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USA a Obama


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Mister President, non faccia mai questi errori

di Massimo M. Veronese

Okay, ha vinto Obama. Il suo programma è chiaro, la sua filosofia nota, il suo orizzonte luminoso. Dice ciò che pensa e fa quello che dice. Sempre che il corso degli eventi non cambi il suo destino. Ma ci sono cose che un presidente degli Stati Uniti «non» deve fare. Mai. Qualunque sia il suo programma, qualunque sia il suo orizzonte. Ecco, così per dargli una mano, e non lasciarlo solo in questo momento così delicato, gli abbiamo preparato una specie di antiprogramma, un decalogo delle cose assolutamente da non fare appena la casa Bianca sarà casa sua, una hit parade delle peggiori stupidaggini fatte dagli uomini più potenti del mondo. L’ha stilata un parlamento di storici americani. Presidente, prende nota…

1 Cerca di essere un tipo elastico - Mica come Woodrow Wilson che, per creare Stati più omogenei, convinse l’Europa a smembrare su base etnica i Paesi usciti sconfitti dalla Prima guerra mondiale. Fu la madre di tutte le pulizie, peggio del Mastrolindo, sul Trattato di Versailles si rifiutò di scendere a compromessi. Fu il primo presidente americano a sbarcare in Europa. Meglio se restava a casina sua.

2 Non dare troppa corda ai meridionali - Errore che fece James Buchanan, 15mo presidente, che gli americani ricordano sempre malvolentieri. Fu per colpa della sua debolezza che si scatenò la Guerra Civile, mezzo milione di morti tra l’aprile del 1861 e il maggio del 1865. Quando gli Stati del Sud decisero la secessione lui se ne restò lì come un baccalà. Il suo posto lo prese Lincoln. Tutta un’altra storia.

3 Evita di fare il duro con le minoranze - Come fece Andrew Johnson, che a Guerra Civile più che finita, non volle concedere ai neri altri diritti oltre l’abolizione della schiavitù. «Continuiamo ancora oggi a pagare per gli errori di Johnson», ha detto Michael Les Benedict, storico della Ohio State University. Qualcosa ci dice che Obama ci ascolterà…

4 Fatti sempre i fatti tuoi - Sennò te ne vai a casa di corsa com’è successo a Richard Nixon per aver spiato i rivali democratici, unico presidente americano ad essere stato deposto e gettato nel Watergate.

5 Mai dare troppa confidenza alle stagiste - Meno che meno se si chiamano Monica.

6 Non intestardirti quando c’hai torto - Non prendere esempio da Lyndon Johnson che decise di continuare ad oltranza la sciagurata avventura del Vietnam. L’America non glielo perdonerà mai. Tranne Rambo I, II, III e IV.

7 Scegliti con attenzione i nemici - In nome dell’interesse nazionale Thomas Jefferson, padre della Dichiarazione d'Indipendenza, decise di imporre agli inglesi il rispetto della neutralità degli Stati Uniti in acque internazionali durante le guerre napoleoniche e convinse il Congresso, nel 1807, a varare l'embargo che proibiva i legami commerciali con la Gran Bretagna. Mossa che non servì a nulla e che produsse effetti economici devastanti. Quasi peggio dei mutui.

8 Non fare l’attaccabriga ad ogni costo - James Madison nel 1812 non riuscì a tenere la giovane Unione lontana da una nuova guerra con la Gran Bretagna, che in crisi per il blocco continentale napoleonico, si rifaceva un po’ da mascalzoni a spese degli americani. Gli inglesi arrivarono persino a conquistare la capitale Washington, e Madison fu costretto alla fuga, per poi essere rieletto. Classico presidente Getta e Usa.

9 Lascia perdere i porci - Per colpa della fallita invasione della Baia dei Porci, dove i sovietici avevano piazzato i loro missili, a momenti casca il mondo e casca la terra. Fa niente poi se John F.Kennedy riuscì a risolvere alla grande la crisi. Non sono problemi da porci.

10 Non vendere armi al nemico - Fa niente se la sua presidenza provocò la fine del comunismo e che Dio gliene renda merito. L'accordo segreto che prevedeva la vendita di armi all'Iran per finanziarie la guerriglia anticomunista in Nicaragua fu l’unica pecca degli otto anni di Ronald Reagan. Nonno insuperabile.

Poi volendo ci sarebbe anche: evita di far credere che il tuo nemico abbia armi di distruzioni di massa se non è vero. Ma chi volete che faccia una stupidaggine del genere… :lol::huh::rolleyes:

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Resto convinto che gli USA siano una nazione così grande e politicamente importante, che alla fine qualsiasi ideologia sia costretta a piegarsi alla Ragione di Stato, alla Real Politik. E' un bene incontestabile, comunque, che sia stata sbaragliata la lobby che ha sostenuto, attraverso le peggiori e incredibili bugie, l'amministrazione colonialista e teocratica della Bush Company.

Mi auguro che possa portare avanti le idee che ha presentato in campagna elettorale. La maggior parte è condivisibile. Rimango perplesso solo quando dice che bisogna ritirare le truppe dall'Iraq per dirottarle in Afghanistan. Se si vuole chiudere l'era Bush, bisogna riparare i torti e gli errori della precedente amministrazione e chiudere un capitolo vergognoso della storia USA.

Mi auguro che la discontinuità avvenga non solo con gli 8 anni di era Bush, ma anche con i precedenti 8 di Clinton, quelli che hanno favorito e incoraggiato la bolla speculativa, che oggi stiamo pagando, e la globalizzazione.

Ma qui ho grossi dubbi che possano avvenire rivoluzioni come da tante parti ci si aspetta.....

Queste sono le cose che coinvolgono, volenti o nolenti, tutto il mondo globalizzato e che quindi dovrebbero interessarci, tutto il resto, per me, è folklore, soprattutto se applicate al contesto politico europeo...

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Momento storico non solo per gli Stati Uniti, personalmente sono contento se non altro per verificare se vi sono altre strade in politica estera con quelli stati fino ad oggi contrari all'occidente; vediamo se è possibile il dialogo e non solo la forza.

Per il resto il lavoro sarà tanto per Mister Obama...

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Se fosse al livello di Clinton ci sarebbe di che essere felici.

Ritengo gli otto anni clintoniani, l'inizio di questo sfascio.

Posso concederti il primo mandato, quasi innocuo, ma il secondo quadriennio è stato quello della rivoluzione finanziaria, quella che oggi stiamo pagando.

Momento storico non solo per gli Stati Uniti, personalmente sono contento se non altro per verificare se vi sono altre strade in politica estera con quelli stati fino ad oggi contrari all'occidente; vediamo se è possibile il dialogo e non solo la forza.

Per il resto il lavoro sarà tanto per Mister Obama...

Per il momento ha proposto solo di di ritirare i soldati dall'Iraq per mandarli in Afghanistan.

E poi quali sarebbero le nazioni ostili all'occidente?

Quelle che hanno lanciato gli aerei nei palazzi solo perchè, come disse Bush, noi abbiamo la (presunta) libertà di fare il cazzo che ci pare???

Basta credere alle bugie ..................

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Ritengo gli otto anni clintoniani, l'inizio di questo sfascio.

Posso concederti il primo mandato, quasi innocuo, ma il secondo quadriennio è stato quello della rivoluzione finanziaria, quella che oggi stiamo pagando.

In questo il 102% dei presidenti avrebbe fatto lo stesso in quanto fuorviati dal 132% degli analisti.

Anche tu.

:rolleyes:

P.S.

Qualcuno aiuti il soldato Gasparri.

Edited by Ponchiaz
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Io continuo a chiedermi perchè lo si definisca "nero" quando è esattamente 50% bianco e 50% nero... è mulatto, non nero!!!! :rolleyes:

Così come lo considerano nero, possono considerarlo pure bianco, a rigor di logica, no? :huh::lol:

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P.S.

Qualcuno aiuti il soldato Gasparri.

Ecco la frase pronunciata da Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl nel corso della registrazione del Gr Rai: «Su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta» ha detto il senatore di maggioranza parlando del 44esimo presidente degli Stati Uniti e dellla lotta al terrorismo.

Gasparri ha bisogno di ricordarsi di attaccare il cervello quando parla, una volta ogni tanto .......

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Mi sembra che l'euforia sia notevole e , almeno in parte , INGIUSTIFICATA .

Ad oggi il maggior merito di Obama è di succedere al peggior presidente della storia degli US : basta questo a farlo Santo ?

Qui ti quoto :hyper::o

Qualcuno si stà scordando che il miglior alleato della campagna elettorale di Obama è stato proprio W. Bush.

Aspettiamo qualche annetto prima di gridare al grande cambiamento.

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