Siamo di una pochezza impressionante.
E soprattutto non siamo una squadra, ma una serie di individui che hanno la stessa maglietta.
Ognuno fa qualcosa, qualche volta va bene, gran parte delle volte male proprio perché non c’è copertura, organizzazione, senso della posizione, intuizione di dove andrà l’avversario.
Subito: pivot, play e un allenatore che sappia lottare per non retrocedere