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PRESENTAZIONE UFFICIALE


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Whirlpool Varese: presentazione ufficiale

28.09.2006. 14:05

Questa mattina nella stupenda cornice della Villa Recalcati (sede della Provincia di Varese), è stata presentata la Whirlpool Varese versione 2006/07: i vertici societari hanno voluto presentare ai media in maniera ufficiale giocatori e staff tecnico, nell’ormai imminente marcia di avvicinamento alla prossima stagione.

Il primo a prendere la parola è stato l’assessore allo sport Giangiacomo Longoni, padrone di casa ben fiero di spendere belle parole nei confronti di una realtà come la pallacanestro che nella provincia di Varese attira migliaia di giovani.

A rappresentare la proprietà, Claudio Castiglioni ha sottolineato il buon lavoro del binomio Oioli-Chiapparo nel costruire una squadra solida e ricca di talento; un dovuto ringraziamento è andato anche al main sponsor Whirlpool, ormai al secondo anno di partnership con la società biancorossa.

Ed è proprio Giuseppe Perrucchetti a sottolineare come la multinazionale abbia voluto essere vicina ad una realtà importante del territorio, nella speranza che i risultati sportivi portino il più in alto possibile la Whirlpool Varese.

Dopo aver presentato i singoli giocatori (ai volti noti si aggiunge anche l’inserimento di Dusan Mladjan: 20enne serbo con passaporto svizzero, una guardia/ala con buon fisico e buon atletismo) ha preso la parola Ruben Magnano. Con poche parole il coach argentino ha voluto ringraziare la famiglia Castiglioni per la fiducia riposta nei suoi confronti e ha sottolineato come la squadra abbia ben lavorato durante la preparazione.

Lo staff societario si è poi espresso tramite l’amministratore delegato Chiapparo, il ds Oioli e il responsabile marketing/comunicazione Zamberletti.

Sorpresa finale, ed ecco che si aprono le porte della “Hall of fame” allestita nei locali della Provincia (arricchita dalle fotografie dei vincitori dei sondaggi della scorsa stagione): i nuovi arrivati (soprattutto gli americani) si sono curiosamente avvicinati a maglie e trofei che hanno fatto la storia di Varese… i tifosi biancorossi sperano che la voglia di vittoria li spinga a fare bene!

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Dal nostro Franz:

L'aria è da primo giorno di scuola: De Pol si alza quando sta per essere presentato «un giocatore veloce, atletico...» (ovvero Holland) e poi scoppia a ridere. Si mangia, ci si saluta, si posa per le foto nel cortile di Villa Recalcati, ci si abbraccia. Ma come ogni anno scolastico che si rispetti non mancano i buoni propositi: quelli che, dopo stagioni di "sfiorate bocciature" e di "esami di riparazione", dovranno riportare la Whirlpool di Ruben Magnano nei piani nobili del campionato di serie A.

Una cosa è certa: questa squadra non camminerà sola. Perché l'affetto dei tifosi, il rinnovato interesse da parte degli sponsor, un assetto societario finalmente completo (e questa era un delle pecche a cui si è messo fine) rappresentano tutte le premesse per mettere i giocatori e i tecnici nelle condizioni migliori. Un abbraccio del quale è ben consapevole proprio Magnano (nelal foto, accanto a Claudio Castiglioni) le cui parole non cadono nel silenzio: «Se sono ancora qui è per la fiducia che la famiglia Castiglioni mi ha accordato. "Fiducia" è una parola che nel mondo dello sport troppo spesso non viene rispettata e invece qui ha un grande significato. Vale per il presidente ma anche per tutti i varesini: perciò sono rimasto, al di là delle questioni di contratto».

La giornata, introdotta dall'assessore Longoni nelle vesti del padrone di casa, è vissuta su una serie di interventi da parte degli uomini che compongono l'ossatura del mondo biancorosso. Al "vicepresidente in ascesa" Claudio Maria Castiglioni (affiancato dal fratello Davide) scappa una battuta, che tanto battuta non è: «Con questa squadra vogliamo tornare in coppa. Magari non la Uleb...» come a sottintendere una speranza per un piazzamento nientemeno che tra le prime quattro.

Un risultato che non dispiacerebbe allo sponsor Whirlpool, comunque soddisfatto dalla scorsa stagione, come ha detto il vicepresidente europeo del gruppo, Giuseppe Perrucchetti. Il quale, anch'esso, non tralascia una frase in "stile Giovanni Borghi": «Un programma serio, anche se noi vogliamo puntare al massimo».

Infine Gianni Chiapparo e Mario Oioli, il "braccio armato" della Pallacanestro Varese dietro la scrivania. Chiapparo, tornato in società dopo alcuni anni, ha citato Fernando Pessoa: «Vorrei sempre avere la forza del mare, che ogni giorno ti permette di ricominciare». E ancora: «Vogliamo vincere: per lo scudetto ci attrezzeremo, per ora vincere significa dare tutti il 110%. Chi ci ha visto e coccolato nel torneo di Busto ha già capito di che pasta sono fatti questi ragazzi».

Oioli ha voluto sottolineare come in sede di mercato «Si sia voluto aumentare il tasso di talento a disposizione del coach. La volontà di combattere emersa nelle amichevoli è una bella notizia per tutti».

La sorpresa finale ha le sembianze di Dusan Mladjan (foto sopra), guardia svizzera (non è una battuta) che si allena da qualche settimana e a cui è stato fatto firmare un biennale. Mladjan sarà comunque ceduto in prestito, o in Italia (come vorrebbe Magnano) oppure in Europa anche perché Varese ha già sei giocatori stranieri in roster. «Dusan è un investimento - spiega il coach - È un ragazzo con una qualità difficile da reperire: ha la mano fatata. Non sbaglia mai. Ora è bene che faccia esperienza».

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La sorpresa finale ha le sembianze di Dusan Mladjan (foto sopra), guardia svizzera (non è una battuta) che si allena da qualche settimana e a cui è stato fatto firmare un biennale. Mladjan sarà comunque ceduto in prestito, o in Italia (come vorrebbe Magnano) oppure in Europa anche perché Varese ha già sei giocatori stranieri in roster. «Dusan è un investimento - spiega il coach - È un ragazzo con una qualità difficile da reperire: ha la mano fatata. Non sbaglia mai. Ora è bene che faccia esperienza».

qualcuno dei "martedì a porte aperte" può dire qualcosa su questo ragazzo?! grassie :o

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Dal nostro Franz...

L'aria è da primo giorno di scuola: De Pol si alza quando sta per essere presentato «un giocatore veloce, atletico...» (ovvero Holland) e poi scoppia a ridere. Si mangia, ci si saluta, si posa per le foto nel cortile di Villa Recalcati, ci si abbraccia. Ma come ogni anno scolastico che si rispetti non mancano i buoni propositi: quelli che, dopo stagioni di "sfiorate bocciature" e di "esami di riparazione", dovranno riportare la Whirlpool di Ruben Magnano nei piani nobili del campionato di serie A.

Una cosa è certa: questa squadra non camminerà sola. Perché l'affetto dei tifosi, il rinnovato interesse da parte degli sponsor, un assetto societario finalmente completo (e questa era un delle pecche a cui si è messo fine) rappresentano tutte le premesse per mettere i giocatori e i tecnici nelle condizioni migliori. Un abbraccio del quale è ben consapevole proprio Magnano (nelal foto, accanto a Claudio Castiglioni) le cui parole non cadono nel silenzio: «Se sono ancora qui è per la fiducia che la famiglia Castiglioni mi ha accordato. "Fiducia" è una parola che nel mondo dello sport troppo spesso non viene rispettata e invece qui ha un grande significato. Vale per il presidente ma anche per tutti i varesini: perciò sono rimasto, al di là delle questioni di contratto».

La giornata, introdotta dall'assessore Longoni nelle vesti del padrone di casa, è vissuta su una serie di interventi da parte degli uomini che compongono l'ossatura del mondo biancorosso. Al "vicepresidente in ascesa" Claudio Maria Castiglioni (affiancato dal fratello Davide) scappa una battuta, che tanto battuta non è: «Con questa squadra vogliamo tornare in coppa. Magari non la Uleb...» come a sottintendere una speranza per un piazzamento nientemeno che tra le prime quattro.

Un risultato che non dispiacerebbe allo sponsor Whirlpool, comunque soddisfatto dalla scorsa stagione, come ha detto il vicepresidente europeo del gruppo, Giuseppe Perrucchetti. Il quale, anch'esso, non tralascia una frase in "stile Giovanni Borghi": «Un programma serio, anche se noi vogliamo puntare al massimo».

Infine Gianni Chiapparo e Mario Oioli, il "braccio armato" della Pallacanestro Varese dietro la scrivania. Chiapparo, tornato in società dopo alcuni anni, ha citato Fernando Pessoa: «Vorrei sempre avere la forza del mare, che ogni giorno ti permette di ricominciare». E ancora: «Vogliamo vincere: per lo scudetto ci attrezzeremo, per ora vincere significa dare tutti il 110%. Chi ci ha visto e coccolato nel torneo di Busto ha già capito di che pasta sono fatti questi ragazzi».

Oioli ha voluto sottolineare come in sede di mercato «Si sia voluto aumentare il tasso di talento a disposizione del coach. La volontà di combattere emersa nelle amichevoli è una bella notizia per tutti».

La sorpresa finale ha le sembianze di Dusan Mladjan (foto sopra), guardia svizzera (non è una battuta) che si allena da qualche settimana e a cui è stato fatto firmare un biennale. Mladjan sarà comunque ceduto in prestito, o in Italia (come vorrebbe Magnano) oppure in Europa anche perché Varese ha già sei giocatori stranieri in roster. «Dusan è un investimento - spiega il coach - È un ragazzo con una qualità difficile da reperire: ha la mano fatata. Non sbaglia mai. Ora è bene che faccia esperienza».

...bene,bene...

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Al "vicepresidente in ascesa" Claudio Maria Castiglioni (affiancato dal fratello Davide) scappa una battuta, che tanto battuta non è: «Con questa squadra vogliamo tornare in coppa. Magari non la Uleb...» come a sottintendere una speranza per un piazzamento nientemeno che tra le prime quattro.

L'ultima volta che ho sentito una sparata così grossa, fu quando un giovane presidente trentenne, figlio del proprietario della squadra, affiancato dal fratellino, disse che avremmo vinto lo scudetto ... e così fu.....

Quindi?

:o

EN--TU--SIA--SMO--OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :o

Edited by Ale Div.
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L'ultima volta che ho sentito una sparata così grossa, fu quando un giovane presidente trentenne, figlio del proprietario della squadra, affiancato dal fratellino, disse che avremmo vinto lo scudetto ... e così fu.....

Quindi?

:rolleyes:

EN--TU--SIA--SMO--OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :rolleyes:

non voglio fare il corvaccio, ma io penso che questa squadra non sia da più di un onorevole 7° posto, senza nulla togliere al lavoro fatto da Chiapparo/Oioli.

Ho visto entrambe le partite a Busto, e ho notato gran carattere, senza dubbio, e giocatori combattenti, ma ho anche avuto il brivido che sia una squadra che, finchè le cose girano bene, tutto ok, ma se c'è un attimo di difficoltà, può crollare all'improvviso.

C'è talento, sicuramente, ma bisogna anche vedere come si sono attrezzati gli altri.

Rispetto allo scorso anno siamo sicuramente + forti, ma non forti in assoluto.

Nel complesso, penso che con i soldi che avevamo a disposizione, abbiamo messo in piedi un bel gruppo, ma non da prime 4.

La sparata di casty Junior è da ripassata sui gioielli di famiglia (chi li ha, lo faccia anche x me :rolleyes: ), io mi metto in Standby e sto a guardare, ovviamente remando con la squadra e non contro! :lol:

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L'ultima volta che ho sentito una sparata così grossa, fu quando un giovane presidente trentenne, figlio del proprietario della squadra, affiancato dal fratellino, disse che avremmo vinto lo scudetto ... e così fu.....

Quindi?

:rolleyes:

EN--TU--SIA--SMO--OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :lol:

Ho pensato la stessa cosa sperando che a nessuno venisse in mente di scriverlo.......sei un gufo!!! :rolleyes::rolleyes::lol:^_^

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L'ultima volta che ho sentito una sparata così grossa, fu quando un giovane presidente trentenne, figlio del proprietario della squadra, affiancato dal fratellino, disse che avremmo vinto lo scudetto ... e così fu.....

Quindi?

:rolleyes:

EN--TU--SIA--SMO--OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :rolleyes:

Alessandro Alessandro, dammi il Pozzecco di quegli anni lì o cmq un play che attacchi il canestro ed allora sognerei anch'io...

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Intanto vi riporto il ranking di Dan Peterson:

1. Siena

2. Milano

3. Treviso

4. Fortitudo Bologna

5. Roma

6. Napoli

7. Virtus Bologna

8. Udine o Varese

Direi troppo generoso con Milano, ecco invertirei Napoli con Milano e poi potrei sottoscriverla...

Posso dire che 'sti ranking non servono a una mazza.........

.....e anche merda Milano già che ci siamo !! :rolleyes:

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Da riportare anche il pezzo di tale Enrico Maria Corno sulle tre lombarde:

Poca filosofia del campo e tanta filosofia del bar dello sport. Raccontiamo quel che abbiamo visto, cioè le tre lombarde. Milano, Varese e Cantù, in stretto ordine cronologico, negli ultimi quattro giorni. Trofeo Dream Team, Trofeo Marc’Ambrogio (che si chiama così perché - riportata dagli spalti — gli unici due paganti erano Marco e Ambrogio), e poi Cantù con il Khimki.

Ah, già… c’era anche Roma tra le italiane. Quale Roma? Quella che si è vista con un Repesa tendenzialmente preoccupato (ha preso a calci la lavagnetta che è finita in terza fila al Lido colpendo uno tra Marco e Ambrogio, giuro!), un Saibene silenzioso e un Brunamonti ansioso.

E un Moiso in partenza e gli altri fuori posto e fuori forma. Prepariamoci a vedere la Lottomatica contro Phoenix, anche ci sarà poco da vedere, in effetti. Mi sarebbe personalmente piaciuto vedere un’altra Roma, non questo cantiere aperto dove mancano parecchi mattoni (quello rotto lo buttano, ne prendono un altro subito, uno a Natale e magari uno prima dei playoff come fa sempre mastro Repesa?). A proposito, che fine ha fatto Sconochini? Ah, non vi eravate accorti che mancava?

Comunque torniamo alle squadre lombarde…

Milano? Detto che le squadre si giudicano dopo aver visto delle partite vere, ci sono state più sconfitte che vittorie nella prestagione biancorossa, peraltro cominciata con un certo anticipo rispetto alla prestagione di altri incontrati tornei facendo.

Insomma, non scendiamo nei particolari di Watson insieme a Blair (quando si è infortunato cadendo male sul parquet le male lingue già speravano nel sostituto) o di Calabria da specialista: ogni valutazione ad oggi sarebbe solo una questione di gusto e interpretazione soggettiva ma questa è una squadra costruita consapevolmente senza go-to-guy, dove lo spirito del gruppo e la dedizione al gruppo dovrebbero prevalere. Eppure oggi come oggi, sull’80 pari a 20” dalla fine, Djordjevic e Garris a chi danno la palla dell’ultimo tiro?

Temo proprio che la diano a Danilo Gallinari. Sarei felice se fossi Tanjevic, sarei felice se fossi il padre di Gallinari, anche se fossi proprio Danilo Gallinari ma diciamo che non è proprio l’ideale per una squadra che punta al titolo. Non sono sicuro che lo scorso anno, sull’80 pari al PalaVerde, la palla sarebbe finita nelle mani di Bargnani. Anzi.

Insomma, fino ad ora non s’è visto niente di bello a Milano, niente che lasci la speranza di divertirsi più della scorsa stagione, anche se si vincerà di più e non verrà tagliato l’allenatore. E le maglie, diciamocelo, sono tra le più brutte della storia, perfino più brutte di quelle dello scorso anno, soprattutto nella livrea rossa.

Varese? Ecco, portato a casa il Trofeo Dream Team lo scorso weekend ha vinto tutto quello che c’era da vincere nella stagione: ciò non toglie che possa andare meglio della scorsa. Insomma, Zio Galanda MVP vi dà la misura dello stato di salute della squadra che ha bisogno della sua presenza come il pane.

Peraltro i pugnetti mostrati ai belgradesi in una mezza rissa in finale, lo scorso anno a Milano non si erano mai visti. Se la guerra per il buon senso e per il libero arbitrio in campo è già cominciata tra Don Magnano e il nuovo playmaker Billy Keys, tra poco comincerà anche quella con Holland, sì, quello che era a Teramo. Keith Carter conta e si fa sentire anche se non è un campione, Howell conta ma non si fa sentire ma i tifosi varesini non sono come i fighetti milanesi e si accontentano di poco e sono felici. E vanno in tanti al palazzo.

Cantù? Sacripanti dice che sono indietro con la preparazione e non ne dubitiamo. Quando vedi Eric Williams palleggiare durante il riscaldamento ti metti a ridere e pensi che tuo nipote al minibasket faccia meglio ma poi ti ricredi perché è uno che ha voglia, si sbatte nonostante tutto e ha perfino schiacciato sulla faccia di Podkolzine (che ha smesso di crescere in altezza ma non in larghezza.

Ora siamo sui 160 chili). Williams, ragazzone rasta (che alla tavolata al ristorante, seduto di fianco alla moglie, si mette le cuffie dell’i-pod e canticchia), sta in campo anche con Casey Shaw quando Pino crede nei due centri. Non malissimo Michael Jordan (l’altro play, il mezzo irlandese McGrath, vale un qualunque play di B1 ma costa di meno), bene Mazzarino, malino Phil Jones e non giudicabili i due neri Wilson e Smith, tenuti poco in campo e dati per dispersi per tutta la partita. La sensazione è che, a scommesse vinte, Cantù non potrà fare molto meglio dello scorso anno.

Note a margine: bella cena organizzata dagli organizzatori desiani (ristorante “Il Torello Fresco”, credeteci a no) che hanno fatto provare il risotto alla milanese a quelli del Khimki. Pavel indossava pantaloni arancioni di ciniglia larghi e molli come fosse un rapper del Bronx e una maglietta bianca con la stampa rossa di pozzi di petrolio stilizzati.

Le parole non rendono l’immagine. Tre tavolate lunghe e parallele: all’estrema destra Cantù e tutti i suoi americani parenti compresi, in mezzo gli italiani ospitanti e i russi dall’altra parte. Sembrava di essere ancora ai tempi della guerra fredda. Show del Poz a tavola, che prima aveva trovato modo di rimanere sui blocchi di 3/4000 donne fuori dal palazzetto, una a una. A proposito… ha vinto il Khimki.

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perchè? nn ha bisogno di nessun visto e cmq andrà in prestito.

sertaaaaaaaaaaaaaaarrrrrrrrrrr :rolleyes::rolleyes::lol:

Si adesso l'ho capita, la guardia svizzera!!

alleluja :rolleyes:

i tifosi varesini non sono come i fighetti milanesi e si accontentano di poco e sono felici. E vanno in tanti al palazzo.

si accontentano di poco mi pare una boiata pazzesca!!!!!!!!!!!!!!! ma sa di chi sta parlando? miii siamo un pubblico di spaccapalle pretenziosi!!!!

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sono felice che ci sia la squadra, sono felice perchè da stasera ricominciamo a vedere basket vero.

attendo con fiducia.

GALANDA è un super, DEPOL - HAFNAR - FERNANDEZ sono dei combattenti

HOWELL è un po' bloccato ma è OK

ora tocca agli altri farsi conoscere.

buon basket a tutti

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Da riportare anche il pezzo di tale Enrico Maria Corno sulle tre lombarde:

[...]

Varese? Ecco, portato a casa il Trofeo Dream Team lo scorso weekend ha vinto tutto quello che c’era da vincere nella stagione: ciò non toglie che possa andare meglio della scorsa. Insomma, Zio Galanda MVP vi dà la misura dello stato di salute della squadra che ha bisogno della sua presenza come il pane.

Francamente posso vivere anche senza leggere Enrico Maria Corno.... :unsure:

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Francamente posso vivere anche senza leggere Enrico Maria Corno.... :unsure:

... anche perché hai appena letto il suo più grande articolo, l'apice della sua arte. irripetibile canto del cigno!

ah, si corno, hai segnato indelebilmente il mondo del giornalismo sportivo italiano. complimenti novello Vergani...

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Intanto vi riporto il ranking di Dan Peterson:

1. Siena

2. Milano

3. Treviso

4. Fortitudo Bologna

5. Roma

6. Napoli

7. Virtus Bologna

8. Udine o Varese

Direi troppo generoso con Milano, ecco invertirei Napoli con Milano e poi potrei sottoscriverla...

Peterson non ne azzecca mai una quindi và bene così possiamo solo migliorare :unsure::unsure:

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Francamente posso vivere anche senza leggere Enrico Maria Corno.... :unsure:

... anche perché hai appena letto il suo più grande articolo, l'apice della sua arte. irripetibile canto del cigno!

ah, si corno, hai segnato indelebilmente il mondo del giornalismo sportivo italiano. complimenti novello Vergani...

Ma visto le minchiate che scrive , non è che per caso è parente di quel gran genio di elio corno ?

corno : un cognome nessun cervello!

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