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Io ho parlato di intensità, non di tecnica. Le mani addosso e la canotte tirate, fanno parte dell'intensità, non della tecnica.

Certo ... ma a quanto mi ricordo il fatto che vengano permesse certe cose (che se non baglio il regolamento non permetterebbe di farlo) è figlio di un peggioramento della qualità difensiva dei giocatori e della qualità anche della capacità degli uomini in grigio ...

In quanto al trio che hai citato, beh...senza scomodare Pittman e Vescovi (ottimi difensori, specialmente il secondo con il passare degli anni) bastava vedere Sacchetti su Riva per lustrarsi gli occhi e capire cosa voleva dire marcare una guardia tiratrice

E da grandi difese nascono grandi attacchi ... Contropiede ... tanti punti ... giocatori gasati ... ed ancora grandi difese ...

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Una volta si facevano meno pesi, meno preparazione atletica e meno tattica per preparare le partite.

Ma sicuramente si facevano più ore di fondamentali in palestra, e dopo 2 ore di scivolamenti difensivi senza palla tutti andavano all'oratorio a giocare alla morte per altre 3-4 ore.

That's it.

Sono daccordo sulla quantità superiore di lavoro in palestra (intesa come campo da basket) ...

Ma sul fatto che lavorassero meno in sala pesi o sui campi d'atletica non sono daccordo ...

Mi ricordo i fisici di certi centri di 10-15 anni fa ... Ti posso assicurare che secondo me erano grossi come ed in alcuni casi di più di quelli di adesso ...

Esempi ?

Eze (il centro di Siena) non mi sembra molto più grosso di quello che era Cozell McQueen (centro di Venezia di una decina di anni fa)...

Ed i fisici di gente come Pittman, Radovanovic, Kea, Dawkins? Rusconi stesso ... potrei andare avanti ...

Uno come Stonerook 10-15 anni fa era un giocatore, non dico normale, ma non raro ...

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Sono daccordo sulla quantità superiore di lavoro in palestra (intesa come campo da basket) ...

Ma sul fatto che lavorassero meno in sala pesi o sui campi d'atletica non sono daccordo ...

Mi ricordo i fisici di certi centri di 10-15 anni fa ... Ti posso assicurare che secondo me erano grossi come ed in alcuni casi di più di quelli di adesso ...

Esempi ?

Eze (il centro di Siena) non mi sembra molto più grosso di quello che era Cozell McQueen (centro di Venezia di una decina di anni fa)...

Ed i fisici di gente come Pittman, Radovanovic, Kea, Dawkins? Rusconi stesso ... potrei andare avanti ...

Uno come Stonerook 10-15 anni fa era un giocatore, non dico normale, ma non raro ...

Garantito al limone che gli italiani lavoravano meno in sala pesi ed al campo d'atletica...e molto di più sui fondamentali.

Tenendo conto che Kea e Dawkins erano due colossi, mentre Pittman non era certo un fisicone e Radovanovic era un giocatore dinamico e tutt'altro che fisicoso.

E comunque adesso quei giocatori non avrebbero più senso di esistere sotto il profilo tattico, per il già affrontato problema di mobilità in chiave pick&roll. Oltre ad essere rigorosamente tutti e dico TUTTI confinati sul fondo delle panchine NBA, che negli anni '80 aveva 23 squadre rispetto alle 30 attuali, con un massimo di 12 contratti garantiti e non di 15, e il minimo salariale era di poco sopra i 100 mila dollari, che nel momento in cui gli americani da pagare erano solo 2 e il cartellino calmierava i costi degli italiani, per i club di serie A dell'epoca erano pochissima roba. Inoltre non c'era il sistema salariale favorevole ai veterani, per quello i vari McAdoo Gervin Gilmore etc etc svernarono in Italia a fine carriera.

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Personalmente mi divertivo di più quando le regole prevedevano due soli stranieri (nostaglia di Thompson e Pittman). Non per una questione di italianità, ma per un maggiore equilibrio nel campionato. Fatta questa premessa, è davvero un piacere vedere giocare Siena e il Cska Mosca. E complimenti a loro che si sono adeguate più velocemente (grazie alla liquidità disponibile) alla nuova realtà.

Guarda che quelli che costano sono gli italiani. Le squadre a basso budget (Cantù ne è l'esempio principe) hanno solo stranieri (tra USA, comunitari e passaportati). Se Melvin fosse italiano non si accontenterebbe di 200 mila dollari a stagione (e non è certo uno degli USA meno pagati!). Gigli (e dico Gigli!) ne prende più del doppio, in euro.

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Si, giusto e nessunissimo lo contesta, anzi (perchè ti voglio bene giesse)

Ma mi domando: possono o no starmi antipatiche le squadre con 2 kenyoti, 3 americani di cui uno fortissimo aveva la nonna di bregazzana che era brasiliana ma residente a bregazzana domiciliata a casalzuigno e sposata con uno di arcumeggia allora può decidere se giocare con 3 nazionali a caso, forse 2, 1 croato, 1 serbo, 1 bosniaco, 1 sloveno e 1 montenegrino che tutti insieme rimembrano i vecchi tempi di tito, uno che non si sa da dove arriva, però nel campionato dello sri lanka una volta ha fatto 45 punti e un italiano nato e cresciuto nel territorio italiano, ma gioca a basket da 2 anni e non ha fatto il settore giovanile??

A me invece non piace la logica del panda. Per cui l'italiano gioca sempre e comunque.

Gallinari è forte e gioca. E giocherebbe anche se fosse uzbeko.

Così come Amoroso, Poeta e qualche altro giovanotto, oltre ai "vecchietti" come il Poz e Galanda.

Questo sistema fa sì che un boscagin qualsiasi prenda più di un USA per fargli da riserva e che un qualsiasi ragazzetto che stacca un contratto da professionista in serie A si senta arrivato e si atteggi a superstar (vedi gente come Crosariol, o tante altre eterne promesse).

I giocatori forti, se ci sono, arrivano al top, senza bisogno che nessuno li protegga.

Queste regole da un lato sfiorano il ridicolo (vedi il "caso" Chiacig) e dall'altro non alzano di una virgola il livello medio dei nostri giocatori (con una nazionale che è ai minimi storici).

E ai giocatori buoni non può far che bene confrontarsi con chi è più bravo. Il livello del campionato è crollato e chiudendo le porte agli stranieri precipiterà ancora più in basso (come la A2).

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Al lordo o al netto della massa grassa?

Darryl Dawkins visto giocare dal vivo era qualcosa di monumentale. Grande grosso come il San Carlone... e con la stessa mobilità :boxing[1]:

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Per altro le nuove regole mi pare anche che abbiano garantito un futuro da atleta a dei mezzi gangsta che anni fa avrebbero dovuto lavorare in drugstore e non fare la Lega A e rissare all'Hollywood di milano.

La qualità è un problema anche in USA.

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Guarda che quelli che costano sono gli italiani. Le squadre a basso budget (Cantù ne è l'esempio principe) hanno solo stranieri (tra USA, comunitari e passaportati). Se Melvin fosse italiano non si accontenterebbe di 200 mila dollari a stagione (e non è certo uno degli USA meno pagati!). Gigli (e dico Gigli!) ne prende più del doppio, in euro.

Guarda che gli americani buoni costano. Se vuoi pagarli poco devi saperli pescare (e noi ultimamente non siamo all'altezza), ma te li godi un anno o due al massimo perche poi arriva la Siena di turno che se li pappa. Parli di Cantù e a buona cognizione di causa. Ma se resti nel tuo esempio, sbaglio o Siena ha pescato nell'orticello brianzolo? E, ancora, Mc Collugh (scoperto da loro) per il vil denaro li ha salutati per venire da noi. E stesso giochetto ha poi fatto, direzione Milano...

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Darryl Dawkins visto giocare dal vivo era qualcosa di monumentale. Grande grosso come il San Carlone... e con la stessa mobilità :boxing[1]:

A me "Bambino" Dawkins mi divertiva un sacco. Prendeva palla in post basso e la teneva in mano come se fosse una pallina da tennis.... Lo guardavo e sorridevo senza accorgermene. Poi è anche vero che per rientrare in difesa.... faceva prima a fare come "showtime" il centro degli Harlem che resta in attacco a scherzare con il pubblico

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E stesso giochetto ha poi fatto, direzione Milano...

Non voglio sostenere che sarebbe rimasto da noi anche a fronte di offerte migliori, ma per amor di verità va ricordato che Varese non fece nessuna offerta a McC per la stagione 2004-2005

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(...)

mentre Pittman non era certo un fisicone

(...)

verissimo, Gs!

però il buon Charlie (che perdeva nel 'confronto di stazza' con molti centri dei tempi) era un buon rimbalzista.

metteva i suoi 10punti e si prendeva i suoi 10 rimbalzi a partita aprendo molti dei fenomenali contropiedi di quella bellissima squadra...

ah, nostalgia canaglia...

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Non voglio sostenere che sarebbe rimasto da noi anche a fronte di offerte migliori, ma per amor di verità va ricordato che Varese non fece nessuna offerta a McC per la stagione 2004-2005

Non ne sono sicuro...ma mi pare che una offerta da parte di Varese fu fatta. Al 1° rilancio di Milano non si continuò, forse perchè noi non partecipiamo ad aste... :boxing[1]:

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ATTENZIONE !!!

io non ho segnalato i due perche' varesini, ma perche' sono ANCHE VARESINI !!

AMOROSO , come noto NON e' vaesino.

:boxing[1]:

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....(anyone remembers la vecchia DiVarese fatta massimamente in casa con Ferraiuolo Vescovi Caneva il giovane Rusconi più Boselli giunto da Milano come mancia per Meneghin e Sacchetti unico cartellino acquistato...

:wub::wub:

Lancio una chiave di lettura diversa. Una volta si difendeva con meno intensità. Ogni squadra contava su 7-8 giocatori. E con 3 falli a carico bisognava essere più permissivi con il proprio diretto avversario. Oggi le squadre hanno rotazioni maggiori, ma soprattutto la qualità di chi entra è maggiore. Quindi nessuno teme di dover uscire per 5 falli perché rimpiazzato spesso in maniera adeguata.

mah... io ricordo che la difesa aggressiva era uno dei marchi di fabbrica della divarese di cui sopra e della ranger finalista di sacco. anzi, direi che la difesa della ranger, grazie alla promozione di rusconi in quintetto e al play americano, era anche + tosta di quella della divarese.

Garantito al limone che gli italiani lavoravano meno in sala pesi ed al campo d'atletica...e molto di più sui fondamentali.

Tenendo conto che Kea e Dawkins erano due colossi, mentre Pittman non era certo un fisicone e Radovanovic era un giocatore dinamico e tutt'altro che fisicoso.

E comunque adesso quei giocatori non avrebbero più senso di esistere sotto il profilo tattico, per il già affrontato problema di mobilità in chiave pick&roll. Oltre ad essere rigorosamente tutti e dico TUTTI confinati sul fondo delle panchine NBA, che negli anni '80 aveva 23 squadre rispetto alle 30 attuali, con un massimo di 12 contratti garantiti e non di 15, e il minimo salariale era di poco sopra i 100 mila dollari, che nel momento in cui gli americani da pagare erano solo 2 e il cartellino calmierava i costi degli italiani, per i club di serie A dell'epoca erano pochissima roba. Inoltre non c'era il sistema salariale favorevole ai veterani, per quello i vari McAdoo Gervin Gilmore etc etc svernarono in Italia a fine carriera.

permettimi di dissentire su pittman. non era un bestione modello culturismo, ma ricordo bene che aveva muscoli definiti che gli garantivano un'esplosività come pochi altri... e pure gilmore era bello grosso eh... sugli italiani invece, sono completamente d'accordo.

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...pick&roll, ... ne esalta la qualità dell'esecuzione lavorando in maniera eccellente sul coinvolgimento dei tre non coinvolti nel gioco a due iniziale tramite circolazione di palla e spaziature.

Ieri non ho avuto molto tempo per sviluppare qs.discorso: verissimo qs.punto, che nobilita il p&r come le grandi squadre sanno fare rendendolo gioco corale e di incroci continui non più fra solo 2 giocatori ma appunto a livello corale ed adattandosi allo sviluppo delle situazioni in campo (Cska, Pana, Tau, S.Antonio, ecc. ecc. ...), ma anche, a qs. punto, non più di facilissima comprensione per tutti i giocatori...allora chiedo: anche lo sviluppo del p&r a livello corale può essere considerato come minimo comun multiplo, come pabulum basilare di ogni squadra...?

Guest Stewe
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Secondo me bisogna fare una distinzione fra "pick and roll" e "blocco sul palleggiatore".

Il pick and roll è una pratica desueta.

Quanti giochi a 2 portano a un tiro del lungo dopo la rollata?

Il blocco sul palleggiatore (per entrare nei giochi, per ribaltare il lato della palla, per fare una penetrazione ecc.) è più comune. Moltissimo comune.

Ma è da considerarsi alla stregua di un blocco senza palla.

Negli highlight della notte di New Orleans - San Antonio c'è un po' tutto questo http://sports.espn.go.com/broadband/video/...8&n8pe6c=3.

1 pick and roll (Ginobili - Duncan) ma anche un tiro dopo un blocco verticale.

Un tiro da 3 punti dopo palla dentro con un extra pass...

Chris Paul che usa i suoi compagni come birilli per buttarsi dentro...

Guarda anche gli HL del primo tempo fra Cska - Maccabi

Zero P/R

A livello di percezione ottica, credo che tante squadre facciano così fatica a iniziare i giochi che sembra che siano tutti fermi e giochino solo pick and roll.

La questione è: come entrare nei giochi nei primi 4-5 secondi dell'azione?

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A me invece non piace la logica del panda. Per cui l'italiano gioca sempre e comunque.

Gallinari è forte e gioca. E giocherebbe anche se fosse uzbeko.

Così come Amoroso, Poeta e qualche altro giovanotto, oltre ai "vecchietti" come il Poz e Galanda.

Questo sistema fa sì che un boscagin qualsiasi prenda più di un USA per fargli da riserva e che un qualsiasi ragazzetto che stacca un contratto da professionista in serie A si senta arrivato e si atteggi a superstar (vedi gente come Crosariol, o tante altre eterne promesse).

I giocatori forti, se ci sono, arrivano al top, senza bisogno che nessuno li protegga.

Queste regole da un lato sfiorano il ridicolo (vedi il "caso" Chiacig) e dall'altro non alzano di una virgola il livello medio dei nostri giocatori (con una nazionale che è ai minimi storici).

E ai giocatori buoni non può far che bene confrontarsi con chi è più bravo. Il livello del campionato è crollato e chiudendo le porte agli stranieri precipiterà ancora più in basso (come la A2).

Secondo me il modo migliore per difendere gli italiani sarebbe quello di eliminare il limite minimo ...

Lo so che sembra assurdo ...

Ma il fatto che le società sono obbligate ad averli è un arma di "ricatto" da parte degli agenti (ormai completi padroni del mercato) ...

A parità di qualità un italiano costa il doppio di uno straniero ... E' ovvio che le società (anche quelle con budget alti) sempre a parità di qualità puntano al giocatore più economico (l'Inter non fa testo :wub:)

Come è possibile che gente come Pecile chieda 500.000 euro netti o che Righetti l'anno scorso a Roma (che ha provato a darlo in prestito a destra e manca) ne prendesse 750.000 ...

A quelle cifre io voglio un giocatore che mi garantisca una doppia doppia di media ...

Eppoi guardiamo tutte quelle squadre imbottite di ragazzini che non giocheranno mai o giocatori ormai all'ultimo anno che si prendono gli ultimi soldini senza lamentarsi per il minutaggio inesistente ...

Un buon giocatore di 25/26 anni accetterebbe di firmare per una squadra di A1 e fare panchina per 38/40 minuti a partita?

E' ovvio che per fare ciò chiedano un sacco di soldi (tanto devono prendermi per forza) oppure preferiscono stare nelle serie minori ...

I giocatori migliorano anche giocando con i migliori ... Gallinari, se fosse rimasto ancora in B1 od in A2 sarebbe diventato il giocatore attuale?

Lo so ... discorsi a cui non si può rispondere (tipo ... ma se Joe Briant fosse rimasto in Italia Kobe sarebbe diventato MVP? :wub:) ...

Al tempo stesso le società stesse sanno che un italiano tende più facilmente a firmare contratti lunghi ed a mettere radici ... e quindi penso che sempre a parità di qualità e condizioni economiche le società punterebbero su di un italiano ...

Forse mi sbaglio

P.s. Anche gli italiani lasciano una squadra se un altra gli offre di più (vedi De Pol che lasciò Varese dopo la stella per andare a Roma) ... ma quello è anche giusto ... per quanto Voi amiate il Vostro posto, se qualcuno arriva e Vi offre più soldi (magari anche il doppio) Voi cosa fate ? E consideriamo che la carriera di un atleta professionista paga per 8-10 anni.

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Come è possibile che gente come Pecile chieda 500.000 euro netti o che Righetti l'anno scorso a Roma (che ha provato a darlo in prestito a destra e manca) ne prendesse 750.000 ...

seh vabbeh, cala!

I giocatori migliorano anche giocando con i migliori ... Gallinari, se fosse rimasto ancora in B1 od in A2 sarebbe diventato il giocatore attuale?

il problema non si pone: uno forte come Gallinari trova spazio in qualunque squadra di serie A1, di Eurolega e forse anche in NBA.

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Secondo me il modo migliore per difendere gli italiani sarebbe quello di eliminare il limite minimo ...

Lo so che sembra assurdo ...

A me no.

Ma il fatto che le società sono obbligate ad averli è un arma di "ricatto" da parte degli agenti (ormai completi padroni del mercato) ...

A parità di qualità un italiano costa il doppio di uno straniero ... E' ovvio che le società (anche quelle con budget alti) sempre a parità di qualità puntano al giocatore più economico (l'Inter non fa testo :wub:)

Non è solo un'arma di ricatto. Un giocatore italiano che firma un contratto pluriennale si sente arrivato e sa che, male che vada, vegeterà in panca o sarà prestato. Giocatori come Crosariol o Fantoni hanno cambiato aria invece che sbattersi per trovare spazio, lasciandosi andare ad atteggiamenti da "fenomeno" (Crosariol che fanculeggia il coach, Fantoni che si dichiara contento dell'esonero di Ramagli) quando hanno ancora tutto da dimostrare.

Gente come Finley, Wood, anche il "nostro" Beck hanno "fame" di giocare e trovare un ingaggio sempre migliore. E prendono meno di un Boscagin... e non sono sicuri di rimanere nel dorato mondo del basket tutta la vita.

Se a un po' dei nostri crollasse qualche certezza probabilmente spenderebbero qualche goccia di sudore in più e non si farebbero mettere i piedi in testa dall'americanello di turno. A costo di andare a giocare in Spagna, Russia o Grecia.

Eppoi guardiamo tutte quelle squadre imbottite di ragazzini che non giocheranno mai o giocatori ormai all'ultimo anno che si prendono gli ultimi soldini senza lamentarsi per il minutaggio inesistente ...

Sempre meglio di quelli oltre l'ultimo anno di decorosa carriera che si lamentano pure...

I giocatori migliorano anche giocando con i migliori ... Gallinari, se fosse rimasto ancora in B1 od in A2 sarebbe diventato il giocatore attuale?

Gallinari non sarebbe rimasto in B1 o A2 nemmeno se si potessero schierare i marziani in A1.

Al tempo stesso le società stesse sanno che un italiano tende più facilmente a firmare contratti lunghi ed a mettere radici ... e quindi penso che sempre a parità di qualità e condizioni economiche le società punterebbero su di un italiano ...

Il numero di società che "traballano" alla fine di ogni stagione dice il contrario. Se non sai quali sono le risorse che avrai a disposizione per l'anno successivo poter mettere sotto contratto giocatori a basso costo e che puoi calcinculare quando vuoi ti consente di sopravvivere meglio di chi "scommette" pluriennalizzando giocatori promettenti che rischia di "tenersi sul gobbone" se si dimostra una pippa.

Tra l'altro si può sperare di piazzare un buon USA a stagione in corso (Sow, Tucker, Diener) mentre è più difficile farlo con un italiano (Michelori), che ha pretese più alte, poco mercato nei campionati davvero ricchi o in eurolega e pretese ben diverse.

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Ma mi domando: possono o no starmi antipatiche le squadre con 2 kenyoti, 3 americani di cui uno fortissimo aveva la nonna di bregazzana che era brasiliana ma residente a bregazzana domiciliata a casalzuigno e sposata con uno di arcumeggia allora può decidere se giocare con 3 nazionali a caso, forse 2, 1 croato, 1 serbo, 1 bosniaco, 1 sloveno e 1 montenegrino che tutti insieme rimembrano i vecchi tempi di tito, uno che non si sa da dove arriva, però nel campionato dello sri lanka una volta ha fatto 45 punti e un italiano nato e cresciuto nel territorio italiano, ma gioca a basket da 2 anni e non ha fatto il settore giovanile??

A me stanno sulle palle E MOLTO le squadre che retrocedono in Legadue senza lottare e senza orgoglio , anche se ci giocano 1 varesino doc e 2 varesininside.

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A me stanno sulle palle E MOLTO le squadre che retrocedono in Legadue senza lottare e senza orgoglio , anche se ci giocano 1 varesino doc e 2 varesininside.

chissà come mai ma stanno tanto sui maroni pure a me..

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A me stanno sulle palle E MOLTO le squadre che retrocedono in Legadue senza lottare e senza orgoglio , anche se ci giocano 1 varesino doc e 2 varesininside.
chissà come mai ma stanno tanto sui maroni pure a me..

E' che somatizzate troppo

Posted (edited)

Le sto guardando infatti...ieri i nostri spazzati via dalla Reyer Cocoon Venezia, dei vari Rombaldoni Causin Alberti e Sartori.

Edited by sertar

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