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Cnr, troppe calorie aprono strada a malattie autoimmuni

Roma, 15 feb. (Adnkronos Salute) - Occhio all'eccesso calorico: il rischio non è solo quello di accumulare chili di troppo, ma di aprire la strada alle malattie autoimmunitarie. Il dato emerge da uno studio internazionale diretto dai ricercatori del Cnr di Napoli, pubblicato su 'Immunity'.Si tratta di patologie che portano alla distruzione da parte del sistema immunitario dei costituenti e degli organi del nostro corpo, la cui frequenza "appare in costante aumento nelle società avanzate, per motivi non ben conosciuti", si legge in una nota del Cnr. Il gruppo di ricerca internazionale guidato da Giuseppe Matarese, del Laboratorio di immunologia all'Ieos-Cnr di Napoli, ha evidenziato che un fattore della cellula detto mTor (mammalian target of rapamycin), responsabile del controllo della captazione dei nutrienti (per esempio, aminoacidi e glucosio) e dei livelli energetici intracellulari, è molto espresso in un particolare gruppo di linfociti detti 'T regolatori', particolarmente importanti nella protezione dalle malattie autoimmunitarie e infiammatorie. "Abbiamo evidenziato - spiega Matarese - che mTor controlla in modo rilevante la crescita di questi linfociti 'protettivi' mediante delle 'oscillazioni', ossia modificando nel tempo la propria attività. Questi cambi dinamici sarebbero cruciali per la crescita dei linfociti, sia nellorganismo sia al di fuori di esso, come per esempio in colture cellulari di laboratorio". Il blocco di queste 'oscillazioni' potrebbe indurre "un cattivo funzionamento di mTor e di conseguenza una riduzione nel numero di tali linfociti, predisponendo alla patogenesi delle malattie autoimmunitarie, prosegue il ricercatore Ieos-Cnr. "Infatti in malattie come la sclerosi multipla o il diabete giovanile questi linfociti sono spesso ridotti in numero e in funzione, e il nostro studio potrebbe far comprendere il perché di tali condizioni". Inoltre, la ricerca aiuta a comprendere il perché della diffusione di queste patologie nelle società opulente e avanzate. "L'eccesso calorico e nutrizionale può determinare lattivazione costantemente alta di mTor opponendosi alle sue oscillazioni - prosegue Matarese - questo spiegherebbe almeno in parte perché, dove esiste una presenza di sovrappeso e obesità, una cronica stimolazione di mTor dovuta all'eccesso calorico e nutrizionale porti al malfunzionamento e alla riduzione dei linfociti T regolatori e a una conseguente maggiore predisposizione alle malattie infiammatori croniche ed autoimmunitarie". La ricerca del gruppo dello Ieos-Cnr dura da oltre quattro anni e coinvolge anche altre strutture nazionali, come il Dipartimento di Biologia e patologia cellulare e molecolare dellUniversità di Napoli Federico II, e internazionali quali lUniversità di Los Angeles e lUniversità di Yale negli Usa. Lo studio è finanziato dalla Comunità europea grazie all'European Research Council Starting Grant e a Telethon, con il supporto della Juvenile Diabetes Research Foundation Americana.

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Scoperto primo gene autismo

Roma, 16 feb. (Adnkronos Salute) - Scoperto da un team di ricercatori americani il primo candidato gene dell'autismo. Un 'tassello' del Dna sensibile agli ormoni sessuali. Questo potrebbe spiegare non solo i più alti livelli di testosterone rilevati in alcuni soggetti autistici, ma anche perché questa condizione è più diffusa negli uomini. Lo studio è firmato dai ricercatori della George Washington University (Usa) diretti da Valerie Hu.Al centro della ricerca c'è il gene Rora, che codifica per una proteina che agisce come super-interruttore per l'espressione genica, ed è cruciale nello sviluppo del cervelletto e in altri processi che risultano alterati nell'autismo. Nello studio il team ha scoperto che che l'aromatasi, una proteina regolata dal gene Rora, è ridotta nel cervello degli autistici. Un'informazione significativa, perché l'aromatasi converte il testosterone in estrogeno. "E' noto che gli uomini hanno una maggior tendenza a soffrire di autismo rispetto alle donne; questa ricerca per la prima volta può fornire una spiegazione molecolare del perché ciò accade. Si tratta solo della punta dell'iceberg in termini di comprensione della biologia alle basi dell'autismo. Ma continueremo il nostro lavoro per scoprire un modo per comprendere, e un giorno, si spera, per combattere questo disordine del neurosviluppo", conclude la studiosa.

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Boom dentisti italiani iscritti in Romania per aggirare test

Roma, 17 feb. (Adnkronos Salute) - Partire diplomati per tornare 'dottori': sono sempre di più gli studenti italiani che si iscrivono ai corsi di Medicina all'estero, senza passare per la roulette russa dei test d'ingresso delle università italiane. La Romania è tra i Paesi in cima alla lista di quelli scelti dagli aspiranti camici bianchi del nostro Paese. Anzi, soprattutto dagli aspiranti dentisti, dal momento che la maggior parte dei giovani 'emigra' per studiare odontoiatria. Ad oggi si stima che circa mille ragazzi italiani stiano studiando nelle facoltà di 'Medicina Dentara' degli atenei romeni. Insomma, se si hanno abbastanza soldi da spendere e la voglia di imparare una lingua straniera come il romeno, il gioco è fatto: dopo sei anni si può avere tra le mani un titolo spendibile in tutta Europa, e quindi anche da noi. Senza passare per la 'forca' dei quiz."Nella mia università - racconta all'Adnkronos Salute A.V., studente italiano 22enne iscritto alla facoltà di Medicina Dentara dell'ateneo privato Tito Maiorescu di Bucarest - più che delle prove di ingresso ci sono dei test valutativi, basati su conoscenze minime". Ed è proprio il fatto di poter evitare i quiz d'accesso a spingere tanti studenti italiani a tentare questa strada oltreconfine. "Inutile nascondersi - confessa A.V. - il 99,9% dei ragazzi che studia qui, secondo me, lo ha deciso perché deluso dal 'mercato di test' che c'è in Italia. E non lo dico io - sottolinea - ci sono tanto di indagini giudiziarie a confermarlo. Basti pensare a quello che è successo negli anni passati ai test di ingresso a Medicina nelle università di Bari e Catanzaro. A me - sottolinea - non piace corrompere un organo dello Stato per entrare all'università".Secondo il racconto di A.V., in Italia esisterebbe un vero e proprio 'listino prezzi' legato al superamento delle prove d'ingresso. "A quanto ne so, in base anche ai racconti di altri studenti - dice il ragazzo - in alcune facoltà di Medicina si pagavano dagli 80 ai 120 mila euro per superare i test ed entrare. Da pagare in 3 tranche da 40 mila". E, a volte, non si aveva neanche la certezza di farcela. Più di un ragazzo è stato vittima di vere e proprie truffe. "Esistono infatti anche i 'falsari degli ingressi' - spiega A.V. - che prendono i soldi e non ti fanno nemmeno superare i quiz". Tutti questi motivi hanno spinto A.V. a non tentare nemmeno di superare i quiz qui in Italia. "Mio padre - racconta - mi ha detto senza mezzi termini: 'Evitati una delusione"'. L'obiettivo di A.V., una volta ottenuta la laurea, è quello di tornare in Italia. Anche perché, così come tanti altri ragazzi italiani che vanno a studiare medicina all'estero, A.V. è figlio di un medico. "Il mio papà - dice A.V. - ha uno studio dentistico". Insomma, una volta rientrato in Italia con la laurea in mano, non gli sarà difficile trovare lavoro. Qualche ostacolo e qualche prova da superare c'è però, anche per chi decide di andare a studiare in Romania. "Per chi vuole iscriversi nella mia università - spiega A.V. - è obbligatorio fare un corso preparatorio di lingua romena organizzato dall'ateneo, che si conclude con un esame da sostenere nell'università statale di Lingua e Letteratura". E non è uno scoglio facilissimo da superare. "Almeno il 40% dei ragazzi - spiega A.V. - viene bocciato", e addio iscrizione. "Anche se - precisa lo studente italiano - il romeno è una lingua neolatina per nulla difficile".Per chi ce la fa ci sono naturalmente diverse spese da affrontare. Anche se non si tratta di costi esagerati. "All'università Tito Maiorescu di Bucarest il costo del corso, che dura 6 anni e prevede la frequenza obbligatoria, è di 3 mila euro l'anno". Per il resto le spese non sono troppo elevate. "Sia gli affitti delle case che il costo della vita non sono particolarmente alti". E sembra proprio questo il motivo che spinge molti ragazzi italiani a scegliere come destinazione la Romania, piuttosto che la Spagna o altri Paesi dove nelle università private non c'è il limite di ingresso a Medicina. Intanto, negli ultimi anni, il 'plotone' dei ragazzi italiani che hanno scelto di andare a studiare medicina in Romania si è fatto sempre più corposo. "Al momento, nella mia università - spiega A.V. - siamo un centinaio di ragazzi italiani, e il 90% studia odontoiatria. Se però si fa un calcolo sull'intero Paese, penso si possa stimare una cifra intorno a mille giovani. Anche se - precisa il ragazzo - numeri precisi è difficile averne, perché le università non sono in comunicazione tra loro. Di certo - aggiunge - gli atenei con il maggiore afflusso di studenti italiani si trovano a Oradea e Arad".Non manca chi decide di iscriversi in una università romena per poi provare la carta del trasferimento in un ateneo italiano. Una soluzione che presenta però non poche difficoltà. "Ci sono alcuni istituti - spiega A.V. - che pretendono un minimo di esami e altri che non accettano proprio studenti che arrivano da università di altri Paesi". Ecco perché, generalmente, la maggior parte degli studenti decide di fare tutto il corso all'estero prima di rientrare.E non è la sola ragione. "Il vantaggio di studiare qui in Romania - spiega A.V. - è che qui ci sono leggi che permettono agli studenti di praticare molto di più di quanto avviene in Italia. E - aggiunge - la pratica si effettua negli ospedali pubblici. Inoltre, dopo il conseguimento di tutti gli esami del terzo anno, c'è la possibilità di prendere un attestato che permette di lavorare presso studi privati, come assistente dentista. E questo - sottolinea A.V. - è un bel vantaggio per noi studenti". Essendo la Romania un Paese che fa parte dell'Unione europea, esiste l'obbligo di riconoscimento della laurea. Ma non è così scontato. "Il ministero della Salute, che è l'organo deputato al riconoscimento del titolo - spiega il presidente nazionale della Commissione dell'Albo degli Odontoiatri (Cao), Giuseppe Renzo - esegue un'attenta verifica, che tiene conto di alcuni parametri, tra cui: la presentazione del percorso formativo, il piano di studi, la conoscenza della lingua. Insomma, il percorso formativo e le metodologie devono essere verificabili e trasparenti".Questo per evitare di abilitare falsi medici o finti dentisti. "Ci sono stati - racconta Renzo - casi di ragazzi italiani che non avevano frequentato i corsi e non conoscevano neanche il romeno. Soprattutto prima del 2007 - anno dell'ingresso della Romania nella Ue - si sono verificati episodi assai nebulosi".Anche in Spagna ci sono tanti ragazzi italiani che si iscrivono a Medicina e Odontoiatria nelle università private del Paese. Ma in terra iberica, a sentire Gianfranco Prada, presidente dell'Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), la situazione è meno 'nebbiosa'. Anzi. "Il percorso formativo degli atenei spagnoli è professionale e trasparente. Paragonabile a quello delle migliori università italiane. E' una formazione, soprattutto quella pratica, assolutamente completa". Ma anche costosa. "Il costo dei corsi, compreso il soggiorno al college, è di circa 20 mila euro l'anno". Sarà per questo che molti preferiscono prendere la strada che porta in Romania. L'importante è che i ragazzi seguano però dei corsi seri e qualificati. E' quindi fondamentale scegliere bene l'università dove iscriversi. Anche perché, come afferma il presidente dell'Andi, "ci sono alcuni atenei in Romania dove la laurea si 'compra'. Università dove si fanno corsi senza obbligo di frequenza che facilitano al massimo gli studenti, ma che non danno garanzie formative".Senza contare che esiste un vero e proprio giro di lauree fasulle che arriva da quella parte d'Europa. Un giro che, grazie alle attente verifiche del ministero, si è riusciti in questi anni a sventare. "Nel mare magnum delle certificazioni di titoli conseguiti all'estero - spiega Renzo - girano centinaia di lauree false, opera di organizzazioni paramafiose, che agiscono soprattutto nell'area dell'Est europeo". Sul perché la maggior parte dei ragazzi che vanno all'estero decide di studiare proprio odontoiatria, il presidente della Cao non ha dubbi: "Vogliono diventare tutti dentisti perché nell'immaginario collettivo essere dentista equivale a 'lavoro subito' e 'ricchezza'. Il ragionamento è: basta ottenere il titolo e si può iniziare a lavorare". E per molti è proprio così. "E' vero. La maggior parte dei ragazzi che si laureano in Odontoiatria all'estero è proprio figlio o figlia di un dentista, con tanto di studio pronto in cui iniziare a lavorare", conclude Renzo.

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Boom falsi allergici e business test, allarme esperti

Venezia, 18 feb. (Dall'inviata dell'Adnkronos Salute Adelisa Maio) -

Boom di falsi allergici in Italia. I test per valutare se il pericolo si nasconde nel piatto sono diventati un business: costosi, in molti casi non validati ed eseguiti in centri non specializzati, danno un'alta percentuale di falsi positivi. Con la conseguenza che alimenti importanti come il latte, si eliminano dalla dieta anche senza esserne davvero allergici. A lanciare l'allarme è Massimo Triggiani, presidente eletto della Società italiana di allergologia e immunologia clinica (Siaic), dal Congresso europeo sulle allergie alimentari (Faam), in corso a Venezia. Secondo i risultati preliminari di un gruppo della Siaic che sta studiando il fenomeno, su un 20% di pazienti convinti di avere un'allergia a un qualche cibo, solo l'1-2% ne è realmente colpito. Si stanno diffondendo sempre più "test non scientificamente validati e costosi, non effettuati in Centri allergologici - spiega Triggiani - Si può spendere dai 40, 50 euro fino a 500 euro, ma in molti casi si ottengono falsi positivi". Risultati 'sballati' che portano a un boom di falsi allergici a tavola e alimentano la confusione fra allergie e intolleranze alimentari. Le prime attivano il sistema immunitario scatenando una reazione che può anche essere fatale, le seconde coinvolgono il metabolismo. Invece, convinti di non poter mangiare latticini piuttosto che uova o prodotti a base di cereali, si eliminano questi alimenti dalla dieta, anche dei bambini. Con il rischio di andare incontro a carenze alimentari anche gravi. Attraverso questionari a persone che si ritenevano allergiche, il gruppo di studio della Siaic ha identificato un 20% di pazienti convinti di avere problemi con alcuni alimenti. La maggior parte non mangiava più i cibi ritenuti 'incriminati', anche se indispensabili, come il latte, soprattutto se si tratta di bimbi. Ebbene, utilizzando esami diagnostici validati, gli esperti hanno scoperto che solo l'1-2% era realmente allergico. I dati completi dell"indagine saranno diffusi a maggio. Intanto, Triggiani invita a non fare autodiagnosi e a rivolgersi a Centri allergologici. E soprattutto, non eliminare gli alimenti dalla dieta" prima di una diagnosi 'vera'.

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I chirurghi, opportuni test droga ma no a demonizzazione categoria

Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) -

E' "opportuno" sottoporre anche i chirurghi a test antidroga. Ma la categoria va "difesa da attacchi infondati" e da tentativi "di delegittimazione". Lo sostiene Pietro Forestieri, presidente del Collegio italiano dei chirurghi (Cic) che sottolinea la necessità di distinguere la delicatezza della professione del chirurgo dai recenti episodi di cronaca, come il caso del ginecologo napoletano che si faceva recapitare la cocaina nella clinica privata in cui operava. I camici bianchi, in sostanza, si dicono daccordo con l'iniziativa Dipartimento nazionale delle politiche Antidroga, che ha proposto alle Regioni di includere nella lista dei lavoratori a rischio, da sottoporre a controlli periodici sul consumo di stupefacenti, anche i medici, purché ciò "non risponda a una logica politica demagogica e populista". E' necessario, sottolinea Forestieri,"partire dal presupposto dellassoluta specificità e dellelevata adeguatezza sociale della nostra attività. I chirurghi italiani, in questi ultimi anni, sono stati oggetto di continue campagne mediatiche, nelle quali sono stati destinatari di insulti volgari e di accuse del tutto destituite di fondamento. Alla nostra categoria sono state dedicate varie copertine di prestigiosi settimanali e molte prime pagine di autorevoli quotidiani", lamenta. Una "continua e ottusa politica di delegittimazione non solo indebolisce una specifica categoria professionale, ma causa un danno sostanziale ad un patrimonio etico-scientifico di inestimabile valore ed un vero e proprio danno sociale, depauperando una risorsa fondamentale". Infine un appello a migliorare le leggi in vigore, per porre un freno alla vulnerabilità crescente di tutti, medici e cittadini. "Sono indispensabili e non più dilazionabili- aggiunge Forestieri- interventi legislativi in tema di responsabilità civile, penale (ferma al Codice Rocco del 1930), governo clinico, governo delle tecnologie e risk management". Queste materie "sono intimamente connesse e non possono essere disgiunte. Leggi orientate in tal senso, che sembravano di imminente applicazione, sono ancora in fase di stallo ed il governo clinico e la responsabilità professionale sono oggetto di iter differenziati. Bisogna, invece, che si raggruppi tutta la materia in un unico corpo e che si definiscano principi assoluti".La chirurgia "è in continua e rapida evoluzione e non dipende più soltanto dalla propensione naturale e dalle capacità del singolo, ma è sempre più fortemente condizionata dalle situazioni e dalle contingenze. Senza dimenticare limportanza di riconoscere un adeguato trattamento economico, basterebbe infatti confrontare il potere di acquisto dello stipendio di un primario chirurgo degli anni 70 con quello odierno", conclude.

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Una piccola prece per Steve Jobs.

Una persona la cui capacita' ha cambiato il mondo e che forse in questo momento sarebbe giusto lasciare in pace.

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Una piccola prece per Steve Jobs.

Una persona la cui capacita' ha cambiato il mondo e che forse in questo momento sarebbe giusto lasciare in pace.

Ti quoto col sangue !!

Anche oggi , pubblicate sue foto (che mi son rifiutato di guardare...) in uno stato penoso.

Che schifo !!

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Delirio, io credo che in generale si dovrebbe limitare la possibilita' per lo stato di ricorrere in appello.

Quello dei tre gradi di giudizio e' un diritto dell'imputato.

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Ritengo che la reazione fu esagerata.

Ritengo che probabilmente avrei esagerato anche io nella stessa situazione (anche se il porto d'armi illegale......, per inciso è l'unico reato indiscudibile ed è finito prescritto)

In effetti però il primo grado aveva detto questo, non assolvendolo per legittima difesa, il ricorso è davvero troppo.

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In the meantime, ricompare purtroppo Yara Gambirasi.

Non credo che la sua morte stupisca nessuno. Stupisce invece il luogo del ritrovamento.

Non stupisce, perche' oramai non stupisce niente, il quantitativo di "indiscrezioni da ambienti investigativi" pubblicati sui giornali ed anche il via vai dei "curiosi" sul luogo del delitto.

Mi pare evidente che per i nostri investigatori farsi mazzettare dai giornalisti per dire quante coltellate ha preso la ragazzina rappresenti una priorita' rispetto a trovare chi l'ha ammazzata, invece che demandare ad esempio ad una conferenza stampa la comunicazione delle informazioni ritenute minime.

Per il resto, rimane la solita pesante domanda da genitore "Che mondo stiamo lasciando ai nostri bambini", se una ragazzina non puo' percorrere 700 metri in un paese di provincia senza essere sicura di non fare questa fine qua.

Se e quando troveremo l'assassino o gli assassini magari lo sapremo. "Da indiscrezioni negli ambienti investigativi" ovviamente.

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In the meantime, ricompare purtroppo Yara Gambirasi.

Non credo che la sua morte stupisca nessuno. Stupisce invece il luogo del ritrovamento.

Non stupisce, perche' oramai non stupisce niente, il quantitativo di "indiscrezioni da ambienti investigativi" pubblicati sui giornali ed anche il via vai dei "curiosi" sul luogo del delitto.

Mi pare evidente che per i nostri investigatori farsi mazzettare dai giornalisti per dire quante coltellate ha preso la ragazzina rappresenti una priorita' rispetto a trovare chi l'ha ammazzata, invece che demandare ad esempio ad una conferenza stampa la comunicazione delle informazioni ritenute minime.

Per il resto, rimane la solita pesante domanda da genitore "Che mondo stiamo lasciando ai nostri bambini", se una ragazzina non puo' percorrere 700 metri in un paese di provincia senza essere sicura di non fare questa fine qua.

Se e quando troveremo l'assassino o gli assassini magari lo sapremo. "Da indiscrezioni negli ambienti investigativi" ovviamente.

Condivido tutto.

Aggiungo che sono, ancora una volta, BASITO dalla pochezza di risultati se si mettono sulla bilancia forze, persone e clamore messe in campo

e i risultati stessi ottenuti.

In generale brividi !! -_-:angry:

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Certo che se veramente il corpo fosse stato li' negli ultimi tre mesi, qualcuno dovrebbe dare qualche spiegazione.

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Tra 50 e 60 anni rischi demenza piu' che doppi per forti fumatori

Roma, 28 feb. (Adnkronos Salute) - Fumo nemico del cervello. Esagerare con le sigarette , soprattutto tra i 50 e 60 anni, fa più che raddoppiare il rischio di essere vittima di una demenza senile, come l'Alzheimer, venti anni dopo. A scoprirlo uno studio, pubblicato su 'Archives of International Medicine', realizzato proprio con l'obiettivo di valutare il legame tra il tabagismo nelle persone di mezza età e i rischi a lungo termine, due o tre decenni dopo. Lo studio, coordinato da Minna Rusanen, è stato realizzato su 21.123 persone tra le 33.108 che avevano partecipato al Multiphasic Health Chekup tra il 1978 e il 1985, quando avevano tra i 50 e i 60 anni, e che erano ancora vive nel 1994. Nel mega-studio, infatti, tra le domande fatte ai partecipanti c'erano quelle sull'abitudine al fumo. Tra gli oltre 21 mila pazienti prescelti, i ricercatori hanno cercato quelli con diagnosi di morbo di Alzheimer o demenza vascolare. In totale, in 23 anni erano 5.367 le persone (25,4 %) con queste patologie, di cui 1.136 di malattia di Alzheimer e 416 casi di demenza vascolare. I risultati sono stati valutati tenendo conto di alcuni fattori di rischio come l'età, il sesso, il livello d'istruzione, l'etnia, l'eventuale matrimonio, presenza di diabete, malattie cardiache, consumo d'alcol e altro. Dopo tutti gli 'aggiustamenti' necessari è risultato comunque evidente che chi aveva fumato più di due pacchetti al giorno presentava un elevato rischio di demenza.

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Scoperta causa supercarie, nuovo patogeno sotto accusa

Roma, 28 feb. (Adnkronos Salute) - I denti dei bambini hanno un nuovo nemico. I ricercatori del Forsyth Institute (Usa) hanno, infatti scoperto un nuovo agente patogeno, causa di gravi carie nella prima infanzia. Lo studio, firmato dal team di Anne Tanner, ha scoperto che il batterio sotto accusa, Scardovia wiggsiae, è presente nella bocca dei bambini con gravi carie mentre altri patogeni più noti, come ad esempio lo Streptococcus mutans, non sono stati rilevati con la stessa frequenza. Nonostante i progressi dell'odontoiatria, le carie nella prima infanzia restano un problema molto diffuso. Nei casi più gravi, possono distruggere i denti da latte, causare ascessi dolorosi e spingere i genitori a correre in ospedale. La ricerca, che sarà pubblicata ad aprile sul 'Journal of Clinical Microbiology', fornisce dunque nuovi indizi sui 'nemici' del sorriso dei bimbi. La carie dentale, ricordano i ricercatori, è causata da una interazione tra batteri, suscettibilità dell'ospite e dieta (a base di carboidrati con grandi quantità di zucchero). Lo Streptococcus mutans è ampiamente riconosciuto come principale agente patogeno nelle carie della prima infanzia. Ma è presente anche nelle persone senza 'lesioni' e non viene rilevato in tutti i casi di carie infantile. Questo suggerisce che altre specie entrino in gioco. "Comprendere le cause di gravi carie nei bambini piccoli - conclude la ricercatrice, che ha analizzato i microrganismi nella bocca di 42 bimbi con carie e di altrettanti piccoli senza problemi ai denti - è il primo passo per individuare una cura efficace".

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Per oggi ho finito, a parte la teleconference dalle 24.00 alla 01.00.

Meno male che domani mi devo alzare alle 06.00.

"Tu si che vai bene in Cina....".

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Per un po' di tempo credo che non scriverò nel forum. Ma continuerò a leggervi assiduamente. Mi raccomando, fatemi sempre appassionare alla Pallacanestro Varese e alle vostre opinioni su grazie Alberto (Roo mi fido di te :D )

Siete dei veri amici, vi ringrazio per avermi fatto sentire uno di voi fin dal primo giorno.

Idealmente vi abbraccio tutti :D

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Per un po' di tempo credo che non scriverò nel forum. Ma continuerò a leggervi assiduamente. Mi raccomando, fatemi sempre appassionare alla Pallacanestro Varese e alle vostre opinioni su grazie Alberto (Roo mi fido di te ;) )

Siete dei veri amici, vi ringrazio per avermi fatto sentire uno di voi fin dal primo giorno.

Idealmente vi abbraccio tutti :D

Perchè?

:D

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