spiff Posted March 28, 2006 Posted March 28, 2006 Sinceramente (posto che secondo me in queste cose è quantomeno ingenuo credere che il torto stia solo da una parte o dall'altra), non trovo proprio nulla da ridere sulla questione.Sarò strano? (e lo striscione su DiCanio fingerò di non averlo notato) 68583[/snapback] Sono strano anch'io.
corny Posted March 28, 2006 Posted March 28, 2006 Spiff, anche tu hai eluso la mia domanda...Sarò più diretto... E' giusto strappare dei manifesti elettorali? E' democraticamente accettabile? 68579[/snapback] Parlare di cosa sia democraticamente accettabile ci porta a considerazioni che vanno al di la del semplice strappare manifesti elettorali.... Come diceva Spiff anche le provocazioni hanno il loro peso.. Premesso che usare la violenza è sempre una cosa sbagliata, però anche il pensare di entrare al Leoncavallo con croce celtica e svastica addosso salutando tutti con il braccio destro teso e credere di uscirne indenne... o viceversa, per par condicio, andare al raduno di naziskin con la maglietta del Che cantando bandiera rossa sperando che tutto finasca a tarallucci e vino. E' logico che quando cerchi una contrapposizione netta, il rischio che il tutto degeneri e sempre dietro l'angolo. A proposito dell'inutilità degli immigrati, lo sapete che sabato negli Stati Uniti c'è stata una simulazione di cosa potrebbe succedere se gli immigrati ispanici (solo ispanici) scioperassero anche per solo un giorno? Una nazione evoluta come gli Stati Uniti potrebbe andare incontro a conseguenze drammatiche. Trasporti e sanità, i due settori più colpiti, praticamente paralizzati e via tutta una serie di disagi che non stò qui ad elencare. In Italia non siamo al livello degli americani, ma molte industrie, la quasi totalità dei cantieri edili e l'agricoltura nel mezzogiorno ormai dipendono in maniera pesante dalla presenza o meno di forza lavoro immigrata. Invece di isolarli o gettizzarli impariamo invece ad integrarli, di cercare di renderli partecipi della nostra società, insomma impariamo ad essere dei veri cristiani.
tuig Posted March 28, 2006 Posted March 28, 2006 Allora se vado nel nord est trovo imprenditori che vivono col lavoro di extra comunitari perché i ragazzi italiani sono senza spina dorsale! Io non dico che non siano utili ma che NON SIANO ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILI! Facciamo tirare fuori la paglia dal culo ai ragazzi e vedete che certamente si avrebbe molta meno disoccupazione e ci sarebbero molti meno problemi con integrazione etc. In ogni caso sostengo che sia troppo facile chiedere diritti quando l'ultima cosa a cui si pensa sono invece i DOVERI che si hanno nei confronti dello stato! Sia ben chiaro critica che rivolgo in generale a tutti quelli che finiscono in piazza per chiedere qualcosa! In questo caso la cosa ancora peggiore in quanto non mi pare di aver mai visto alcun tipo di manifestazione per condannare quello che invece fanno i loro "fratelli" ai nostri nei loro paesi!
corny Posted March 28, 2006 Posted March 28, 2006 In questo caso la cosa ancora peggiore in quanto non mi pare di aver mai visto alcun tipo di manifestazione per condannare quello che invece fanno i loro "fratelli" ai nostri nei loro paesi! 68609[/snapback] Io ne ho viste diverse, ma non è questo il punto. Se siamo buoni cristiani per noi i "fratelli" sono anche loro....
-FM- Posted March 28, 2006 Posted March 28, 2006 (edited) Allora se vado nel nord est trovo imprenditori che vivono col lavoro di extra comunitari perché i ragazzi italiani sono senza spina dorsale! Io non dico che non siano utili ma che NON SIANO ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILI! Facciamo tirare fuori la paglia dal culo ai ragazzi e vedete che certamente si avrebbe molta meno disoccupazione e ci sarebbero molti meno problemi con integrazione etc. Purtroppo credo che il discorso sia troppo semplicistico: affermare l'indispensabilità del lavoro degli immigrati non deriva tanto da considerazioni di carattere assoluto, quanto da uno spirito molto più pratico e disilluso. La società di oggi, che ci piaccia o meno, è diversa da quella di 50 anni fa. Ma non solo, anche di 15, e temo che dipenda da fattori in scala eccessivamente grande per poter essere influenzati dalle gracili politiche odierne. E le cose ora stanno così: i lavori di bassa manovalanza, per una serie complessa di fattori, stanno diventando sempre più appannaggio degli immigrati. In ogni caso sostengo che sia troppo facile chiedere diritti quando l'ultima cosa a cui si pensa sono invece i DOVERI che si hanno nei confronti dello stato! Sia ben chiaro critica che rivolgo in generale a tutti quelli che finiscono in piazza per chiedere qualcosa! Una semplice (e non polemica) domanda: se un cittadino che paga le tasse e rispetta le leggi (ovvero che adempie a tutti i doveri nei confronti dello stato) andasse in piazza a protestare/chiedere per qualche motivo, tu cosa ne penseresti? In questo caso la cosa ancora peggiore in quanto non mi pare di aver mai visto alcun tipo di manifestazione per condannare quello che invece fanno i loro "fratelli" ai nostri nei loro paesi! Qui invece non sono sicuro di capire cosa intendi. Edited March 28, 2006 by -FM-
-FM- Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 (edited) Invece di isolarli o gettizzarli impariamo invece ad integrarli, di cercare di renderli partecipi della nostra società, insomma impariamo ad essere dei veri cristiani. Ottimo post. Vorrei solo aggiungere che, a mio modo di vedere, l'integrazione è un processo che richiede i suoi tempi. Non è pensabile che un individuo adulto che si trasferisca in un paese diverso con cultura diversa si integri istantaneamente, e forse (dipende da caso a caso) neppure che mai si integri appieno: forse i suoi figli, vi riusciranno, e ancora di più i suoi nipoti. E via dicendo. E non è un problema di questa o quella etnia o religione: è sempre stato così, ovunque. Edited March 29, 2006 by -FM-
ROOSTERS99 Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 (edited) Ottimo post. Vorrei solo aggiungere che, a mio modo di vedere, l'integrazione è un processo che richiede i suoi tempi. Non è pensabile che un individuo adulto che si trasferisca in un paese diverso con cultura diversa si integri istantaneamente, e forse (dipende da caso a caso) neppure che mai si integri appieno: forse i suoi figli, vi riusciranno, e ancora di più i suoi nipoti. E via dicendo. E non è un problema di questa o quella etnia o religione: è sempre stato così, ovunque. L' integrazione è certamente un processo lungo e complesso, e diventa impossibile se non c'è alcuna volontà da parte di chi dovrebbe almeno provare ad accostarsi alla civiltà che lo ospita. Edited March 29, 2006 by ROOSTERS99
Ale Div. Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 Ottimo post. Vorrei solo aggiungere che, a mio modo di vedere, l'integrazione è un processo che richiede i suoi tempi. Non è pensabile che un individuo adulto che si trasferisca in un paese diverso con cultura diversa si integri istantaneamente, e forse (dipende da caso a caso) neppure che mai si integri appieno: forse i suoi figli, vi riusciranno, e ancora di più i suoi nipoti. E via dicendo. E non è un problema di questa o quella etnia o religione: è sempre stato così, ovunque. Il caso della Francia dice esattamente il contrario. La prima generazione di migranti si è abbastanza integrata con i francesi, quelle successive sempre di meno fino alle degenerazioni di questi giorni, dove l'odio verso il bianco colpisce indiscriminatamente. Ricordiamoci anche le rivolte nelle Banlieu dell'autunno 2005.
-FM- Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 Il caso della Francia dice esattamente il contrario. La prima generazione di migranti si è abbastanza integrata con i francesi, quelle successive sempre di meno fino alle degenerazioni di questi giorni, dove l'odio verso il bianco colpisce indiscriminatamente. Ricordiamoci anche le rivolte nelle Banlieu dell'autunno 2005. Mmm ok, io però la vedo in modo un po' diverso. Certo la degenerazione c'è stata, ma è figlia non tanto di un inspiegabile "processo integrativo inverso", quanto piuttosto dell' "evoluzione" della società francese verso una sempre maggiore disparità sociale e "rigidità delle classi", chiamiamola così. E la popolazione di origine straniera è per ovvi motivi quella maggiormente interessata. Inoltre ho i miei forti dubbi sul fatto che la prima generazione di migranti fosse così integrata. Adeguarsi coattamente per necessità non significa esattamente integrarsi: integrazione significa fare propri volontariamente, ed in modo graduale e naturale, gli usi, i costumi e i valori della società di arrivo. Evidentemente, se i discendenti dei primi immigrati si sono ritrovati in una situazione che di fatto è di ghettizzazione, viene da pensare che qualcosa sia andato per il verso storto anche prima.
ZkZk Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 Il caso della Francia dice esattamente il contrario. La prima generazione di migranti si è abbastanza integrata con i francesi, quelle successive sempre di meno fino alle degenerazioni di questi giorni, dove l'odio verso il bianco colpisce indiscriminatamente. Ricordiamoci anche le rivolte nelle Banlieu dell'autunno 2005. Algeria, Marocco, Mauritania, Senegal, Sudan francese (attuale Mali), Guinea, Costa d'Avorio , Niger, Alto Volta (attuale Burkina Faso), Dahomey (attuale Benin), Gabon, Congo Francese (attuale Repubblica del Congo), Oubangi-Chari (attuale Repubblica Centroafricana), Ciad, Somalia francese, Madagascar (per tacere di Canada e Indocina) Il caso della Francia è più complesso: ricordiamoci che la Francia era un Impero coloniale molto vasto e non è poco... consideriamo che tutti gli abitanti di questi paesi erano a pieno diritto cittadini Francesi (e non per scelta loro!!!) e per secolo sono stati sotto il giogo francese. Molti dei loro discendenti sono Francesi per diritto dalla Nascita mentre noi abbiamo avutio troppo poco tempo con Somalia, Libia ed Etopia... Poi i flussi migratori hanno colpito tanto la Francia quanto tutte le nazioni costiere; ma questo è un altro discorso. Se non altro i transalpini sono più abituati di noi a vedere gente di razza africana a girare dalle loro parti.... Bye, Mau
Ale Div. Posted March 29, 2006 Posted March 29, 2006 Algeria, Marocco, Mauritania, Senegal, Sudan francese (attuale Mali), Guinea, Costa d'Avorio , Niger, Alto Volta (attuale Burkina Faso), Dahomey (attuale Benin), Gabon, Congo Francese (attuale Repubblica del Congo), Oubangi-Chari (attuale Repubblica Centroafricana), Ciad, Somalia francese, Madagascar (per tacere di Canada e Indocina) Il caso della Francia è più complesso: ricordiamoci che la Francia era un Impero coloniale molto vasto e non è poco... consideriamo che tutti gli abitanti di questi paesi erano a pieno diritto cittadini Francesi (e non per scelta loro!!!) e per secolo sono stati sotto il giogo francese. Molti dei loro discendenti sono Francesi per diritto dalla Nascita mentre noi abbiamo avutio troppo poco tempo con Somalia, Libia ed Etopia... Poi i flussi migratori hanno colpito tanto la Francia quanto tutte le nazioni costiere; ma questo è un altro discorso. Se non altro i transalpini sono più abituati di noi a vedere gente di razza africana a girare dalle loro parti.... Bye, Mau E' proprio questo il punto. La prima generazione di migranti (non di colonizzati) avrebbe dovuto avere più motivo di astio rispetto ai propri figli ma soprattutto ai propri nipoti che invece sono incazzati di brutto. Il modello francese era considerato all'avanguardia come integrazione perchè è la Francia è uno stato laico e aveva cercato di integrare socialmente i migranti. Le recenti rivolte delle banlieu e le attuali proteste legate ai CPE stanno facendo ricredere in molti su quel modello.
Long Leg Posted April 5, 2006 Posted April 5, 2006 chicca della giornata, e sarebbe bello che la campagna elettorale tenesse bene in conto QUESTO problema, invece delle cazzate: Un gruppo di presunti terroristi arrestati in Marocco stava organizzando un attentato in Italia. Lo ha reso noto la polizia marocchina. Il gruppo era capeggiato da un tunisino residente a Milano e voleva colpire a Bologna e in Francia. In Italia il gruppo aveva intenzione di preparare un atto terroristico contro una chiesa che ospita "ritratti offensivi verso il Profeta Maometto". "I nove imputati pianificavano progetti terroristici a Parigi e a Bologna", afferma la sintesi dei loro interrogatori fatta dalla polizia giudiziaria. In questa sintesi si legge che a Bologna, il gruppo aveva intenzione di preparare un atto terroristico contro una chiesa che ospita "ritratti offensivi verso il Profeta Maometto". Proprio nella basilica di San Petronio si trova un affresco che raffigura Maometto. Giovedì scorso il quotidiano marocchino 'Al Alam', citando fonti giudiziarie, aveva scritto che gli attentatori intendevano colpire "una chiesa nella città di Bologna in cui sono esposte immagini blasfeme del Profeta e una stazione della metropolitana a Milano, e questo alla vigilia delle elezioni politiche italiane del 9 e 10 aprile 2006, sulla scia di quanto si è prodotto l'11 marzo 2004 a Madrid", con le stragi sui treni. Intanto il Pentagono ha reso noto che sette delle centinaia di detenuti di Guantanamo risultano avere legami con l'Italia. Tre di loro, secondo l'intelligence Usa, sono stati reclutati da organizzazioni terroriste mentre frequentavano l'Istituto culturale islamico di Viale Jenner a Milano. Le circostanze emergono da alcuni dei circa 3.000 documenti resi pubblici dal Pentagono, che insieme ai 5 mila diffusi un mese fa completano la rivelazione delle identita' dei circa 490 detenuti che ancora si trovano nella base militare americana a Cuba. Bene, andiamo avanti così, integriamoci con questa gente, apriamo le nostre case, diamogli il voto, mettiamoci a 90° e sgraniamo dei gran bel sorrisi, come gli ebeti....................che schifo di paese che siamo, smidollato e tonto
davide Posted April 18, 2006 Posted April 18, 2006 Diamogli pure qualche diritto! Che non vengano però a cercare di comandare a casa nostra. Faccio un esempio: i crocifissi nelle scuole. Non vedo perchè bisogna toglierli per farli contenti. I crocifissi nelle scuole andrebbero tolti in quanto scuole statali di uno stato laico. I crocifissi così come qualsiasi simbolo religioso, beninteso. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti che l'Italia sia uno stato laico solo a parole. applauso. ripeto il mio motto: tutti ad avignone. L' integrazione è certamente un processo lungo e complesso, e diventa impossibile se non c'è alcuna volontà da parte di chi dovrebbe almeno provare ad accostarsi alla civiltà che lo ospita. qui sono d'accordo con te, roo.
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