Con colpevole ritardo ma ossequioso al credo del maestro Manzi, non è mai troppo tardi, ringrazio il numeroso gruppo di amici varesini che ho avuto il piacere di incontrare ieri sera al PalaPentassuglia. La lunga e concitata trasferta in terra di Puglia è stata ancora volta una volta il segnale più bello e comvincente di un tifo appassionato e sano che supera gli ostacoli ed è retto dalla ferrea convinzione che nessuna trasferta è proibitiva o che la vittoria esterna è preclusa a priori. L'attaccamento ai colori della maglia, seppur in una partita di una bruttezza quasi unica, contornata da una moltitudine di errori e di banalissime palle perse, ha prevalso su tutto. Il coro finale al Poz è stato un affettuoso incoraggiamento al coach, avvilito, disperato, spesso con le mani in faccia pur di fuggire ad alcune nefandezze viste in campo, affaticato e sconsolato nell'assistere ad un match che stava per essere regalato ai brindisini, sconvolti e stupiti a loro volta da tanta nostra generosità.
Ho rivisto veramente in pochi giocatori varesini scesi in campo ieri la grinta e la determinazione del Cecco che avrebbe fatto fuoco e fiamme per portare questa vittoria a casa con minori patemi d'animo. C'è ancora molto da lavorare sull'atteggiamento, in tanti sembrano limitarsi al compitino, a strappare la sufficienza, a ritenere erroneamente che se le cose non funzionano è sempre colpa dell'altro che non rema nella giusta direzione. Quella maglia va onorata sempre indipendentemente dalla nazionalità e dai problemi di chi gioca....Adesso sotto con Bologna...Serve continuità che accresce solo con il duro lavoro...