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Oggi, vi parlero’ della Cina., la mia Cina ovviamente.

Ci ho messo un po’ a raccogliere le idee ed in effetti credo fossi parzialmente inibito dal mio best seller “Il pranzo con il fornitore” e quindi stessi cercando a tutti i costi il post ad effetto, tutto da ridere.

Beh, onestamente non capita tutti i giorni di andare a pranzare nell’outlet dell’Arca di Noe’, per fortuna direi, e quindi puo’ darsi che il mio articolo qui manchi di qualche fuoco d’artificio ma pensavo di documentare comunque questi primi tre mesi.

Piu’ che di Cina e’ necessario parlare di dove vivo, ovvero Shenzhen. Shenzhen e’ un piccolo borgo dedito alla pesca di 12.000.000 di abitanti e circa 70 Km di estensione cartello-cartello.

In realta’ e’ la fusione di svariate municipalita’ in una singola piu’ grande. Comunque il fatto e’ che io per andare da casa al lavoro percorro ogni giorni 22 Km e non arrivo neanche vicino al centro citta’. Shenzhen e’ una citta’ super moderna ispirata dichiaratamente ad Hong Kong, alla quale e’ unita nella parte peninsulare, smaniosa di affermarsi nel settore del commercio e dell’alta tecnologia. Le strade sono ampie e l’edilizia in pieno fermento sforna grattacieli a ritmi vertiginosi, al tempo stesso e’ molto verde e l’aria non e’ peggiore rispetto a Milano. Ci sono due linee di metropolitana, ma per il 2011 saranno dieci, come dire: non credo sentano la pressione della BREBEMI o della pedemontana. Nel 2011 la citta’ sara’ sede delle universiadi e per tale motivo dalle mie parti stanno costruendo una cittadella dello sport piuttosto grande. Il denaro non manca di certo, e’ il nostro in effetti, la catena decisionale e’ estremamente breve: non essere una democrazia ha i suoi benefici. Per contro non accedo, ufficialmente, a Youtube ed a Facebook e neanche a tutti i blog di ogni forma e razza. In qualche modo la cosidetta “Green wall” che e’ il nome della firewall si puo’ aggirare per una spesa che, per me, e’ abbastanza conveniente. Shenzhen non e’ la capitale cinese della contraffazione, ma ovviamente ci mette del suo: i DVD costano mediamente 60 Eurocent ed i Blue Ray 8 Euro. Si possono trovare tutti i tipi di software a tutti i prezzi per strada e milioni di persone vestono Ralph Lauren, perche’ qui una maglietta si trova facilmente sotto ai dieci euro (per me, i cinesi la pagano meno). L’articolo migliore per me sono le valigie e le borse da viaggio che sono in effetti le originali, prodotte in sovrannumero dai terzisti cinesi e poi fatte confluire sul mercato parallelo. Ovviamente io mi guardo non bene ma benissimo dall’acquistare qualsiasi cosa non sia orginale ed esigo sempre la ricevuta. Ok, adesso che la finanza e’ a posto passiamo ad altro: popolazione.

Shenzhen ancora una volta fa storia a se’ dal momento che, se riuscite ad immaginare una cosa del genere, l’eta’ media dei 12.000.000 si aggira attorno ai trent’anni. Si’, avete capito bene, voi girate per strada ed ovunque vi voltiate vedete ventenni, trentenni, qualche raro quarantenne. I vecchi cioe’ non esistono. Come mai? Eh beh, semplice agli inizi degli anni ’80, circa trent’anni fa, Shenzhen non esisteva, c’era una cittadina di 80.000 abitanti. Poi il governo assegno’ a Shenzhen un titolo molto importante fatto di tre parole: Special economy zone. Da quel giorno miliardi di investimenti vennero dirottati qui e con loro arrivarono i giovani da tutta la Cina. Di fatto, oggi, non esiste chi sia nato a Shenzhen, tutti arrivano da qualche altra parte. Mica pizza e fichi. E per altro questo fa si che fra la popolazione semi locale che parla cantonese e quella arrivata da fuori, l'unica lingua di comunicazione sia il mandarino. Solo che non e' detto che il cantonese tipo lo parli bene, il che complica la vita di chi studia o ci prova questa lingua.

Per oggi vi lascio con questi pensieri, prossimamente parleremo di quello che ho imparato sui cinesi e daro’ qualche dettaglio su come funziona la nostra vita da emigranti di lusso.

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Oggi, vi parlero’ della Cina., la mia Cina ovviamente.

Ci ho messo un po’ a raccogliere le idee ed in effetti credo fossi parzialmente inibito dal mio best seller “Il pranzo con il fornitore” e quindi stessi cercando a tutti i costi il post ad effetto, tutto da ridere.

Beh, onestamente non capita tutti i giorni di andare a pranzare nell’outlet dell’Arca di Noe’, per fortuna direi, e quindi puo’ darsi che il mio articolo qui manchi di qualche fuoco d’artificio ma pensavo di documentare comunque questi primi tre mesi.

Piu’ che di Cina e’ necessario parlare di dove vivo, ovvero Shenzhen. Shenzhen e’ un piccolo borgo dedito alla pesca di 12.000.000 di abitanti e circa 70 Km di estensione cartello-cartello.

In realta’ e’ la fusione di svariate municipalita’ in una singola piu’ grande. Comunque il fatto e’ che io per andare da casa al lavoro percorro ogni giorni 22 Km e non arrivo neanche vicino al centro citta’. Shenzhen e’ una citta’ super moderna ispirata dichiaratamente ad Hong Kong, alla quale e’ unita nella parte peninsulare, smaniosa di affermarsi nel settore del commercio e dell’alta tecnologia. Le strade sono ampie e l’edilizia in pieno fermento sforna grattacieli a ritmi vertiginosi, al tempo stesso e’ molto verde e l’aria non e’ peggiore rispetto a Milano. Ci sono due linee di metropolitana, ma per il 2011 saranno dieci, come dire: non credo sentano la pressione della BREBEMI o della pedemontana. Nel 2011 la citta’ sara’ sede delle universiadi e per tale motivo dalle mie parti stanno costruendo una cittadella dello sport piuttosto grande. Il denaro non manca di certo, e’ il nostro in effetti, la catena decisionale e’ estremamente breve: non essere una democrazia ha i suoi benefici. Per contro non accedo, ufficialmente, a Youtube ed a Facebook e neanche a tutti i blog di ogni forma e razza. In qualche modo la cosidetta “Green wall” che e’ il nome della firewall si puo’ aggirare per una spesa che, per me, e’ abbastanza conveniente. Shenzhen non e’ la capitale cinese della contraffazione, ma ovviamente ci mette del suo: i DVD costano mediamente 60 Eurocent ed i Blue Ray 8 Euro. Si possono trovare tutti i tipi di software a tutti i prezzi per strada e milioni di persone vestono Ralph Lauren, perche’ qui una maglietta si trova facilmente sotto ai dieci euro (per me, i cinesi la pagano meno). L’articolo migliore per me sono le valigie e le borse da viaggio che sono in effetti le originali, prodotte in sovrannumero dai terzisti cinesi e poi fatte confluire sul mercato parallelo. Ovviamente io mi guardo non bene ma benissimo dall’acquistare qualsiasi cosa non sia orginale ed esigo sempre la ricevuta. Ok, adesso che la finanza e’ a posto passiamo ad altro: popolazione.

Shenzhen ancora una volta fa storia a se’ dal momento che, se riuscite ad immaginare una cosa del genere, l’eta’ media dei 12.000.000 si aggira attorno ai trent’anni. Si’, avete capito bene, voi girate per strada ed ovunque vi voltiate vedete ventenni, trentenni, qualche raro quarantenne. I vecchi cioe’ non esistono. Come mai? Eh beh, semplice agli inizi degli anni ’80, circa trent’anni fa, Shenzhen non esisteva, c’era una cittadina di 80.000 abitanti. Poi il governo assegno’ a Shenzhen un titolo molto importante fatto di tre parole: Special economy zone. Da quel giorno miliardi di investimenti vennero dirottati qui e con loro arrivarono i giovani da tutta la Cina. Di fatto, oggi, non esiste chi sia nato a Shenzhen, tutti arrivano da qualche altra parte. Mica pizza e fichi. E per altro questo fa si che fra la popolazione semi locale che parla cantonese e quella arrivata da fuori, l'unica lingua di comunicazione sia il mandarino. Solo che non e' detto che il cantonese tipo lo parli bene, il che complica la vita di chi studia o ci prova questa lingua.

Per oggi vi lascio con questi pensieri, prossimamente parleremo di quello che ho imparato sui cinesi e daro’ qualche dettaglio su come funziona la nostra vita da emigranti di lusso.

Sei meglio dei canali 400 di Sky :angry:

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In realta’ e’ la fusione di svariate municipalita’ in una singola piu’ grande.

Insomma, un po' come Verbania (Intra-Pallanza-Trobaso-Suna-Fondotoce), ma senza lago maggiore...

:angry:

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Ero veramente curioso di cominciare a sapere qualcosa di un mondo così lontano e forse diverso dal nostro; ma l'ambientamento com'è ? Mi spiego VVoi emigranti di lusso riuscite a fare conoscenze anche con persone locali oppure avete una vita solo fra "emigranti" magari di varia nazionalità? I bambini si integrano più facilmente di quanto pensassi o è faticoso ? La moglie...è una Santa quindi lasciamola stare.

Ciao

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Oggi, vi parlero’ della Cina., la mia Cina ovviamente.

Ci ho messo un po’ a raccogliere le idee ed in effetti credo fossi parzialmente inibito dal mio best seller “Il pranzo con il fornitore” e quindi stessi cercando a tutti i costi il post ad effetto, tutto da ridere.

Beh, onestamente non capita tutti i giorni di andare a pranzare nell’outlet dell’Arca di Noe’, per fortuna direi, e quindi puo’ darsi che il mio articolo qui manchi di qualche fuoco d’artificio ma pensavo di documentare comunque questi primi tre mesi.

Piu’ che di Cina e’ necessario parlare di dove vivo, ovvero Shenzhen. Shenzhen e’ un piccolo borgo dedito alla pesca di 12.000.000 di abitanti e circa 70 Km di estensione cartello-cartello.

In realta’ e’ la fusione di svariate municipalita’ in una singola piu’ grande. Comunque il fatto e’ che io per andare da casa al lavoro percorro ogni giorni 22 Km e non arrivo neanche vicino al centro citta’. Shenzhen e’ una citta’ super moderna ispirata dichiaratamente ad Hong Kong, alla quale e’ unita nella parte peninsulare, smaniosa di affermarsi nel settore del commercio e dell’alta tecnologia. Le strade sono ampie e l’edilizia in pieno fermento sforna grattacieli a ritmi vertiginosi, al tempo stesso e’ molto verde e l’aria non e’ peggiore rispetto a Milano. Ci sono due linee di metropolitana, ma per il 2011 saranno dieci, come dire: non credo sentano la pressione della BREBEMI o della pedemontana. Nel 2011 la citta’ sara’ sede delle universiadi e per tale motivo dalle mie parti stanno costruendo una cittadella dello sport piuttosto grande. Il denaro non manca di certo, e’ il nostro in effetti, la catena decisionale e’ estremamente breve: non essere una democrazia ha i suoi benefici. Per contro non accedo, ufficialmente, a Youtube ed a Facebook e neanche a tutti i blog di ogni forma e razza. In qualche modo la cosidetta “Green wall” che e’ il nome della firewall si puo’ aggirare per una spesa che, per me, e’ abbastanza conveniente. Shenzhen non e’ la capitale cinese della contraffazione, ma ovviamente ci mette del suo: i DVD costano mediamente 60 Eurocent ed i Blue Ray 8 Euro. Si possono trovare tutti i tipi di software a tutti i prezzi per strada e milioni di persone vestono Ralph Lauren, perche’ qui una maglietta si trova facilmente sotto ai dieci euro (per me, i cinesi la pagano meno). L’articolo migliore per me sono le valigie e le borse da viaggio che sono in effetti le originali, prodotte in sovrannumero dai terzisti cinesi e poi fatte confluire sul mercato parallelo. Ovviamente io mi guardo non bene ma benissimo dall’acquistare qualsiasi cosa non sia orginale ed esigo sempre la ricevuta. Ok, adesso che la finanza e’ a posto passiamo ad altro: popolazione.

Shenzhen ancora una volta fa storia a se’ dal momento che, se riuscite ad immaginare una cosa del genere, l’eta’ media dei 12.000.000 si aggira attorno ai trent’anni. Si’, avete capito bene, voi girate per strada ed ovunque vi voltiate vedete ventenni, trentenni, qualche raro quarantenne. I vecchi cioe’ non esistono. Come mai? Eh beh, semplice agli inizi degli anni ’80, circa trent’anni fa, Shenzhen non esisteva, c’era una cittadina di 80.000 abitanti. Poi il governo assegno’ a Shenzhen un titolo molto importante fatto di tre parole: Special economy zone. Da quel giorno miliardi di investimenti vennero dirottati qui e con loro arrivarono i giovani da tutta la Cina. Di fatto, oggi, non esiste chi sia nato a Shenzhen, tutti arrivano da qualche altra parte. Mica pizza e fichi. E per altro questo fa si che fra la popolazione semi locale che parla cantonese e quella arrivata da fuori, l'unica lingua di comunicazione sia il mandarino. Solo che non e' detto che il cantonese tipo lo parli bene, il che complica la vita di chi studia o ci prova questa lingua.

Per oggi vi lascio con questi pensieri, prossimamente parleremo di quello che ho imparato sui cinesi e daro’ qualche dettaglio su come funziona la nostra vita da emigranti di lusso.

Ottimo, Ponch.

Le guide cinesi mi dicevano che negli ultimi tempi lo stipendio-mese di un lavoratore medio cinese è decisamente aumentato, passando dai 100$ di pochi anni or sono ai circa 500/600€ attuali. Le ditte che hanno un imprimatur pubblico avrebbero qs.media citata, mentre quelle a semplici partecipazioni statali si attesterebbero su paghe leggermente inferiori (400/500€). Gli stipendi più bassi e gli orari più pesanti sarebbero invece prerogativa di ditte private (300/400€ max).

Ovviamente i discorsi sono ben diversi quando si trasla il discorso sulle campagne allontanandosi dalle città.

Revanche stataliste, oppure Verità...?

Poi: qs.supposta estrema attenzione dello Stato verso l'onestà ed il ben comportarsi sociale dei cittadini è Vera Gloria? Ho sentito parlare di corruzione e concussione molto diffuse, sebbene, se scoperte, possano portare facilissimamente alla fucilazione. More solito, 2 pesi 2 misure, con il Potente più protetto del contadino, oppure no?

Verissima la disanima sulle scelte facilitate da parte dello Stato in regime-Padre-Padrone: vedi il discorso sulle abitazioni delle minoranze etniche spazzate in men che non si dica x fare spazio velocissimamente alla costruzione della Città Olimpica a Pechino (bellissima...e tutto in 4 anni!!!) x le Olimpiadi del 2008, come già scritto nel relativo post dedicato alla Cina.

Edited by Silver Surfer
Posted (edited)

Allora,

precedenza nella chronicle di oggi a Mangusta nella logica F.I.F.O

Ci sono aspetti qui a Shenzhen (occhio a non confondere Shenzhen con la Cina!) che sono del tutto simili a qualsiasi grande citta': grandissimi e bellissimi centri commerciali, dovesi trovano tutti i marchi occidentali in grandi quantita', grandi supermercati dove si trovano cibi di tutto il mondo compresa ovviamente l'Italia. Da questo punto di vista si potrebbe dire che e' come essere a Milano. I mezzi pubblici in linea di massima funzionano ed il taxi e', per noi varesini almeno, incredibilmente economico (tariffa al Km, 4 euro per fare 20 Km).

Le persone invece sono abissalmente lontane da noi, almeno in gran parte. A dividerci c'e' soprattutto il reddito e le aspettative che riponiamo in questa grande citta'.

I cinesi sono qui per fare carriera cercando di cambiare piu' aziende possibili nell'unita' di tempo e covano il sogno chi di sfondare e mettersi in proprio, chi di ritornare al paesello e comprarselo.

Noi siamo qui di passaggio e cerchiamo di portare a termine la nostra missione e di rendere questa esperienza la piu' positiva possibile. Sono due livelli di aggressivita' diversi, la fame ci differenzia.

Per questo noi viviamo in un ghetto per espatriati dove gli affitti sono impraticabili per i cinesi e dove si trovano, tra le altre amenita' per stranieri, le due principali scuole internazionali (1.500 alunni in totale).

Amicizie, da espatriati, se ne fanno a gerle: tutti siamo nella stessa condizione e quindi cerchiamo di relazionarci agli altri per ricreare il nostro piccolo mondo. Tutto e' rigorosamente chiuso nei nostri compound pero'.

Noi frequentiamo principalmente una coppia di Milano e due famiglie italiane con bambini che sono qui da molto. Tutti hanno altre esperienze expat alle spalle e ci fanno da guida. Allo stesso tempo mia figlia ha legato con diverse bambine orientali, Malesia Singapore Giappone, ed altri invece provenienti dal Messico e da un casino di altri posti.

Un aspetto caratteristico degli incontri expat e' l'approccio modello Miogni "Ciao, da dove vieni? Come mai sei qui? Quando vai via?", io per scherzare dico che ognuno di noi gira con l'etichetta con scritta la scadenza. Scherzi a parte, ci si affeziona in fretta ma altrettanto in fretta si e' costretti a dimenticare, a scuola il 30% dei bambini che finisce l'anno non era li' quando l'anno e' iniziato e viceversa.

I bambini, per ora, stanno bene. L'inizio della scuola vedo che li sta un po' provando: la scuola e' rigorosamente in inglese e solo mia figlia ha qualche rudimento, junior e' a ground zero. Detto cio', tutti dicono che per Dicembre massimo entrambi comprenderanno perfettamente il 100% di quello che viene detto e per la fine dell'anno saranno fluent. Pare incredibile, eppure tutti hanno confermato questa versione, docenti e genitori.

Se dovessi giudicare da questi primi mesi direi che sia possibile, anche il piccolo dimostra ogni giorno di capire qualcosa in piu' e l'altro sabato ci ha stupito traducendo cio' che aveva detto la cameriera con uno spiccato accento anglo-cantonese.

Una cosa che ha fatto molto riflettere e' questa: quando siamo arrivati io, da provinciale DOC, ho cercato subito di localizzare altri bambini occidentali pensando che potessero diventare amici dei miei. Avevo, cioe', escluso implicitamente tutti gli orientali, che qui sono per altro moltissimi (anche se non cinesi). Loro invece hanno sorvolato totalmente sulle differenze etniche ed hanno legato semplicemente a simpatia come e' giusto che sia, dandomi un'altra volta una bella lezione. Ora dicevo, Cecilia quando le chiedo da dove vengono le sue amiche mi guarda veramente come il rudere che, per certi versi, sono, e mi dice "Ma papa', non me lo ricordo da dove viene, mi ricordo solo che e' quella brava con lo skateboard!". Amen.

Mia moglie....e' una santa. Non c'e' altro da dire, se ne va in giro come se fosse a Luvinate, e' molto socievole con le altre mamme e porta il sugo alle signore messicane quando lo fa. Prima della scuola teneva lezioni di italiano ad entrambi i figli ed ora che loro sono fuori ha iniziato a studiare cinese insieme a me e conta di approfondire l'inglese. Onestamente mi pare molto tranquilla, ma forse dovremmo far scrivere un post a lei!

Prima di partire, amici che hanno vissuto a lungo a Singapore ci dicevano che un aspetto ottimo dell'espatrio e' il compattarsi della famiglia. Per ora non posso che concordare, ad essere onesti avevamo un po' il problema di stare solo noi quattro in Italia (circondati sempre da nonni ed amici) mentre ora siamo veramente capaci di "bastare a noi stessi".

Diciamo che prima di integrarci con gli altri abbiamo imparato ad integrarci tra di noi!

Bene, alla prossima per parlare di grande fratello economia e societa'.

Edited by Ponchiaz
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ad essere onesti avevamo un po' il problema di stare solo noi quattro in Italia (circondati sempre da nonni ed amici) mentre ora siamo veramente capaci di "bastare a noi stessi".

Certo che se, per liberarsi della suocera, uno deve fare X migliaia di chilometri... :thumbsup:

C'è bisogno di avvocati da quelle parti? ^_^

Posted

grazie ponch, grazie davvero per quanto scrivi. ^_^

leggendo alcune cose, mentre penso alle mie vicende, mi è venuta anche una lacrimuccia. :cry:

continua così. :thumbsup:

appena possibile, riceverai quello che sai. ;)

Posted
grazie ponch, grazie davvero per quanto scrivi. :thumbsup:

......

penso sia questo il pensiero di tutti noi del forum...

Grande Ponch! e insieme a te tutta la tua famigliola!

Posted (edited)
I bambini, per ora, stanno bene. L'inizio della scuola vedo che li sta un po' provando: la scuola e' rigorosamente in inglese e solo mia figlia ha qualche rudimento, junior e' a ground zero. Detto cio', tutti dicono che per Dicembre massimo entrambi comprenderanno perfettamente il 100% di quello che viene detto e per la fine dell'anno saranno fluent. Pare incredibile, eppure tutti hanno confermato questa versione, docenti e genitori.

Per quel che vale te lo confermo anch'io : domenica scorsa è passato a salutarmi un carissimo amico che si è trasferito da Legnano a Guilford il settembre scorso : il piccolo , 4 anni , parla in italiano solo con i genitori , tutti gli altri sono strangers , la grande , 8 anni , ha cadenza ed accento da lady inglese in vacanza ....

Edited by Virgus
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Io invece ho degli amici che da Varese si sono trasferiti a MilANO.

Il figlio di 19 anni ora legge solo l'Avvenire.

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passo x scema se dico che mi sono realmente commossa nel leggere l'ultimo racconto di Ponch?

Posted
passo x scema se dico che mi sono realmente commossa nel leggere l'ultimo racconto di Ponch?

Te non fai testo, ti commuovi sempre ;-)

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passo x scema se dico che mi sono realmente commossa nel leggere l'ultimo racconto di Ponch?

In effetti, queste storie di poveri emigranti strappano sempre qualche lacrimuccia...

[Ponch, si scherza!]

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Io invece ho degli amici che da Varese si sono trasferiti a MilANO.

Il figlio di 19 anni ora legge solo l'Avvenire.

:thumbsup:^_^;):cry: , BELLISSIMA !!

P.S.: ...Alby, LL etc. : basta con tutta 'sta emotività !!

;)

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passo x scema se dico che mi sono realmente commossa nel leggere l'ultimo racconto di Ponch?
...Alby, LL etc. : basta con tutta 'sta emotività !!

^_^

ueh, silvia, questo è un forum di duri, ma io ti capisco alla perfezione... :thumbsup:

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passo x scema se dico che mi sono realmente commossa nel leggere l'ultimo racconto di Ponch?

No affatto.

Veramente molto bello il passaggio in cui Ponch faceva notare quanto noi dobbiamo imparare dai nostri figli ......

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Io invece ho degli amici che da Varese si sono trasferiti a MilANO.

Il figlio di 19 anni ora legge solo l'Avvenire.

Bella anche se un poco pesantuccia .....

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