Long Leg Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 Per l'amica Camusso, discussioni cinesi: oggi parlavo con un direttore di fabbrica.Periodo di picco, gli operai lavorano su due turni da 12 ore con un'ora di pausa. Sei giorni su sette. Per 1 euro e mezzo l'ora. Lordo. Questo per dire che CERTO non ha senso ridursi così, MA ANCHE che questa è la realtà considerando che in Vietnam le condizioni sono ancora più economiche. con una crescita del PIL del 10.3%.... ecco perchè ci stanno demolendo...
ROOSTERS99 Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 con una crescita del PIL del 10.3%....ecco perchè ci stanno demolendo... Anche gli USA di Clinton crescevano (dicevano) più del 10% : poi si è aperta la voragine..........
Ponchiaz Posted January 20, 2011 Author Posted January 20, 2011 Si, solo che quelli crescevano con soldi di carta o di byte. Questi crescono con soldi veri, i nostri.
Maurizio Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 Si, solo che quelli crescevano con soldi di carta o di byte. Questi crescono con soldi veri, i nostri. Quoto, i cinesi ci romperanno il culo.....
Silver Surfer Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 Vantaggi di uno Stato estremamente anti-democratico (Cina), che prende decisioni valutando i vantaggi in ottica futura a prescindere dagli svantaggi del momento e delle persone coinvolte nella stessa generazione. La Democrazia ha spesso generato mostri, ma non farei cambio con un cinese. Forse però la nostra democrazia italica è particolarmente perfettibile. Però ora entro in un argomento più di pertinenza del post sottostante, e quindi qui termino.
tricky Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 Vantaggi di uno Stato estremamente anti-democratico (Cina), che prende decisioni valutando i vantaggi in ottica futura a prescindere dagli svantaggi del momento e delle persone coinvolte nella stessa generazione.La Democrazia ha spesso generato mostri, ma non farei cambio con un cinese. Forse però la nostra democrazia italica è particolarmente perfettibile. Però ora entro in un argomento più di pertinenza del post sottostante, e quindi qui termino. Ok, però rincomincia nel post sottostante. Sbilanciati
ROOSTERS99 Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 Si, solo che quelli crescevano con soldi di carta o di byte. Questi crescono con soldi veri, i nostri. Un giorno finiremo di elargirne. O finiranno direttamete loro, i soldi......
Ponchiaz Posted January 20, 2011 Author Posted January 20, 2011 ...e loro ci ricorderanno i debiti che ci hanno comprato. Noi abbiamo un solo enorme vantaggio rispetto ai cinesi: l'inventiva. Cerchiamo di pensare cosa farci invece di ammazzarci per chi chiagne e fotte di piu'.
ROOSTERS99 Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 ...e loro ci ricorderanno i debiti che ci hanno comprato.Noi abbiamo un solo enorme vantaggio rispetto ai cinesi: l'inventiva. Cerchiamo di pensare cosa farci invece di ammazzarci per chi chiagne e fotte di piu'. E qui ti quoto.
alberto Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 ...e loro ci ricorderanno i debiti che ci hanno comprato.Noi abbiamo un solo enorme vantaggio rispetto ai cinesi: l'inventiva. Cerchiamo di pensare cosa farci invece di ammazzarci per chi chiagne e fotte di piu'. E qui ti quoto. mica tanto. la monumentale opera della Cambridge University Press, "Science and Civilisation in China", ad oggi 24 volumi, ma in continuo ampliamento/aggiornamento, dimostra come ce la possano fare benissimo anche da soli. sto leggendo la biografia dell'iniziatore di cotanta opera...
ROOSTERS99 Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 mica tanto.la monumentale opera della Cambridge University Press, "Science and Civilisation in China", ad oggi 24 volumi, ma in continuo ampliamento/aggiornamento, dimostra come ce la possano fare benissimo anche da soli. sto leggendo la biografia dell'iniziatore di cotanta opera... A fare che ?
alberto Posted January 20, 2011 Posted January 20, 2011 A fare che ? qualunque cosa. ...senza copiare...
Ponchiaz Posted March 4, 2011 Author Posted March 4, 2011 Oggi guardavo al CNN a colazione (la CNN). Ad un tratto presentano un servizio su un dissidente cinese che racconta come lui sia costantemente controllato. Prima inquadratura poi...nero. Nero, nero per cinque minuti. A seguire, l'evoluzione delle rivolta in Libia. Chiamala se vuoi...censura.
Virgus Posted April 6, 2011 Posted April 6, 2011 Novita': si torna in Italia. Bella notizia o brutta notizia ? Quando ?
Actarus Posted April 6, 2011 Posted April 6, 2011 Bella notizia o brutta notizia ?Quando ? Tiro a indovinare... secondo a me a giugno, in tempo per la finale contro Siena! E se gli dai una mano con il trasloco è contento...
ROOSTERS99 Posted April 6, 2011 Posted April 6, 2011 Tiro a indovinare... secondo a me a giugno, in tempo per la finale contro Siena! E se gli dai una mano con il trasloco è contento... CTLDAF !!! :lol: PAOLO...............EVVAAIIIII !!! :rolleyes:
Ponchiaz Posted April 6, 2011 Author Posted April 6, 2011 In generale direi buona notizia. Torneremo a Giugno, finite le scuole.
Ponchiaz Posted June 9, 2011 Author Posted June 9, 2011 Ho pensato molto al momento in cui avrei scritto questo messaggio. Ci ho pensato molto, due anni fa, poi per fortuna non ci ho pensato piu’. Chi mi conosce sa che la Cina non e’ mai stata nei miei sogni, quindi non vi faro’ perdere tempo spiegandovi che nel frattempo mi sono innamorato di questa gente splendida e di questa loro cultura millenaria: perche’ non e’ successo. Io ho vissuto in una megalopoli modernissima, abitata da una genìa di persone dai caratteri somatici orientali ma che di tradizionale e millenario non ha nulla. E, oserei dire, meno male. Allo stesso tempo e’ stata una esperienza umana e personale eccezionale ed anche totalizzante. Un breve percorso di analisi in cui scoprire molte cose e ridiscuterne mille altre, ma dentro di noi piu’ che intorno a noi stessi. Giunti al termini di questa esperienza, a nostro avviso rinvigoriti e con qualche nuovo superpotere, mi piace condividere alcune situazioni ed esperienze che hanno fatto di questo periodo un periodo speciale. Comincio dall’ovvio. Non c’e’ stato giorno in cui la prima cosa che ho fatto aprendo gli occhi non sia stata guardare VFB sul blackberry. Come e meglio di ogni altro mezzo, questo spazio virtuale e’ stato per me “Casa” in questi mesi. Siccome siete dei vanitosi ed anche dei montati, non staro’ a dirvi quanto siete stati importanti per sfogare la pressione, per farmi due risate, per tenere un piede virtuale nella terra dei mie avi. Non staro’ a dirvi quante volte ho fatto refresh per vedere se qualcuno aveva replicato all’ennesima boutade o postato due faccine ad una mia battuta. Non ve lo diro’, no. Ma se ve lo avessi detto, vi avrei anche dovuto dire che il pop up di Skype “Roosters99 e’ in linea” alle 07.30 precise ora italiana mi ha dato ogni giorno il segnale “Non siamo soli”. Perche’ Roosters99 ragazzi, ve lo ripeto, non si discute: si ama. Anzi, da quando e’ diventato interista, “Amalo, pazzo Roosters amalo”. Di questa grande citta’ mi manchera’…il costo di alcune cose. Come la cancelleria, I vestiti su misura, il calzolaio (!!!). banalita’ forse, ma gran comode. Capiamoci, Shenzhen e’ stata veramente casa mia per due anni. Mi ci sono sentito bene, ho girato per i suoi sterminati viali, ammirato i pazzi grattacieli dalle forme imprevedibili e ne ho osservato la indescrivibile estensione, abbacinato come un bambino tante e tante volte. Ho giocato a basket in un campetto letteralmente incastrato tra due palazzi di cristallo I cui colori cambiavano ritmicamente di notte, ho visto la gigantesca ala del civic center svilupparsi allegramente con I suoi colori sgargianti. Non mi sono mai abituato alla velocita’ dei suoi cambiamenti, al vedere un viale alberato che la sera prima non c’era, a trovarmi dieci chilometri di pali adornati con le lanterne rosse in occasione delle feste nazionali comparire e sparire, alle gigantesce costruzioni febbrilmente in crescita con Ie luci dei saldatori visibili ad ogni ora del giorno e della notte. Soprattutto mai, ripeto mai, mi sono annoiato. A Shenzhen, se non lo si vuole, non ci si annoia: mai. C’e’ sempre un parco da visitare, un quartiere assurdo (quello degli artisti, quello dell’elettronica, quello dei sarti, quello dei…) da sperimentare, un qualche ristorante che inaugura da provare. E questo, lo so, talvolta mi manchera’. Perche’ a Luvinate c’e’ un bar solo, e fa pure cagare. Mi rendo conto che non sono stato flashato dalla Cina tradizionale e culturale, ma vorrei mettere in prospettiva la cosa: io capisco che chi viene dall’Iowa possa venire colpito dalla magnificenza di certe architetture o dai colori di certe opere antiche. Pero’, signori, noi veniamo dall’Italia. Diciamo che si guarda tutto con il giusto rispetto, ma essere sconvolti dalla citta’ proibita dopo che hai visto Venezia o Firenze secondo me proprio non e’ possibile. Quello che certamente segna e’ la gradiosita’ dimensionale di certe opere. In questo I cinesi non sono cambianti tanto: size matters. Ieri c’era da “tirar su un muro” o da “far giu’ un po’ di statue” oggi c’e’ da “spostare due o tre montagne” o “metter li’ un ponte” ed inevitabilmente I risulultati fanno parlare il mondo. Questo rimane per me il dato che segna: con I cinesi non si puo’ lottare, si puo’ collaborare. Perche’ sono tanti, orgogliosi ed hanno menti plasmate da secoli all’agire senza discutere, tutti insieme. Noi siamo pochi, individualisti e palsmati da secoli di chiagni e fotti. Tuttavia, I cinesi come noi sono anche uomini di grandi passioni ed amicizie. Che “Business is business” lasciamolo credere agli americani, qui senza la tua brava “guānxī” , la relazione, non fai affari neanche con quello che vende I pomodori in strada. Per contro, se la curi e la sviluppi, la tua guānxī ti puo’ portare a risultati del tutto insperati. Perche’ tante cose si possono dire della Cina, ma una e’ sicuramente incontrovertibile: in Cina tutto e’ possibile, ma niente e’ semplice e nel senso piu’ letterale. Per altro, chi fa business coi cinesi lo sa, la firma di un contratto e’ l’INIZIO della negoziazione. E siccome noi italiani questo lo capiamo benissimo, lasciamo I germanici e gli anglosassoni ad impazzire e vediamo di trarne il massimo. Staccando gli ormeggi dal porto ed osservando “La bocca del serpente” che e’ stata casa nostra allontanarsi nella foschia, passeranno certamente lunghi minuti anche di tristezza, pensando alle persone che hanno condiviso il nostro percorso alle loro arzigogolate provenienze. Ma soprattutto la mente volera’ a quelle quattro persone che sono arrivate due anni orsono e che sono rimaste idealmente li’. Sul traghetto, assorte nei loro pensieri ci saranno quattro persone diverse, gia’ voltate a guardare felici le luci di Chep Lap Kok avvicinarsi. Il capitolo si chiude, si torna a casa.
marisa Posted June 9, 2011 Posted June 9, 2011 Ho pensato molto al momento in cui avrei scritto questo messaggio. Ci ho pensato molto, due anni fa, poi per fortuna non ci ho pensato piu’. Chi mi conosce sa che la Cina non e’ mai stata nei miei sogni, quindi non vi faro’ perdere tempo spiegandovi che nel frattempo mi sono innamorato di questa gente splendida e di questa loro cultura millenaria: perche’ non e’ successo. Io ho vissuto in una megalopoli modernissima, abitata da una genìa di persone dai caratteri somatici orientali ma che di tradizionale e millenario non ha nulla. E, oserei dire, meno male. Allo stesso tempo e’ stata una esperienza umana e personale eccezionale ed anche totalizzante. Un breve percorso di analisi in cui scoprire molte cose e ridiscuterne mille altre, ma dentro di noi piu’ che intorno a noi stessi. Giunti al termini di questa esperienza, a nostro avviso rinvigoriti e con qualche nuovo superpotere, mi piace condividere alcune situazioni ed esperienze che hanno fatto di questo periodo un periodo speciale. Comincio dall’ovvio. Non c’e’ stato giorno in cui la prima cosa che ho fatto aprendo gli occhi non sia stata guardare VFB sul blackberry. Come e meglio di ogni altro mezzo, questo spazio virtuale e’ stato per me “Casa” in questi mesi. Siccome siete dei vanitosi ed anche dei montati, non staro’ a dirvi quanto siete stati importanti per sfogare la pressione, per farmi due risate, per tenere un piede virtuale nella terra dei mie avi. Non staro’ a dirvi quante volte ho fatto refresh per vedere se qualcuno aveva replicato all’ennesima boutade o postato due faccine ad una mia battuta. Non ve lo diro’, no. Ma se ve lo avessi detto, vi avrei anche dovuto dire che il pop up di Skype “Roosters99 e’ in linea” alle 07.30 precise ora italiana mi ha dato ogni giorno il segnale “Non siamo soli”. Perche’ Roosters99 ragazzi, ve lo ripeto, non si discute: si ama. Anzi, da quando e’ diventato interista, “Amalo, pazzo Roosters amalo”. Di questa grande citta’ mi manchera’…il costo di alcune cose. Come la cancelleria, I vestiti su misura, il calzolaio (!!!). banalita’ forse, ma gran comode. Capiamoci, Shenzhen e’ stata veramente casa mia per due anni. Mi ci sono sentito bene, ho girato per i suoi sterminati viali, ammirato i pazzi grattacieli dalle forme imprevedibili e ne ho osservato la indescrivibile estensione, abbacinato come un bambino tante e tante volte. Ho giocato a basket in un campetto letteralmente incastrato tra due palazzi di cristallo I cui colori cambiavano ritmicamente di notte, ho visto la gigantesca ala del civic center svilupparsi allegramente con I suoi colori sgargianti. Non mi sono mai abituato alla velocita’ dei suoi cambiamenti, al vedere un viale alberato che la sera prima non c’era, a trovarmi dieci chilometri di pali adornati con le lanterne rosse in occasione delle feste nazionali comparire e sparire, alle gigantesce costruzioni febbrilmente in crescita con Ie luci dei saldatori visibili ad ogni ora del giorno e della notte. Soprattutto mai, ripeto mai, mi sono annoiato. A Shenzhen, se non lo si vuole, non ci si annoia: mai. C’e’ sempre un parco da visitare, un quartiere assurdo (quello degli artisti, quello dell’elettronica, quello dei sarti, quello dei…) da sperimentare, un qualche ristorante che inaugura da provare. E questo, lo so, talvolta mi manchera’. Perche’ a Luvinate c’e’ un bar solo, e fa pure cagare. Mi rendo conto che non sono stato flashato dalla Cina tradizionale e culturale, ma vorrei mettere in prospettiva la cosa: io capisco che chi viene dall’Iowa possa venire colpito dalla magnificenza di certe architetture o dai colori di certe opere antiche. Pero’, signori, noi veniamo dall’Italia. Diciamo che si guarda tutto con il giusto rispetto, ma essere sconvolti dalla citta’ proibita dopo che hai visto Venezia o Firenze secondo me proprio non e’ possibile. Quello che certamente segna e’ la gradiosita’ dimensionale di certe opere. In questo I cinesi non sono cambianti tanto: size matters. Ieri c’era da “tirar su un muro” o da “far giu’ un po’ di statue” oggi c’e’ da “spostare due o tre montagne” o “metter li’ un ponte” ed inevitabilmente I risulultati fanno parlare il mondo. Questo rimane per me il dato che segna: con I cinesi non si puo’ lottare, si puo’ collaborare. Perche’ sono tanti, orgogliosi ed hanno menti plasmate da secoli all’agire senza discutere, tutti insieme. Noi siamo pochi, individualisti e palsmati da secoli di chiagni e fotti. Tuttavia, I cinesi come noi sono anche uomini di grandi passioni ed amicizie. Che “Business is business” lasciamolo credere agli americani, qui senza la tua brava “guānxī” , la relazione, non fai affari neanche con quello che vende I pomodori in strada. Per contro, se la curi e la sviluppi, la tua guānxī ti puo’ portare a risultati del tutto insperati. Perche’ tante cose si possono dire della Cina, ma una e’ sicuramente incontrovertibile: in Cina tutto e’ possibile, ma niente e’ semplice e nel senso piu’ letterale. Per altro, chi fa business coi cinesi lo sa, la firma di un contratto e’ l’INIZIO della negoziazione. E siccome noi italiani questo lo capiamo benissimo, lasciamo I germanici e gli anglosassoni ad impazzire e vediamo di trarne il massimo. Staccando gli ormeggi dal porto ed osservando “La bocca del serpente” che e’ stata casa nostra allontanarsi nella foschia, passeranno certamente lunghi minuti anche di tristezza, pensando alle persone che hanno condiviso il nostro percorso alle loro arzigogolate provenienze. Ma soprattutto la mente volera’ a quelle quattro persone che sono arrivate due anni orsono e che sono rimaste idealmente li’. Sul traghetto, assorte nei loro pensieri ci saranno quattro persone diverse, gia’ voltate a guardare felici le luci di Chep Lap Kok avvicinarsi. Il capitolo si chiude, si torna a casa. Ponchi, posso dirti che sono emozionata? ma tanto tanto...è quasi come sentire una vibrazione che parte da così lontano ma ho l'impressione di essere dentro la scenografia e non davanti allo schermo... posso anche dirti che le pagine che hai scritto in questi due anni ma anche prima...meritano di essere raccolte e pubblicate? non per soldi (ma anche..perchè no?) ma per amore...amore per la tua famiglia, per la gente, per il lavoro, per le cose di tutti i giorni che a volte sono molto oltre la nostra immaginazione.... un racconto, di poche pagine ma con tanto tanto contenuto! PS: ultimamente quattro miei amiche/amici (di cui tre conosciuti tramite il basket) hanno pubblicato la loro prima opera...ecco adesso tocca a te!
ROOSTERS99 Posted June 9, 2011 Posted June 9, 2011 Ho pensato molto al momento in cui avrei scritto questo messaggio. Ci ho pensato molto, due anni fa, poi per fortuna non ci ho pensato piu’. Chi mi conosce sa che la Cina non e’ mai stata nei miei sogni, quindi non vi faro’ perdere tempo spiegandovi che nel frattempo mi sono innamorato di questa gente splendida e di questa loro cultura millenaria: perche’ non e’ successo. Io ho vissuto in una megalopoli modernissima, abitata da una genìa di persone dai caratteri somatici orientali ma che di tradizionale e millenario non ha nulla. E, oserei dire, meno male. Allo stesso tempo e’ stata una esperienza umana e personale eccezionale ed anche totalizzante. Un breve percorso di analisi in cui scoprire molte cose e ridiscuterne mille altre, ma dentro di noi piu’ che intorno a noi stessi. Giunti al termini di questa esperienza, a nostro avviso rinvigoriti e con qualche nuovo superpotere, mi piace condividere alcune situazioni ed esperienze che hanno fatto di questo periodo un periodo speciale. Comincio dall’ovvio. Non c’e’ stato giorno in cui la prima cosa che ho fatto aprendo gli occhi non sia stata guardare VFB sul blackberry. Come e meglio di ogni altro mezzo, questo spazio virtuale e’ stato per me “Casa” in questi mesi. Siccome siete dei vanitosi ed anche dei montati, non staro’ a dirvi quanto siete stati importanti per sfogare la pressione, per farmi due risate, per tenere un piede virtuale nella terra dei mie avi. Non staro’ a dirvi quante volte ho fatto refresh per vedere se qualcuno aveva replicato all’ennesima boutade o postato due faccine ad una mia battuta. Non ve lo diro’, no. Ma se ve lo avessi detto, vi avrei anche dovuto dire che il pop up di Skype “Roosters99 e’ in linea” alle 07.30 precise ora italiana mi ha dato ogni giorno il segnale “Non siamo soli”. Perche’ Roosters99 ragazzi, ve lo ripeto, non si discute: si ama. Anzi, da quando e’ diventato interista, “Amalo, pazzo Roosters amalo”. Di questa grande citta’ mi manchera’…il costo di alcune cose. Come la cancelleria, I vestiti su misura, il calzolaio (!!!). banalita’ forse, ma gran comode. Capiamoci, Shenzhen e’ stata veramente casa mia per due anni. Mi ci sono sentito bene, ho girato per i suoi sterminati viali, ammirato i pazzi grattacieli dalle forme imprevedibili e ne ho osservato la indescrivibile estensione, abbacinato come un bambino tante e tante volte. Ho giocato a basket in un campetto letteralmente incastrato tra due palazzi di cristallo I cui colori cambiavano ritmicamente di notte, ho visto la gigantesca ala del civic center svilupparsi allegramente con I suoi colori sgargianti. Non mi sono mai abituato alla velocita’ dei suoi cambiamenti, al vedere un viale alberato che la sera prima non c’era, a trovarmi dieci chilometri di pali adornati con le lanterne rosse in occasione delle feste nazionali comparire e sparire, alle gigantesce costruzioni febbrilmente in crescita con Ie luci dei saldatori visibili ad ogni ora del giorno e della notte. Soprattutto mai, ripeto mai, mi sono annoiato. A Shenzhen, se non lo si vuole, non ci si annoia: mai. C’e’ sempre un parco da visitare, un quartiere assurdo (quello degli artisti, quello dell’elettronica, quello dei sarti, quello dei…) da sperimentare, un qualche ristorante che inaugura da provare. E questo, lo so, talvolta mi manchera’. Perche’ a Luvinate c’e’ un bar solo, e fa pure cagare. Mi rendo conto che non sono stato flashato dalla Cina tradizionale e culturale, ma vorrei mettere in prospettiva la cosa: io capisco che chi viene dall’Iowa possa venire colpito dalla magnificenza di certe architetture o dai colori di certe opere antiche. Pero’, signori, noi veniamo dall’Italia. Diciamo che si guarda tutto con il giusto rispetto, ma essere sconvolti dalla citta’ proibita dopo che hai visto Venezia o Firenze secondo me proprio non e’ possibile. Quello che certamente segna e’ la gradiosita’ dimensionale di certe opere. In questo I cinesi non sono cambianti tanto: size matters. Ieri c’era da “tirar su un muro” o da “far giu’ un po’ di statue” oggi c’e’ da “spostare due o tre montagne” o “metter li’ un ponte” ed inevitabilmente I risulultati fanno parlare il mondo. Questo rimane per me il dato che segna: con I cinesi non si puo’ lottare, si puo’ collaborare. Perche’ sono tanti, orgogliosi ed hanno menti plasmate da secoli all’agire senza discutere, tutti insieme. Noi siamo pochi, individualisti e palsmati da secoli di chiagni e fotti. Tuttavia, I cinesi come noi sono anche uomini di grandi passioni ed amicizie. Che “Business is business” lasciamolo credere agli americani, qui senza la tua brava “guānxī” , la relazione, non fai affari neanche con quello che vende I pomodori in strada. Per contro, se la curi e la sviluppi, la tua guānxī ti puo’ portare a risultati del tutto insperati. Perche’ tante cose si possono dire della Cina, ma una e’ sicuramente incontrovertibile: in Cina tutto e’ possibile, ma niente e’ semplice e nel senso piu’ letterale. Per altro, chi fa business coi cinesi lo sa, la firma di un contratto e’ l’INIZIO della negoziazione. E siccome noi italiani questo lo capiamo benissimo, lasciamo I germanici e gli anglosassoni ad impazzire e vediamo di trarne il massimo. Staccando gli ormeggi dal porto ed osservando “La bocca del serpente” che e’ stata casa nostra allontanarsi nella foschia, passeranno certamente lunghi minuti anche di tristezza, pensando alle persone che hanno condiviso il nostro percorso alle loro arzigogolate provenienze. Ma soprattutto la mente volera’ a quelle quattro persone che sono arrivate due anni orsono e che sono rimaste idealmente li’. Sul traghetto, assorte nei loro pensieri ci saranno quattro persone diverse, gia’ voltate a guardare felici le luci di Chep Lap Kok avvicinarsi. Il capitolo si chiude, si torna a casa. Ponchiaz, ragazzi, Ponchiaz...... un tecnico sopraffino, un dirigente stimato ed amato, un grande scrittore, un amico vero. Bentornato fratelllo !!!
Maurizio Posted June 9, 2011 Posted June 9, 2011 Sempre grande, Ponciaz. Anche se ho vissuto in Cina solo per brevi periodi, sono in sintonia con il tuo pensiero.
Virgus Posted June 9, 2011 Posted June 9, 2011 Con tanti cervelli che fuggono , finalmente uno che torna a casa .
Silver Surfer Posted June 9, 2011 Posted June 9, 2011 Paolone, solo 2 parole. Un Maestro nel Lavoro, nella Vita, nella Famiglia, nel dispiegare Emozioni. Esprimi sempre concetti e sensazioni che a contatto con il vissuto di ciascuno di noi assumono subito tridimensionalità e movimento e si animano di una personale cinetica emotiva. Grande. A presto.
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