Virgus Posted November 11, 2008 Posted November 11, 2008 non mi risulta che la moglie del presidente francesi abbia poteri costituzionalmente affidati. Lo stesso si sarebbe potuto dire di Lady Diana Spencer , ma ALMENO LEI si occupava anche di bambini e non di brigatisti rossi ...
Ale Div. Posted November 11, 2008 Posted November 11, 2008 Cambiato un cazzo?! Io penso che un presidente negro e di (pseudo)sinistra, sarà esente da critica alcuna per almeno 2 anni! Ciò vuol dire che potrà(nno) fare il cazzo che gli pare, grazie al bel sorriso, la questione razziale, la telegenicità ... Migliore scelta di marketing non potevano fare.................... appunto, non è cambiato un cazzo... dagospia.it Il mondo è davvero cambiato Così dicono tutti. E vediamo come 1 - OBAMA RICOPERTO D'ORO Obama è in assoluto il personaggio della politica americana che ha raccolto il maggior numero di finanziamenti per la sua campagna elettorale: oltre 700 milioni di dollari. Una sommetta, ai prezzi attuali e dissestati della Borsa, che permetterebbe di acquisire 4/5 aziende medio-grandi d'Italia. Non basta: a parità di potere di acquisto, 700 milioni $ più spiccioli sono praticamente il doppio della cifra che raccolse John F. Kennedy negli anni Sessanta, che fu considerata il record dei record. Mica è finita: quale candidato si è mai permesso di pagarsi il lusso di 30-minuti-30 di spot elettorale sui tre maggiori network americani nell'orario di maggior ascolto? Bianco o nero, nessuno. 2 - IL FATTORE ISRAELE CHE SEGO' HILLARY E L'ARRIVO DI EMANUEL Ora è lampante e lampeggiante l'appoggio massiccio dei poteri forti della finanza Usa. In particolare della grande finanza ebraica di New York, che è quella che ha davvero segato le ambizioni da "Lei non sa chi sono io!" della signora Hillary Clinton, rea di essere troppo indipendente dagli interessi di Israele. Tant'è che la prima scelta del neo eletto Obama è stato Rahm Emanuel, un capo di gabinetto non solo ebreo ma ebreo-militante, figlio di un membro del gruppo terroristico Irgun Zvai Leumi comandato da Monachem Begin, autore dell'attentato all'Hotel King David di Gerusalemme del 22 luglio 1946, allora sede del quartier generale britannico: 90 vittime, tra cui mogli e figli di ufficiali britannici di stanza in Palestina. Un ‘simpatico' messaggio per dire a Londra: dovete lasciare la nostra terra. Poi, come 'giustizia', anni dopo Begin fu insignito del premio Nobel per la pace, in duplex con Sadat. A proposito di Emanuel. E' un tipino fino - ha svelato ieri l'Abc news - che era nel consiglio di amministrazione dellaFreddie Mac, il famigerato istituto di mutui, un'impresa privata con supporto governativo, coinvolto in uno scandalo per aver falsificato i rendimenti ingannando gli investitori tra il 2000 e il 2002, quindi salvata e commissariata da Bush. 3 - IL ‘MAVERICK" DI MCCAIN, L'INESPERTO OBAMA Basta fare un giro per i palazzi che contano di Washington per percepire la grande soddisfazione del trionfo di Obama. John McCain era ed è considerato un "maverick", un tipo "bizzarro" ed anche pericoloso perché veramente indipendente. L'inesperto Obama è invece la ciliegina sulla torta per chi controlla/gestisce le scelte internazionali dell'unica e sola superpotenza - la Cina, se mai raggiungerà il livello Usa, lo sarà fra un secolo, mentre la Russia è ridotta a una cricca di affaristi con tendenza al ricatto per ottenere qualche rublo in più dalla vendita di gas e petrolio. 4 - SOTTO LA SPINA DORSALE DEI POTERI FORTI Ma chi rappresenta il vero establishment ("the backbones", "la spina dorsale" del Paese, come dicono gli analisti americani)? La finanza e le banche, alcuni settori dell'industria dell'energia e delle nuove tecnologie (tutti settori vicini al potentissimo, con tanto di grembiulino, John D. Podesta), un pezzo della Cia e soprattutto gli ambienti intorno all'Fbi che sono i veri sacerdoti degli interessi Usa. Ebbene, questa brillante ‘formazione' vede in Obama una grande opportunità per conquistare all'Impero aree di influenza dello scacchiere mondiale che la disastrosa presidenza di Bush aveva seriamente compromesso. In primis, i mercati emergenti dell'Africa, dell'Asia e di gran parte dell'Europa occidentale. (come dicevo io, miglior scelta di marchetting non potevano fare...) 5 - BARACK E BURATTINI (E BURATTINAI) Insomma, care anime belle d'Italia, l'"alba del nuovo giorno", il "dream re-loaded di Martin Luther King", il ‘Messia che scende in terra per portare pace e amore agli uomini di buona volontà' (vedi subito le dichiarazioni scodellate un'ora dopo il voto contro l'Iran per l'eventuale costruzione della bomba atomica), il "cambiamento", se ci sarà, sarà solo di facciata: questi comandano e continueranno a comandare anche se faranno un po' più di ammuina verso quel baraccone inutile dell'Onu. Quello che è certo è che la politica internazionale americana sarà notevolmente rafforzata. Le differenze con gli anni di Bush ci saranno soprattutto in politica interna. 6 - LE VECCHIE CAMBIALI DI BARACK Ieri si è dimesso il Presidente di una delle più potenti Commissioni di Washington, il Senate Appropriations Committee, che vigila sullo stanziamento di miliardi di fondi ordinari e straordinari. Il senatore Robert Byrd, che ha 91 anni, ha preso, dopo 50 anni, la storica decisione delle dimissioni in omaggio al nuovo giorno che scende su Washington. L'episodio è raccontato con malcelata ironia dai giornalisti della Capitale, visto che la rimozione “spontanea” del senatore, è il primo segnale di un vasto giro di appetiti e di un ampio valzer di poltrone che la stravittoria di Obamaha innescato a Washington e dentro le file del partito democratico. Appetiti che appaiono tali a tutte le latitudini e in tutti i sistemi politici: se Byrd ha infatti saputo difendere la sua poltrona per 50 anni a dispetto di tutto (“C'è una stagione per ogni cosa”, ha detto lasciando il suo posto), una doppia dose di involontaria ironia vuole che il suo successore abbia “solo” 84 anni: è il democratico delle Hawaii Daniel Inouye, che per questo trasferimento lascia l'altrettanto potente posizione della Presidenza della Commissione Commercio, Scienza e Trasporti. Al suo posto sarà nominato il senatore John Davison Rockefeller che lascerà la Presidenza della Commissione Intelligence alla senatrice Dianne Feinstein, democratica della California. (Alla faccia di quelli che si lamentano dei politici italiani con il cul di pietra!!!) Al Congresso, i valzer degli incarichi mostrano intanto come la élite dell'élite del partito democratico si prepari a intascare l'enorme vittoria che ha riportato, insieme a Obama. I democratici tornano infatti al potere a Washington con un peso elettorale che fa impallidire persino l'epoca di Bill Clinton. Ma se queste notizie che arrivano dai corridoi di Washington sembrano contraddittorie, rispetto alla magia che emana la trascinante figura di Obama, in realtà dimostrano che il presidente neoeletto e il suo partito sono già scesi dall'Olimpo, e che la macchina di poteri, ambizioni e lotte interne che è l'anima di ogni governo, a cominciare da quello della più grande nazione del mondo, ha già acceso i motori. L'atterraggio della navicella spaziale elettorale è stato ben raccontato, tre giorni fa, dalle impietose telecamere durante i 20 minuti della prima conferenza stampa del Presidente, dietro a cui si è composto (involontariamente?) un gruppo che ricordava in maniera inquietante la Ronda di notte di Rembrandt. Il primo, ben in vista era Rahm Emanuel, al lato di Obama c'era l'ex Segretario del Tesoro Robert Rubin, e dietro Obama l'ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker. Brevemente inquadrato, è comparso anche un altro ex Segretario del Tesoro, Lawrence Summers. Tutti ex clintoniani ed esponenti di quell'iperliberismo che negli Anni Novanta venne sdoganato a sinistra dalla terza via diClinton. Tornano tutti loro, dunque? Ma se si guardava bene al gruppo, vi apparivano anche radicali come David Bonior, ex congressman del Michigan, uomo dei sindacati, che aspira oggi, si dice, proprio all'incarico di ministro del Lavoro; e Robert Reich, ex clintoniano, che nel recente dibattito sul salvataggio di Wall Street si è distinto per le sue critiche alla grande finanza. Tutto questo forma - sia pur lentamente - una prima più realistica immagine della nuova amministrazione Usa. Per quanto lo si ami come un Mosè, Obama è un uomo politico in carne e ossa, che è arrivato dov'è grazie a una grande dose di realismo e pragmatismo. Colore della pelle o meno Obama non sarebbe dov'è oggi se non avesse anche fatto molti patti e firmato molte cambiali: con il suo partito, una vasta base di vari elettorati, nonché molti interessi economici che lo hanno magnificamente sostenuto. Le varie componenti di questo mondo democratico, premiato e rafforzato come si diceva proprio dalla vittoria di Obama, costituiscono nella pratica una realtà molto meno nuova, e soprattutto molto meno cambiabile di quel che Obama ha promesso e promette. Queste elezioni hanno fatto vincere infatti i democratici in aree dove da anni non avevano nemmeno rappresentanti. Le vittorie hanno portato a Washington i personaggi più diversi fra loro: da veri conservatori che hanno sconfitto i repubblicani in zone come la Virginia, ai rappresentanti delle molte organizzazioni di Comunità (Obama è il primo presidente che ha iniziato la propria carriera come Community Organizer). Se l'establishment, dunque, come si diceva, si ridistribuisce tranquillamente le carte, queste altre realtà già scalpitano, come si può leggere su The Nation o sul New York Observer. Riuscirà Obama, e come, a tenere insieme tutti questi elettorati? Come si ricorderà, Obama ha pagato nella Convention il suo prezzo alla sconfitta di Hillary e alle paure dell'establishment del partito, di fatto abbassando la sua polemica sul rinnovamento interno, e allargando la sua piattaforma includendo quasi tutte le richieste sociali.Oggi paga questi patti richiamando al lavoro molte delle figure del partito, omaggiando i vecchi senatori, riportando in auge i migliori dell'epoca clintoniana, e pagando persino un omaggio all'appoggio decisivo datogli dai Kennedy. Quello che si profila è uno schieramento efficace e competente, ma, appunto, per nulla rinnovato e soprattutto in totale continuità col passato. E' presto ancora, certo. Ma fin d'ora queste scelte ci fanno dire che mai forse come nel caso di Obama è necessario innamorarsi poco della parole, e badare molto alla sostanza. Viva il cambiamento..........
ROOSTERS99 Posted November 11, 2008 Posted November 11, 2008 Così, per farmi due ghignate, mi piacerebbe sentire commenti sull' argomento degli illuminti Uolter e della exministrasaltosusulpullmandegli azzurri Giovanna Melandri........
davide Posted November 11, 2008 Posted November 11, 2008 Lo stesso si sarebbe potuto dire di Lady Diana Spencer , ma ALMENO LEI si occupava anche di bambini e non di brigatisti rossi ... Perfettamente d'accordo che potrebbe più utilmente passare il tempo a lucidare citofoni.... E allora?
Miki24 Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 Il Papa ha chiamato Barack...le stminali non gli vanno proprio giù
davide Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 Sai com'è...glielo ha detto il suo Capo. Quindi oltre ad essere antipatico, il pastore tedesco è anche un pazzo che parla da solo??
marko Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 Quindi oltre ad essere antipatico, il pastore tedesco è anche un pazzo che parla da solo?? blasfemia! blasfemia! blasfemia!!! RO GO RO GO RO GO!!! (ciao davide!)
Ponchiaz Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 Quindi oltre ad essere antipatico, il pastore tedesco è anche un pazzo che parla da solo?? Ride bene chi ride ultimo.
davide Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 (edited) Ride bene chi ride ultimo. Quindi, non esistendo alcun dio.... :rolleyes: Edited November 12, 2008 by davide
davide Posted November 12, 2008 Posted November 12, 2008 blasfemia! blasfemia! blasfemia!!! RO GO RO GO RO GO!!! (ciao davide!) aspetto di ricevere una denuncia per vilipendio (ciao marko)
ROOSTERS99 Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 Quindi, non esistendo alcun dio.... :rolleyes: Leggiti Pascal, e poi decidi tu.....
PIKKI71 Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 (edited) Più che francese dovrebbe sentirsi olandese, essendo i Paesi bassi universalmente noti per le loro grandissime zoccole. .... o forse trevigiana? (scusa Paolo ma non ho resistito, mi frulla in testa da ieri sera, quando un noto forummista mi ha riportato la tua frase ) Edited November 13, 2008 by PIKKI71
Ale Div. Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 Tutti pazzi per Obama Il suo merito? Nel colore della pelle. Un po' poco per essere il portatore di un tanto auspicato cambiamento...(verso che cosa e di che cosa ancora nessuno lo sa). Tutti pazzi per Obama? di Massimo Fini - 11/11/2008 Tutti pazzi per Obama. Oltre, e forse più, che negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Italia dove non siamo mai secondi a nessuno nel flaianesco correre "in soccorso del vincitore". Tutti pazzi per Obama , a sinistra come a destra. A sinistra perché si ritiene che rappresenti "il cambiamento" (parola magica e taumaturgica che, per se stessa, non significa assolutamente nulla se non l'eterno bisogno dell'uomo di illudersi che le cose, nel futuro, vadano meglio), a destra però l'elezione di un presidente nero, o comunque mezzo nero, dimostrerebbe, come scrive, sia pur a denti stretti, Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, quanto "aperta e libera" sia la società americana. Ho ascoltato in questi giorni un'infinità di stucchevoli dibattiti sulle elezioni americane, ma alla domanda perché mai Barack Obama debba essere considerato se non "l'uomo della Provvidenza" almeno quello del "cambiamento" (concetto che, se ha mai un senso, contiene in sè quello di "miglioramento") la sola risposta comprensibile che politici, politologi, esperti, commentatori, eccetera, hanno saputo dare è questa: perché è un nero. Ora un nero non è per ciò stesso, migliore di un bianco. Questo lo può pensare solo una società intimamente razzista come resta quella americana e, in sottofondo, anche come quella europea e italiana (altrimenti il fatto che il nuovo inquilino della Casa Bianca sia un nero, o comunque un mezzo nero, non susciterebbe tanto scalpore). Anche Condoleezza Rice è nera, e per sopramercato donna, eppure è stata un'assatanata guerrafondaia, più del suo bianco superiore. Uno degli equivoci in cui cade la sinistra europea, e in particolare quella italiana, è di credere che i democratici americani siano, in politica estera, meno aggressivi dei repubblicani. Ma fu il democraticissimo Kennedy (e Obama è chiamato "il Kennedy nero") a iniziare la guerra del Vietnam e fu il disprezzatissimo repubblicano Nixon (forse il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano avuto nel dopoguerra, non a caso fatto fuori per una bagatella) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della "Baia dei porci" e il democratico Carter quello del blitz nell'Iran khomeinista. Ed è stato il democratico Clinton, il sassofonista che tanto piacque a Veltroni, a fare la più assurda delle guerre, più assurda di quella all'Afghanistan o all'Iraq, dell'ultimo ventennio americano; la guerra alla Serbia, cioè all'Europa cristiana. L'America è un Paese imperiale e segue delle logiche imperiali cui nessun suo Presidente può sottrarsi. Al massimo Obama chiederà una maggior collaborazione agli europei ma sempre a condizione che seguano supinamente le logiche americane. Nessuno si illude che Obama ritiri spontaneamente le truppe dall'Afghanistan, dove si combatte la più vergognosa delle ultime guerre occidentali perché, sotto la formula ipocrita del "peace keeping", si vuole togliere a un popolo oltre la sua indipendenza anche la sua anima. Obama non cambierà neanche il capitalismo americano. Perché anche il capitalismo, americano o meno, ha le sue logiche ferree da cui non può sfuggire. È inutile e ipocrita prendersela col capitalismo finanziario, perché è la diretta conseguenza, oltre che la precondizione, di quello industriale. Chi si scandalizza per il capitalismo finanziario è nella stessa posizione di chi avendo inventato la pallottola si meravigli che si sia arrivati al missile. Ora siamo al missile e non si può tornare indietro senza sconfessare l'intero impianto del modello di sviluppo occidentale. Cosa che nessun Obama può nè ha intenzione di fare. Quanto al fatto che l'elezione di un nero dimostrerebbe quanto "aperta e libera" sia la democrazia americana, beh questo è un pensiero che può venire solo riguardo a un Paese che ha avuto fino a un secolo e mezzo fa la schiavitù, scomparsa in Occidente dalla caduta dell'Impero romano, e fino a cinquant'anni fa la segregazione razziale come nel tanto disprezzato Sud Africa bianco. Non può essere portato come distintivo, come medaglia d'onore di una democrazia quello che in democrazia, che proclama solennemente l'uguaglianza di tutti i cittadini "senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione", dovrebbe essere l'assoluta normalità. Quoto parola per parola, virgola per virgola!
Ponchiaz Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 Un pezzo che trasuda razzismo più di molti altri a mio avviso. Il commento sull'Afghanistan poi lo dis-quoto ampiamente.
davide Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 Leggiti Pascal, e poi decidi tu..... Leggiti Dawkins, o Odifreddi, e poi decidi tu se continuare a credere a questo
davide Posted November 13, 2008 Posted November 13, 2008 Tutti pazzi per Obama ...., a fare la più assurda delle guerre, più assurda di quella all'Afghanistan o all'Iraq, dell'ultimo ventennio americano; la guerra alla Serbia, cioè all'Europa cristiana.[/b] .... Questa è la parte che + mi fa ammazzare: la guerra all'Europa cristiana. Creperei dal ridere se non mi venisse da vomitare.
Ale Div. Posted November 14, 2008 Posted November 14, 2008 (edited) Questa è la parte che + mi fa ammazzare: la guerra all'Europa cristiana. Creperei dal ridere se non mi venisse da vomitare. Beh sì, Tu quando leggi semplicemente la parola "cristiano", vai in confusione. Avrebbe potuto dire: ha scatenato una guerra per creare uno stato a maggioranza musulmana. O meglio: ha scatenato una guerra per creare uno staterello MAFIOSO, privo di qualsiasi fondamento giuridico e storico, appena fuori dai confini dell'Europa Unita, che si sta distinguendo per il traffico d'armi e droga e che va a completare il corridoio che dall'afghanistan arriva al mediterraneo, proprio attraverso il kosovo. Se poi qualcuno è ancora convinto che quella guerra è stata umanitaria, per abbattere il tiranno Milosevic, è pregato di scendere giù dal pero e andare a cercare le notizie che parlano delle atroci pulizie etniche che stanno subendo i pochi serbi kosovari rimasti in quella regione, senza che nessun democratico e umanitario governante si muova. Agli americani mancano solo alcuni tasselli, ci penserà il nuovo uomo immagine, Obama Hussein Barak, a convincerci della necessità di muovere guerra a Iran, Siria e indirettamente Russia. Edited November 14, 2008 by Ale Div.
Ale Div. Posted November 14, 2008 Posted November 14, 2008 (edited) Un pezzo che trasuda razzismo più di molti altri a mio avviso.Il commento sull'Afghanistan poi lo dis-quoto ampiamente. Temo di essere "trasudante razzismo". Per me la vittoria di Barak, culturalmente non ha niente di rivoluzionario proprio perchè non faccio distinzioni di pelle. Di negri che occupavano posti di governo importanti, ce ne sono stati già tanti, dala Rice a Powell. Il segretario di stato conta quasi uguale al Presidente degli USA, che dai tempi di Reagan è solo un "uomo immagine". (tolto forse Bush padre) E Barak è un uomo immagine perfetto per continuare la politica di espansione iniziata da Clinton con la guerra in Kosovo/Serbia. Attendo comunque un approfondimento, non mi basta una risposta leaseriana... Edited November 14, 2008 by Ale Div.
Ponchiaz Posted November 14, 2008 Posted November 14, 2008 Scusa Ale ma oggi non sono riuscito a risponderti per quella cosa...ah già: il lavoro. Secondo me i neri d'America hanno tutto il diritto di festeggiare ed io dico anche i bianchi. Obama è un presidente nero e questa è una grande affermazione del prinicipio della uguaglianza. Che poi Fini ed anche tu vogliate fare i superiori o i diversi dicendo che Obama è un mezzo pirla, che è schiavo dell lobby, che è pure mezzo bianco ai miei occhi sembra un po' come dire: è vero hanno fatto un negro, ma...visto! E' un coglione!! Hanno voluto fare un negro ma...è un incapace. Quindi io suggerisco di sospendere il giudizio sul presidente Obama a quando inizierà ad oprare ed a festeggiare o almeno a godersi i neri che festeggiano un presidente nero a 150 dalla abolizione della schiavitù: un fatto che non minimizzerei affatto, anche a costo di non essere abbastanza originali. Ciao!
davide Posted November 14, 2008 Posted November 14, 2008 Beh sì, Tu quando leggi semplicemente la parola "cristiano", vai in confusione.Avrebbe potuto dire: ha scatenato una guerra per creare uno stato a maggioranza musulmana. O meglio: ha scatenato una guerra per creare uno staterello MAFIOSO, privo di qualsiasi fondamento giuridico e storico, appena fuori dai confini dell'Europa Unita, che si sta distinguendo per il traffico d'armi e droga e che va a completare il corridoio che dall'afghanistan arriva al mediterraneo, proprio attraverso il kosovo. Se poi qualcuno è ancora convinto che quella guerra è stata umanitaria, per abbattere il tiranno Milosevic, è pregato di scendere giù dal pero e andare a cercare le notizie che parlano delle atroci pulizie etniche che stanno subendo i pochi serbi kosovari rimasti in quella regione, senza che nessun democratico e umanitario governante si muova. Agli americani mancano solo alcuni tasselli, ci penserà il nuovo uomo immagine, Obama Hussein Barak, a convincerci della necessità di muovere guerra a Iran, Siria e indirettamente Russia. A me sembra che quell'espressione, "europa cristiana", fosse invece molto rilevante. Se non avesse voluto evidenziare l'aspetto religioso, avrebbe semplicemente detto "europa", punto. Poi sul resto si può essere d'accordo o no, questione di opinioni. Piuttosto, mi linki qualche notiza relativa alla sorte che stanno subendo i serbi kosovari? E' un argomento che mi interessa. Grazie
Ale Div. Posted November 17, 2008 Posted November 17, 2008 Scusa Ale ma oggi non sono riuscito a risponderti per quella cosa...ah già: il lavoro.Secondo me i neri d'America hanno tutto il diritto di festeggiare ed io dico anche i bianchi. Obama è un presidente nero e questa è una grande affermazione del prinicipio della uguaglianza. Che poi Fini ed anche tu vogliate fare i superiori o i diversi dicendo che Obama è un mezzo pirla, che è schiavo dell lobby, che è pure mezzo bianco ai miei occhi sembra un po' come dire: è vero hanno fatto un negro, ma...visto! E' un coglione!! Hanno voluto fare un negro ma...è un incapace. Quindi io suggerisco di sospendere il giudizio sul presidente Obama a quando inizierà ad oprare ed a festeggiare o almeno a godersi i neri che festeggiano un presidente nero a 150 dalla abolizione della schiavitù: un fatto che non minimizzerei affatto, anche a costo di non essere abbastanza originali. Ciao! Ci mancherebbe, attendiamo sicuramente i risultati del suo lavoro. Vedremo. Mi preme solo evidnenziare che il mio giudizio non è tanto su Obama Barak in quanto tale. Lo stesso pensavo di Bush. Dai tempi di Reagan, il Pres degli USA è più un uomo immagine che un governante. Gli USA sono la potenza dominante del Pianeta, le idee del singolo (che, nel caso di Barak, peraltro apprezzo molto), spesso vanno a cozzare contro un establishmente che deve procedere secondo Real Politk e ragion di Stato. In questo senso, Barak è un ottimo uomo immagine. Probabilmente i cambiamenti saranno più interni che non esterni agli USA. Che poi la comunità afro-americana abbia da festeggiare, è poco ma sicuro e li capisco. [mode provocazione on] E' un po' come quando ha vinto Alemanno, anche qui ha festeggiato molto la comunità ... nera [mode provocazione off] Solo che credo sia più una suggestione americana che non italiana e/o europea. La cosa mi sfiora poco, soprattutto se penso ai Powell and Rice. E non è che Condy si sia dimostrata tanto diversa dai bianchi WASP...... anzi!!
Ale Div. Posted November 17, 2008 Posted November 17, 2008 Piuttosto, mi linki qualche notiza relativa alla sorte che stanno subendo i serbi kosovari? E' un argomento che mi interessa. Grazie www.solidarite-kosovo.com Purtroppo è solo in francese.... ma è quello più documentato. Ovviamente è di parte, per cui deve essere un po' scremato. Ma la sostanza non è tanto diversa. Diciamo che come tante altre guerre, questa è un po' più ingiusta delle altre, per cui alla stampa, frega poco o nulla di diffondere notizie al riguardo. E Internet è una fonte di informazioni troppo parziale. E' come lo sterminio dei Karen in Birmania. O come le guerre africane, nonostante abbiano, in questo caso, famosi testimonial del mondo della musica & spettacolo. Ci sono guerre che non fanno audience.... Ps: c'è da aggiungere che il riconoscimento dell'indipenenza Kosovara, è stato fatto ignorando una risoluzione dell'Onu. (risoluzione 1244 del 1999, la quale rinviava la definizione dello status della provincia, ma confermando i diritti storici di sovranita' di Belgrado) La Russia ha poi usato questo antefatto, per giustificare la spropositata reazione alle bombe georgiane in Abkhazia e Ossezia...
Leasir Posted November 17, 2008 Posted November 17, 2008 La Russia ha poi usato questo antefatto, per giustificare la spropositata reazione alle bombe georgiane in Abkhazia e Ossezia... ot: il mio collega russo mi ha portato una bottiglia di vino dell'Abkhazia, dicendo: "prima della guerra in Georgia e di tutto quello che è successo dopo, noi non potevamo importare vino dall'Abkhazia". eh, son soddisfazioni
ROOSTERS99 Posted November 17, 2008 Posted November 17, 2008 (edited) Leggiti Dawkins, o Odifreddi, e poi decidi tu se continuare a credere a questo Pedonami un poco di ritardo.... Il video sul tubo è un cagata blasfema. Non mi interessa leggere scienziati che scrivono di Dio/religione essendo, loro, del tutto sprovvisti della Fede......... Edited November 17, 2008 by ROOSTERS99
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