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Andando un pò OT, per voi la questione si risolve semplicemente con un bel "sono cinesi (stranieri) a casa nostra quindi che non rompano i coglioni e subiscano"? Non so bene cosa sia successo e quindi non dò nessun giudizio però ovviamente non condivido nulla di quanto avete scritto

Infatti, magari informandosi si cambierebbe un po' idea.

Come detto dal console, son 2 mesi che il comune di Milano ha applicato la legge sui carrelli solamente lì.

Praticamente la stessa istituzione che ha firmato le loro licenze commerciali, e da cui percepisce fior di quattrini, ha deciso di vietare l'uso dei carrelli x il carico e scrico dei furgoni, appellandosi al fatto che ingombrano il marciapiede.

Ma se devono scaricare una lavatrice mi spiegate come devono fare?

Alla radio ho sentito l'intervista al loro avvocato, che da 2 mesi è impiegato a tempo pieno con i ricorsi verso le sanzioni (250 euro a botta) e con le denuncie x sequestro dei carrellini.

Se poi oggi a questi qui son girati i coglioni...non mi pare che manchino le attenuanti.

A margine, vorrei ricordare a tutti che la comunità cinese è presente in quella zona dai primi anni '20, senza aver mai creato problemi; cioè ben prima che i parenti del vicesindaco abbandonassero la zappa x salire al nord. :angel:

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1: w la polizia

2: in una di quelle foto si vede benissimo Yao-Ponch....mi è calato proprio un casino :angel::D:P:D

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Ho sguinzagliato i miei segugi gialli : attendo per oggi pomeriggio ( la mattina dormono ... ) un dettagliato rapporto sull'accaduto.

Certo è che i cinesi "tendono" a sentirsi un po' sopra la legge ... ed in questo sono simili a "certi" abitanti del Bel Paese ... capisciammè :angel:

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Scusate ma qualcuno di voi ha letto da qualche parte il numero degli arresti e denunce? :angel:

Sto cercando di sapere quanto questa minirivolta è costata ai cinesi, giusto per farmi due conti nel caso tutto questo fosse successo per mano degli ultras.. Pechino avvisa: «Vogliamo sapere» che cazzo c'è da sapere? Governa l'illegalità in quella zona, non comandiamo più neanche a casa nostra, tra un pò verremo sommersi da questo tipo di problemi e sono proprio curioso di sapere quelle persone che tanto volevano questo melting pot a chi daranno la colpa..

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... Governa l'illegalità in quella zona,...

Questo non è vero .

P.Sarpi è una delle poche vie a Milano dove puoi anche non chiudere la macchina ( ammesso che si riesca a parcheggiare ... ) .

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Governa l'illegalità in quella zona, non comandiamo più neanche a casa nostra, tra un pò verremo sommersi da questo tipo di problemi e sono proprio curioso di sapere quelle persone che tanto volevano questo melting pot a chi daranno la colpa..

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/e...lis-island.html

Non mi sembra che questi abbiano affossato l'America anzi.....

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Andando un pò OT, per voi la questione si risolve semplicemente con un bel "sono cinesi (stranieri) a casa nostra quindi che non rompano i coglioni e SE NON GLI VA BENE QUALCOSA CHE SE NE TORNINO PURE IN CINA"?

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Perchè si continua a tirare fuori la storia degli italiani in America da paragonare all'invasione di oggi in Italia? A me sembrano due situazioni sociali ed economiche totalmente differenti..

è vero: gli americani se ne son fregati di usanze e tradizioni e hanno combattuto decenni per far rispettare la legge, qui in Italia ce ne freghiamo di far rispettare la legge agli immigrati ma strepitiamo come oche sgozzate se questi vogliono costruire una moschea.

la situazione in effetti è totalmente differente perchè è diverso il modo di pensare, adeguarsi ed agire di chi ha accolto questi flussi immigratori.

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Da Corriere.it:

AMATO - «Dialogo» è la ricetta indicata in un'intervista a Repubblica, dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. Che precisa: si tratta però «di un problema culturale, guai a scambiarlo per altro». «Quella cinese è una comunità chiusa - spiega Amato - con cui è difficile dialogare», «la comunità più chiusa tra quelle che vivono oggi nel nostro Paese». Altre etnie sono più inclini all'integrazione, sottolinea il ministro, come gli albanesi (348 mila residenti in Italia) e i marocchini (319 mila). «Per i cinesi - aggiunge - isolarsi sembra quasi una condizione prescelta». L'integrazione «è un problema che sembrano non sentire. Per questo, costruire un rapporto con loro diventa davvero difficile». 

Sporco reazionario razzista...

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Da Corriere.it:

AMATO - «Dialogo» è la ricetta indicata in un'intervista a Repubblica, dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. Che precisa: si tratta però «di un problema culturale, guai a scambiarlo per altro». «Quella cinese è una comunità chiusa - spiega Amato - con cui è difficile dialogare», «la comunità più chiusa tra quelle che vivono oggi nel nostro Paese». Altre etnie sono più inclini all'integrazione, sottolinea il ministro, come gli albanesi (348 mila residenti in Italia) e i marocchini (319 mila). «Per i cinesi - aggiunge - isolarsi sembra quasi una condizione prescelta». L'integrazione «è un problema che sembrano non sentire. Per questo, costruire un rapporto con loro diventa davvero difficile». 

Sporco reazionario razzista...

Per l'integrazione dei cinesi la lingua incide e non poco......

Probabilmente le generazioni future si sapranno ben integrare, in classe con una mia cugina c'è un cinese che parla un bergamasco sublime.... ed è perfettamente integrato.

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Per l'integrazione dei cinesi la lingua incide e non poco......

Probabilmente le generazioni future si sapranno ben integrare, in classe con una mia cugina c'è un cinese che parla un bergamasco sublime.... ed è perfettamente integrato.

Bergamasco......tsè

L'unica vera lingua è il sardo

Patagarooooooooooo

:angel::D:P

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è vero: gli americani se ne son fregati di usanze e tradizioni e hanno combattuto decenni per far rispettare la legge, qui in Italia ce ne freghiamo di far rispettare la legge agli immigrati ma strepitiamo come oche sgozzate se questi vogliono costruire una moschea.

la situazione in effetti è totalmente differente perchè è diverso il modo di pensare, adeguarsi ed agire di chi ha accolto questi flussi immigratori.

E a Milano chi governa? :D

Chi ha firmato le licenze di vendita all'ingrosso in pieno centro?

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Ruowei Bu ha 27 anni, è in Italia da 8 ma ha un negozio in Sarpi da 2 mesi

"Rivolevo il libretto, mi hanno dato le spalle"

Parla la giovane cinese che ha avuto il diverbio con la vigilessa all'origine degli scontri di ieri nella Chinatown milanese

Scontri a Chinatown, «Offesa, ho reagito»

«Sono in Italia da 8 anni, spero qualcosa di meglio per i miei figli»

MILANO - È ancora sotto choc e dolorante Ruowei Bu il giorno dopo gli scontri nella Chinatown milanese. Mai si sarebbe immaginata che l'acceso diverbio con una vigilessa si sarebbe trasformato in guerriglia urbana tra centinaia di cinesi e forze dell'ordine. E' appena uscita dall'ospedale (dimessa ieri dal Fatebenefratelli «senza riscontrati danni fisici», è stata poi ricoverata nella clinica Santa Rita). Cammina piano, un collarino a sostenerle il collo, jeans e maglietta color fucsia, capelli lisci che le sfiorano le spalle, gli occhi lucidi.

Ha 26 anni, da 8 è in Italia e da due mesi gestisce con marito e genitori un negozio di chincaglieria in Paolo Sarpi. Accetta di parlare dal suo avvocato, studio accanto alla centralissima piazza San Babila, che è diventato un punto di riferimento della comunità cinese per consulenze e disavventure legali.

Avvio difficile, poche parole in italiano e subito passa al cinese. La traduzione è affidata a una sua connazionale, consulente dello studio legale. «Sto male» esordisce. «Non sapevo che in auto non si possono trasportare merci» spiega. «Va bene pagare la multa, ma il libretto no, l'ho chiesto indietro alla vigilessa, un favore, a noi l'auto serve per sopravvivere» si giustifica. «Ho chiesto dove potevo ritirarlo ma lei ha fatto finta di non sentire» accusa.

Ecco l'affronto: «Ha girato la faccia, mi sono trovata davanti la sua schiena» racconta concitata. Poi al risentimento si è unita l'umiliazione: «La vigilessa ha cominciato a parlare male dei cinesi con una collega» continua. La tensione è presto salita, sono partiti insulti e spintoni con l'arrivo di una folla di curiosi. «La mia cliente non ha aggredito nessuno - precisa l'avvocato Guido Ceserani -. Ha soltanto protestato, e per questo i vigili hanno deciso di portarla via a forza a bordo della loro auto, insieme alla sua bambina di tre anni, che avrebbe potuto restare con il padre e i nonni» aggiunge, confermando che la donna è indagata per oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni. Intanto gli occhi della giovane Bu tornano a inumidirsi. Lei, che non ha frequentato una scuola media milanese senza finirla («sono la maggiore di una famiglia numerosa, dovevo aiutare in casa»), ora spera in qualcosa di meglio per i suoi tre figli: «Se vogliono, potranno studiare» ( ■ ascolta). Una marcia in più per combattere diffidenze e pregiudizi. Per non confondere il rispetto della legge con la mancanza di rispetto.

Alessandra Muglia

14 aprile 2007

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Tutti felici, tutti contenti, tutti innocenti

Edited by EmaZ
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Ma in America chi ha accolto chi?

Gli indigeni non han fatto proprio una bella fine, per il resto erano tutti emigranti, in una terra in gran parte disabitata, una economia in crescita e sempre affamata di braccia, con enormi possibilità di fare fortuna per chiunque.

Adesso che non è più così non mi sembra che le loro frontiere siano molto aperte... e non si può certo dire che non ci siano minoranze che hanno difficoltà ad integrarsi.

Secondo me gli americani non se ne sono fregati di usanze e tradizioni, gli americani (in comune) proprio non ne avevano..

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Poche, sentite, parole.

Ce ne fossero di comunita' come i cinesi: anni ed anni senza rompere un maroncino.

Ad Amato che elogia la capacita' di integrazione degli albanesi ricordo i tanti albanesi che, forse in un goffo tentativo di intergrarsi, si sono spesso autoinvitati nelle villette altrui con fucili a pompa ed i molti che in segno di integrazione hanno offerto le loro ragazzine sulle strade della penisola.

La legge e' uguale per tutti, hanno perso le staffe..saranno spero processati.

Ah, vale per i cinesi e per i poliziotti cui non deve essere parso vero di trovarsi contro persone alte meno di loro (non capita spesso venendo molti di loro da...).

Prosaicamente a me importa che tutti rispettino leggi e SOPRATTUTTO paghino le tasse. Chiunque fa questo, ha diritti e doveri uguali a chi di cognome si chiama Mazzini o Cavour.

Chiunque non lo fa...beh Prosperini docet...ma vale anche per gli italiani.

Edited by Ponchiaz

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