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Ma la Tempesta perfetta a New York ??

una porcata per nascondere la notizia degli ennesimi sbarchi sulle nostre coste! Che si usi la marina per proteggerci dai cambiamenti climatici provocati dal terrorismo islamico! Half-ano dimettiti!
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Ad ogni era il suo clima che cambia Posted on 28 gennaio 2015 Articolo di Guido Guidi

Sarà un caso che sia il sindaco che il governatore di New York hanno cognomi italiani, ma bisogna ammettere che da questa parte dell’Atlantico i discendenti dei loro parenti non avrebbero saputo far meglio. Sollecitati a prendere decisioni storiche da meteorologi sempre più protagonisti e sempre meno realisti, hanno iniziato a parlare di tempesta epocale già parecchi giorni fa. Poi è arrivato addirittura un coprifuoco del tutto inutile per i soli 25cm di neve caduta, per il quale bambini e buontemponi ringraziano, essendosi potuti godere Manhattan sugli sci in un’atmosfera surreale (qui, su corriere.it).

E sì che New York è un città dove nevica abbondantemente tutti gli anni. Ma, si sa, le cose cambiano e la neve di oggi è diversa da quella di ieri e dell’altro ieri. Oggi per esempio nevica perché fa caldo, ci spiegano color che tutto sanno sul clima reso pazzo dal global warming. E prima perché nevicava?

Ce lo racconta Fabio Spina, che con dal suo inesauribile archivio ha tirato fuori una vera perla che la dice lunga su quanto certe cose dette con la pretesa del carattere scientifico non valgano neanche l’inchiostro della pagina su cui sono scritte.

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La neve sulla Grande Mela fa inevitabilmente tornare in mente la canzone “Let it snow” di Frank Sinatra, ma quando non c’erano i cambiamenti climatici come si spiegavano questo tipo di fenomeni estremi? A solo titolo d’esempio riprendiamo la Prima pagina del quotidiano “LA STAMPA” del 28 gennaio 1963, più di mezzo secolo fa:

test-nucleari-28-gen-1963.jpg

Secondo un famoso meteorologo americano L’eccezionale ondata di maltempo sarebbe causata dai tests nucleari – Una complessa spiegazione scientifica, confermata (a quanto asserisce il dottor Kirck) da recenti esperienze pratiche – Le esplosioni atomiche ad alta quota modificherebbero il percorso delle correnti aeree «a getto», spostandole dalle regioni polari a quelle degli Stati Uniti e dell’Europa.

New York, lunedì sera. Il capo dei servizi meteorologici di Denver, nel Colorado, dott. Irving P. Hirck, ha esposto ieri una sua teoria per spiegare le cause dell’ondata di freddo polare e di maltempo che si è abbattuta per tutto questo mese su vaste regioni dell’emisfero settentrionale, ma particolarmente sul Nord America e sull’Europa. Il dott. Kirck ha asserito che la temperatura estremamente rigida e le copiose, nevicate sono provocate dalle recenti esplosioni nucleari ad alta quota. Egli ha dichiarato che la sua teoria non è espressa dà una equazione semplice come « bombe a idrogeno uguale freddo intenso», ma ha affermato che le si avvicina molto.

Le esplosioni nucleari — ha detto — hanno modificato sia il corso, sia l’intensità delle cosiddette “correnti a getto”, ossia le correnti atmosferiche che corrono intorno al globo da Ovest a Est ad alta velocità, ed a quote fra i 9 mila ed i 15 mila metri. La fascia radioattiva creata dagli esperimenti nucleari ad alta quota — ha proseguito lo scienziato — ha accelerato e modificato il corso delle “correnti a getto”. Attualmente queste, invece di muoversi attraverso l’emisfero settentrionale in vicinanza del Polo, si sono divise, ed un loro ramo percorre l’intero emisfero con un moto che si può definire ondoso. E’ appunto questo movimento che ha provocato la penetrazione del freddo intenso a basse latitudini come quelle a cui sono situati stati americani come la Florida, il Texas e la California ed europei come la Bulgaria, la Grecia e la Jugoslavia.

“L’accelerazione delle “correnti a getto” ha spinto ulteriormente verso Sud le masse di aria fredda che non hanno così avuto il tempo di riscaldarsi prima di giungere alle latitudini più basse. Le condizioni atmosferiche dell’intero emisfero settentrionale sono esattamente quelle che avevamo previsto due anni fa, quando il nostro Ufficio aveva comunicato che vi sarebbe stato un lungo periodo di siccità seguito da abbondanti precipitazioni nevose e freddo particolarmente intenso nel gennaio del 1963“.

Il dott. Kirck ha concluso affermando che nel prossimo febbraio la situazione meteorologica tornerà normale e la temperatura non scenderà più ai minimi registrati in questo mese. Il dottor Kirck ha tenuto tuttavia a precisare che dal punto di vista della meteorologia applicata non si può considerare solo l’aspetto negativo delle esplosioni nucleari. “Noi pensiamo — ha detto lo studioso — che di tali esplosioni ci si possa servire per provocare situazioni meteorologiche volute. Ad esempio, per produrre attenuazioni delle temperature estive più elevate, causare la fine di periodi di siccità, e così via, dove e quando ciò sia necessario”.

Già nei giorni scorsi qualche studioso, aveva affacciato l’ipotesi che la abnorme situazione meteorologica che tanti danni ha provocato nell’emisfero settentrionale possa dipendere, almeno in parte, dalle esplosioni termonucleari. Del resto quasi tutti gli specialisti si sono mostrati concordi nell’attribuire la causa immediata della ondata di maltempo ad uno spostamento delle correnti aeree che servono da «porta d’aria» per impedire la discesa del freddo verso le latitudini meno settentrionali. Si trattava di stabilire cosa avesse potuto provocare tale spostamento e il dottor Kirck sembra aver trovato la risposta che si cercava.

Nella Nuova Inghilterra si è avuta ieri una violenta tempesta di neve che si è estesa anche ad altri Stati nord-orientali della Federazione. In talune località, la neve caduta nella giornata di ieri ha raggiunto l’altezza di trenta centimetri mentre il numero delle vittime di questi ultimi dieci giorni di maltempo negli Stati Uniti è salito a 244. In sei ore sono caduti venti centimetri di neve a Rumsford, nel Maine, e trenta in Pennsylvania. Ulteriori precipitazioni sono previste per oggi in entrambi gli Stati. La città di New York ha subito ieri la più fitta nevicata della stagione. Il bianco manto ha raggiunto l’altezza di dodici centimetri intralciando notevolmente la circolazione stradale nonostante il pronto impiego dei mezzi anti-neve. Molte partenze dall’aeroporto di Idlewild sono state sospese ed alcune linee hanno dovuto subire dirottamenti. A Pittsburgh, in Pennsylvania, sono caduti venticinque centimetri di neve e le autorità cittadine hanno ingaggiato centinaia di spalatori per liberare le strade prima del sopraggiungere del gelo. Nella parte settentrionale dello Stato di New York la neve caduta ha raggiunto l’altezza di venticinque centimetri e ad Augusta, nel Maine, i quindici centimetri caduti ieri hanno portato lo spessore della coltre nevosa a sessantacinque centimetri

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Come "The Big Snow" dell'anno scorso..

Hanno rotto i coglioni per giorni, dicendo che doveva seppellerci di neve, quando poi (come previsto dal centro meteo lombardo, che fa previsioni del tempo e non sensazionalismo come ilmeteo e parenti vari...), ha fatto giusto una spruzzatina nella notte..

Ma per avere un banner pubblicitario in più, nessuno si è fatto scrupoli a sparare cazzate.. Compreso Varesenews, che mostrava l'arrivo delle nubi fin dal mattino...

Peccato che, a causa delle previsioni catastrofiche, in quella settimana la gente non si è mossa di casa, annullando tutti gli impegni extra lavorativi che aveva.. E causando un bel danno economico..

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Come "The Big Snow" dell'anno scorso..

Hanno rotto i coglioni per giorni, dicendo che doveva seppellerci di neve, quando poi (come previsto dal centro meteo lombardo, che fa previsioni del tempo e non sensazionalismo come ilmeteo e parenti vari...), ha fatto giusto una spruzzatina nella notte..

Ma per avere un banner pubblicitario in più, nessuno si è fatto scrupoli a sparare cazzate.. Compreso Varesenews, che mostrava l'arrivo delle nubi fin dal mattino...

Peccato che, a causa delle previsioni catastrofiche, in quella settimana la gente non si è mossa di casa, annullando tutti gli impegni extra lavorativi che aveva.. E causando un bel danno economico..

Quantomeno non hai dovuto buttare tutte le patatine fritte.

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