Long Leg Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 da Varesenews: A 90 anni si hanno molti ricordi. Domenico Cuzzocrea ne ha uno che entra a pieno titolo nella storia. Lui è uno di quei soldati italiani che dopo l’8 settembre del 1943 vengono deportati in Germania per diventare “schiavi di Hitler”. Per quasi tre anni è sceso ogni giorno a mille metri di profondità per scavare carbone. Domenico, che è un uomo di mare, nato e vissuto fino allo scoppio della seconda guerra mondiale sulla costa calabrese, a soli 20 anni si trova catapultato in un inferno di fame, fatica e violenza. «Ci prelevarono a Tolone, in Francia – racconta Cuzzocrea –. Il nostro colonnello, dopo l’armistizio, si rifiutò di cedere il comando della sua batteria di circa 100 uomini ai tedeschi. E così ci trovammo su un carro bestiame, con un chilo di pane per 40 persone e nemmeno un goccio d’acqua per tre giorni di viaggio». I prigionieri sono convinti di tornare in Italia, mentre il treno si dirige in Germania. La tradotta deposita il suo carico di schiavi a Saarbrücken, perché lì il Terzo Reich scava nelle viscere della terra per estrarre carbone, necessario a mandare avanti l’economia tedesca. A Domenico e agli altri marinai italiani i nazisti danno una divisa e scarpe di legno «una tortura quotidiana a cui è difficile abituarsi». E poi, solo lavoro e botte. Botte e lavoro. I tedeschi considerano gli italiani dei traditori e glielo ricordano in ogni momento. «Al grido di "Badoglio" ci picchiavano con il badile. Un kapo altoatesino ci trattava peggio dei nazisti. Sotto la giacca teneva una barra di acciaio. Un giorno venne nella baracca. Io ero sdraiato, stavo male e non riuscivo ad alzarmi. Mi picchiò, mi salvò l’intervento un ingegnere che mi considerava un buon lavoratore». In miniera non mancano i momenti di solidarietà. Civili tedeschi e francesi lavorano gomito a gomito con i prigionieri italiani con i quali scambiano viveri e vestiario. La baracca è l’unico momento dove i deportati ritrovano un po’ di calore famigliare. Con i pezzetti di carbone che riescono a nascondere sotto le ascelle accendono la stufa e di fronte a una tazza di brodo di rape cercano di immaginare una vita diversa. La fame per gli “schiavi” italiani è un’ossessione. Due fette di pane la mattina con un quadratino di margarina devono bastare per tutto il giorno. «A chi era ammalato davano solo mezza razione e quindi chi già era debilitato moriva di stenti. Un giorno un prigioniero, che cercava di prendere della cicoria al di fuori del filo spinato, si è piegato e ha allungato il braccio. Il guardiano nazista lo ha visto e gli ha sparato trapassandogli da parte a parte le ginocchia». La morte è sempre in agguato. È sufficiente un rifiuto, un gesto di indecisione, a volte un semplice errore, per essere uccisi. «Stavamo costruendo un camminamento per i soldati tedeschi. Accanto a me c’era un militare di Rosarno che lavorava con in testa una mantella per ripararsi dal freddo. Un sergente delle SS gli disse di toglierla, lui cercò di spiegare che aveva freddo. Il nazista non ci pensò due volte e gli sparò». Pochi mesi prima della fine della guerra, nel gennaio del 1945, Domenico e altri tre prigionieri fuggono dal campo, approfittando del caos al momento del rientro alle baracche. Non hanno una meta e così si dirigono in una zona dove hanno già lavorato, ma sulla loro strada incontrano due ufficiali tedeschi che li catturano. Mentre camminano per ritornare alla miniera incrociano una pattuglia di russi che spiegano ai due ufficiali che sono circondati e che per Hitler e il Terzo Reich è finita. Domenico e i suoi compagni di fuga sono di nuovo liberi, trovano un carretto, ci caricano sopra un sacco di farina e decidono di puntare verso sud. Vagano per giorni senza riferimenti, sanno solo che devono raggiungere il fiume Saar, ma quando arrivano sulle sue rive non possono attraversarlo perché il ponte è stato distrutto dai bombardamenti. Nel frattempo nella regione arrivano anche gli americani che li prendono in consegna. «Ci portarono in un campo a Kaiserslautern dove c’erano altre 15 mila persone. Lì cominciammo a mangiare veramente. Dopo tre mesi ci misero su un treno per ritornare in Italia. Il viaggio durò 15 giorni. Fu un lungo ritorno alla vita».
tricky Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 E pensare che c'è ancora chi prova a negare l'Olocausto
Giobbo Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 E pensare che c'è ancora chi prova a negare l'Olocausto Veramente... Visto il tema, chiedo qui: sono a corto di libri da leggere e vorrei prenderne qualcuno che racconti proprio l'Olocausto. Una biografia o autobiografia su questo avvenimento, o qualsiasi altro genere di libro ma che riguardi questo argomento. Ho appena letto "Il bambino con il pigiama a righe" ed è stata una stretta al cuore per tutto il racconto.
tricky Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 Veramente...Visto il tema, chiedo qui: sono a corto di libri da leggere e vorrei prenderne qualcuno che racconti proprio l'Olocausto. Una biografia o autobiografia su questo avvenimento, o qualsiasi altro genere di libro ma che riguardi questo argomento. Ho appena letto "Il bambino con il pigiama a righe" ed è stata una stretta al cuore per tutto il racconto. "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Me lo regalò un mio amico ebreo al liceo. Mi disse che per capire si deve partire da qui.
Ponchiaz Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 "Sonderkommando Auschwitz" di Shlomo Venezia. Il male assoluto.
Giobbo Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Me lo regalò un mio amico ebreo al liceo. Mi disse che per capire si deve partire da qui. Anche questo già letto.
Maurizio Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 "Tu passerai per il camino" di Vincenzo Pappalettera.
Roberto Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 Anche questo già letto. E allora non ti resta altro da fare che recarti ad Auschwitz. Sara' un esperienza toccante vedere questi luoghi di tortura dal vivo.
Long Leg Posted January 27, 2010 Author Posted January 27, 2010 (edited) Veramente...Visto il tema, chiedo qui: sono a corto di libri da leggere e vorrei prenderne qualcuno che racconti proprio l'Olocausto. Una biografia o autobiografia su questo avvenimento, o qualsiasi altro genere di libro ma che riguardi questo argomento. Ho appena letto "Il bambino con il pigiama a righe" ed è stata una stretta al cuore per tutto il racconto. Anni fa lessi l'Eco del Silenzio: http://www.nostreradici.it/Springer_Frank.htm un pugno nello stomaco, impossibile non piangere nel leggerlo Edited January 27, 2010 by Long Leg
Giobbo Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 Grazie a tutti per le dritte. Domani andrò al Pontigia...ah no, è vero, il Pontigia non c'è più. Vado alla Feltrinelli.
davide Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 E allora non ti resta altro da fare che recarti ad Auschwitz.Sara' un esperienza toccante vedere questi luoghi di tortura dal vivo. Confermo, e farlo in inverno, come l'ho fatto io, rende ancor più l'idea. Dovrebbe essere una meta obbligata per le scolaresche italiane, per come la vedo io....
uzzo Posted January 27, 2010 Posted January 27, 2010 a tutti, buona giornata della memoria. Per non dimenticare mai. Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi. (Primo Levi)" @Giobbo: assolutamente da leggere Levi e l'ottima segnalazione di Ponch ... se ti avanza del tempo (...e magari, quel tempo, cercalo su di un treno che parte dal binario 21) prova anche questo: Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz - di Daniela Padoan (ed. Bompiani)
tricky Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Confermo, e farlo in inverno, come l'ho fatto io, rende ancor più l'idea.Dovrebbe essere una meta obbligata per le scolaresche italiane, per come la vedo io.... Concordo in pieno. E per fortuna sono sempre di più gli istituti che si organizzano in questo senso. Il figlio della mia compagna c'è stato a ottobre. È tornato che sembrava un altro. Aveva gli occhi di chi ha visto davvero l'orrore. E io che ci sono stato 25 anni prima di lui, a sentire i suoi racconti mi sono sentito riproiettato in quei luoghi. Ho capito che aveva colto in pieno il dramma che aveva appena visitato
tatanka Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Leggermente, molto leggermente controcorrente. Io ho letto "Se questo è un uomo" anni fa. E ho visto qualche film. Ho già dato, penso di aver capito benissimo. Non ne leggo più, mi sembra di andare a cercare il particolare, il gusto dell'orrore. Se non avete letto libri di questo genere, leggetene almeno uno, dovete farlo. Se ne avete già letto uno di quelli citati sopra, e lo avete ben capito, penso possa bastare come lettura, aggiungerei solo la visita ad un campo; ed assicuro che non serve andare ad Auschwitz, Dachau (vicino Monaco) o Mathausen (in Austria) son più che sufficienti.
tricky Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Leggermente, molto leggermente controcorrente.Io ho letto "Se questo è un uomo" anni fa. E ho visto qualche film. Ho già dato, penso di aver capito benissimo. Non ne leggo più, mi sembra di andare a cercare il particolare, il gusto dell'orrore. Se non avete letto libri di questo genere, leggetene almeno uno, dovete farlo. Se ne avete già letto uno di quelli citati sopra, e lo avete ben capito, penso possa bastare come lettura, aggiungerei solo la visita ad un campo; ed assicuro che non serve andare ad Auschwitz, Dachau (vicino Monaco) o Mathausen (in Austria) son più che sufficienti. Non saprei Tat. Pur rispettando il tuo punto di vista, peraltro molto sereno e pulito, non riesco a condividerlo fino in fondo. È vero, come dici tu, sei solo leggermente controcorrente. Eppure, da parte mia, non credo sia cercare il particolare, il gusto dell'orrore. È solo che come reputo giusto ci sia un giorno della memoria, reputo altrettanto giusto che ognuno di noi saltuariamente si crei i suoi di giorni della memoria. Ieri ho visto "Il bambino con il pigiama a righe". E come un cretino avevo gli occhi carichi di incredulità e il cuore gonfio di un senso di vuoto (Lo so sembra assurdo riempirsi con il vuoto ma era così). Pugni allo stomaco che credo servano. Sempre. Per quanto abbia letto e visto non mi sento mai saturo di indignazione. E sono orgoglioso di indignarmi ogni volta. È vero: non serve andare ogni anno in un campo di concentramento. Credo sia giusto almeno una visita. O perlomeno, una può anche bastare. Ma leggere e ascoltare non vorrei mai smettere.
ROOSTERS99 Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Io capisco il Tat invece... La mia "reazione" a quell' orrore è sempre stata di rifiuto fisico....mi sento male fisicamente.... e per questo anche io tendo a non andare troppo "oltre". E' quel senso di rifiuto che si alterna alla voglia di conoscenza; così, alla fine, ieri sera, l' ho visto finire il film su Anna Frank... Comunque, una tappa che ho percorso su quella via, e che mi sento di suggerire, è lo Yad Vashem a Gerusalemme.... Yad Vashem
Long Leg Posted January 28, 2010 Author Posted January 28, 2010 Ieri ho visto "Il bambino con il pigiama a righe". E come un cretino avevo gli occhi carichi di incredulità e il cuore gonfio di un senso di vuoto (Lo so sembra assurdo riempirsi con il vuoto ma era così). Pugni allo stomaco che credo servano. Sempre. 2 anni fa in occasione della giornata della memoria ho visto Jakob il bugiardo con Robin Williams, ve lo consiglio vivamente!
alberto Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 ma qualche ossario in cambogia, qualche gulag in siberia... no, eh?
Long Leg Posted January 28, 2010 Author Posted January 28, 2010 Leggermente, molto leggermente controcorrente.Io ho letto "Se questo è un uomo" anni fa. E ho visto qualche film. Ho già dato, penso di aver capito benissimo. Non ne leggo più, mi sembra di andare a cercare il particolare, il gusto dell'orrore. Se non avete letto libri di questo genere, leggetene almeno uno, dovete farlo. Se ne avete già letto uno di quelli citati sopra, e lo avete ben capito, penso possa bastare come lettura, aggiungerei solo la visita ad un campo; ed assicuro che non serve andare ad Auschwitz, Dachau (vicino Monaco) o Mathausen (in Austria) son più che sufficienti. da corriere.it Liliana sarà lì oggi, al binario 21, con un'altra sopravvissuta, Goti Bauer, una dolce, anziana signora, che mai nessuno, vedendola oggi, potrebbe pensare sia scampata all'inimmaginabile. Lei, che ad Auschwitz fu deportata e perse padre, madre e fratello, proveniente dal campo di Fossoli, confessa: «Ho sempre invidiato chi ad Auschwitz è arrivato da solo (...) chi non ha vissuto lo strazio della perdita dei genitori, dei figli, dei fratelli». Liliana e Goti ricordano a tutti che gli aguzzini nazisti continuavano a ripetere: «Morirete tutti, ma se per caso qualcuno tornerà e racconterà, nessuno gli crederà». Loro hanno perso, il «Memoriale della Shoah di Milano» ne è la prova, oggi il ventre nero è meno nero. Comprendere quello che accadde è impossibile, ma la memoria è necessaria per conoscere e ricordare ciò che fu e che mai più dovrà essere. Io credo che il desiderio di capire, conoscere, approfondire ciò che successe nasca dal fatto che non si finisca mai di scoprire frasi o fatti atroci legati allo sterminio degli ebrei. Non è morbosa curiosità, è sincero stupore e incredulità nel constatare dove può arrivare la cattiveria umana.
Silver Surfer Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 (edited) Veramente...Visto il tema, chiedo qui: sono a corto di libri da leggere e vorrei prenderne qualcuno che racconti proprio l'Olocausto. Una biografia o autobiografia su questo avvenimento, o qualsiasi altro genere di libro ma che riguardi questo argomento. Ho appena letto "Il bambino con il pigiama a righe" ed è stata una stretta al cuore per tutto il racconto. A proposito di revisionismo e di visita ad Aushwitz: interessante qs.pagina, da ascrivere all'associazione che tende a mettere luce su argomenti molto discussi, ben diversa da quella del revisionismo maniacale, politicizzato, becero e filo-nazista... Zyklon-B... Edited January 28, 2010 by Silver Surfer
Guinness Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 ma qualche ossario in cambogia, qualche gulag in siberia...no, eh? Ma sopratutto gli ebrei fatti fuori dai russi? Quelli non vengono mai ricordati..poveracci..
Silver Surfer Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Ma sopratutto gli ebrei fatti fuori dai russi? Quelli non vengono mai ricordati..poveracci.. Giustissimo. http://www.rapimento.com/files/CalvarioEbraico.htm http://www.essereliberi.it/modello_articolo.php?id_artic=273 Ma una ignominia, maggiore o minore che sia, non laverà mai un'altra...
Franz#12 Posted January 28, 2010 Posted January 28, 2010 Il monumento all'Olocausto di Berlino di certo non regala (credo) sensazioni come quelle che avete raccontato sui campi di sterminio. Ma vi assicuro che il suo effetto lo fa. Lo dico dopo esserci stato, perché visto in foto mi sembrava una minchiata pazzesca... f12
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