... Ho cinquant'anni, qualcosa ho capito
Ma resto cestisticamente un sognatore.
Capisco le ragioni di business, le risorse che si liberano, il libero mercato, la partita doppia e le plusvalenze.
Capisco anche le ragioni del giocatore, le prospettive di carriera, la voglia di misurarsi in Eurolega.
Però porcoddue era il capitano...
Capisco che non tutti i capitani possano essere uno Shackleton, pronti a guidarci nella perigliosa navigazione a sud di Capo Horn del campionato a basso budget e pure a portarci a casa, a costo di farlo su una scialuppa...
I presupposti c'erano tutti. Il babbo gloria Canturina, la nascita in terra di Siena (geograficamente, non cromaticamente), la parabola in discesa, risollevatasi a Varese. Una storia di quelle dei film americani... Dove un americano arriva alla qualunque per spiegare come và il mondo e condurre gli indigeni verso imprese gloriose...
Fosse anche stato solo un folle capitano Achab, pronto a trascinarci in folli vendette contro i mostri marini. Almeno ci sarebbe stato da divertirsi. Ci sarebbe stato da ammirare un eroe drammatico, alla Gregory Peck.
Invece tra tutti i possibili capitani ha scelto di essere uno Schettino, caduto nella scialuppa milanese dopo aver preso quattro scogli a fila.
Peccato...