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antoniofranzi

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  1. Vero! Proprio il calcio, lo sport più inguardabile e noioso che esista (alla pari, ma solo forse, con la formula1 e il ciclismo) E qualcuno rinuncia allo spettacolo e alle emozioni del basket per quella brutta cosa lì!!! Non ci posso credere...
  2. Kamil Pietras, polacco e tra i migliori centri europei della sua generazione a livello giovanile, fu messo ko da un infortunio al ginocchio da cui non si riprese. La sua carriera, in pratica, fini' a Varese: peccato a me piaceva molto. Lo stesso accadde a Dwayne Collins. Quanto a Salvatore Genovese, per lui una buona carriera tra A2 e B
  3. https://ilbasketsiamonoi.it/Blog/Read?pk=46 Questa è una lettera splendida: così si tifa veramente per Varese, sempre a favore e mai contro l'avversario! Complimenti Il Basket Siamo Noi!
  4. Cavoli, mi sono risentito in telecronaca dopo anni, con Vincenzo Crocetti voce tecnica e "Polpa" Pierantozzi al mio fianco: senza replay e coi mezzi tecnici di allora, nessuno di noi tre si accorse del piede fuori di Cook! Ci volle la moviola di Giordani x vedere l'infrazione. ... Obiettivamente, non facile per i due arbitri (anche se poi Pasetto ammise l'errore).
  5. Sorprendente la crescita di Ricci, oggi "4" moderno ed efficace....Negli ultimi anni solo il Pascolo di Trento ha avuto una crescita simile, ma Ricci mi sembra migliore, anche se non ha nulla del Sacchetti giocatore (come invece ha sostenuto più volte Pittis in telecronaca)
  6. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1548634698616241&id=487049524774769 Tim Bassett, io lo ricordo come un 4 roccioso e gran rimbalzista! Ora è in difficoltà (vd. post Facebook), so che a Varese ci si sta già mobilitando in suo favore.... Possiamo fungere da cassa di risonanza di quest'appello?
  7. Beh...scusate ma c'è una società in Italia che genera meno deficit stagionale di Varese? Non c'è una sola proprietà che, anno dopo anno, non debba ripianare! E così (anzi peggio) in Spagna, Russia, Turchia.... Si salva (ma forse) la Germania (more solito), dove sono partiti con un programma pluriennale di investimenti strutturali e di centralizzazione legaiola di costi e utili. Quindi, come correttamente urla Giuseppe, il problema non è l'autista, ma il pullman o, meglio, la compagnia dei bus!
  8. Ciao a tutti, la nota famiglia credo che a Malnate avesse solo una mega proprietà, ma di rapporti col territorio (a parte qualcuno di papà Riva, morto da qualche anno) nisba... il figlio viveva da latitante a Londra o sbaglio? Meglio fare un po' di chiarezza sui numeri dell'economia varesina: il valore aggiunto prodotto dalle 62mila imprese del nostro territorio supera i 26 miliardi di euro (più di alcuni, piccoli, paesi europei!) con un export che quest'anno probabilmente supererà i 10 miliardi e mezzo, probabile record di sempre (vd. www.osserva-varese.it, ottimo portale statistico della Camera di Commercio). La prima azienda per fatturato (ultimi dati disponibili, relativi ai bilanci 2015, vd. Made in Varese maggio 2017) è Aermacchi, con poco più di 3 miliardi, seguita da Agusta (2 miliardi e 700 milioni), Novartis e Whirlpool (circa 1 miliardo e 200 milioni). Gli utili maggiori sono di Agusta, con 290 milioni...l'azienda tessile cittadina col marchio di un noto predatore dei mari ha avuto non 35 milioni bensì poco più di 50 milioni di utile. Che è...vivi nel bengodi? Beh, questi sono i numeri... poi in tema di mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione che nel 2007 era al 2,9% ora è all'8,2% e le persone in mobilità, che erano 5mila, adesso sono più di 35mila. Che c'entra col basket? Niente....ma forse abbiamo tutti bisogno di maggiore consapevolezza sul reale peso di un'economia che, almeno per una fetta (ampia) di imprese (... per i dipendenti, ahimé, è diverso), appare vivace e con una forte capacità innovativa, contando su punte d'eccellenza a livello mondiale (il Sistema Varese esporta più del 40% dei beni prodotti... ) e su una diversificazione che non trova riscontri a livello europeo: abbiamo i distretti della metalmeccanica, della robotica, della plastica, del tessile, della chimica, della farmaceutica... va beh, torniamo a divertirci con la palla a spicchi!
  9. Ehi Silver, distinguiamo il mito dalla realtà... Negli anni '70 la provincia di Varese esportava non più del 20% del suo prodotto, oggi questa cifra è costantemente superiore al 35%, con punte del 38% nel 2008. Oggi abbiamo una densità imprenditoriale di 52 imprese per kmq: è un dato ampiamente superiore a quello di qualsiasi area europea. In Italia è di poco superiore a 30 e in Lombardia non raggiunge 45. Il Pil prodotto dalle oltre 65mila imprese attive in provincia di Varese è di 23miliardi di euro (46mila miliardi di lire, tanto per intenderci!). C'è un'azienda, Agusta-Westland, che supera i 4miliardi di fatturato. Credi forse che, rapportando le cifre, il fatturato dell'Ignis metà anni '60 fosse superiore? La realtà è che il cumenda Borghi aveva capito tutto del marketing e, anni luce davanti a chiunque, sapeva che (allora!) l'investimento in immagine sportiva rendeva più di qualsiasi altro. E quindi, lui chiedeva "quant al custa?" e si prendeva il giocatore. Nè più, né meno di quello che fanno le dinastie sportive di tutti i tempi... Chiedi a Vittori che cosa è successo quando è andato a Comerio a trattare il suo ingaggio con Borghi...Il cumenda gli ha offerto una cifra che lui pensava fosse per l'anno intero e invece era mensile!!! Certo, poi, c'era la scuola Robur che aveva prodotto gli Ossola e i Rusconi, c'era Nico Messina che aveva pescato Dino Meneghin durante l'ora di ginnastica. E c'erano Giancarlo Gualco che ingaggiava Manuel Raga e Richard Percudani che segnalava che Bob Morse finiva l'Ncaa ma non piaceva all'Nba perché giudicato troppo lento.... Ma senza i danèe (che rientravano in pubblicità) anche in quell'epoca qualsiasi discorso di programmazione andava a farsi benedire. E Borghi aveva comiciato a investire nella Pall.Varese a metà anni '50... Non pochi anni prima di vincere qualcosa... Che rientro invece possono avere oggi i soldi di chiunque investa nel prodotto Pall.Varese? Io francamente non so darmi una risposta. Piuttosto, credo che nell'attuale situazione del basket italiano sia più utile navigare a vista e cambiare improvvisamente a seconda delle necessità, di momento in momento. Non bisogna farsi prendere dalla fregola di costruire la squadra d'estate e poi bloccarsi quando invece le altre cambiano assetto e quindi consistenza. Occorre adeguarsi, se no si muore... E poi non ditemi che non vi piace quando c'è in ballo l'arrivo di qualche giocatore, anche a febbraio... Anche questo fa parte dello spettacolo basket (sempre splendido per me!!!).
  10. Ciao a tutti, ho bisogno di un aiuto: per una pubblicazione devo approfondire la storia del ruolo di n.4 nel basket italiano. Partendo dai miei ricordi e iniziando della seconda metà degli anni '60, avrei selezionato quali migliori nelle varie epoche storiche i seguenti giocatori: dapprima Massimo Masini (classe '45) e Iwan Bisson ('46) poi Ciccio Della Fiori ('51) quindi Renato Villalta ('55), Walter Magnifico ('61), Gregor Fucka ('71), Giacomo Galanda ('75) e Andrea Bargnani ('85). Avete qualcun'altro da inserire in questa ricostruzione? E chi è il migliore per voi? Io penso che sul piano meramente tecnico il n.1 sia Fucka, ma considerando tutti i fattori Bargnani gli sia superiore. Soprattutto, dopo aver visto la splendida partita di ieri sera contro i Lakers. Ottimo anche Belinelli (chi dice che il basket del passato era più bello? Io sono sempre più innamorato di questo splendido sport, soprattuto quando non è ridotto a deleterio tifo contro gli avversari....) Un saluto e grazie, Antonio Franzi
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